
{"id":47577,"date":"2017-12-03T12:55:21","date_gmt":"2017-12-03T11:55:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47577"},"modified":"2017-12-03T12:55:21","modified_gmt":"2017-12-03T11:55:21","slug":"1-12-17-decolla-il-reddito-di-inclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47577","title":{"rendered":"1\u00b0.12.17: DECOLLA IL &#8220;REDDITO DI INCLUSIONE&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Muove finalmente i primi passi anche in Italia lo strumento per la lotta alla povert\u00e0 centrato su welfare, lavoro, istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie: richiede capacit\u00e0 di implementazione non ancora acquisite dai nostri enti locali, ma segue il metodo migliore fin qui sperimentato in Europa su questo terreno<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo di fondo del<\/em> Corriere della Sera <em><strong>di Maurizio Ferrera<\/strong>, professore di Scienza Politica all&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, 1\u00b0 dicembre 2017 &#8211;<\/em> <em>Sullo stesso argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45246\" target=\"_blank\">le slides di una relazione dello stesso professor Ferrera<\/a><\/em> <em>a un convegno svoltosi a Napoli nel maggio scorso; e <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45115\" target=\"_blank\">le slides della mia relazione al Gruppo dei senatori Pd<\/a>, anche queste del maggio scorso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_43631\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43631\" class=\"size-medium wp-image-43631\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg\" alt=\"Il prof. Maurizio Ferrera\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-1024x577.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43631\" class=\"wp-caption-text\">Il prof. Maurizio Ferrera<\/p><\/div>\n<p>Oggi [1\u00b0 dicembre 2017 &#8211; <em>n.d.r.<\/em>] entra il vigore il Reddito d\u2019inclusione (REI). Si tratta di una nuova prestazione rivolta alle persone\u00a0 in condizione di povert\u00e0. A seconda della situazione economica e familiare, si potr\u00e0 ricevere un trasferimento (massimo) di \u00a0485 euro al mese. I comuni predisporranno \u201cprogetti di attivazione\u201d sociale e lavorativa. Non sar\u00e0 quindi un semplice sussidio, ma un pacchetto di misure personalizzate che cercher\u00e0 di accompagnare i beneficiari verso l\u2019autonomia.<\/p>\n<p>Strumenti simili per il contrasto alla povert\u00e0 esistono da decenni nella maggioranza dei paesi UE. Nelle nazioni in via di sviluppo (dal Brasile alla Costa d\u2019Avorio), il welfare viene oggi costruito partendo proprio da \u00a0questo tassello, che si rivolge ai poveri indipendentemente dall\u2019et\u00e0. L\u2019Italia ha seguito il percorso inverso. Nel passato ha sempre privilegiato le pensioni, con formule di calcolo molto generose, mentre ha\u00a0 trascurato i bisognosi, compresi i bambini. Non \u00e8 un caso se i nostri tassi di povert\u00e0 minorile sono fra i pi\u00f9 alti d\u2019Europa.\u00a0 Certo, in molte regioni e comuni gi\u00e0 esistevano misure contro l\u2019esclusione sociale. Ma erano costruite su sabbie mobili, in particolare dal punto di vista finanziario. Il REI \u00e8 invece una misura \u201cstrutturale\u201d, ossia una voce permanente del bilancio pubblico. E chi soddisfa i requisiti avr\u00e0 una spettanza tutelata dalla legge. Di questi tempi \u00e8 raro che vengano introdotti nuovi diritti. Eppure \u00e8 successo, per una volta possiamo rallegraci.<\/p>\n<p>Il reddito minimo garantito era gi\u00e0 stato raccomandato dalla Commissione Onofri nel 1997. Oggetto di varie sperimentazioni, la sua introduzione non era per\u00f2 mai riuscita a entrare sul serio nell\u2019agenda politica. Senza negare la sensibilit\u00e0 e il contributo dell\u2019attuale governo e dei due precedenti, buona parte del merito va riconosciuto alla Alleanza contro la povert\u00e0, un gruppo di 35 organizzazioni della societ\u00e0 civile costituitosi nel 2013 (<a href=\"http:\/\/www.redditoinclusione.it\">www.redditoinclusione.it<\/a>). L\u2019Alleanza non si \u00e8 limitata ad aggregare interessi e consensi, ma ha anche formulato utili proposte. Una vicenda in controtendenza rispetto a quel declino dei corpi intermedi di cui tanto si parla. E anche un esempio, diciamolo, di buona politica, osservato con attenzione da molti osservatori stranieri.<\/p>\n<p>Il REI risolver\u00e0 il problema della povert\u00e0? Certamente no, \u00e8 solo un primo passo. Le risorse non sono molte (\u00e8 previsto un loro graduale incremento), le prestazioni hanno importi modesti. I requisiti sono stringenti, di fatto i beneficiari saranno solo la met\u00e0 dei poveri. Quanto ai comuni, saranno capaci di realizzare progetti di attivazione efficaci? E\u2019 un grosso punto interrogativo. La legge sul\u00a0 REI prevede il potenziamento dei servizi e\u00a0 la formazione degli operatori locali. Su questo fronte \u00e8 bene per\u00f2 che si attivino anche gli attori\u00a0 del \u201csecondo welfare\u201d, a cominciare proprio dalle associazioni che fanno parte dell\u2019Alleanza. Il successo del REI dovr\u00e0 essere misurato non solo in termini di alleviamento temporaneo della povert\u00e0, ma\u00a0 soprattutto in termini di recupero dell\u2019 autonomia.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una questione pi\u00f9 ampia. Il nostro paese ha alti livelli di povert\u00e0\u00a0 anche perch\u00e9 mancano i posti di lavoro. Non \u00e8 tanto colpa della crisi, n\u00e9 tantomeno della riforma Fornero. E\u2019 un deficit cronico che ci portiamo dietro dagli anni Cinquanta: i nostri livelli di occupazione sono sempre stati circa dieci punti pi\u00f9 bassi rispetto alla media UE. Quel che \u00e8 peggio, mancano posti di lavoro in quei settori del terziario che possono dare occupazione a chi ha basse qualifiche. Nei servizi alla persona e alle famiglie (la cosiddetta economia sociale) in Francia ci sono almeno due milioni di posti in pi\u00f9 a confronto con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>La lotta alla povert\u00e0 va condotta su pi\u00f9 fronti. Welfare e lavoro innanzitutto. E poi istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie, incentivi alla creazione di nuovi mercati. Una sfida complessa, ma ineludibile; che richiede molte riforme ora, con effetti lenti e graduali. Purtroppo stiamo entrando in una lunga fase elettorale. Sul tema povert\u00e0 si abbatter\u00e0 il polverone del \u201creddito di cittadinanza\u201d cavalcato dai Cinque Stelle. Sar\u00e0 fin troppo facile dire che 780 euro a tutti (spesso si omette di precisare che si tratterebbe solo dei pi\u00f9 bisognosi) sono meglio di 485. \u00a0E altrettanto facile sar\u00e0 rilanciare sciorinando bonus, o promettendo pensioni minime a mille euro. Di lavoro, capitale umano, nuovi mercati, investimenti (e come finanziarli), non ci sar\u00e0 invece tempo di parlare. La cattiva politica si tiene lontana dal lungo periodo: che ci pensino pure le prossime generazioni.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Muove finalmente i primi passi anche in Italia lo strumento per la lotta alla povert\u00e0 centrato su welfare, lavoro, istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie: richiede capacit\u00e0 di implementazione non ancora acquisite dai nostri enti locali, ma segue il metodo migliore fin qui sperimentato in Europa su questo terreno . 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