
{"id":47497,"date":"2017-11-28T19:28:05","date_gmt":"2017-11-28T18:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47497"},"modified":"2017-12-03T16:46:56","modified_gmt":"2017-12-03T15:46:56","slug":"gli-insegnanti-che-non-insegnano-e-la-scuola-incapace-di-disfarsene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47497","title":{"rendered":"GLI INSEGNANTI CHE NON INSEGNANO E LA SCUOLA INCAPACE DI DISFARSENE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;incapacit\u00e0 della scuola di espellere i professori ignoranti o disonesti &#8211; Una antologia di casi di paralisi del potere disciplinare dell&#8217;Amministrazione scolastica nei confronti di insegnanti gravemente (e talora anche criminosamente) inadempienti<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl documento che segue \u00e8 frutto di un seminario svoltosi presso l\u2019Istituto Saffi di Firenze nell\u2019aprile 2017, con la partecipazione dei dirigenti scolastici Gianni Camici, Francesca Lascialfari e Valerio Vagnoli, oltre agli altri membri del <\/em><a href=\"http:\/\/gruppodifirenze.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Gruppo di Firenze per la Scuola del Merito e della Responsabilit\u00e0<\/a> &#8211; <em>In argomento v. anche<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43924\" target=\"_blank\">Licenziamenti nella p.a.: un errore che pu\u00f2 ancora essere evitato<\/a><em>; inoltre i miei articoli pubblicati dieci anni or sono sul<\/em> Corriere della Sera<em>,<\/em> <em>rispettivamente dell&#8217;ottobre 2006 e del luglio 2007 <\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=405\" target=\"_blank\">Un taglio che farebbe bene alla scuola pubblica<\/a><em> e <\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=435\" target=\"_blank\">Quando il cittadino chiede il conto<\/a><em> \u00a0 \u00a0\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"47\"><\/td>\n<td width=\"580\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4><span style=\"color: #993300;\"><strong>DEMERITO E POTERI DISCIPLINARI DEI DIRIGENTI<\/strong><\/span><\/h4>\n<h4><strong>Elementi di analisi sui poteri disciplinari dei dirigenti scolastici<\/strong><\/h4>\n<p><strong>I dirigenti utilizzano pochissimo il potere disciplinare,<\/strong> sicch\u00e9, essendo i casi rari, vengono considerate eccezioni ed \u00e8 facile additare come troppo severi quei pochi che prendono provvedimenti. I quali devono spesso constatare che anche docenti responsabili di comportamenti gravi e ripetuti non hanno nel fascicolo neppure un richiamo da parte dei presidi precedenti.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47502\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Altan-sulla-scuola.jpg\" alt=\"Altan sulla scuola\" width=\"262\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Altan-sulla-scuola.jpg 218w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Altan-sulla-scuola-141x150.jpg 141w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/>Quali i motivi di questo scarso utilizzo <\/strong>di strumenti che dovrebbero tutelare gli studenti, le loro famiglie e la collettivit\u00e0, oltre a riconoscere implicitamente il merito di chi si comporta correttamente? Non si tratta soltanto dell\u2019italico quieto vivere, che pure c\u2019\u00e8. Al di l\u00e0 delle ragioni soggettive e culturali, che valgono senz\u2019altro per le sanzioni pi\u00f9 lievi, <strong>le cause principali sembrano essere due<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>l\u2019oggettiva difficolt\u00e0 di ottenere un risultato<\/strong>, con il grande dispendio di energie che viene richiesto a un dirigente, lasciato spesso solo a inventarsi avvocato e a compilare relazioni,memorie, eccetera;<\/li>\n<li><strong>l\u2019assenza di sanzioni per i dirigenti che non sanzionano.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>punto 1<\/strong>, la difficolt\u00e0 dipende da diversi fattori:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>La totale mancanza di sostegno da parte degli uffici scolastici regionali e provinciali,<\/strong> che anzi spesso diminuiscono le sanzioni proposte dai dirigenti. Nel caso che si prospetti il licenziamento, entra anche in gioco il \u201clato umano\u201d. Con buona pace dei ragazzi danneggiati.<\/li>\n<li><strong>In molti casi non c\u2019\u00e8 l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 o almeno la collaborazione da parte dell\u2019Avvocatura dello Stato,<\/strong> con la conseguente solitudine del dirigente. L\u2019avvocatura dello Stato chiede un \u201crapporto\u201d (la memoria) ai dirigenti, ma in genere non la leggono nemmeno, non danno nemmeno un consiglio. Il dirigente si ritrova da solo contro un avvocato professionista. \u00c8 un\u2019autostrada per il demerito. <strong>Bisogna richiamare l\u2019Avvocatura dello Stato a sostenere le scuole,<\/strong> se necessario rafforzandone l\u2019organico.<\/li>\n<li><strong>la cultura giuridica dei giudici del lavoro,<\/strong> molti dei quali tendono a \u201cproteggere\u201d i docenti (si veda per analogia la prima parte del libro di Piero Ichino <em>Il lavoro ritrovato<\/em>). Anche i principi di gradualit\u00e0 e di proporzionalit\u00e0 sono soggetti a interpretazioni diverse da un giudice all\u2019altro: si dice che la procedura \u00e8 corretta, ma la sanzione \u00e8 sproporzionata o non \u00e8 stato rispettato il principio di gradualit\u00e0. In un modo o in un altro, le procedure si incagliano. Ricorsi, avvocati, errori formali veri o presunti, infiniti rinvii. Si osserva che, per quanto riguarda i casi gravi, se si \u00e8 troppo graduali non c\u2019\u00e8 proporzionalit\u00e0\u2026 \u00c8 vero che ci sono delle tabelle relative alle sanzioni, ma spesso non vengono applicate.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tutto questo crea comprensibilmente la sindrome del \u201cchi me lo fa fare\u201d, salvo che nei dirigenti pi\u00f9 rigorosi, pi\u00f9 capaci e pi\u00f9 in grado di sopportare lo stress e il lavoro straordinario che tutto questo richiede.<\/p>\n<p>In questa situazione, anche alcuni (dei pochi) ispettori tendono a scoraggiare le iniziative sanzionatorie. <strong>Un<\/strong> es<strong>empio di formalismo nell\u2019affrontare il demerito<\/strong> riguarda un docente sospeso per un mese dall\u2019ispettore: pericoloso, minaccia o molesta le studentesse, non conosce la materia, insomma un caso pesante con un ampio dossier. L\u2019anno scorso va in un altro istituto ed entra di ruolo. La preside non gli fa superare l\u2019anno di prova. Quest\u2019anno \u00e8 in un\u2019altra scuola a ripetere l\u2019anno di prova. Vengono gli ispettori, prendono in mano le carte e tartassano la preside della scuola precedente perch\u00e9 ha usato nella relazione <u>un termine<\/u> che non doveva usare e quindi come fanno a non fargli passare l\u2019anno di prova? Tanto quello va dal giudice e quello gli d\u00e0 ragione. Ma negli atti amministrativi \u00e8 il senso che deve essere molto chiaro. Se c\u2019\u00e8 un\u2019espressione in una riga e sotto una un po\u2019 diversa non dovrebbe rilevare (oltre a tutto su questa espressione ci sono anche pareri opposti). Com\u2019\u00e8 possibile che a uno che ha un simile dossier si regali, per dei formalismi, l\u2019ingresso nella scuola, a scapito degli studenti che se lo ritroveranno in classe?<\/p>\n<p><strong>Un altro caso<\/strong> <strong>di formalismo<\/strong> riguarda una direttrice dei servizi generali e amministrativi (DSGA), responsabile di abuso di atti d\u2019ufficio gravi, ripetuti in pi\u00f9 scuole. Viene licenziata a maggio dalla dirigente. A dicembre viene dato alla scuola un posto di assistente amministrativo. L\u2019 Usr dice le mandiamo la tale, <strong>quella licenziata<\/strong>. Spiegazione: \u201cSiccome abbiamo fatto un errorino, se lei va dal giudice la reintegra come Sga e ci sono da pagare anche i danni. Allora andiamo in conciliazione. Le facciamo accettare di essere amministrativa a vita e quindi gliela diamo a lei. Questi mesi li facciamo passare come aspettativa senza assegni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda il secondo punto<\/strong>, <strong>cio\u00e8 l\u2019assenza di sanzioni nei confronti dei dirigenti<\/strong> che non prendono gli opportuni provvedimenti quando ci sono docenti inadeguati, \u00e8 del tutto evidente la necessit\u00e0 di provvedere in questo senso. Contemporaneamente, per\u00f2, \u00e8 doveroso fare in modo che un provvedimento disciplinare non diventi una via crucis per chi lo avvia. I problemi nascono per i casi gravi\u2026 La strada della commissione medica \u00e8 la pi\u00f9 facile, ma bisogna che uno abbia problemi psichici. Nei casi conclamati si ottiene l\u2019inidoneit\u00e0. Peraltro la sospensione cautelare in attesa di visita medica va convalidata dall\u2019Usr. Molto pi\u00f9 dura la via disciplinare. Al massimo 10 gg. Poi la cosa passa agli uffici superiori e spesso danno meno. Se si prospetta il licenziamento, entra in gioco il lato umano (\u201cPoi questo cosa va a fare?\u201d).<\/p>\n<p>Un altro fattore di impunit\u00e0, oltre a quello dei dirigenti che, per quieto vivere o altro, non fanno mai il minimo provvedimento disciplinare, \u00e8 il silenzio dei colleghi \u2013 la quasi totalit\u00e0 \u2013 di chi si comporta male. A questo proposito uno dei dirigenti cita un altro episodio. C\u2019\u00e8 l\u2019esposto alla procura della Repubblica dei genitori di un\u2019allieva per i comportamenti fuori luogo, soprattutto durante i laboratori, di un docente \u2013 preparato sul piano professionale \u2013 che offende pesantemente i ragazzi, bestemmia, crea un clima di tensione inaccettabile. Il preside chiede ai ragazzi, parlando loro da solo in classe, di riferirgli se ci sono dei problemi con qualche insegnante. I ragazzi vanno successivamente da lui e riferiscono le offese gravi dell\u2019insegnante, che in ben due occasioni per punizione ha fatto saltare il pranzo alla classe, lasciandola digiuna tutto il giorno con conseguente prostrazione anche fisica. Il preside chiede una relazione scritta, che conferma gravi offese, intimidazioni, epiteti, scurrilit\u00e0, tensioni, ricatti, punizioni eccessive. Esempi del suo linguaggio: \u201cCapre, teste di cazzo, imbecilli, branco di rincoglioniti, porcoddio, madonna puttana, dio cane\u2026\u201d Ci sono anche due episodi di violenza, ben circostanziati, che hanno indotto il preside a segnalare il caso alla Procura. Un allievo preso per il collo e offeso pesantemente. Un altro allievo venne colpito molto forte alla testa, tanto da lasciargli dei segni rossi; per far questo gli era anche salito sui piedi. Gi\u00e0 in precedenza aveva avuto la sanzione della censura per episodi simili (in ventiquattro anni nella scuola nessuno gli ha fatto mai niente, il preside attuale ha preso tre provvedimenti disciplinari da quando, sei anni fa, ha assunto la dirigenza). In questo caso viene chiesta all\u2019Usr la sospensione di un mese. <strong>Da notare una cosa fondamentale: <\/strong>\u00e8 emerso che i ragazzi in passato si erano sfogati con alcuni docenti, i quali si sono ben guardati dal dirlo al dirigente, dal difendere i ragazzi, dall\u2019andare dal collega a dire \u201cCosa fai?, puoi avere dei guai\u2026\u201d. Niente, silenzio totale.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda le norme<\/strong>, il parere prevalente in questo incontro ristretto \u00e8 stato che in teoria potrebbero essere adeguate, ma \u00e8 appunto difficilissimo attuarle. Dall\u2019insieme delle testimonianze, d\u2019altra parte, si pu\u00f2 trarre la conclusione che <u>almeno sul piano procedurale c\u2019\u00e8 sicuramente qualcosa da cambiare; e che si dovrebbero rendere pi\u00f9 forti, per essere deterrenti, le attuali sanzioni.<\/u> Va ribadita inoltre la necessit\u00e0 del sostegno che l\u2019amministrazione dovrebbe dare ai dirigenti. Almeno un passo avanti viene fatto dalla legge Madia, che stabilisce con pi\u00f9 chiarezza che in passato che \u00a0la competenza sulle sospensioni fino a 10 giorni \u00e8 proprio del dirigente scolastico e non del direttore regionale. Tuttavia resta aperto il problema di come togliere dall\u2019insegnamento un docente indiscutibilmente dannoso sul piano della preparazione o del comportamento.<\/p>\n<p>Infine, <strong>lo spostamento in un\u2019altra scuola<\/strong> di un docente scorretto non \u00e8 una soluzione e va limitato a casi di sopraggiunta incompatibilit\u00e0 ambientale (rapporti con i colleghi, eccetera).<\/p>\n<p>Tutto questo ha risvolti evidenti (o almeno tali dovrebbero essere) sul piano dell\u2019andamento generale di un istituto scolastico. I provvedimenti disciplinari, se giusti, avrebbero un effetto deterrente, cio\u00e8 di prevenzione di comportamenti scorretti. I docenti in larga parte preferiscono le sanzioni al collega che non funziona \u2013 che sono, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, un implicito riconoscimento a chi fa il suo dovere \u2013 alla politica dei (modesti) premi ai \u201cmigliori\u201d come strumento di miglioramento della qualit\u00e0 media. E dovrebbe essere cos\u00ec in ogni settore della societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\"><strong>APPENDICE<\/strong><\/span><\/h4>\n<h4><strong>Alcuni esempi di mancata, inadeguata o difficile applicazione delle sanzioni disciplinari nella scuola italiana<\/strong><\/h4>\n<p><em>(Segnalazioni di docenti e dirigenti di varie parti d\u2019Italia al Gruppo di Firenze o casi di nostra diretta esperienza. Diverse testimonianze sono in prima persona)<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Docente di scuola superiore di una cittadina toscana<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Insegnante con gi\u00e0 due provvedimenti disciplinari e un\u2019ispezione (ha tra l\u2019altro dato del \u201cbuzzone\u201d al genitore di un ragazzo solo perch\u00e9 esponente di un partito politico avverso al suo). Impegnato politicamente, consigliere comunale nella cittadina di residenza. In occasione delle nuove elezioni comunali, fa propaganda in classe e insiste per avere firme di sostegno alla sua lista. Lo fa in particolare con un ragazzo molto timido, che resiste a lungo, poi, preso da parte, acconsente per soggezione. Scopre poi che ha firmato invece l\u2019accettazione di una candidatura ed entra in crisi, non vuole pi\u00f9 venire a scuola, vorrebbe cancellarsi. I compagni informano il dirigente, che lo chiama e lui confessa che ha paura, soprattutto di ritorsioni. Il Dirigente chiama i genitori che gli confermano tutto, anche per scritto, poi esorta il ragazzo a tornare a scuola, assicurandogli che l\u2019avrebbe tutelato.<\/p>\n<div id=\"attachment_47503\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47503\" class=\"size-medium wp-image-47503\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Consiglio-di-classe-300x134.jpg\" alt=\"Un consiglio di classe\" width=\"300\" height=\"134\" \/><p id=\"caption-attachment-47503\" class=\"wp-caption-text\">Un consiglio di classe<\/p><\/div>\n<p>Data la gravit\u00e0 del caso, invia tutto all\u2019ufficio scolastico provinciale, che propone 3 gg di sospensione al CNP (siamo prima della legge Brunetta), che propone invece 7 gg. fatti propri dall\u2019Usp. Il docente non fa ulteriore azione. Il docente, che si \u00e8 sempre caratterizzato per neghittosit\u00e0, irresponsabilit\u00e0 e incompetenza, \u00e8 per alcuni ragazzi una persona divertente, soprattutto per quelli che lo sostengono sul piano politico, mentre altri sopportano per paura di ritorsioni. Ritorsioni che effettivamente sono state provate e certificate in un episodio di qualche anno prima. Successivamente lo stesso docente si segnala per una lunga serie di ritardi, per i quali il dirigente gli infligge una sanzione disciplinare, contro la quale per\u00f2 il destinatario vince il ricorso solo perch\u00e9 il DS aveva mancato di precisare che era recidivo. Tempo dopo il docente si ripete nel candidare a loro insaputa per un\u2019altra elezione amministrativa locale alcuni studenti, che si recano dal dirigente, che invia tutto all\u2019Usp, al quale per\u00f2 basta la testimonianza di una collega dell\u2019accusato per decidere di non procedere. Contemporaneamente per\u00f2 i ragazzi vanno anche dai carabinieri ed \u00e8 in corso un processo penale.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Supplente di scuola superiore di una citt\u00e0 toscana<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Veniamo a un insegnante, cinquantenne, sempre delle superiori, gravemente disturbato sul piano relazionale e impreparatissimo nella sua disciplina, tanto che le sue lezioni consistono nella lettura del libro di testo senza spiegazioni, non essendo il docente assolutamente in grado di rispondere alle domande degli allievi. La prima sanzione \u00e8 stata per gravi offese nei confronti degli studenti, malgrado i richiami del ds a una maggiore correttezza. Per di pi\u00f9, dopo mesi dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico, non aveva ancora consegnato la programmazione. Il ds segue l\u2019iter previsto dalle leggi in merito di sanzioni (richiamo scritto, censura, sospensione). Dopo la prima contestazione l\u2019insegnante reagisce con ulteriore violenza verbale e colpevolizzazione nei confronti degli studenti. Ma continua a comportarsi in questo modo. Tra l\u2019altro offende gravemente un\u2019allieva solo perch\u00e9 gli aveva chiesto spiegazioni su un argomento della sua disciplina.<\/p>\n<p>Si segnala anche per la ritardata riconsegna dei compiti (in un caso si arriva a quasi tre mesi). Gli viene comminata la sospensione massima che pu\u00f2 essere inflitta da un ds (dieci giorni). Lui continua nelle offese e nelle minacce, uno studente viene addirittura spintonato. Una ragazza ha avuto un attacco di panico e si \u00e8 rifiutata di tornare in classe per diverso tempo. Tutto documentato. Viene sospeso per due mesi, poi, trasferito a un\u2019altra scuola, dove si sa per certo che ha continuato a comportarsi cos\u00ec, senza che sia stato preso alcun provvedimento disciplinare.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Supplente annuale in scuole superiori e medie di una citt\u00e0 toscana<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si dimostra incapace di gestire anche per cinque minuti una classe, il ds deve intervenire di continuo per ristabilire la calma, anche perch\u00e9 non si poteva fare lezione nelle classi accanto. Le viene comminata una censura (ma sarebbe necessario allontanarla dall\u2019insegnamento). In altre scuole la situazione non cambia. Da notare che si tratta di una tipologia molto diffusa.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Docente ritardataria in una scuola superiore<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le viene contestato un ritardo sistematico di un quarto d\u2019ora. Sostiene di non poter fare altrimenti, perch\u00e9 dovrebbe prendere un treno molto prima. \u00c8 comunque spesso in ritardo anche in altri orari, neghittosa, reagisce male ai richiami, spesso assente ai collegi e ai consigli. Le viene fatta una censura. Si ammala ed \u00e8 assente ingiustificata alla visita fiscale, cosa che le viene ovviamente contestata. Dopo il terzo provvedimento disciplinare fa ricorso al Presidente della Repubblica (quindi relazione da parte del dirigente), che dopo un paio di anni dichiara legittima la sanzione. Continua ancor oggi a comportarsi cos\u00ec, cio\u00e8 a fare danni.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Docente di scuola superiore che finge di fare i corsi di recupero<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Teneva i corsi di recupero pomeridiani, ma in realt\u00e0 mandava via i ragazzi dopo dieci minuti. L\u2019anno dopo cambia scuola e passa di ruolo. I dirigenti non si preoccupano nemmeno di chiedere se aveva avuto provvedimenti disciplinari. Non ha quasi mai fatto lezione in classe.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> Docente di educazione fisica in un liceo napoletano<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>In un liceo di Napoli non c\u2019\u00e8 la palestra e si va a fare educazione fisica in un\u2019altra scuola. Un insegnante si fa dare le ultime ore di sabato e dice ai ragazzi di non venire a scuola, quindi il sabato non va mai a lavorare. Il tutto ovviamente con la complicit\u00e0 del dirigente e anche dei custodi. Prassi, ci si dice, molto diffusa nella zona. Insieme a un\u2019altra (pure presente nello stesso liceo): a aprile molti docenti dicono ai ragazzi che possono anche non venire pi\u00f9 a scuola, tanto i giochi sono fatti. E le classi si spopolano. Stessa cosa per il mese di giugno almeno in una scuola materna: le mamme sono invitate a tenere a casa i figli.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> Il caso del vice-preside molestatore <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si tratta di un caso molto grave, tanto per il merito, quanto per l\u2019assoluta assenza di conseguenze sul piano disciplinare.<\/p>\n<p>Il caso \u00e8 riportato in un documento della Corte dei Conti del 2006, la \u201c<em>Relazione sulla gestione dei procedimenti disciplinari da parte delle amministrazioni dello Stato\u201d (delibera n. 7\/06\/g), <\/em>al capitolo \u201c<em>Gli esiti dei reati di violenza sessuale negli istituti scolastici\u201d <\/em>(pp. 40 \u2013 50) <u>ed \u00e8 anche di mia diretta conoscenza<\/u>, essendosi verificato nel liceo dove allora insegnavo.<\/p>\n<p>Si legge nella relazione: \u00abIn altra fattispecie, la pratica disciplinare di un condannato per atti di libidine violenta e atti osceni \u00e8 stata automaticamente archiviata. Si tratta del dipendente STOB, condannato con sentenza patteggiata n. 239\/98 del Tribunale penale di Firenze, alla pena di anni uno e mesi otto di reclusione (pena sospesa), perch\u00e9 <u>riconosciuto colpevole di aver compiuto<\/u> &#8211; nell\u2019arco temporale 1990\u20131993 &#8211; <u>numerosi atti di libidine violenti nei confronti di diverse alunne, <\/u>dopo averle convocate nell\u2019ufficio di presidenza del Liceo, in qualit\u00e0 vice preside, ovvero nella pubblica via, all\u2019interno di una autovettura.<\/p>\n<p>Sulla base di tale sentenza, divenuta definitiva il 21.4.98 e <u>pervenuta all\u2019ex Provveditorato agli studi di Firenze solamente il 7 febbraio 2001, veniva instaurato il procedimento disciplinare<\/u>, contestando al docente le gravissime violazioni ai doveri d\u2019ufficio, gi\u00e0 oggetto del giudicato penale.<\/p>\n<p><u>Il procedimento in parola, tuttavia, si \u00e8 concluso con la determinazione di archiviazione <\/u>del 27.4.01, assunta autonomamente dal Provveditore, senza richiedere il parere del competente organo collegiale consultivo, <u>la quale<em> \u201c&#8230;trova fondamento<\/em><\/u><em>, preliminarmente, <u>nel notevole lasso di tempo che \u00e8 ormai trascorso dalle circostanze<\/u> che diedero luogo al procedimento penale, con <u>la conseguenza che la continuazione dell\u2019azione disciplinare stravolgerebbe le finalit\u00e0 che sono connaturate all\u2019istituto.(!)<\/u> Si deve, inoltre, dare atto della considerazione che meritano le attestazioni e l\u2019apprezzamento per il particolare e notevole impegno profuso in questi anni come collaboratore del capo d\u2019Istituto e responsabile dei vari settori del Liceo\u201d. <\/em>\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 difficile negare che a fronte della gravit\u00e0 dei reati contestati le motivazioni addotte dal Provveditore dell\u2019epoca per archiviare la pratica risultano assolutamente stupefacenti, mentre si deve constatare che a quella data erano ormai passati 8 anni dai fatti e ben 3 dalla condanna penale, con il docente STOB che aveva tranquillamente continuato a insegnare e a fare il vice-preside, come se niente fosse accaduto (e come se niente potesse ancora accadere). All\u2019interno dell\u2019Istituto la cosa era del resto a conoscenza di poche persone, fra queste il Dirigente Scolastico, il quale per\u00f2 non solo aveva sempre confermato, e successivamente continu\u00f2 a confermare, l\u2019insegnante nel ruolo di collaboratore vicario, ma successivamente accett\u00f2 senza battere ciglio che divenisse il responsabile del CIC (Centro Informazione e Consulenza), al quale gli studenti si possono rivolgere per parlare di loro problemi personali. Chiunque si pu\u00f2 rendere conto quanto questo delicato ruolo fosse compatibile con una condanna penale per violenze sessuali.<\/p>\n<p>La cosa continu\u00f2 a passare sotto silenzio ancora per qualche anno, fino al 2006, anno in cui fu appunto pubblicata la Relazione della Corte dei Conti di cui sopra. Che evidentemente fu letta da qualche giornalista che, accertata l\u2019identit\u00e0 del docente, pubblic\u00f2 su Repubblica un articolo sul caso, durante il periodo degli Esami di Stato. A quel punto insegnanti, studenti e famiglie erano a conoscenza del caso, ma a settembre il Dirigente apparve chiaramente intenzionato a continuare a far finta di nulla, anche dopo un colloquio con me e un mio collega, in cui gli facemmo presente la situazione imbarazzante in cui si trovava la scuola.<\/p>\n<p>Solo quando un anonimo \u201cPasquino\u201d incoll\u00f2 sui muri di fronte alla scuola alcune copie dell\u2019articolo di Repubblica, il docente STOB decise di prendere un anno di aspettativa e successivamente di andare in pensione.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong> Un\u2019insegnante di educazione artistica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>A cominciare dal 1994, in una scuola media toscana, \u00e8 stata pi\u00f9 volte oggetto di lamentele da parte dei genitori in quanto largamente inadeguata, soprattutto sul piano relazionale, oltre al fatto che spessissimo arrivava in ritardo alla prima ora. Soffriva di depressione e prendeva farmaci, per cui a volte si addormentava in cattedra. Molti allievi, anche portati per la materia, finivano per demotivarsi, anche per lo stress provocato dai frequenti urli della docente. Pi\u00f9 volte \u00e8 stata oggetto di ispezioni e di provvedimenti disciplinari per i ritardi. Nulla per\u00f2 di decisivo \u00e8 stato ottenuto, anche per la assoluta indisponibilit\u00e0 della docente a intraprendere percorsi di miglioramento. Nel 2012, infine, una nuova dirigente l\u2019ha praticamente costretta a chiedere una visita medica che l\u2019ha riconosciuta inidonea all\u2019insegnamento. Ci sono quindi voluti diciotto anni. E in ognuno di questi anni ha avuto da duecento a duecentocinquanta allievi. Dopo due anni \u00e8 tornata a insegnare.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><strong> Docente a tempo indeterminato in un liceo artistico romano<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 assente almeno quattro volte su dieci oppure arriva in ritardo. Quando \u00e8 in classe c\u2019\u00e8 l\u2019anarchia assoluta ed \u00e8 abbastanza noto a tutti che non insegna granch\u00e9. Oltre a non essere sanzionata, naturalmente una simile docente, il cui comportamento era divenuto proverbialmente negativo presso alunni, operatori scolastici e colleghi, precede in graduatoria e rischia ogni anno di togliere il posto a una collega della stessa materia che, oltre a essere sempre presente, ha conseguito pi\u00f9 volte risultati di eccellenza anche nella partecipazione delle classi a concorsi nazionali.<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li><strong> Due insegnanti in un liceo fiorentino<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Secondo l\u2019esperienza di chi scrive, \u00e8 piuttosto frequente che i docenti che insegnano due materie (Italiano e Storia, Matematica e Fisica, Storia e Filosofia etc.) <u>trascurino una delle due a favore dell\u2019altra,<\/u> in qualche caso in una misura tale da recare un danno grave ai propri allievi.<\/p>\n<p>Nella mia esperienza scolastica in istituti superiori ricordo in particolare i casi di due colleghi. Il primo insegnava Italiano e Storia e dichiarava \u201capertis verbis\u201d di non avere interesse per la storia e di conseguenza un\u2019adeguata preparazione in questa materia e dedicava la grande maggioranza delle ore a disposizione alla letteratura italiana. Gli studenti in questi casi non sono generalmente portati a protestare, dato che questo comportamento li esonera in gran parte dallo studio di una materia, tuttavia non mancarono le proteste da parte di alcuni ragazzi (e delle loro famiglie) che giustamente si sentivano privati di un loro diritto e, arrivati in quinta, temevano di arrivare impreparati alla Maturit\u00e0 (almeno nei periodi in cui gli esami prevedevano dei commissari esterni). Ho personalmente assistito alle rimostranze che i rappresentanti di classe facevano a questo docente, che rispondeva negando gli addebiti con fastidio e imbarazzo. <u>Questo comportamento si \u00e8 protratto per moltissimi anni, senza che fossero presi concreti provvedimenti, al di l\u00e0 di blandi richiami.<\/u><\/p>\n<p>L\u2019altro caso riguarda un\u2019insegnante di Matematica e Fisica, la quale dichiarava senza alcuna remora che, essendo lei laureata in Matematica, di Fisica sapeva assai poco. In questo caso non mi risulta che nemmeno ci siano stati da parte del Dirigente i blandi richiami di cui sopra. E non c\u2019\u00e8 dubbio che la maggior parte dei colleghi, essendo al corrente di questi comportamenti e constatando che nessuno si preoccupa di contestarli, finisca per considerarli inevitabili e quasi fisiologici, insieme al prezzo che per questo pagano gli studenti.<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li><strong> L\u2019insegnante militante in nome della libert\u00e0 d\u2019insegnamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il docente *** di un Liceo Artistico fiorentino, insegnante di storia e lettere, nei molti anni della sua presenza in tutte le classi (dalla prima alla quinta) per una sua visione pedagogica e ideologica ha svolto il suo programma senza tener in alcun conto n\u00e9 le indicazioni ministeriali n\u00e9 gli obiettivi didattici approvati dai consigli di classe, dalle riunioni per materie, dai collegi dei docenti.<\/p>\n<p>In sintesi:<\/p>\n<ul>\n<li>Discussione di temi di attualit\u00e0 al posto del programma di storia.<\/li>\n<li>Studio della semiologia e dello strutturalismo al posto della storia della letteratura.<\/li>\n<li>Niente studio individuale, ma lavoro di ricerca.<\/li>\n<li>Niente compiti d\u2019italiano in classe, niente interrogazioni.<\/li>\n<li>In sede di valutazione era garantito a tutti il voto di sufficienza, al massimo qualche sette, in nome dell\u2019eguaglianza contro le discriminazioni meritocratiche.<\/li>\n<li>Nella stessa logica antigerarchica dava il lei ai suoi studenti e si faceva dare del tu.<\/li>\n<li>Nel 2006 \u00e8 andato tranquillamente in pensione per raggiunti limiti di et\u00e0 e di servizio senza che i richiami della dirigenza ed alcune ispezioni ministeriali abbiano modificato il suo comportamento professionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Va pure aggiunto che per la coerenza del suo impegno intellettuale e per il fascino della persona ha sempre avuto la stima della maggior parte dei suoi studenti, nonostante le lamentele da parte di molti genitori.<\/p>\n<p><strong>Considerazione finale di Valerio Vagnoli, dirigente scolastico<\/strong><\/p>\n<p>In sei anni di esperienza come dirigente mi sono trovato di fronte a docenti assolutamente inadeguati (e lo stesso vale per il personale non docente), con problemi consolidatisi negli anni o meglio nei decenni. Analizzando i loro fascicoli personali non ho trovato assolutamente mai prese di posizione da parte dei miei colleghi dirigenti; a conferma di come i dirigenti scolastici evitino di affrontare problemi anche gravi, perch\u00e9 sono compiti che stressano, che richiedono competenze molto precise, perch\u00e9 ovviamente noi ci dobbiamo confrontare con i sindacati, con gli avvocati dei docenti, per cui talvolta basta veramente dimenticare una parola, per veder annullata una fatica che dura mesi se non anni. Quindi il non-intervento da parte dei miei colleghi ha anche ragioni precise, perch\u00e9 si esita a imbarcarsi in un\u2019avventura che non porta quasi mai a risultati definitivi. Poi ci sono pochissimi ispettori e i docenti scorretti si salvano anche trasferendosi da una scuola all\u2019altra. C\u2019\u00e8 quindi un duplice problema. Sul versante dei presidi c\u2019\u00e8 o collusione (problema culturale) o senso di impotenza, spesso acquisito dopo inutili tentativi di cambiare le cose. C\u2019\u00e8 poi il versante delle norme e delle possibilit\u00e0 di intervento che \u00e8 molto problematico.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">\u00a0<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incapacit\u00e0 della scuola di espellere i professori ignoranti o disonesti &#8211; Una antologia di casi di paralisi del potere disciplinare dell&#8217;Amministrazione scolastica nei confronti di insegnanti gravemente (e talora anche criminosamente) inadempienti . 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