
{"id":47392,"date":"2017-11-25T15:17:40","date_gmt":"2017-11-25T14:17:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47392"},"modified":"2017-11-25T16:20:41","modified_gmt":"2017-11-25T15:20:41","slug":"libero-il-jobs-act-non-ha-aumentato-i-licenziamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47392","title":{"rendered":"LIBERO: IL JOBS ACT NON HA AUMENTATO I LICENZIAMENTI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Perch\u00e9 \u00e8 bene che la riforma del 2015 si consolidi: essa non ha affatto &#8220;precarizzato&#8221; i rapporti di lavoro, ma sta solo rendendo pi\u00f9 fluido il passaggio dalle aziende meno produttive a quelle pi\u00f9 capaci di valorizzare il lavoro dei loro dipendenti<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Giulia Cazzaniga, pubblicata su <\/em>Libero<em> il 24 novembre 2017 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47314\" target=\"_blank\">L&#8217;ossessione per l&#8217;articolo 18: appunti sulla trattativa fra Pd ed Mdp<\/a> \u00a0 \u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-47419\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Libero-Lavoro-300x225.jpg\" alt=\"Libero Lavoro\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Libero-Lavoro-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Libero-Lavoro-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Libero-Lavoro-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Libero-Lavoro.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Chiediamo a Pietro Ichino, giuslavorista, senatore del Pd, cosa risponda a chi sostiene che il Jobs Act abbia reso pi\u00f9 precario il mondo del lavoro. \u00abRispondo che nell\u2019ultimo triennio, nell\u2019area del lavoro dipendente, i rapporti stabili sono aumentati pi\u00f9, 565mila, di quelli a termine, 485mila\u00bb, ci dice: \u00abE in relazione ai rapporti stabili in Italia il tasso dei licenziamenti non \u00e8 aumentato rispetto al livello, fra l\u20191,3 e l\u20191,4 per cento, sul quale era attestato prima della riforma. Chi parla di \u201cprecarizzazione\u201d dovrebbe spiegare a che cosa si riferisce.<\/p>\n<p><strong>Il contratto a termine &#8211; cos\u00ec sembrano dire i dati &#8211; \u00e8 il preferito degli imprenditori, dopo il boom dovuto alla decontribuzione. Come si spiega?<br \/>\n\u00ab<\/strong>\u00c8 il preferito nella prima fase del rapporto di lavoro. Ma se guardiamo la forza-lavoro occupata nel suo complesso, la percentuale dei dipendenti a tempo indeterminato, intorno all\u201985 per cento del totale, rimane sia pur di poco superiore rispetto alla media UE.\u00bb<\/p>\n<p><strong>La maggiore flessibilit\u00e0 in uscita non avrebbe dovuto invece incentivare i contratti a tempo indeterminato?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Questo \u00e8 negli intendimenti di chi ha voluto la riforma. Per\u00f2 la cultura dei consigli di amministrazione e dei direttori del personale non cambia immediatamente al mutare della norma nella Gazzetta Ufficiale. Sono convinto che, quando si sar\u00e0 superata la preoccupazione che una nuova maggioranza politica faccia marcia indietro rispetto alla riforma, o che la Corte costituzionale reintroduca l\u2019articolo 18 per sentenza, anche i consigli di amministrazione e i direttori del personale si convinceranno che assumere a tempo indeterminato conviene all\u2019impresa, oltre che alla persona assunta.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quali sono o potrebbero essere le proposte, nel concreto, per aumentare la quota dei contratti stabili?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Va chiarito, preliminarmente, che stiamo parlando di aumentare la quota dei contratti stabili sul flusso totale delle assunzioni. Non abbiamo motivo, invece, di proporci di aumentare quell\u201985 per cento di lavoratori stabili rispetto alla forza-lavoro dipendente totale, che \u00e8 perfettamente in linea con il resto d\u2019Europa. Per favorire una maggiore rapidit\u00e0 nel passaggio dal contratto a termine al contratto a tempo indeterminato, una misura accettabile mi sembra la riduzione da 36 a 24 mesi del periodo massimo di lavoro a termine ammesso dalla norma del 2014.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Sta di fatto che si ragiona da anni sulla <em>flexsecurity<\/em>, ma oggi qualcuno a sinistra torna a proporre di reintrodurre la reintegrazione per i licenziamenti collettivi.<br \/>\n\u00ab<\/strong>Questa a me sembra la proposta che ha meno senso di tutte. Quando il giudice escluda il motivo discriminatorio o di rappresaglia antisindacale, il costo economico del licenziamento costituisce il \u201cfiltro automatico\u201d delle scelte imprenditoriali migliore che si possa immaginare. Anche perch\u00e9 il motivo del licenziamento economico \u00e8 essenzialmente costituito da una perdita futura, che l\u2019imprenditore si attende dalla prosecuzione del rapporto; e gli eventi futuri non possono essere dimostrati in giudizio.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Una proposta di legge per ripristinare l\u2019articolo 18, come quella presentata alla Camera da Mdp, \u00e8 solo una provocazione o potrebbe raccogliere consenso da alcune forze politiche, non solo a sinistra?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Il M5S ha manifestato la propria disponibilit\u00e0 a votarla. Per fortuna \u00e8 molto improbabile che nella prossima legislatura il M5S con Mdp raggiunga la maggioranza in Parlamento.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ma se il tasso dei licenziamenti non \u00e8 cambiato con la riforma, che cosa cambierebbe col ritorno dell\u2019articolo 18?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Torneremmo a una maggiore vischiosit\u00e0 del mercato del lavoro, che renderebbe meno facile il passaggio dei lavoratori dalle imprese poco produttive a quelle pi\u00f9 produttive. E pi\u00f9 difficile per chi \u00e8 fuori della cittadella del lavoro regolare entrarvi.\u00bb<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 \u00e8 bene che la riforma del 2015 si consolidi: essa non ha affatto &#8220;precarizzato&#8221; i rapporti di lavoro, ma sta solo rendendo pi\u00f9 fluido il passaggio dalle aziende meno produttive a quelle pi\u00f9 capaci di valorizzare il lavoro dei loro dipendenti . 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