
{"id":47890,"date":"2018-01-07T10:32:38","date_gmt":"2018-01-07T09:32:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47890"},"modified":"2018-01-07T23:33:17","modified_gmt":"2018-01-07T22:33:17","slug":"gli-obiettivi-strategici-per-sfidare-il-fronte-dei-sovranpopulisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47890","title":{"rendered":"GLI OBIETTIVI STRATEGICI PER SFIDARE IL FRONTE DEI \u2018\u2019SOVRANPOPULISTI\u2019\u2019"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Globalizzazione, Europa, euro e accoglienza responsabile. Quattro pilastri da contrapporre alla demagogia sovranista<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo <strong>di Giuliano Cazzola<\/strong> pubblicato sul Foglio del 2 gennaio 2018<\/em> &#8211; <em>In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47617\" target=\"_blank\">il testo integrale e la sintesi delle conclusioni di Enrico Morando all&#8217;Assemblea annuale di Libert\u00e0Eguale<\/a> del 3 dicembre 2017<\/em>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47074\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47074\" class=\"size-full wp-image-47074\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg\" alt=\"Giuliano Cazzola\" width=\"242\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg 242w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola-150x129.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><p id=\"caption-attachment-47074\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Cazzola<\/p><\/div>\n<p>Se \u00e8 vero che \u2018\u2019i programmi sono bandiere piantate nella testa della gente\u2019\u2019, non ha molto senso sforzarsi a predisporre &#8211; in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo &#8211; pagine e pagine di promesse inutili ed ingegnarsi ad assumere impegni che non saranno mai mantenuti, perch\u00e9 viziati da un limite di fondo: quello di scopiazzare l\u2019agenda dettata dalle forze politiche che hanno meno scrupoli nell\u2019avvalersi dei gas tossici della demagogia e dell\u2019improvvisazione. Per quanti hanno il coraggio e l\u2019onest\u00e0 di compiere \u2013 con chiarezza \u2013 delle opzioni discriminanti per le prospettive del Paese, le scelte di policy diventano degli assiomi, dei corollari a cui si arriva in modo pressoch\u00e9 automatico perch\u00e9 sono coerenti con gli obiettivi strategici che si intendono perseguire. La prima di tali opzioni si chiama \u2018\u2019globalizzazione dell\u2019economia\u2019\u2019 contro l\u2019insorgente tentazione all\u2019isolazionismo, quale estrema e disperata difesa di un contesto produttivo, occupazionale e sociale che non \u00e8 in grado (e non intende neppure provare ad esserlo) di competere sui mercati internazionali, nonostante che una diffusione dello sviluppo e la riduzione della povert\u00e0 in tutti i continenti siano, invece, la premessa indispensabile per una crescita degli stessi Paesi pi\u00f9 ricchi. Ma se si sceglie di osservare le regole della competizione, non rimane alcun spazio \u2013 a proposito di programmi &#8211; per rimettere in discussione sul piano nazionale le politiche del lavoro che hanno caratterizzato la XVII Legislatura: dalla liberalizzazione dei contratti a termine al pacchetto di provvedimenti che compongono il jobs act. Resta, tuttavia, l\u2019esigenza di fare i conti con un sistema giudiziario (purtroppo non solo civile) che non si limita a scoraggiare ma arriva persino a perseguitare gli investimenti (il caso Ilva drammaticamente ne \u00e8 la prova). La seconda opzione si chiama \u2018\u2019Unione europea\u2019\u2019, le cui istituzioni, ancorch\u00e8 barocche e condizionate dai poteri riservati agli Stati, hanno consentito ad un continente gi\u00e0 teatro di due spaventose guerre mondiali, di affrontare e superare una crisi economica gravissima, senza dover mettere in discussione non solo i propri ordinamenti democratici ma neppure le conquiste portanti di sistemi di sicurezza sociale che non hanno paragoni nel mondo. L\u2019Unione \u00e8 stata accusata di aver imposto politiche finanziarie, economiche e sociali con effetti devastanti, salvo poi non riuscire a spiegare, da parte di critici troppo faciloni, come la deprecata austerit\u00e0 abbia consentito il ritorno ad una crescita a livelli pi\u00f9 elevati di quelli non solo attesi ma auspicati, persino in Paesi come la Grecia la quale \u2013 tramontata un\u2019illusoria alternativa alle politiche di risanamento \u2013 sembrava destinata al tracollo soltanto pochi anni or sono. La difesa dell\u2019Europa si tiene insieme con quella dell\u2019euro. Anche questa scelta comporta delle politiche conseguenti che non hanno bisogno di essere ribadite in un atto notarile. La moneta unica \u00e8 l\u2019alternativa al sovranismo, gi\u00e0 dilagante ed ora in rotta; e richiede politiche di bilancio equilibrate, rivolte al pareggio dei saldi e alla riduzione del debito pubblico, che rappresenta un pesante fardello lasciato colpevolmente in eredit\u00e0 alle generazioni future. L\u2019euro porta con s\u00e8 gli adempimenti connessi al fiscal compact che non \u00e8 una follia da rinnegare, un provvedimento \u2018\u2019costituzionalizzato\u2019\u2019 con la pistola puntata alla tempia da Frau Merkel, ma un impegno necessario assunto liberamente e responsabilmente dal Parlamento. L\u2019equilibrio dei conti pubblici \u00e8 favorito (purtroppo non garantito una volta per tutte e per sempre) da una gestione responsabile della spesa pensionistica e quindi dalla salvaguardia contro ulteriori saccheggi (vi sono gi\u00e0 state delle mutilazioni significative) dei capisaldi della riforma Fornero, che continua ad essere il \u2018\u2019saracino\u2019\u2019 della giostra populista. L\u2019ultima bandiera si chiama \u2018\u2019accoglienza\u2019\u2019. Le migrazioni sono un evento di carattere strutturale, come se tra le popolazioni dei diversi continenti operasse il \u2018\u2019principio dei vasi comunicanti\u2019\u2019: i vuoti lasciati dai popoli del Nord del pianeta, vecchi, benestanti, in inarrestabile declino demografico, vengono coperti \u2013 cos\u00ec \u00e8 sempre avvenuto nella lunga storia dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 dal migrare di popolazioni giovani e povere, alla ricerca di una migliore prospettiva di vita. Si tratta di processi da affrontare con responsabilit\u00e0, consapevolezza e rigore, senza per\u00f2 strumentalizzare le contraddizioni e le preoccupazioni reali che essi suscitano. Il veleno pi\u00f9 insidioso, diffuso dal sovranpopulismo, \u00e8 quello di semplificare la soluzione dei problemi del nostro tempo attribuendone la responsabilit\u00e0 alle classi dirigenti o agli avversari politici, come se bastasse cacciarli con infamia per venire a capo di tutte le difficolt\u00e0. Nel suo memorabile discorso alla Sorbona, Emmanuel Macron ha pronunciato delle parole che assumono il valore di un precetto: \u2018\u2019Non ceder\u00f2 nulla, nulla a quelli che promettono l\u2019odio, la divisione o il ripiego nazionale. Non gli lascer\u00f2 alcuna possibilit\u00e0 di dettare l\u2019agenda\u2019\u2019. Globalizzazione, Europa, euro, accoglienza gestita e responsabile devono essere le bandiere piantate nella nostra mente. Purtroppo \u00e8 forte il timore che la campagna elettorale si svolga sul caso (inesistente) di Maria Elena Boschi, sulla mancata approvazione dell\u2019abominevole legge Richetti e sulla situazione delle banche (alla luce degli esiti della Commissione Casini) come se fossero sull\u2019orlo del baratro. Continueremo a farci del male, ignorando, a bella posta, che il risparmio ammonta a 800 miliardi di euro (che gli italiani non custodiscono sotto i materassi) e che, durante gli anni della crisi, questo patrimonio delle famiglie \u00e8 cresciuto di 1,4 miliardi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Globalizzazione, Europa, euro e accoglienza responsabile. Quattro pilastri da contrapporre alla demagogia sovranista . Articolo di Giuliano Cazzola pubblicato sul Foglio del 2 gennaio 2018 &#8211; In argomento v. anche il testo integrale e la sintesi delle conclusioni di Enrico Morando all&#8217;Assemblea annuale di Libert\u00e0Eguale del 3 dicembre 2017\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-47890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47890\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}