
{"id":46700,"date":"2017-10-10T16:18:27","date_gmt":"2017-10-10T15:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46700"},"modified":"2017-10-10T16:55:45","modified_gmt":"2017-10-10T15:55:45","slug":"le-vere-cause-dellalto-tasso-di-disoccupazione-dei-giovani-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46700","title":{"rendered":"LE VERE CAUSE DELL&#8217;ALTO TASSO DI DISOCCUPAZIONE DEI GIOVANI ITALIANI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Perch\u00e9 la transizione scuola-lavoro in Italia \u00e8 tanto pi\u00f9 lunga rispetto ai Paesi del nord-Europa e del nord-America &#8211; Il ruolo della famiglia e il difetto gravissimo dei servizi di orientamento scolastico e professionale<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><br \/>\nArticolo <strong>di Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 10 ottobre 2017 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38455\" target=\"_blank\">Disoccupazione giovanile: la via per uscirne<\/a><em> \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_43631\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43631\" class=\"size-medium wp-image-43631\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg\" alt=\"Il prof. Maurizio Ferrera\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-1024x577.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43631\" class=\"wp-caption-text\">Il prof. Maurizio Ferrera<\/p><\/div>\n<p>Sul disagio dei giovani e sull\u2019urgente necessit\u00e0 di allargare le loro opportunit\u00e0 si \u00e8 finalmente creato un largo consenso. Comprensibilmente, la priorit\u00e0 del governo \u00e8 il lavoro. Nella fascia 25-29 anni in Italia la quota di occupati \u00e8 \u00a0il 53,7%, in Francia il 74,1%, in Germania il 78,3% (dati 2016). Persino la Grecia (56,1%) riesce a fare meglio di noi. \u00a0La crisi economica dell\u2019ultimo decennio \u00e8 solo in parte responsabile di questa situazione. L\u2019enorme divario che ci separa dal resto d\u2019Europa affonda le sue radici nel \u201cmodello di giovent\u00f9\u201d che caratterizza l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nei paesi nord-europei, la transizione alla vita adulta \u00e8 rapida. Met\u00e0 dei ragazzi e delle ragazze escono di casa fra i 18 e i 25 anni. I sostegni alle famiglie con figli sono generosi. Ma si esauriscono al compimento dei vent\u2019anni. In compenso lo stato aiuta direttamente i giovani.\u00a0 Chi studia ha una borsa di studio.\u00a0 Tutti possono accedere a sussidi abitativi. Quando escono di casa i ventenni o poco pi\u00f9 hanno la possibilit\u00e0 di mantenersi, formare presto nuove unioni e di fare figli (in media entro i trent\u2019anni). \u00a0Anche l\u2019inserimento lavorativo \u00e8 rapido e organizzato dai servizi pubblici. Gli studenti combinano precocemente studio e lavoro, seguono programmi di formazione e orientamento. \u00a0E\u2019 stata la Scandinavia ad inventare, gi\u00e0 vent\u2019ani fa, quella \u201cgaranzia giovani\u201d poi sperimentata, con un limitato successo, anche in Italia, grazie al co-finanziamento europeo. Nel Regno Unito, l\u201985% degli studenti ha un contratto permanente entro un anno dalla laurea, in Danimarca l\u201980%.<\/p>\n<p>I paesi continentali come Germania e Francia hanno un modello pi\u00f9 imperniato sulla famiglia. I sostegni per i figli a carico possono estendersi fino ai venticinque anni; la vita con i genitori dura un po\u2019 pi\u00f9 a lungo, anche se quasi mai oltre i trent\u2019anni.\u00a0 Il familismo non impedisce per\u00f2 l\u2019inserimento lavorativo. La scuola \u00e8 congegnata in modo da accompagnare i giovani verso quelle professioni di cui le imprese hanno maggior bisogno. Nei paesi germanici pi\u00f9 della met\u00e0 dei ragazzi segue percorsi di istruzione con una forte componente professionale gi\u00e0 nella scuola secondaria, poi entrano nelle imprese come apprendisti. La transizione scuola lavoro \u00e8 \u201cgovernata\u201d in modo efficiente ed efficace.<\/p>\n<p>Rispetto a quelli stranieri, il modello di giovent\u00f9 italiano ha due spiccate anomalie: l\u2019iperfamilismo e l\u2019assenza di percorsi ordinati di inserimento lavorativo. L\u2019 uscita dalla famiglia \u00e8 \u00a0molto tardiva: fra i 25 e i 38 anni met\u00e0 dei giovani italiani vive ancora in casa, record assoluto in Europa. Il primo figlio arriva in media fra i 34 e i 36 anni. \u00a0Per lo stato, i ragazzi che continuano a studiare dopo i 18 anni sono trattati come figli: i genitori mantengono il diritto alle prestazioni e agevolazioni fino a 26 anni. Una volta c\u2019era il famoso \u201cpre-salario\u201d pagato dallo stato agli studenti privi di risorse. Ora sono rimasti solo i prestiti d\u2019onore.\u00a0 Le famiglie preferiscono tuttavia stringere la cinghia piuttosto che vedere i propri figli indebitati. Le borse di studio pubbliche sono scarse. \u00a0Le agevolazioni per gli affitti di chi studia fuori sede (nel complesso alcune decine di milioni l\u2019anno in termini di meno imposte) vanno, di nuovo, ai genitori.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019inserimento lavorativo la distanza rispetto agli altri paesi \u00e8 colossale. Nelle nostre scuole si fa pochissimo orientamento, soprattutto nello snodo cruciale fra medie inferiori e superiori. L\u2019alternanza obbligatoria fra scuola lavoro \u00e8 stata introdotta nel 2015. \u00a0Con una legge, ma senza risorse, senza organizzazione, sperando nell\u2019iniziativa spontanea e volontaria di insegnanti e imprese. I corsi di prima formazione sono pochi e mal gestiti, questa funzione \u00e8 praticamente delegata alle aziende. Il costo del lavoro per i contratti stabili resta fra i pi\u00f9 alti del mondo. E\u2019 anche per questo che la quota di studenti che riescono a trovare un impiego dopo la maturit\u00e0 o la laurea \u00e8 inferiore al 50%.\u00a0 E solo a un terzo di questi viene offerto un contrato stabile.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec instaurato un circolo vizioso. I figli non trovano lavoro, la famiglia ammortizza, i giovani-figli si scoraggiano, le famiglie chiedono pi\u00f9 ammortizzatori. Invece di adottare un coerente modello di giovent\u00f9, l\u2019Italia ha messo la propria giovent\u00f9 in trappola. Il governo si appresta a ridurre i contributi sociali per le aziende che assumeranno giovani. Una misura utile, per carit\u00e0, ma del tutto insufficiente. Diventeremo il primo paese al mondo senza vita adulta autonoma: figli sussidiati dai genitori, con poco lavoro, fino alla pensione \u201cdi garanzia\u201d, oggi chiesta a gran voce dai sindacati. Una battuta? Si, ma non troppo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 la transizione scuola-lavoro in Italia \u00e8 tanto pi\u00f9 lunga rispetto ai Paesi del nord-Europa e del nord-America &#8211; Il ruolo della famiglia e il difetto gravissimo dei servizi di orientamento scolastico e professionale Articolo di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 10 ottobre 2017 &#8211; In argomento v. anche Disoccupazione giovanile: la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-46700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46700\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}