
{"id":48566,"date":"2018-02-23T23:27:20","date_gmt":"2018-02-23T22:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48566"},"modified":"2018-02-25T16:03:57","modified_gmt":"2018-02-25T15:03:57","slug":"i-primi-100-giorni-del-nuovo-esecutivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48566","title":{"rendered":"I PRIMI 100 GIORNI DEL NUOVO ESECUTIVO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Poich\u00e9 anche M5S e Lega sembrano aver rinunciato alle velleit\u00e0 anti-UE e anti-euro, dal prossimo Governo, quale che ne sia il colore, dobbiamo attenderci subito una conferma dell&#8217;intendimento dell&#8217;Italia di partecipare da protagonista al processo di costruzione della nuova Unione &#8211; Comunque non c&#8217;\u00e8 da temere una contro-riforma del lavoro<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Carlo Terzano pubblicata sul sito<\/em> <a href=\"http:\/\/startupitalia.eu\/86047-20180222-pietro-ichino-startupitalia-dobbiamo-imparare-ad-attrarre-italia-migliori-imprenditori-stranieri\" target=\"_blank\">StartupItalia.eu<\/a> <em>il 22 febbraio 2018 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48289\" target=\"_blank\">Il M5S e la volatilit\u00e0 della buona politica<\/a><em><br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-48559\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Italia-Europa-2.jpg\" alt=\"Italia Europa 2\" width=\"284\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Italia-Europa-2.jpg 284w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Italia-Europa-2-150x85.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/>Professor Ichino, quali sono le cose che il prossimo esecutivo, indipendentemente dal colore e dalla composizione, dovr\u00e0 fare nei primi 100 giorni?<\/strong><br \/>\nPoich\u00e9 in questa campagna elettorale il partito anti-euro e anti-UE sembra improvvisamente scomparso, e persino M5S e Lega si dichiarano favorevoli al processo di integrazione europea, alla sua domanda posso rispondere che, comunque sia composta la maggioranza, il nuovo Governo dovr\u00e0 confermare l\u2019impegno dell\u2019Italia su questo terreno, quindi dare subito un impulso positivo al negoziato per il trattato Italia-Francia proposto da Macron, confermare l\u2019impegno dell\u2019Italia al rispetto dei vincoli di bilancio previsti dai trattati, se necessario fare le correzioni imposte da quei vincoli, e rivendicare per l\u2019Italia un ruolo di primo piano al tavolo sul quale si sta disegnando la nuova Unione Europea.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il suo parere sulla flat-tax proposta da Berlusconi e, con aliquota persino inferiore, da Salvini?<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea della flat tax non \u00e8 in s\u00e9 sbagliata; ma se il progetto intende rispettare seriamente la regola costituzionale della progressivit\u00e0 dell\u2019imposta sul reddito, esso deve prevedere una <em>no tax area<\/em> di entit\u00e0 apprezzabile, pi\u00f9 alta dell\u2019attuale. E se la <em>no tax area<\/em> \u00e8 di entit\u00e0 consistente, l\u2019aliquota unica non pu\u00f2 che essere notevolmente pi\u00f9 elevata rispetto a quella indicata da Forza Italia. Non parliamo di quella indicata da Salvini, che appartiene al libro dei sogni: genererebbe un deficit mostruoso. Infatti i progetti pi\u00f9 seri di semplificazione drastica dell\u2019imposta sul reddito prevedono non una sola aliquota, ma due. Ma allora occorre riconoscere che non \u00e8 pi\u00f9 flat tax.<\/p>\n<p><strong>Un recente <\/strong><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/attachments\/documento\/files\/000\/028\/707\/Focus_Flessibilit\u00e0.pdf\"><strong>report<\/strong><\/a><strong> dell&#8217;Ufficio Valutazione Impatto del Senato ha raccolto le principali teorie economiche degli ultimi 20 anni, confrontandole anche con i dati OCSE e della Banca Mondiale ed emerge che non siamo ancora riusciti a comprendere se la flessibilit\u00e0 sul lavoro aumenta davvero la base occupazionale. Lei \u00e8 l&#8217;<em>ideologo<\/em> (mi passi il termine) del Jobs Act: come replica a chi dice che scarseggiano ancora le prove che le riforme iniziate da tutto il mondo occidentale circa 20 anni fa rappresentino la &#8216;strada giusta&#8217;?<br \/>\n<\/strong>N\u00e9 io, n\u00e9 Tito Boeri, n\u00e9 Pietro Garibaldi, n\u00e9 alcun altro autore di progetti mirati al superamento del regime di <em>job property<\/em> istituito con il vecchio articolo 18 e al passaggio a un regime fondato su di una <em>liability rule<\/em>, abbiamo mai sostenuto che questa riforma avrebbe avuto un effetto diretto di aumento dell\u2019occupazione. Mai, in nessuna sede. Quello che abbiamo sempre sostenuto \u00e8 che un regime di <em>job property<\/em>, con l\u2019alto tasso di vischiosit\u00e0 del tessuto produttivo che esso comporta, e conseguentemente anche di vischiosit\u00e0 del mercato del lavoro, ha l\u2019effetto di impedire o rallentare molto il passaggio dei lavoratori dalle aziende poco produttive a quelle pi\u00f9 produttive, e ha indirettamente un effetto depressivo sulle retribuzioni. Nel caso dell\u2019Italia, poi, quel regime ha costituito una peculiarit\u00e0 negativa del sistema nel panorama delle economie occidentali, che ha contribuito a ridurre l\u2019attrattivit\u00e0 del Paese per gli investitori stranieri. Nell\u2019ultimo quinquennio l\u2019afflusso di investimenti esteri in Italia \u00e8 notevolmente aumentato, anche se resta pi\u00f9 basso rispetto alla media UE. Certo, su questo aumento ha influito probabilmente anche la riduzione della pressione fiscale e una riduzione del differenziale di costo dell\u2019energia rispetto al resto d\u2019Europa; ma \u00e8 presumibile che abbia influito anche l\u2019allineamento del nostro ordinamento del lavoro rispetto ai migliori standard dell\u2019Oecd.<\/p>\n<p><strong>Oggi la percezione diffusa \u00e8 che, con il Jobs Act, siano venute meno molte tutele e i diritti, soprattutto quelli dei lavoratori anziani, siano divenuti <em>privilegi<\/em>. Un tempo c&#8217;era la lotta di classe, oggi si prefigura una lotta generazionale?<br \/>\n<\/strong>Se per \u201ctutele\u201d intende il regime di <em>job property<\/em>, il suo superamento \u00e8 stato, certo, uno degli obiettivi principali delle riforme del 2012 e del 2015. Ma questo non ha portato affatto alla \u201cprecarizzazione\u201d dei rapporti di lavoro stabili denunciata dagli oppositori della riforma. Il tasso di frequenza dei licenziamenti \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato rispetto a prima: intorno all\u20191,4 per cento all\u2019anno rispetto ai rapporti di lavoro stabili. Quanto alla percentuale di contratti a termine, quella italiana, intorno al 15 per cento, \u00e8 perfettamente in linea rispetto alla media UE. Anche gli oppositori del superamento del monopolio statale del collocamento, o del riconoscimento delle agenzie di lavoro temporaneo, sostenevano che queste riforme avrebbero minato il sistema di protezione del lavoro; ma dopo pochi anni dal varo di queste riforme esse erano gi\u00e0 state ampiamente metabolizzate, e oggi nessuno, neanche all\u2019estrema sinistra, si sognerebbe di proporre un ritorno indietro rispetto ad esse.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42979\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png\" alt=\"ANPAL\" width=\"300\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-150x56.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL.png 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Dunque lei non crede che il nuovo governo dovrebbe intervenire per aumentare le tutele, mantenendo comunque la flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Se per tutele intende un ritorno alla disciplina rigida del rapporto di lavoro, la risposta \u00e8 certamente no. La risposta \u00e8 convintamente s\u00ec, invece, se per tutele lei intende la protezione e il sostegno al lavoratore nel mercato del lavoro, nella transizione da un vecchio a un nuovo lavoro. Su questo terreno la riforma del 2015 prevede un trattamento universale di disoccupazione \u2013 la NASpI \u2013 che pu\u00f2 essere rafforzato favorendo la negoziazione di trattamenti complementari a carico delle imprese che licenziano, e prevedendo un suo prolungamento da due a tre anni nelle situazioni di crisi occupazionale pi\u00f9 grave. Inoltre quella riforma prevede l\u2019attivazione di servizi efficaci di ricollocazione finanziati mediante l\u2019assegno di ricollocazione, sulla cui implementazione si sta registrando un ritardo inaccettabile. Perch\u00e9 nessuno protesta contro questo ritardo?<\/p>\n<p><strong>In questi giorni tiene banco l&#8217;iper-attivismo del Ministro Calenda sul caso Whirpool. Lei alla controleopolda azzurra di #IdeeItalia (alla quale partecipai come cronista per la nostra comune testata <em>Formiche<\/em>.<em>net<\/em>) dichiar\u00f2 che bisognerebbe smetterla di &#8216;fare la respirazione bocca-a-bocca alle imprese in crisi e smettere di avere paura dell&#8217;imprenditore straniero&#8217;. Pu\u00f2 spiegare il concetto?<br \/>\n<\/strong>Nel caso Whirpool-Embraco c\u2019\u00e8 una dichiarazione ufficiale della casa madre brasiliana alle autorit\u00e0 di borsa competenti, nel senso della prossima chiusura dello stabilimento torinese. Si pu\u00f2 considerare questa scelta sbagliata, ingiusta verso i lavoratori e il Paese che ha ospitato lo stabilimento; ma se il Governo italiano non \u00e8 in grado di far revocare questa scelta della casa madre, non ha alcun senso prendersela con la direzione aziendale italiana perch\u00e9 non chiede la Cassa integrazione. \u00c8 la legge \u2013 precisamente il d.lgs. n. 148\/2015 \u2013 che vieta in modo drastico di attivare la Cassa quando non vi sia alcuna prospettiva di ripresa dei rapporti di lavoro nell\u2019impresa. La legge lo vieta perch\u00e9 in un caso come questo la Cassa integrazione fa il danno dei lavoratori, tenendoli legati a una struttura produttiva che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, facendo finta che i loro posti di lavoro ci siano ancora e rinviando <em>sine die<\/em> l\u2019attivazione della ricerca della nuova occupazione. In questi casi le iniziative per la ricollocazione devono partire immediatamente; e per questo \u00e8 indispensabile attivare non la Cig, ma la NASpI, cio\u00e8 il trattamento di disoccupazione. Mi risulta che nel caso Whirpool l\u2019impresa sia disponibile a erogare un trattamento di disoccupazione che porterebbe il sostegno del reddito a un livello superiore rispetto alla Cig, e a finanziare misure di assistenza intensiva di riqualificazione mirata dei lavoratori. Perch\u00e9 si rifiuta di discutere di queste misure? Collocare i lavoratori in Cig, in un caso come questo, significa cacciarli in un vicolo cieco, nel quale la loro <em>employability<\/em> si riduce ogni giorno che passa.<\/p>\n<p><strong>Non mi ha risposto sulla paura dell\u2019imprenditore straniero, delle multinazionali.<br \/>\n<\/strong>Pi\u00f9 che paura, in Italia vedo una ostilit\u00e0 bi-partisan nei confronti delle multinazionali: da destra ci si oppone al loro intervento in nome della difesa dell\u2019\u201citalianit\u00e0\u201d delle nostre imprese; da sinistra si considerano le multinazionali come un pericolo per la democrazia e addirittura per la sovranit\u00e0 nazionale. La realt\u00e0 \u00e8 che nel mondo globalizzato, o impariamo ad attirare selettivamente i migliori imprenditori stranieri in casa nostra e a negoziare efficacemente con loro la scommessa comune sul successo dell\u2019insediamento, oppure ci condanniamo alla domanda di lavoro debole e alla produttivit\u00e0 stagnante che le imprese a capitale e management indigeno mediamente riescono a garantire.<\/p>\n<p><strong>Le posso chiedere come mai ha deciso di interrompere la carriera politica?<br \/>\n<\/strong>Mi sono sempre considerato non come un politico professionista, ma come uno studioso prestato alla politica. Nel 2008 venni chiamato da Walter Veltroni perch\u00e9 portassi in Parlamento il mio progetto di riforma organica del lavoro; e ho avuto la ventura di vedere, nell\u2019arco di un decennio, quel progetto in larga parte realizzato. Ora dunque \u00e8 il tempo, per me, di tornare a fare il mio mestiere all\u2019Universit\u00e0 e come opinionista. Che non significa certo abbandonare la politica.<\/p>\n<p><strong>Una domanda pi\u00f9 &#8216;politica&#8217;: come commenta la scelta dell&#8217;ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, cui lei risulta legato, di non personalizzare troppo la campagna elettorale? Aveva davvero trasformato il partito da Pd a PdR?<br \/>\n<\/strong>Renzi ha fatto nel 2016 l\u2019errore madornale di personalizzare troppo la campagna per il referendum costituzionale. Oggi mostra di aver imparato bene quella lezione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poich\u00e9 anche M5S e Lega sembrano aver rinunciato alle velleit\u00e0 anti-UE e anti-euro, dal prossimo Governo, quale che ne sia il colore, dobbiamo attenderci subito una conferma dell&#8217;intendimento dell&#8217;Italia di partecipare da protagonista al processo di costruzione della nuova Unione &#8211; Comunque non c&#8217;\u00e8 da temere una contro-riforma del lavoro . Intervista a cura di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-48566","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48566\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}