
{"id":47058,"date":"2017-11-04T22:07:25","date_gmt":"2017-11-04T21:07:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47058"},"modified":"2017-11-05T20:27:14","modified_gmt":"2017-11-05T19:27:14","slug":"la-lezione-del-contratto-a-termine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47058","title":{"rendered":"LA LEZIONE DEL CONTRATTO A TERMINE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La regola del \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d, con l\u2019alea del giudizio che ne consegue, non costituisce la tecnica protettiva pi\u00f9 vantaggiosa per i lavoratori: il pi\u00f9 delle volte ne sono preferibili altre, fondate su &#8220;filtri automatici&#8221; delle scelte imprenditoriali<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.A<\/span><br \/>\nEditoriale per la <\/em>Nwsl<em> n. 457, 4 <\/em><em>novembre 2017 \u2013 In argomento, oltre ai due articoli di cui si trova il link nel testo, v. anche la mia <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44926\" target=\"_blank\">relazione sulla nozione giurisprudenziale di giustificato motivo oggettivo di licenziamento<\/a><\/em><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47066\" style=\"width: 191px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47066\" class=\" wp-image-47066\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Roberto-Maroni-138x150.jpg\" alt=\"Roberto Maroni\" width=\"181\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Roberto-Maroni-138x150.jpg 138w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Roberto-Maroni.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><p id=\"caption-attachment-47066\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Maroni<\/p><\/div>\n<p>Nel 2001 il ministro del Lavoro Maroni si propose di rendere meno vincolante la vecchia regolamentazione del contratto a termine, risalente al 1962, basata su di una casistica minuziosa delle circostanze nelle quali quel contratto era consentito: lo fece sostituendo quell\u2019elenco tassativo vecchio di 40 anni con l\u2019onere per l\u2019imprenditore di enunciare il \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d dell\u2019apposizione del termine al contratto, quale che esso fosse. Nel linguaggio degli addetti ai lavori quella motivazione venne indicata come il \u201ccausalone\u201d.<\/p>\n<p>Di fatto, per\u00f2, <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=159\">nessuno si accorse che in questo modo il vincolo fosse stato allentato<\/a>. Perch\u00e9 chiunque si fosse scostato dall\u2019elenco tassativo vigente in precedenza avrebbe avuto buone probabilit\u00e0 di vedersi bocciato il contratto a termine da un giudice ancora culturalmente legato alla disciplina previgente: l\u2019alea del giudizio, col rischio di vedersi reintegrato il lavoratore a tempo indeterminato, ha operato da allora come un vincolo non meno stringente della regola del 1962. L\u2019unico effetto percepibile della tecnica normativa adottata dal legislatore del 2001 \u00e8 consistito nell\u2019aumento del contenzioso giudiziale conseguente all\u2019incertezza dell\u2019esito dei giudizi.<\/p>\n<div id=\"attachment_41239\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41239\" class=\" wp-image-41239\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poletti-300x168.jpg\" alt=\"Giuliano Poletti\" width=\"255\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poletti-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poletti-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poletti.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><p id=\"caption-attachment-41239\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Poletti<\/p><\/div>\n<p>Nel 2014 il nuovo ministro Poletti ha deciso di sostituire la regola del 2001 con una nuova che non lascia alcuno spazio alla discrezionalit\u00e0 del giudice, ma stabilisce un preciso limite massimo complessivo di durata del rapporto a termine, un numero massimo delle proroghe possibili, e la percentuale massima di lavoratori a termine rispetto all\u2019organico aziendale. Risultato: la percentuale dei lavoratori a termine rispetto al totale degli occupati dipendenti nel triennio \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile, tra il 14 e il 15 per cento, allineata rispetto al resto dell\u2019UE. \u00a0Un effetto rilevante per\u00f2 si \u00e8 verificato: <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43821\" target=\"_blank\">\u00e8 crollato il contenzioso giudiziale<\/a> (1246 vertenze in tema di contratto a termine in tutto il 2016 e 490 nel primo semestre 2017, a fronte di 4363 nel corso del 2013).\u00a0 Ora possiamo anche decidere di dare un giro di vite sui contratti a termine, per ridurne la quota rispetto al flusso totale delle assunzioni: basta ridurre i limiti fissati nel 2014, per esempio abbassando da 36 a 24 mesi il limite di durata complessiva dei rapporti a termine; ma sarebbe assurdo ritornare alla vecchia tecnica del \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d, che non assicurerebbe altro risultato se non un ritorno agli alti tassi di contenzioso giudiziale precedenti al 2014.<\/p>\n<p>La lezione che possiamo trarre dall\u2019evoluzione della disciplina dei contratti a termine vale anche per tutti gli altri aspetti del rapporto di lavoro nei quali la regola del \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d continua a svolgere un ruolo di primo piano,\u00a0 soprattutto licenziamenti e trasferimenti. Ai giudici dobbiamo lasciare per intero il compito di stanare i motivi illeciti delle scelte imprenditopriali, le discriminazioni, le rappresaglie. Ma nel campo della ordinaria gestione d&#8217;impresa, per governare i flussi e tutelare efficacemente i lavoratori sono molto meglio i cosiddetti &#8220;filtri automatici&#8221;, che evitano la non necessaria proliferazione del contenzioso giudiziale. Se essi fin qui sono stati poco praticati, \u00e8 perch\u00e9 le leggi le scrivono soprattutto i giuristi e tra questi prevalgono gli avvocati: l&#8217;unica categoria cui l&#8217;aumento del contenzioso reca davvero vantaggio.<\/p>\n<div id=\"attachment_47096\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47096\" class=\"wp-image-47096\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso.jpg\" alt=\"Grafico\" width=\"650\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso.jpg 270w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso-135x150.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-47096\" class=\"wp-caption-text\">Tabella che accompagnava il mio articolo sul Corriere della Sera del 18 febbtraio 2017<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regola del \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d, con l\u2019alea del giudizio che ne consegue, non costituisce la tecnica protettiva pi\u00f9 vantaggiosa per i lavoratori: il pi\u00f9 delle volte ne sono preferibili altre, fondate su &#8220;filtri automatici&#8221; delle scelte imprenditoriali .A Editoriale per la Nwsl n. 457, 4 novembre 2017 \u2013 In argomento, oltre ai due articoli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-47058","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47058\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}