
{"id":48133,"date":"2018-01-21T13:06:27","date_gmt":"2018-01-21T12:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48133"},"modified":"2018-01-21T13:06:27","modified_gmt":"2018-01-21T12:06:27","slug":"la-scelta-indipendentista-di-tutte-le-opposizioni-e-quella-europeista-della-maggioranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48133","title":{"rendered":"LA SCELTA &#8220;INDIPENDENTISTA&#8221; DI TUTTE LE OPPOSIZIONI E QUELLA EUROPEISTA DELLA MAGGIORANZA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> Il PD pu\u00f2 e deve tendere a bipolarizzare il confronto elettorale: da una parte gli europeisti, capaci di collocare l\u2019Italia nel concreto processo di costruzione della nuova sovranit\u00e0 europea; dall\u2019altra gli \u201cindipendentisti\u201d o &#8220;sovranisti&#8221;, che puntano a un ritorno all&#8217;indietro rispetto al processo di costruzione degli Stati Uniti d&#8217;Europa<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo di Enrico Morando e Giorgio Tonini pubblicato sul <\/em>Foglio<em> il 19 gennaio 2018 &#8211; In argomento v. anche<\/em> <em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47617\" target=\"_blank\">le conclusioni di Enrico Morando all&#8217;Assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale<\/a>, 3 dicembre 2017\u00a0<\/em> \u00a0 \u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Fino a non molto tempo fa, sembrava corretto ritenere che il processo di costruzione dell\u2019Unione Europea avrebbe proceduto come un gioco a somma zero: tanta sovranit\u00e0 perdono gli Stati nazionali membri, quanta ne acquisiscono gli organismi comunitari.<\/p>\n<div id=\"attachment_43974\" style=\"width: 356px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43974\" class=\" wp-image-43974\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando-300x168.jpg\" alt=\"Enrico Morando\" width=\"346\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><p id=\"caption-attachment-43974\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Morando<\/p><\/div>\n<p>La globalizzazione \u2013 resa possibile dalla rivoluzione tecnologica \u2013 ha privato questo approccio del suo fondamento: l\u2019effettivo potere di \u201cgoverno\u201d dei principali problemi del nostro tempo \u2013 dal riscaldamento globale alla disoccupazione tecnologica, alle migrazioni che coinvolgono ogni giorno milioni di uomini e donne in cerca di pace, diritti umani, lavoro e benessere \u2013 non risiede pi\u00f9 nei confini dei singoli Stati nazionali europei. Se \u201cgoverno globale\u201d deve esserci \u2013 e deve esserci, se non ci si vuole rassegnare al crescente disordine e al conflitto di tutti contro tutti -, solo l\u2019Europa come tale ha le dimensioni minime per esserne protagonista, con gli altri Big dell\u2019economia e della politica mondiale.<\/p>\n<p>\u00c8 stato il Presidente Macron il primo leader ad agire politicamente su questo dato di realt\u00e0: nel suo straordinario discorso alla Sorbona, ha detto chiaramente che il problema che \u00e8 aperto non \u00e8 quello di cedere quote di sovranit\u00e0 dai singoli stati membri agli organismi comunitari. Ma quello di recuperare la sovranit\u00e0 perduta, costruendo effettivamente il nuovo \u201csovrano\u201d europeo.<\/p>\n<p>Il progetto di difesa comune, per mettere a frutto in termini di efficacia dello strumento militare una spesa per la sicurezza esterna che oggi \u2013 segmentata alla dimensione di ogni singolo stato -, ci condanna a farla dipendere dagli USA, sempre pi\u00f9 riluttanti a farsene carico. Una politica di Bilancio europea, perch\u00e9 i singoli stati possono e debbono avere i conti pubblici in pareggio, se la politica fiscale europea pu\u00f2 svolgere, assieme alla politica monetaria, quella funzione anticiclica cui \u00e8 impossibile ( e sarebbe suicida) rinunciare. Investimenti pubblici in ricerca e infrastrutturazione materiale e immateriale del nostro continente, da finanziare sull\u2019elevato merito di credito dell\u2019area dell\u2019Euro in quanto tale. Uno strumento europeo di contrasto della disoccupazione non strutturale, per fare fronte a shock asimmetrici che possono ben determinarsi nel pi\u00f9 grande mercato unico del mondo ed hanno conseguenze sociali insopportabili.<\/p>\n<p>Insomma: non c\u2019\u00e8 problema che interessi la nostra vita quotidiana di cittadini europei \u2013 dalla \u201cpaura\u201d dell\u2019immigrazione a quella di perdere o non trovare un buon lavoro \u2013 che possiamo credibilmente affrontare come cittadini italiani, francesi, tedeschi,\u2026, ciascuno col \u201csuo\u201d Governo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0? Lo sappiamo. Ma \u00e8 una vera e bella novit\u00e0 che si sia aperto finalmente un concreto processo politico che fa di questo dato di realt\u00e0 la base di una strategia riformatrice. Non pi\u00f9 l\u2019Europa matrigna che ci costringe a fare quello che noi governi nazionali, se potessimo, non faremmo. Ma il suo esatto opposto: l\u2019Unione \u00e8 l\u2019unica via realistica per la soluzione. Basta col camminare alla velocit\u00e0 del pi\u00f9 lento. Procediamo a costruirla, con chi ha la forza e la volont\u00e0 per farlo.<\/p>\n<p>Il prossimo 22 gennaio \u2013 sull\u2019asse Parigi-Berlino \u2013 questo processo partir\u00e0, con l\u2019approvazione simultanea nell\u2019Assemblea Nazionale e nel Bundestag di un documento che indicher\u00e0 le scelte e i tempi dell\u2019impegno di questi due fondamentali Paesi. \u00c8 un merito certo del Presidente Gentiloni \u2013 nel recente incontro col Presidente Macron -, quello di avere impegnato l\u2019Italia ad essere coprotagonista di questo ambizioso \u2013 e finalmente chiaro \u2013 disegno di rilancio della Unione. Ma sar\u00e0 il risultato elettorale a decidere. Ed esso dipender\u00e0 in larga misura dalla capacit\u00e0 di mettere in chiaro, agli occhi dei cittadini elettori italiani, la reale portata della posta in gioco.<\/p>\n<p>Il voto degli italiani \u2013 comunque vada \u2013 non avr\u00e0 la forza di arrestare il treno europeo che ripartir\u00e0 il prossimo 22: anzi, costituito il Governo Groko in Germania, esso acquister\u00e0 velocit\u00e0. Il voto italiano pu\u00f2 invece decidere se iscrivere l\u2019Italia tra i protagonisti del nuovo inizio, o se relegarla nelle retrovie, alla disperata ricerca di una \u201csovranit\u00e0\u201d e di una \u201cindipendenza\u201d nazionali che non ci sono pi\u00f9 da tempo.<\/p>\n<p>Europeisti versus indipendentisti: questo \u00e8 lo scontro in atto. Lo dicono \u2013 molto meglio e molto prima delle interviste dei leader nei talk show \u2013 le scelte compiute in Parlamento dai principali protagonisti della competizione elettorale.<\/p>\n<p>Cominciamo dal M5S. Nella Risoluzione sulla NADEF presentata dal Gruppo 5 Stelle al Senato, si legge testualmente: \u201cimpegna il Governo a sospendere l\u2019applicazione del raggiungimento del pareggio di Bilancio e quindi il rispetto dell\u2019indebitamento entro il 3% del PIL\u2026\u201d. Da dove nasce una cos\u00ec forte esigenza di fare nuovo debito? La risposta \u00e8 nella stessa Risoluzione: l\u2019onere aggiuntivo connesso alla introduzione del cd reddito di cittadinanza \u2013 l\u2019architrave della politica economica pentastellata &#8211; supera i 17 mld l\u2019anno. A parte il fatto che l\u2019obiettivo del pareggio strutturale \u00e8 fissato nella Costituzione della Repubblica italiana (art. 81), l\u2019aperta violazione dei Trattati (3% deficit\/PIL) metterebbe i partner europei nell\u2019obbligo di trarne le conseguenze\u2026 Soccorre a questo punto la dichiarazione del \u201cCapo Politico\u201d Di Maio: se l\u2019Europa \u201cnon ci avr\u00e0 ascoltato su nulla\u201d, allora si far\u00e0 il referendum sull\u2019Euro, \u201cche per me \u00e8 l\u2019extrema ratio\u201d ed \u201c\u00e8 chiaro che io sarei per l\u2019uscita\u201d. Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec\u2026.<\/p>\n<div id=\"attachment_42179\" style=\"width: 262px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42179\" class=\" wp-image-42179\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Tonini-2.jpg\" alt=\"Giorgio Tonini\" width=\"252\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Tonini-2.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Tonini-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><p id=\"caption-attachment-42179\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Tonini<\/p><\/div>\n<p>Veniamo ora al centro-destra. Dal Programma di Salvini per la candidatura alla Segreteria federale della Lega: \u201cPer tutti questi motivi, occorre dare maggiore slancio alla battaglia per riconquistare spazi di sovranit\u00e0 nazionale e monetaria\u201d: Salvini non \u00e8 Berlusconi? Certo. Ma non sembra che la differenza sia abissale: \u201cQuando Lei parla di due monete \u2013 gli chiede Paolo Becchi su <em>Libero<\/em> \u2013 si riferisce ad una situazione in tutto e per tutto simile a quella che avevamo negli anni \u201980 e \u201990, con la Lira e l\u2019Ecu? Si o no?\u201d. Risposta: \u201cIn pratica s\u00ec, con una parziale riconquista della sovranit\u00e0 monetaria da parte dello Stato\u2026\u201d. Non deve essere voce dal sen fuggita, se nella bozza di programma del centro-destra si pu\u00f2 leggere: \u201cPrevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, sul modello tedesco (recupero di sovranit\u00e0)\u201d. D\u2019altra parte, sia il primo, sia il secondo devono essere consapevoli che solo questa regressione \u201cindipendentista\u201d pu\u00f2 sorreggere la proposta programmatica fondamentale del centro-destra, formulata in termini assai chiari nella Risoluzione Lega-FI e FdI in occasione della NADEF: \u201cImpegna il Governo a modificare in maniera drastica e strutturale la cosiddetta Legge Fornero delle pensioni, al fine di abbassare l\u2019et\u00e0 per l\u2019accesso al pensionamento, reinserendo il sistema delle quote e le pensioni di anzianit\u00e0\u201d. A pag. 90 del DEF 2017 per il 2018, si d\u00e0 conto del risparmio realizzato dalla Legge Fornero rispetto alla legislazione previgente, nel periodo che ci separa dal 2050: 320 miliardi. Impossibile abrogarla, senza uscire dall\u2019Euro. E infatti\u2026<\/p>\n<p>Sia per il M5S, sia per la coalizione Fi-Lega-FdI, dunque, la scelta di collocarsi sul fronte \u201cindipendentista\u201d nasce per alcuni da posizioni di tipo ideologico, e per tutti dalla esigenza di finanziare con ulteriore debito le proposte pi\u00f9 significative e popolari(?) del loro programma\u00a0 elettorale.<\/p>\n<p>Veniamo ora al PD. I Governi di questa legislatura hanno camminato, con crescente sicurezza, sul \u201csentiero stretto\u201d individuato da Padoan all\u2019inizio della sua esperienza di governo: tutto il sostegno alla crescita compatibile con la stabilit\u00e0 dei conti pubblici; tutto il consolidamento fiscale compatibile con l\u2019esigenza di non deprimere la timida ripresa in atto.<\/p>\n<p>Anche quando \u2013 a nostro avviso sbagliando \u2013 il PD ha avanzato l\u2019ipotesi di portare nel prossimo futuro l\u2019indebitamento al 2,9% ogni anno, al fine di finanziare investimenti e ulteriori riforme strutturali, questa posizione non si \u00e8 in alcun modo tradotta in atti e scelte di governo che potessero revocare in dubbio la sicurezza del cammino del Paese tra la Scilla del debito e la Cariddi del ritorno in stagnazione\/recessione.<\/p>\n<p>Il Governo Renzi, prima e meglio di ogni altro in Europa, anche supplendo alla lunga fase di assenza di iniziativa della Francia di Hollande, ha coerentemente sostenuto l\u2019esigenza di una svolta nella linea di politica economica seguita dall\u2019Unione Europea per troppo tempo: ci\u00f2 che era l\u2019obiettivo principale \u2013 il consolidamento fiscale \u2013 doveva diventare il vincolo. E la crescita, da vincolo che era \u2013 non ucciderla nel perseguire il consolidamento fiscale &#8211; doveva diventare l\u2019obiettivo fondamentale.<\/p>\n<p>La tesi di chi sostiene il fallimento di questa linea contraddice i dati della realt\u00e0: la politica di bilancio italiano (e non solo) ha potuto assumere una intonazione moderatamente espansiva e sostenere l\u2019incipiente ripresa proprio utilizzando gli spazi di flessibilit\u00e0 che abbiamo aperto, non \u201cbattendo i pugni sul tavolo\u201d per difendere le \u201cnostre\u201d particolari ragioni, ma convincendo sulle ragioni, buone per tutti, che consigliavamo correzioni di rotta.<\/p>\n<p>\u00c8 su questi risultati della nostra azione di Governo \u2013 e sull\u2019impegno ad operare per una accelerazione nel processo di riduzione del volume globale del debito, ora che la crescita tende a diventare pi\u00f9 significativa \u2013 che il PD pu\u00f2 legittimamente fondare la sua iniziativa per \u201cbipolarizzare\u201d il confronto elettorale: da una parte gli europeisti, capaci di collocare l\u2019Italia nel concreto processo di costruzione della nuova sovranit\u00e0 europea; dall\u2019altra gli \u201cindipendentisti\u201d, che cercano soluzioni in un passato che non pu\u00f2 tornare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il PD pu\u00f2 e deve tendere a bipolarizzare il confronto elettorale: da una parte gli europeisti, capaci di collocare l\u2019Italia nel concreto processo di costruzione della nuova sovranit\u00e0 europea; dall\u2019altra gli \u201cindipendentisti\u201d o &#8220;sovranisti&#8221;, che puntano a un ritorno all&#8217;indietro rispetto al processo di costruzione degli Stati Uniti d&#8217;Europa . 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