
{"id":47551,"date":"2017-12-02T10:30:10","date_gmt":"2017-12-02T09:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47551"},"modified":"2017-12-03T16:33:50","modified_gmt":"2017-12-03T15:33:50","slug":"la-fatica-del-riformatore-serio-anche-dopo-la-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47551","title":{"rendered":"LE RAGIONI FORTI DEL JOBS ACT E L&#8217;USO CORRETTO DELLE STATISTICHE"},"content":{"rendered":"<h4><strong><span style=\"color: #993300;\">Possiamo attribuire fin d&#8217;ora alla riforma non l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione, che pure c&#8217;\u00e8 stato, ma la riduzione drastica del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti, che costituiva una peculiarit\u00e0 negativa del nostro Paese; e smentire la tesi della &#8220;precarizzazione&#8221; &#8211; La necessaria mobilit\u00e0 dalle imprese deboli a quelle ad alta produttivit\u00e0<br \/>\n<\/span><\/strong><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nComunicazione all&#8217;Assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale, in corso a Orvieto il 2 e 3 dicembre 2017 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo di Luca Ricolfi<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47409\" target=\"_blank\">Mercato del lavoro: l&#8217;eredit\u00e0 della crisi e il peso del debito<\/a> \u00a0\u00a0<em> \u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47561\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47561\" class=\"size-medium wp-image-47561\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Orvieto-300x225.jpg\" alt=\"Il palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, dove si svolge ogni anno l'Assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Orvieto-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Orvieto-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Orvieto-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Orvieto.jpg 1136w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-47561\" class=\"wp-caption-text\">Il palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, dove si svolge ogni anno l&#8217;Assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale<\/p><\/div>\n<p>Tra le grandi difficolt\u00e0 che incontrano i riformatori seri non ci sono soltanto le resistenze preventive dei conservatori, ma anche e soprattutto la pretesa di quasi tutti \u2013 i contrari come i favorevoli \u2013 che gli effetti della riforma si vedano istantaneamente o in tempi brevissimi. Questo non si d\u00e0 quasi mai: n\u00e9 nel caso della riforma attuata per mezzo di nuove norme legislative, n\u00e9, tanto meno, nel caso della riforma organizzativa, che incide direttamente sulla capacit\u00e0 di un\u2019amministrazione di implementare nuovi schemi.<\/p>\n<p>La fretta di vedere i risultati contagia tutti. Oggi, in particolare, noi che due anni fa abbiamo progettato, approvato e sostenuto con la maggiore convinzione la riforma del lavoro dobbiamo resistere alla tentazione di usare i dati forniti dall\u2019Istat sull\u2019aumento dell\u2019occupazione registratosi da allora, pur molto rilevante, come dimostrazione della bont\u00e0 di quella legge. Pu\u00f2 servire per uscire bene da un talk show, ma \u00e8 un argomento privo di consistenza: nessuno pu\u00f2 dire seriamente se e quale aumento dell\u2019occupazione si sarebbe verificato in Italia, come effetto della incipiente crescita economica, se la riforma non fosse stata fatta. Viceversa, sul fronte delle politiche attive del lavoro &#8211; quelle che dovrebbero sostenere sul piano economico e dell&#8217;assistenza il passaggio dal vecchio lavoro al nuovo, la riqualificazione professionale mirata agli sbocchi occupazionali concretamente possibili &#8211; dobbiamo riconoscere onestamente che il livello dell&#8217;implementazione della riforma \u00e8 ancora molto modesto, per un difetto di riorganizzazione effettiva dell&#8217;apparato ministeriale.<\/p>\n<p>Una cosa possiamo, invece, e dobbiamo affermare con forza e saper spiegare all&#8217;opinione pubblica: questa riforma, insieme a quella delle pensioni del 2012, e insieme al rispetto da parte nostra degli impegni presi nei confronti dei nostri Partner europei in materia di bilancio statale, costituisce un presupposto indispensabile senza il quale<\/p>\n<ol>\n<li>non sarebbe stata neppure pensabile la politica monetaria espansiva della BCE, che costituisce uno dei fattori pi\u00f9 rilevanti della nostra crescita attuale;<\/li>\n<li>non sarebbe neppure pensabile oggi l\u2019avvio di un programma di grandi investimenti dell\u2019UE finanziati mediante l\u2019emissione dei <em>project bonds<\/em>, che pu\u00f2 costituire il primo atto di una politica economico-industriale espansiva promossa e gestita al livello continentale;<\/li>\n<li>il nostro Paese non potrebbe aspirare a tornare attrattivo per gli investimenti diretti esteri, allineandosi per questo aspetto alla media UE: obiettivo che, se raggiunto, pu\u00f2 portare con s\u00e9 un aumento di oltre 50 miliardi (tre punti percentuali e mezzo rispetto al nostro PIL) del flusso annuo di investimenti stranieri in ingresso.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Certo, l\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia per gli operatori economici internazionali dipende anche da un suo allineamento rispetto ai maggiori partner europei per quel che riguarda la pressione fiscale su imprese e lavoro, il costo dell\u2019energia, l\u2019efficienza delle amministrazioni pubbliche e in particolare di quella giudiziaria: tutti campi, pure questi, nei quali negli ultimi anni si sono fatti dei passi avanti rilevanti. Ma insieme a questi anche l\u2019allineamento del nostro diritto del lavoro rispetto ai migliori standard europei, compiuto con la riforma del 2015, costituisce un passo avanti di primaria importanza nella direzione necessaria. Ed \u00e8 indispensabile che le nuove norme varate non si rivelino volatili, quindi inaffidabili: hanno un effetto negativo sul piano economico, da questo punto di vista, sia i preannunci di contro-riforma contenuti nei programmi elettorali di diversi partiti oggi all\u2019opposizione, sia i tentativi di contro-riforma per via giudiziaria e in particolare per mezzo di ricorso alla Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Detto questo in linea generale, ci sono poi due dati statistici che possono, senza alcuna forzatura, essere considerati molto significativi riguardo all\u2019impatto immediato delle riforme del lavoro attuate progressivamente tra il 2012 e il 2015: due dati entrambi sorprendenti se considerati isolatamente, ma resi ancor pi\u00f9 sorprendenti se considerati congiuntamente. Il primo \u00e8 quello che vede una <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44462\">sostanziale invarianza, negli ultimi anni, del numero dei licenziamenti<\/a> in rapporto al numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in essere, siano essi costituiti prima dell\u2019entrata in vigore della riforma del 2015, o dopo. Un dato, questo, che per un verso smentisce nel modo pi\u00f9 netto la tesi secondo cui la riforma avrebbe &#8220;precarizzato&#8221; i rapporti di lavoro nel nostro Paese; per altro verso, obbliga a una riflessione approfondita sul peso relativo che hanno la legge da un lato, dall\u2019altro la cultura diffusa e le relazioni sindacali, nel determinare i comportamenti degli imprenditori e in particolare la loro propensione all\u2019esercizio della facolt\u00e0 di recedere dal rapporto con i dipendenti. Parrebbe che una riduzione incisiva del vincolo al recesso produca, almeno nel breve periodo, una fluidificazione del tessuto produttivo e del mercato del lavoro meno rilevante di quanto ci si sarebbe atteso.<\/p>\n<div id=\"attachment_43834\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43834\" class=\"size-medium wp-image-43834\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-Corriere-2-270x300.jpg\" alt=\"La riduzione del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti negli ultimi cinque anni\" width=\"270\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-Corriere-2-270x300.jpg 270w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-Corriere-2-135x150.jpg 135w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-Corriere-2-920x1024.jpg 920w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-Corriere-2.jpg 1329w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><p id=\"caption-attachment-43834\" class=\"wp-caption-text\">La riduzione del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti negli ultimi cinque anni<\/p><\/div>\n<p>Il secondo dato sorprendente, solo apparentemente contraddittorio rispetto al primo, \u00e8 quello che d\u00e0 conto della drastica <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43821\">riduzione del contenzioso giudiziale<\/a> registratasi fra il 2012 \u2013 anno nel quale \u00e8 entrata in vigore una prima parte della riforma dei licenziamenti e dei contratti a termine \u2013 e la met\u00e0 del 2017. I dati forniti dal ministero della Giustizia consentono di quantificare questa riduzione intorno ai due terzi. Gli stessi dati dicono, per converso, che questa riduzione si sta verificando soltanto nel settore del lavoro privato: in quello del pubblico impiego, dove n\u00e9 la riforma del 2012 n\u00e9 quella del 2015 hanno avuto applicazione, il flusso dei nuovi procedimenti iscritti a ruolo resta sostanzialmente invariato. Il che autorizza a ipotizzare, in attesa di verifiche pi\u00f9 rigorose, che siano proprio quelle due riforme la causa del fenomeno osservato.<\/p>\n<p>Questa riduzione drastica del tasso di contenzioso giudiziale costituisce un fatto positivo di grande rilievo, non solo per l\u2019amministrazione della Giustizia, ma anche e soprattutto per il sistema delle relazioni industriali; e indirettamente anche per l\u2019efficienza del sistema economico nel suo complesso. Il tasso di contenzioso giudiziale italiano in materia di lavoro costituiva un\u2019anomalia negativa, nel panorama europeo: solo in Italia la regola era che ogni licenziamento fosse accompagnato da un ricorso al giudice del lavoro e che dunque il <em>severance cost<\/em> per entrambe le parti fosse normalmente appesantito dalle spese legali e dall\u2019alea di un giudizio sulla quale pesa sempre molto l&#8217;imprevedibilit\u00e0 dell\u2019orientamento personale del magistrato cui il procedimento sar\u00e0 affidato. Solo in Italia avvocati e giudici erano di fatto protagonisti di primaria importanza del sistema delle relazioni industriali.<\/p>\n<p>Il fatto che quell\u2019anomalia stia avviandosi a essere superata, in parallelo con l\u2019allineamento del nostro diritto del lavoro rispetto allo standard prevalente nei grandi Paesi occidentali, costituisce un progresso importante nella direzione di una maggiore attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia per gli investitori stranieri. Che \u00e8 la precondizione, insieme alla riduzione del debito pubblico e dunque della pressione fiscale, per quella crescita economica senza la quale non pu\u00f2 crescere n\u00e9 il potere contrattuale n\u00e9 il benessere dei lavoratori.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possiamo attribuire fin d&#8217;ora alla riforma non l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione, che pure c&#8217;\u00e8 stato, ma la riduzione drastica del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti, che costituiva una peculiarit\u00e0 negativa del nostro Paese; e smentire la tesi della &#8220;precarizzazione&#8221; &#8211; La necessaria mobilit\u00e0 dalle imprese deboli a quelle ad alta produttivit\u00e0 . Comunicazione all&#8217;Assemblea nazionale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,9],"tags":[],"class_list":["post-47551","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47551"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47551\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}