
{"id":4853,"date":"2009-08-29T17:19:01","date_gmt":"2009-08-29T16:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4853"},"modified":"2009-10-15T13:36:10","modified_gmt":"2009-10-15T12:36:10","slug":"ancora-sulle-nuove-forme-di-protesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4853","title":{"rendered":"ANCORA SULLE NUOVE FORME DI PROTESTA"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"color: #993300;\">QUELLO CHE PREOCCUPA DEL &#8220;MODELLO INNSE&#8221; DI PROTESTA OPERAIA NON SONO LE FORME DI LOTTA, MA LA POVERTA&#8217; DEGLI OBIETTIVI. E L&#8217;IMMAGINE DI UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI ANCORA MOLTO ARRETRATO<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><em>Intervista a cura di Massimiliano Lenzi, pubblicata con numerosi tagli su <\/em>il Secolo XIX<em> il\u00a01\u00b0 settembre 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Proteste eclatanti: dalla Innse alle guardie giurate di Roma, per arrivare agli operai di Lasme sul tetto e quelli che volevano lanciarsi dal maschio Angioino. Perch\u00e9 la lotta dei lavoratori, adesso, passa solo attraverso forme di protesta estrema?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Non parlerei di protesta estrema: sono pur sempre forme di lotta non violenta, che comportano tutt\u2019al pi\u00f9 qualche irregolarit\u00e0 amministrativa, ma non illeciti penali. Quello che preoccupa non sono tanto queste forme di lotta, quanto la povert\u00e0 dei loro obiettivi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Povert\u00e0 in che senso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Le guardie giurate di Roma erano salite sul Colosseo non per difendere il posto di lavoro, ma per opporsi alla privatizzazione dell\u2019impresa e alle relative conseguenze in termini di flessibilit\u00e0 ed efficienza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Alla Innse di Lambrate, invece, difendevano il posto di lavoro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">S\u00ec, erano in lotta per questo da pi\u00f9 di due anni. Ma dobbiamo chiederci perch\u00e9, in un\u2019area come quella milanese, dove la domanda di tecnici e di operai qualificati e specializzati supera nettamente l\u2019offerta, cinquanta lavoratori devono stare per due anni aggrappati con le unghie e coi denti al vecchio posto di lavoro per \u201csalvarlo\u201d. Sarebbe costato molto meno a loro e alla collettivit\u00e0 un processo di riqualificazione e ricollocazione in altre aziende: in tre o sei mesi si sarebbero ricollocati tutti in condizioni molto migliori rispetto a quelle che ora offre loro il nuovo imprenditore. E avrebbero potuto essere indennizzati lautamente per il disagio dello spostamento.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>I lavoratori della Innse, per\u00f2, denunciavano la natura speculativa della chiusura dell\u2019azienda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Sindacato e lavoratori non dovrebbero pretendere di stabilire quale azienda deve chiudere e quale no, ma rivendicare dagli imprenditori che licenziano per ristrutturare o chiudere aziende un robusto sostegno del reddito e un altrettanto robusto investimento in servizi di riqualificazione e outplacement. \u00c8 questo il filtro migliore contro le manovre speculative.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Queste proteste, includendo anche quelle clamorose in Francia e alla Sangyong, in Corea, rappresentano la fine di un ciclo di politica sindacale concertativa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Direi piuttosto che rappresentano dei sistemi di relazioni industriali arretrati, nei quali il licenziamento collettivo significa per i lavoratori una catastrofe economica e un momento di dispersione della loro professionalit\u00e0. Quella di cui abbiamo bisogno \u00e8 l\u2019evoluzione verso un sistema del tipo di quelli nord-europei, nei quali i lavoratori non sono terrorizzati dalla crisi aziendale, perch\u00e9 sanno che in caso di perdita del posto \u00e8 garantita loro una sostanziale e durevole continuit\u00e0 del reddito e, soprattutto, un investimento sulla loro riqualificazione professionale. \u00c8 questo che ho proposto, con altri 35 senatori del Pd, nel disegno di legge n. 1481 presentato nel marzo scorso, \u201cper la transizione a un regime di flexsecurity\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Secondo lei, queste proteste clamorose sono frutto solo della disperazione o pu\u00f2 esserci in qualche modo il \u201ccappello\u201d delle ali pi\u00f9 radicali dei sindacati stessi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">In questi episodi si osserva sovente una mobilitazione particolare di componenti radicali del movimento sindacale. Tra il 2000 e il 2007 l\u2019intera vicenda dell\u2019Alfa Romeo di Arese, che \u00e8 un po\u2019 il prototipo di questo modo di affrontare le crisi aziendali, \u00e8 stata guidata da Fiom, Cub e Cobas. Lo spazio che si apre al sindacalismo vecchio tipo \u00e8 dovuto anche al grave ritardo di elaborazione strategica delle componenti pi\u00f9 raziocinanti del movimento sindacale. E alla miopia della maggior parte degli imprenditori e delle loro associazioni, che rifiutano di affrontare il discorso offrendo di accollarsi il costo sociale dell\u2019aggiustamento industriale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Queste proteste possono essere il preannuncio di vere rivolte sociali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Potrebbero diventarlo in una situazione di vero collasso del mercato del lavoro. Finora, per fortuna, nonostante la crisi globale, non si \u00e8 arrivati a questo in nessun Paese dell\u2019Ocse.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>L\u2019autunno caldo: si andr\u00e0 verso la ripresa, ma si annunciano ancora tante chiusure. Come vede lei il prossimo futuro?<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">In Italia finora si \u00e8 osservata una flessione nel numero dei nuovi rapporti di lavoro costituiti negli ultimi dodici mesi, ma niente di paragonabile a un tracollo. Certo, se in autunno le cose dovessero peggiorare ulteriormente in modo brusco, anche le tensioni sociali aumenterebbero. Per questo \u00e8 urgente istituire un sistema di ammortizzatori sociali universale, che dia sicurezza a tutti i lavoratori, anche quando si trovano nell\u2019occhio del ciclone.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>La prospettiva delle \u201cgabbie salariali\u201d, o comunque di differenziazioni regionali tra salari, avanzata dalla Lega potrebbe finire con l\u2019aumentare le cause di esasperazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Quello che occorre \u00e8 proprio il contrario delle \u201cgabbie\u201d, cio\u00e8 della determinazione centralizzata rigida dei livelli salariali: occorre \u201csgabbiare\u201d la contrattazione collettiva per consentirle di registrare meglio, in periferia, le differenze di contesto e gli aumenti di produttivit\u00e0 al livello aziendale. Non sarebbe difficile realizzare questo obiettivo tutelando adeguatamente anche i lavoratori di aziende nelle quali la contrattazione collettiva non si attiva.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Come?<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Basterebbe strutturare bene l\u2019\u201celemento retributivo di garanzia\u201d, in forma di premio di produzione collegato automaticamente al margine operativo lordo aziendale, destinato a scattare in assenza di contratto aziendale. Cos\u00ec non ci sarebbe alcuna ragione di esasperazione; e tutti avrebbero da guadagnarci.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Biagi aveva colto, e lei stesso con lui, le forme necessarie di modernizzazione del lavoro. Perch\u00e9 in Italia non si \u00e8 riusciti ad accompagnare un rafforzamento degli ammortizzatori sociali all\u2019introduzione delle forme di lavoro flessibili?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Perch\u00e9 siamo rimasti legati a un modo fazioso di elaborazione delle politiche del lavoro: negli anni passati il centrodestra si \u00e8 proposto soltanto di flessibilizzare, mentre il centrosinistra si \u00e8 proposto soltanto di smontare le riforme del centrodestra, soprattutto la legge Biagi, come se fosse questa la causa del diffondersi dei lavori precari.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Non lo era?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">No: l\u2019aumento dei cosiddetti \u201clavori atipici\u201d \u00e8 incominciato trent\u2019anni fa, molto prima del 2003. In questo scontro fra destra e sinistra, quella che ha fatto gravemente difetto \u00e8 stata l\u2019autonomia del sistema di relazioni industriali dalla politica. E la sua capacit\u00e0 di dare una forte spinta in direzione della flexsecurity di tipo nord-europeo: cio\u00e8 della coniugazione della massima possibile flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con la massima possibile sicurezza dei lavoratori nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUELLO CHE PREOCCUPA DEL &#8220;MODELLO INNSE&#8221; DI PROTESTA OPERAIA NON SONO LE FORME DI LOTTA, MA LA POVERTA&#8217; DEGLI OBIETTIVI. 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