
{"id":47424,"date":"2017-11-25T15:56:18","date_gmt":"2017-11-25T14:56:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47424"},"modified":"2017-11-26T23:19:00","modified_gmt":"2017-11-26T22:19:00","slug":"renzi-deve-puntare-ai-voti-di-chi-vuole-costruire-la-nuova-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47424","title":{"rendered":"RENZI DEVE PUNTARE AI VOTI DI CHI NEL 2016 HA VOTATO S\u00cc E ORA VUOLE COSTRUIRE LA NUOVA UE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Per conquistare il voto di quel 40 per cento che ha sostenuto gli ultimi due Governi e che ha votato S\u00ec al referendum costituzionale, il segretario Pd deve impostare una campagna elettorale coerente con la strategia europea perseguita dall&#8217;Italia in questi ultimi anni<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista inserita da David Allegranti in un servizio pi\u00f9 ampio dedicato alla Leopolda 8, pubblicato su <\/em>il Foglio<em> del 24 novembre 2017 &#8211;<\/em> <em>In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 28 ottobre,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46908\" target=\"_blank\">Paradossi di fine legislatura<\/a> \u00a0<em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47425\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47425\" class=\"size-medium wp-image-47425\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Leopolda-2017-300x162.jpg\" alt=\"La Leopolda\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Leopolda-2017-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Leopolda-2017-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Leopolda-2017.jpg 306w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-47425\" class=\"wp-caption-text\">La Leopolda<\/p><\/div>\n<p>[&#8230;] Il Foglio ha cercato alcuni protagonisti delle prime Leopolde, da Oscar Farinetti a Pietro Ichino, da Luigi Zingales a Cosimo Pacciani, per capire a che punto \u00e8 arrivato Renzi. Oltre alle risposte sono interessanti anche i silenzi, di chi ha visualizzato su WhattsApp e ha preferito non rispondere alle domande del Foglio o chi ha detto chiaramente di non voler commentare. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>E insomma, a che punto \u00e8 arrivato il segretario del Pd?<br \/>\n<\/strong>Renzi &#8211; dice al <em>Foglio<\/em> il senatore Pietro Ichino, protagonista della Leopolda dell&#8217;edizione 2012 &#8211; \u00e8 arrivato a un bivio. Pu\u00f2 candidare il Pd a raccogliere il voto del 40 per cento di italiani che mostrano di apprezzare quel che ha fatto il suo governo e quel che sta facendo il governo Gentiloni, e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 anche di raccogliere il voto del 40 per cento di italiani che hanno votato per la riforma costituzionale; e allora deve impostare la campagna elettorale in rigorosa coerenza con quanto si \u00e8 fatto fin qui.<\/p>\n<p><strong>Oppure?<\/strong><br \/>\nOppure pu\u00f2 scegliere di rincorrere un po\u2019 i Cinque Stelle, un po\u2019 Berlusconi.<\/p>\n<p><strong>Vede questo rischio?<br \/>\n<\/strong>Lo vedo quando gli sento lanciare la parola d\u2019ordine del \u201critorno a Maastricht\u201d. Che significa ritornare indietro rispetto al cammino che abbiamo fatto negli ultimi 15 anni sulla via dell\u2019integrazione dell\u2019Italia in Europa, della costruzione della nuova UE.<\/p>\n<p><strong>Lui lo propone per avere un maggiore spazio di manovra per la riduzione delle tasse, in funzione del rafforzamento della crescita.<\/strong><br \/>\nGi\u00e0, ma tornare al deficit del tre per cento sul PIL significherebbe azzerare i trattati europei del 2010, cio\u00e8 rinunciare al disegno del pareggio strutturale di bilancio degli Stati-membri mirato a consentire che le politiche espansive vengano attuate dall\u2019UE. Come in qualche misura sta gi\u00e0 accadendo: Draghi non potrebbe praticare il\u00a0<em>quantitative easing<\/em>\u00a0se gli Stati membri non si fossero impegnati a mettere in sicurezza i rispettivi bilanci. Significherebbe, dunque, rinunciare a partecipare alla costruzione della nuova UE con il gruppo di testa. Significherebbe rinnegare, in particolare, tutto quanto di buono i governi Renzi e Gentiloni, col ministro Padoan e il viceministro Morando, hanno fatto negli ultimi quattro anni. A quel punto chi resterebbe a raccoglierne l\u2019eredit\u00e0? Soltanto Benedetto Della Vedova con il suo movimento Forza Europa?<\/p>\n<p><strong>Ritornare a Maastricht lo propone, per\u00f2, anche Berlusconi.<\/strong><br \/>\nMa Berlusconi \u00e8 libero di farlo, perch\u00e9 non pu\u00f2 candidarsi a raccogliere l\u2019eredit\u00e0 degli ultimi quattro anni di governo; mentre Renzi s\u00ec. Sarebbe incomprensibile che ci rinunciasse e anzi svalutasse quel che lui stesso ha fatto. In realt\u00e0, comunque, sia Renzi sia Berlusconi sanno benissimo che l\u2019Italia non pu\u00f2 permettersi questa scelta: \u201ctornare a Maastricht\u201d \u00e8 una promessa che non pu\u00f2 essere mantenuta.<\/p>\n<p><strong>La Leopolda doveva essere luogo di selezione della classe dirigente del nuovo Pd. Ha svolto il suo compito?<\/strong><br \/>\nIn qualche misura s\u00ec. Ma non abbastanza: il Pd ha dei buoni ministri, ma soffre della mancanza di dirigenti politici di livello medio, dotati di esperienza e competenza in diversi settori-chiave.<\/p>\n<p><strong>Si ha la sensazione che negli ultimi mesi, soprattutto dopo la sconfitta al referendum, il segretario del Pd non abbia trovato un adeguato sostituto della \u201crottamazione\u201d, termine-manifesto con cui ha saputo farsi avanti in questi anni. Secondo lei perch\u00e9?<\/strong><br \/>\nRenzi deve passare dalla fase iniziale dell\u2019auto-affermazione, basata su parole d\u2019ordine necessariamente semplificate e a forte contenuto di rottura rispetto all\u2019establishment precedente, a una fase in cui si accredita come statista competente e lungimirante. Ma per compiere questo passaggio deve avere il coraggio, appunto, di alzare lo sguardo verso l\u2019orizzonte, rinunciare a lisciare il pelo all\u2019opinione pubblica cercando di farsi interprete delle sue sensibilit\u00e0 epidermiche, e mostrarsi invece capace di guidarla verso un obiettivo di cambiamento coraggioso e al tempo credibile. Che in questo momento pu\u00f2 essere soltanto uno: la \u201criforma europea\u201d dell\u2019Italia, in funzione della costruzione della nuova Unione Europea. Insomma: quello che ha fatto e sta facendo in Francia Macron. \u00c8 vero, noi abbiamo perso il referendum costituzionale; ma \u00e8 pur sempre da l\u00ec che dobbiamo ripartire. Spero che l\u2019assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale a Orvieto, fra due settimane, dia un contributo forte in questa direzione.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per conquistare il voto di quel 40 per cento che ha sostenuto gli ultimi due Governi e che ha votato S\u00ec al referendum costituzionale, il segretario Pd deve impostare una campagna elettorale coerente con la strategia europea perseguita dall&#8217;Italia in questi ultimi anni . 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