
{"id":46820,"date":"2017-10-19T12:14:20","date_gmt":"2017-10-19T11:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46820"},"modified":"2017-10-20T22:05:30","modified_gmt":"2017-10-20T21:05:30","slug":"facciamo-un-occhio-nero-alla-fiom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46820","title":{"rendered":"&#8220;FACCIAMO UN OCCHIO NERO ALLA FIOM&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il risultato del referendum sull&#8217;accordo aziendale alla Gd di\u00a0 Bologna, con poco meno della met\u00e0 dei voti per il &#8220;no&#8221;, probabilmente non dipende tanto dal contenuto dell&#8217;intesa (nel complesso eccellente) quanto da un intendimento di protesta contro l&#8217;establishment sindacale, analogo a quello dei lavoratori<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Enrico Miele per il quotidiano <\/em>la Repubblica<em>, ed. bolognese, 19 ottobre 2017 &#8211; Segue <strong>la lettera di un dipendente della Gd<\/strong>, con una mia breve risposta &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41086\" target=\"_blank\">Facciamo un occhio nero a Cameron<\/a><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-46823\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna-2-300x136.jpg\" alt=\"Gd Bologna 2\" width=\"300\" height=\"136\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna-2-300x136.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna-2-150x68.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna-2.jpg 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Un accordo innovativo sugli orari di lavoro alla Gd si \u00e8 trasformato in un referendum contro i sindacati confederali, com\u2019\u00e8 possibile?<br \/>\n<\/strong>La vicenda \u00e8 sorprendente se si considera che la Gd \u00e8 un&#8217;impresa leader nel suo settore, molto vicina a una posizione di monopolio nel mercato dei suoi prodotti, nella quale per quel che ne so non \u00e8 stata mai attivata neppure un&#8217;ora di Cassa integrazione e gli standard di trattamento dei dipendenti sono tra i migliori del settore.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo prevede un aumento fino al 25% del premio di risultato collettivo cui si aggiunger\u00e0 un 15% legato alle performance individuali; e l&#8217;inizio di una sperimentazione di 8 mesi che, su base volontaria, prevede forti innovazioni sugli orari. Per lei \u00e8 un buon accordo?<br \/>\n<\/strong>Se confrontato con la generalit\u00e0 degli accordi che si stipulano oggi nelle aziende manifatturiere, mi sembra che questo della GD si collochi nella fascia alta: che sia di gran lunga tra gli accordi migliori, sia sul piano economico sia su quello normativo. Se \u00e8 cos\u00ec, la chiave per la spiegazione di quello che sta accadendo non va cercata nel contenuto dell&#8217;accordo<\/p>\n<p><strong>Nel metodo, allora?<br \/>\n<\/strong>Neanche in quello: mi risulta che la negoziazione sia stata correttamente accompagnata da molte assemblee e discussioni a tutti i livelli.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 allora, secondo lei?<br \/>\n<\/strong>Vedo in questa vicenda una manifestazione dello stesso fenomeno che ha portato, per esempio, due terzi dei lavoratori della Nissan di Sunderland a votare per la Brexit. Il fatto che quel grande stabilimento del Nord-Inghilterra sia nato e sempre vissuto per il mercato europeo non \u00e8 bastato perch\u00e9 i suoi dipendenti votassero per rimanere nella UE. E la loro risposta ai giornalisti che l&#8217;anno scorso li interrogavano su questa scelta, fu: &#8220;Abbiamo voluto fare un occhio nero a Cameron. E ci siamo riusciti&#8221;.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-46824\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna.jpg\" alt=\"Gd Bologna\" width=\"276\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna.jpg 276w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gd-Bologna-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/>Un voto anti-establishment, dunque?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec. Con la sola differenza che, nel caso della Gd di Bologna, l&#8217;establishment viene individuato nel sindacato confederale. L\u2019impressione \u00e8 che il comportamento di met\u00e0 dei dipendenti della Gd possa spiegarsi non sulla base dei contenuti dell\u2019accordo, ma solo nella chiave \u201cfacciamo un occhio nero al sindacato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel mirino di molti lavoratori che si sono sfogati ai cancelli c\u2019\u00e8 soprattutto la Fiom, da sempre molto forte in azienda. Nel voto dei dipendenti Gd vede una motivazione specificamente anti-Fiom?<br \/>\n<\/strong>Non conosco abbastanza quel sistema di relazioni sindacali aziendali per poterle rispondere. Ma mi sembra plausibile che la Fiom in questo caso stia solo pagando il prezzo dell&#8217;essere stata il sindacato di gran lunga maggioritario in azienda per decenni.<\/p>\n<p><strong>Questo, secondo lei, \u00e8 solo un incidente di percorso oppure questa vicenda \u00e8 spia di una crisi pi\u00f9 generale della rappresentanza sindacale anche in fabbriche di lunga tradizione sindacale come la Gd?<br \/>\n<\/strong>Se di questo si tratta, \u00e8 lo stesso vento che, <em>mutatis mutandis<\/em>, da qualche tempo soffia anche a Sunderland come a Barcellona, o a Vienna. Si scaricano sugli establishment sindacali come su quelli politici ansie suscitate dalla caduta di vecchie certezze conseguente ai mutamenti radicali di contesto, talvolta veri e propri terremoti, causati dalla globalizzazione.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA LETTERA DI UN DIPENDENTE DELLA GD<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Caro senatore Ichino, in riferimento alla sua intervista a <em>Repubblica<\/em> sul referendum sindacale in GD, le fornisco un dato che forse pu\u00f2 spiegare l&#8217;accaduto in modo pi\u00f9 preciso. In Gd i settimi livelli e i quadri sono 481. Poi ci sono 274 tecnici trasfertisti che &#8211; da subito e pubblicamente &#8211; hanno espresso parere negativo all&#8217;accordo per motivi economici e di qualit\u00e0 del lavoro. La somma di questi due gruppi di lavoratori, ai quali il nuovo accordo impone un sacrificio in termini di flessibilit\u00e0 e autogestione dell&#8217;orario non compensata a sufficienza dall&#8217;aumento del premio, a mio avviso \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per spiegare i 708 &#8220;no&#8221; al referendum, senza bisogno di pensare n\u00e9 a una manifestazione di ribellismo irrazionale contro l&#8217;establishment sindacale tradizionale, n\u00e9 a un aumento di consensi per il sindacalismo di base.<br \/>\n(lettera firmata)<\/p>\n<p><em>Prendo atto con grande interesse dell&#8217;informazione contenuta in questa lettera e la metto doverosamente a disposizione di tutti gli altri frequentatori del sito. Se questa \u00e8 la spiegazione &#8211; almeno parziale &#8211; dell&#8217;esito del referendum alla Gd, se cio\u00e8 davvero al voto hanno partecipato quattro quadri e tecnici su cinque, tutti contrari all&#8217;accordo, ci\u00f2 significa che qui i negoziatori non hanno saputo mediare con successo tra la parte del personale pi\u00f9 professionalizzata e l&#8217;altra parte. Sarebbe interessante anche sentire qualche altra voce su questo punto: se arrivasse qualche altro messaggio, anch&#8217;esso sarebbe il benvenuto e, col consenso del mittente, verrebbe ovviamente pubblicato. \u00a0\u00a0 (p.i.) <\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il risultato del referendum sull&#8217;accordo aziendale alla Gd di\u00a0 Bologna, con poco meno della met\u00e0 dei voti per il &#8220;no&#8221;, probabilmente non dipende tanto dal contenuto dell&#8217;intesa (nel complesso eccellente) quanto da un intendimento di protesta contro l&#8217;establishment sindacale, analogo a quello dei lavoratori . 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