
{"id":47389,"date":"2017-11-25T16:41:45","date_gmt":"2017-11-25T15:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47389"},"modified":"2017-11-26T23:41:54","modified_gmt":"2017-11-26T22:41:54","slug":"come-si-fa-a-definire-stabile-un-posto-di-lavoro-dal-quale-si-puo-essere-licenziati-in-qualsiasi-momento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47389","title":{"rendered":"&#8220;COME SI FA A DEFINIRE STABILE UN POSTO DI LAVORO DAL QUALE SI PUO&#8217; ESSERE LICENZIATI IN QUALSIASI MOMENTO?&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Rispondo: se la frequenza dei licenziamenti \u00e8 rimasta inalterata dopo la riforma, come si fa a parlare di &#8220;precarizzazione&#8221; del lavoro? Come si pu\u00f2 sostenere che siano &#8220;precari&#8221; molte centinaia di milioni di lavoratori europei e americani assunti a tempo indeterminato senza protezioni del tipo dell&#8217;articolo 18?<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera pervenuta il 21 novembre 2017, in riferimento alla mia intervista al <\/em>Corriere Fiorentino<em> su<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47314\" target=\"_blank\">L&#8217;ossessione dell&#8217;articolo 18<\/a><em>,<\/em> del<em> 18 novembre &#8211; <strong>Seguono la mia risposta, una replica dello stesso lettore<\/strong><\/em> <strong><em>e una mia breve controreplica <\/em><\/strong><em>&#8211;\u00a0La<\/em> <em>mia risposta e la mia controreplica sono evidenziate in carattere corsivo e colore blu<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-47439\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Articolo-18-300x168.jpg\" alt=\"Articolo 18\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Articolo-18.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Articolo-18-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Buonasera. A proposito di ossessione per l&#8217;articolo 18, ma come fa a definire stabile un posto di lavoro dal quale puoi essere licenziato in qualunque momento ? L&#8217;art. 18 consentiva di\u00a0 conservare un po di dignit\u00e0 nel posto di lavoro. Voglio vedere come fanno le persone di quasi 60 anni che possono essere licenziate per i molti motivi che lei sa (legge Fornero e jobs act) a ritrovare lavoro (con l&#8217;et\u00e0 pensionabile che si allontana sempre di pi\u00f9, con il suo plauso naturalmente). Ma dimenticavo c&#8217;\u00e8 il risarcimento&#8230; che dovr\u00e0 servire a coprire i 6\/7 anni che separano dalla pensione.\u00a0 Ma dimenticavo anche che per lei quelli che perdono il posto di lavoro a quell&#8217;et\u00e0 sono delle nullit\u00e0 e quindi vanno punite. Saluti<br \/>\nLodovico Rubini<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em>Se la frequenza dei licenziamenti \u00e8 rimasta inalterata, fra l\u20191,4 e l\u20191,5 per cento annuo rispetto ai posti di lavoro a tempo indeterminato, costituiti sia prima sia dopo il 7 marzo 2015, questo significa che la \u201cprecarizzazione\u201d di cui Lei parla non si \u00e8 verificata affatto. Per altro verso, se la sanzione della reintegrazione a discrezione del giudice costituisse davvero il requisito essenziale per \u201cconservare un po\u2019 di dignit\u00e0 nel posto di lavoro\u201d, questo significherebbe che 300 milioni di lavoratori europei a tempo indeterminato, e altri 200 nord-americani, stanno tutti lavorando in condizioni non dignitose. Le sembra plausibile? Quanto ai lavoratori anziani, osservo che essi sono quelli che hanno pi\u00f9 beneficiato delle misure adottate negli ultimi anni, in termini di tasso di occupazione: non mi sembra davvero che costituiscano la frazione di forza-lavoro della quale dobbiamo preoccuparci di pi\u00f9 in questo momento.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/span><\/p>\n<p>Ritengo che una buona parte dei 500 milioni di lavoratori che lei menziona lavorano con l&#8217;assillo di poter perdere il posto di lavoro. Io mi preoccupo di queste persone,\u00a0 poi ci sono quelli come Lei che non hanno nessun problema, e probabilmente siete la maggioranza e siccome la solidariet\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un concetto condiviso da molti, ci ritroviamo in questa situazione. Nella sua risposta mi sta dicendo che un lavoratore di 60 anni pu\u00f2 essere licenziato senza problemi perch\u00e9 ha usufruito di benefici e quindi non ve ne dovete preoccupare (Conosco la sua tiritera sui giovani che stanno male per colpa di noi anziani, ed \u00e8 un concetto che mi lascia basito ed \u00e8 incredibile che lei riesca a venderlo).Le comunque ricordo che questi benefici sono stati ottenuti in molti casi con lotte e sacrifici.<br \/>\nLodovico Rubini<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em>La sicurezza dei lavoratori, nell&#8217;era della globalizzazione, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere perseguita con gli stessi strumenti che si usavano all&#8217;indomani della prima rivoluzione industriale, nell&#8217;epoca del mercato monopsonistico.\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispondo: se la frequenza dei licenziamenti \u00e8 rimasta inalterata dopo la riforma, come si fa a parlare di &#8220;precarizzazione&#8221; del lavoro? 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