
{"id":46926,"date":"2017-10-28T12:39:37","date_gmt":"2017-10-28T11:39:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46926"},"modified":"2017-10-28T12:39:37","modified_gmt":"2017-10-28T11:39:37","slug":"pensioni-e-costituzione-lo-spirito-della-carta-impone-lequita-fra-le-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46926","title":{"rendered":"PENSIONI E COSTITUZIONE: LO SPIRITO DELLA CARTA IMPONE L&#8217;EQUIT\u00c0 FRA LE GENERAZIONI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Chiedere che anche gli anziani pi\u00f9 beneficiati dal sistema pensionistico partecipino alla distribuzione dei sacrifici richiesti dall\u2019aggiustamento della bilancia intergenerazionale dovrebbe essere considerato una scelta conforme allo spirito della Costituzione<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo <strong>di Elsa Fornero<\/strong>, ministro del Lavoro nel Governo Monti, pubblicato sul quotidiano<\/em> il Foglio <em>il 25 ottobre 2017 &#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46949\" target=\"_blank\">Paradossi di fine legislatura &#8211; 2<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_40821\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40821\" class=\"size-medium wp-image-40821\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-300x183.jpg\" alt=\"Elsa Fornero\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-150x92.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-40821\" class=\"wp-caption-text\">Elsa Fornero<\/p><\/div>\n<p>In materia economico-sociale, la linea di demarcazione tra diritti (degli uni) e oneri (degli altri) \u00e8 sempre sfumata. Lo \u00e8 particolarmente quando diritti ed oneri non sono coevi, ma riguardano generazioni diverse, per esempio quando i diritti sono attribuiti alle generazioni oggi in vita ma gli oneri che ne derivano sono addossati alle generazioni giovani o non ancora nate. Non partecipando al sottostante \u201ccontratto sociale\u201d, queste generazioni dovrebbero essere tutelate dalla lungimiranza della politica, se non direttamente dalla Carta Costituzionale.<\/p>\n<p>La nostra Costituzione non ha articoli riferiti espressamente alla salvaguardia del benessere delle generazioni future (ma non sono in molte a farlo). Quanto alla lungimiranza dei nostri politici, \u00e8 forse meglio stendere un velo pietoso, essendo l\u2019Italia uno dei Paesi pi\u00f9 indebitati al mondo. La Norvegia, per esempio, ha istituito nel 1998 un fondo sovrano (gestito dalla Banca centrale) per garantire al paese un futuro economico e un welfare <em>sostenibili<\/em>, ed evitare che i proventi delle ingenti risorse petrolifere, destinate a ridursi nel tempo, siano tutti spesi a favore delle generazioni correnti.<\/p>\n<p>Il contratto sociale forse di maggiore impatto sulla distribuzione delle risorse tra le generazioni \u00e8 rappresentato dal sistema pensionistico a ripartizione, nel quale i contributi versati dai lavoratori in attivit\u00e0 vengono immediatamente e totalmente \u2013 ossia senza l\u2019accantonamento di alcuna \u201criserva\u201d &#8211;\u00a0 utilizzati per il pagamento delle pensioni attuali. Ogni generazione \u00e8 tenuta a partecipare al contratto con l\u2019aspettativa che quando sar\u00e0 anziana potr\u00e0 contare sui contributi pagati dai giovani del futuro. In una societ\u00e0 che invecchia, per\u00f2, gli anziani hanno un peso politico maggiore dei giovani e questo porta inevitabilmente la politica a considerarli con occhio di riguardo. Le promesse pensionistiche si allargano, i contributi dovrebbero parallelamente crescere per farvi fronte, ma oltre un certo livello (in Italia ampiamente superato) \u00e8 difficile andare senza ripercussioni sulla competitivit\u00e0 del sistema economico. Il debito pensionistico diventa cos\u00ec molto pi\u00f9 difficilmente sostenibile.<\/p>\n<p>L\u2019indicizzazione delle pensioni al costo della vita \u00e8 buona cosa per i pensionati, che possono cos\u00ec mantenere invariato il loro potere d\u2019acquisto. Quando per il calcolo delle pensioni si usa la formula contributiva, l\u2019indicizzazione pu\u00f2 considerarsi coperta dai contributi versati durante la vita lavorativa; quando invece si usa la formula retributiva, con la quale sono state calcolate tutte (o quasi) le pensioni in essere, manca la corrispondenza tra contributi e prestazioni e anche l\u2019indicizzazione finisce per essere messa a carico delle generazioni pi\u00f9 giovani (se finanziata a debito) o della collettivit\u00e0 (se finanziata con tassazione).<\/p>\n<p>Nel 2011, <em>in piena emergenza finanziaria<\/em>, il governo Monti, all\u2019interno del quale chi scrive ricopriva la carica di Ministro del Lavoro e del Welfare, abol\u00ec per due anni l\u2019indicizzazione sulle pensioni a partire da quelle superiori a tre volte il minimo (1500 euro lordi). Non star\u00f2 a ricordare che fu proprio il Ministro del Lavoro a salvare da questo temporaneo blocco almeno le pensioni pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, la Corte Costituzionale ha decretato illegittimo quel provvedimento, con una sentenza rispetto alla quale \u00e8 lecito porsi due domande: in primo luogo, se la Corte abbia pienamente compreso la rischiosit\u00e0 della situazione finanziaria di quel periodo e le sue potenziali ricadute negative sulla popolazione (e particolarmente sulla sua parte pi\u00f9 debole); in secondo luogo in che modo e da chi vengano tutelati gli interessi dei giovani se i diritti pensionistici vengono considerati \u201cincomprimibili\u201d al punto da prevalere su considerazioni di bilancio. Il non tener conto delle considerazioni di bilancio infatti viene a danneggiare gli interessi legittimi, se non i veri e propri diritti, di coloro sui quali ricadr\u00e0 il debito.<\/p>\n<p>Il governo Renzi, in carica peraltro in un periodo di minore turbolenza finanziaria, ha modificato retroattivamente il meccanismo di perequazione per gli anni 2012-13 (in modo da limitare la spesa a <em>soli<\/em> 2.8 miliardi di euro) e ha introdotto per gli anni successivi una nuova rimodulazione, riducendo l\u2019adeguamento al costo della vita delle pensioni pi\u00f9 alte. Ci\u00f2 ha determinato nuovi ricorsi che hanno portato il giudice ordinario a riformulare alla Corte il giudizio sulla costituzionalit\u00e0 dei provvedimenti.<\/p>\n<p>Senza entrare nel merito delle decisioni della Corte, il primo interrogativo che qui mi preme qui sottolineare \u00e8 se i promotori dei ricorsi (in particolare quelli che godono di trattamenti elevati, ben superiori a quanto spetterebbe loro sulla base dei contributi versati) abbiano consapevolezza del fatto che l\u2019affermazione del loro diritto \u00e8 equivalente alla sottrazione del diritto dei loro figli e nipoti. Si tratta dei medesimi figli e nipoti che gli anziani dicono di dover aiutare, con le loro pensioni, perch\u00e9 senza lavoro o con redditi di lavoro inadeguati e precari, in un circolo vizioso (o contratto sbilanciato) che sarebbe bene riequilibrare una volta per tutte. Il secondo interrogativo riguarda i diritti dei lavoratori. Proprio ieri l\u2019ISTAT ha indicato in cinque mesi l\u2019incremento dell\u2019aspettativa di vita a 65 anni, et\u00e0 alla quale \u00e8 oggi agganciata l\u2019et\u00e0 pensionabile, il che (se questa tendenza demografica continuer\u00e0) porter\u00e0, in base alle leggi vigenti, a 67 anni l\u2019et\u00e0 di uscita per \u201cvecchiaia\u201d nel 2019. Dai sindacati e da diverse parti politiche viene la richiesta almeno di rinviarne l\u2019applicazione. Anche in questo caso i costi del rinvio generalizzato sono ingenti, e rinviati al futuro. Mentre sarebbe auspicabile un intervento mirato a favore delle categorie di lavoratori meno fortunati, \u00e8 non solo lecito ma anche doveroso domandarsi come possa essere ritenuto intoccabile il diritto all\u2019adeguamento al costo della vita anche per le pensioni elevate e non anche il diritto di un lavoratore, per esempio precoce, a mantenere invariata l\u2019et\u00e0 di pensionamento.<\/p>\n<p>Il sistema pensionistico, in definitiva, sconta molte ingiustizie del passato, che non \u00e8 possibile eliminare con un colpo di spugna. Chiedere che anche i pensionati in condizioni di relativa agiatezza e che hanno ricevuto di pi\u00f9 partecipino alla distribuzione dei sacrifici richiesti dall\u2019aggiustamento della bilancia intergenerazionale dei redditi non dovrebbe essere operazione estranea allo spirito della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiedere che anche gli anziani pi\u00f9 beneficiati dal sistema pensionistico partecipino alla distribuzione dei sacrifici richiesti dall\u2019aggiustamento della bilancia intergenerazionale dovrebbe essere considerato una scelta conforme allo spirito della Costituzione . 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