
{"id":47304,"date":"2017-11-19T11:18:35","date_gmt":"2017-11-19T10:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47304"},"modified":"2017-11-19T23:45:12","modified_gmt":"2017-11-19T22:45:12","slug":"qualche-dato-sullossessione-pensionistica-di-cgil-e-uil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47304","title":{"rendered":"L&#8217;OSSESSIONE PENSIONISTICA DI CGIL E UIL E QUALCHE DATO CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Continuano a rivendicare prioritariamente l&#8217;anticipazione della pensione per i sessantenni, mentre tutto sta a indicare che per tenere in piedi il sistema previdenziale abbiamo assoluto bisogno, semmai, di allargare la base produttiva\u00a0 <\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nPrimo editoriale telegrafico per la<\/em> Nwsl <em>n. 459, 20 novembre 2017 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;editoriale telegrafico del 28 ottobre,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46949\" target=\"_blank\">Paradossi di fine legislatura<\/a><em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-47307\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni.jpg\" alt=\"Cgil e pensioni\" width=\"279\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni.jpg 279w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni-150x97.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/>Il nostro sistema pensionistico, rimesso in sesto dalla legge Fornero del 2011, \u00e8 destinato a rimanere stabilmente in equilibrio a una condizione: che la cosiddetta \u201cbase produttiva\u201d del nostro Paese non si restringa. Il problema \u00e8 che essa sembra, invece, destinata a restringersi in modo drammaticamente veloce per motivi demografici. Nel 1960 in Italia sono nati quasi un milione di bambini; nel 2016 ne sono nati meno di mezzo milione. Le proiezioni dell\u2019Istat ci dicono che la popolazione italiana in et\u00e0 attiva, tra i 15 e i 64 anni, attualmente costituita da circa 39 milioni di persone, se la tendenza non cambier\u00e0, si ridurr\u00e0 a 36,7 nel 2030, a 33,1 nel 2040, a 31,1 nel 2050 e a 30 milioni nel 2060. Questo significa che il nostro sistema pensionistico corre, nell&#8217;arco di pochi decenni, un evidente e serissimo rischio di collasso. Un rischio gravissimo che ovviamente non riguarda tanto i pensionati e pensionandi di oggi, la maggior parte dei quali fra vent\u2019anni non ci sar\u00e0 pi\u00f9, quanto i pensionati e i pensionandi di domani e dopodomani. Ma riguarda fin d&#8217;ora la credibilit\u00e0 del nostro bilancio pubblico agli occhi dei nostri creditori di medio e lungo termine. Che l&#8217;et\u00e0 del pensionamento debba gradualmente spostarsi in avanti, dunque, per compensare il crescere dell&#8217;attesa di vita, \u00e8 ovvio; ma per evitare la bancarotta \u00e8 indispensabile anche destinare ogni risorsa pubblica ad ampliare la base produttiva, far s\u00ec non solo che entrino pi\u00f9 giovani nel tessuto produttivo, ma che vi restino pi\u00f9 sessantenni. Qual \u00e8 invece la rivendicazione pi\u00f9 urgente sulla quale Cgil e Uil stanno dichiarando guerra al Governo? Smontare la riforma Fornero per tornare a mandare tutti, indiscriminatamente, in pensione prima: dall&#8217;impiegato del Catasto alla commessa di negozio.<\/p>\n<p>Di fronte a questa ossessione pensionistica, parlare di miopia sindacale appare riduttivo: il termine pi\u00f9 appropriato mi sembra cecit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuano a rivendicare prioritariamente l&#8217;anticipazione della pensione per i sessantenni, mentre tutto sta a indicare che per tenere in piedi il sistema previdenziale abbiamo assoluto bisogno, semmai, di allargare la base produttiva\u00a0 . 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