
{"id":47033,"date":"2017-11-02T18:34:34","date_gmt":"2017-11-02T17:34:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47033"},"modified":"2017-11-02T18:36:28","modified_gmt":"2017-11-02T17:36:28","slug":"a-lex-articolo-sulla-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47033","title":{"rendered":"A-LEX: COME ACCELERARE LA GIUSTIZIA A PARIT\u00c0 DI RISORSE E DI TEMPO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> Oggi \u00e8 disponibile un\u2019agenda elettronica, si chiama A-Lex,<\/span> <span style=\"color: #993300;\">che permetterebbe ai giudici civili di fissare il calendario di ciascun process0, in modo concentrato e sequenziale (cio\u00e8 non &#8220;in parallelo&#8221;) &#8211;\u00a0 Le prime sperimentazioni hanno dato esiti molto positivi: perch\u00e9 il ministero la rifiuta?<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo <strong>di Bruno Tinti<\/strong>, ex magistrato, giornalista ed editore, pubblicato sul quotidiano<\/em> la Verit\u00e0 <em>il 27 ottobre 2017 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo di Gianantonio Stella sul Corriere della Sera del 1\u00b0 novembre, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47048\" target=\"_blank\">Giustizia lenta: perch\u00e9 nessuna risposta?<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47036\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47036\" class=\"size-medium wp-image-47036\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Bruno-Tinti-300x164.jpg\" alt=\"Bruno Tinti\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Bruno-Tinti-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Bruno-Tinti-150x82.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Bruno-Tinti.jpg 303w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-47036\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Tinti<\/p><\/div>\n<p>Immaginate di dover montare le ruote su 400 automobili. Sono tutte l\u00ec, una in fila all\u2019altra. Vicino ad ognuna ci sono le 4 ruote che dovete montare. Come fareste? Credo che partireste dalla prima della fila, quella che \u00e8 arrivata per prima, montereste le 4 ruote e poi passereste alla seconda e cos\u00ec via. Oppure, se qualcuna, per qualsiasi motivo, deve essere pronta prima delle altre, comincereste da quella, poi andreste sulla seconda in ordine di importanza, poi alla terza \u2026 Quello che certamente non fareste sarebbe montare una ruota su un automobile, poi passare a un\u2019altra automobile e montare un\u2019altra ruota, poi un\u2019altra e un\u2019altra ancora. Insomma, non montereste una ruota su ogni automobile; poi, finite tutte e 400, non ricomincereste con la seconda ruota, poi con la terza e alla fine con la quarta; passando dunque 4 volte su ogni automobile per un totale di 1.600 passaggi. Ebbene -per quanto ridicolo possa sembrare- i processi, sia civili che penali, si fanno cos\u00ec.<\/p>\n<p>Spiego meglio. Ogni giudice ha un ruolo; che significa che ha X processi da definire: si arriva anche a 2.000, 3.000 fascicoli per ogni giudice ma la media \u00e8 sui 1000. I processi si trattano nelle cosiddette udienze: le parti, l\u2019imputato, i testimoni, i periti, gli avvocati, sono sentiti; e poi il giudice emette la sentenza. Alcuni processi sono semplici e si definiscono in un\u2019ora, altri sono complessi e serve un giorno intero; per altri ancora occorre qualche giorno; per quelli pi\u00f9 complessi qualche mese. Per meglio dire, servirebbero un\u2019ora, un giorno, una settimana, qualche mese. In realt\u00e0 durano anni. Perch\u00e9? Perch\u00e9 i giudici li trattano come farebbe quell\u2019operaio che montasse una ruota alla volta su ognuna delle sue 400 automobili. Fissano 10\/15 processi per ogni udienza, ne fanno un pezzetto di ognuno e rinviano per un altro pezzetto a \u2026, e chi lo sa: 3 mesi, 4, 5, anche pi\u00f9. Oggi sentiamo un testimone o due, la prossima volta un altro, la prossima ancora nominiamo un perito, poi sentiremo l\u2019imputato, poi parler\u00e0 il Pubblico Ministero, in un\u2019altra udienza gli avvocati \u2026 Naturalmente questo modo di procedere significa che, ogni volta, il giudice si deve ristudiare il processo: a distanza di mesi \u2013ovviamente- non si ricorda niente. Cos\u00ec si deve rileggere l\u2019atto di citazione, la denuncia, le memorie degli avvocati, quello che hanno detto i testimoni, la perizia \u2026 Insomma lo studio dell\u2019intero fascicolo moltiplicato N volte, tante quante sono le udienze. Non vi pare un sistema demenziale?<\/p>\n<p>La domanda naturalmente \u00e8: ma perch\u00e9 fanno cos\u00ec? Per paura. Tutti i giudici hanno una terribile paura che, se fissano un solo processo per udienza e poi qualcosa va male (una notifica non fatta e l\u2019imputato non si presenta; un certificato medico; un testimone che se ne frega e non viene in udienza), la giornata \u00e8 persa tempo sprecato. Ma non c\u2019\u00e8 ragione di avere paura. Gli errori di notifica possono essere scoperti prima dell\u2019udienza: si controlla il fascicolo e, se c\u2019\u00e8 una notifica andata a male la si ripete utilizzando i Carabinieri, i Vigili Urbani, la Polizia etc. I certificati medici, quelli che non arrivano il giorno stesso dell\u2019udienza, possono essere controllati: se \u00e8 un mal di testa si disattendono; se \u00e8 cosa seria si fa una visita fiscale immediata e, se il \u201cmalato\u201d non \u00e8 a casa sua a letto, lo si incrimina per falso in atto pubblico e, con lui, si incrimina il medico che gli ha redatto il certificato falso. Dopo un po\u2019 questo scherzetto non lo fanno pi\u00f9. Il testimone che non si presenta va condannato subito a una multa (salata) e si ordina ai Carabinieri di accompagnarlo alla prossima udienza: anche qui, dopo un po\u2019, la smettono. Naturalmente non sempre le cose sono cos\u00ec semplici e pu\u00f2 capitare, soprattutto prima che la severit\u00e0 (giusta, in realt\u00e0 si dovrebbe dire seriet\u00e0) del giudice sia nota, che alcune udienze vadano deserte. Poco male, anzi nessuno. Ogni giudice ha una tale quantit\u00e0 di sentenze da scrivere e fascicoli da studiare che una giornata senza udienza \u00e8 una manna: si torna in ufficio e si lavora.<\/p>\n<p>Allora perch\u00e9? Abitudine, pigrizia, conformismo, quieto vivere. Ai giudici questo rinviare lo studio approfondito e definitivo di un fascicolo non dispiace: ci sono tante cose da fare oggi, meno male che per studiare questo processo c\u2019\u00e8 ancora tempo. Certo, si gestisce il processo un po\u2019 superficialmente, senza conoscerlo bene: per\u00f2, prima della sentenza, lo si studier\u00e0; intanto raccogliamo memorie e documenti e sentiamo i testimoni. E poi: questa \u201ccamurria\u201d (meno male che c\u2019\u00e8 Montalbano) di controlli del fascicolo prima dell\u2019udienza, di visite mediche fiscali, di notifiche da rifare con urgenza, di Carabinieri &amp; C da mandare di qua e di l\u00e0 (loro non sono contenti), di cancelleria sottoposta a adempimenti urgenti in continuazione; ecco, meglio evitare.<\/p>\n<p>Ma i capi? E il Ministero? Non potrebbero organizzare, ordinare, rimproverare? Si che potrebbero. Ma non lo fanno. Ci sarebbe una rivolta. I giudici sono convinti che l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza che la Costituzione garantisce alla magistratura non riguarda solo la decisione ma anche il modo di arrivarci. In altri termini non capiscono che nessuno pu\u00f2 dirgli come devono decidere; per\u00f2 l\u2019organizzazione del lavoro che li porta alla decisione, questa non \u00e8 affar loro. E cos\u00ec ogni tentativo di introdurre sistemi organizzativi (e dunque procedure informatizzate) che razionalizzino la gestione dei processi viene frustrato. Io ne avevo costruito uno, per le Procure. Si chiamava Beagle, come il cane, un segugio da caccia. Era fantastico. Ma aveva un inconveniente: bisognava formare il fascicolo informatico; ogni atto andava memorizzato, ogni documento scannerizzato. Non un grande lavoro; ma un lavoro in pi\u00f9. E poi bisognava cambiare metodo di lavoro: niente blocco di appunti e penna ma video e tastiera. Lo usammo in due, ed era costato due anni di lavoro.<\/p>\n<p>Oggi alcuni bravi colleghi hanno realizzato un\u2019agenda elettronica che permette (permetterebbe) ai giudici civili di fissare in maniera intelligente (in senso informatico, si tratta di un applicativo di A.I. -Artificial Intelligence) i processi, sfruttando le udienze per concluderli uno dopo l\u2019altro. In serie e non in parallelo; come per le ruote da montare sull\u2019automobile. Si chiama A-Lex, uno dei risultati del Progetto THEMIS, promosso dalla Fondazione Giuseppe Pera e seguito dal parlamentare e giurista Pietro Ichino. Permette rinvii intelligenti alle prossime udienze (le propone direttamente lei a seconda del tipo di rinvio) e ponderati. Interagisce con i registri generali, e dunque alleggerisce il lavoro di cancelleria: i calendari di udienza si formano automaticamente. Accorcia i tempi di definizione dei processi: alla fine si produce di pi\u00f9 con la stessa quantit\u00e0 di lavoro; il che in realt\u00e0 avviene in ogni assetto produttivo ben organizzato. C\u2019\u00e8 un solo problema: tutto quanto detto deve essere volto al condizionale. Permetterebbe, interagirebbe, alleggerirebbe, accorcerebbe. Perch\u00e9 il Ministero non se ne interessa, non l\u2019autorizza e non consente il collegamento di A-Lex con i Registri Generali. Chi vuole (la piccola \u00e9lite di magistrati che si fanno la punta al cervello per organizzare in modo innovativo il loro lavoro) la utilizza cos\u00ec com\u2019\u00e8. Gli altri continuano a gestire le loro udienze come una bancarella al mercato. Chiunque volesse rendersi conto del souk che sono le udienze di un grande Tribunale pu\u00f2 farsi un giro di un paio d\u2019ore in una qualsiasi mattina: varr\u00e0 assai di pi\u00f9 di questo migliaio di parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 disponibile un\u2019agenda elettronica, si chiama A-Lex, che permetterebbe ai giudici civili di fissare il calendario di ciascun process0, in modo concentrato e sequenziale (cio\u00e8 non &#8220;in parallelo&#8221;) &#8211;\u00a0 Le prime sperimentazioni hanno dato esiti molto positivi: perch\u00e9 il ministero la rifiuta? . 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