
{"id":49000,"date":"2018-03-23T11:14:18","date_gmt":"2018-03-23T10:14:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49000"},"modified":"2018-03-24T18:39:20","modified_gmt":"2018-03-24T17:39:20","slug":"le-proposte-2008-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49000","title":{"rendered":"LE PROPOSTE (2008-2018)"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Nove schede programmatiche molto incisive che hanno costituito per un decennio la base del mio lavoro parlamentare, dal lavoro pubblico al Codice semplificato del lavoro, dal sistema delle relazioni industriali alla promozione del lavoro delle donne e dei giovani, dalla scuola e ricerca all&#8217;immigrazione <\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl post riproduce la pagina permanente del sito (ora sostituita da quella dedicata al libro<\/em> La casa nella pineta) nella<em> quale ho esposto, articolati in nove capitoli, i contenuti delle proposte per le quali mi sono battuto in Senato per tutta la durata della XVII e della XVIII legislatura (2008-2018)<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">APPUNTI PER IL\u00a0PROGRAMMA<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">*<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\">Sommario:<\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><strong>PRIMA PARTE<\/strong><br \/>\n<strong>Premessa<br \/>\n1. <\/strong><strong>Per ridare orgoglio e prestigio alle amministrazioni pubbliche:<\/strong> trasparenza, valutazione e incentivi giusti<br \/>\n<strong>2. Per la riforma del diritto del lavoro: <\/strong>2.1. il Codice del lavoro semplificato; 2.2. sperimentare la <em>flexsecurity<\/em>: tutti a tempo indeterminato, con un contratto pi\u00f9 flessibile e meno costoso, ma con maggiore sicurezza nel caso di perdita del posto<br \/>\n<strong>3. Per la riforma del sistema della rappresentanza sindacale e della contrattazione:<\/strong> il sindacato come intelligenza collettiva dei lavoratori<br \/>\n<strong>SECONDA PARTE<\/strong><br \/>\n<strong>4.\u00a0Per aprire l&#8217;Italia agli investimenti stranieri: <\/strong>semplificazione normativa e burocratica, allineamento del sistema fiscale agli standard europei, riduzione del prezzo dell&#8217;energia, codice del lavoro semplificato e relazioni industriali aperte all&#8217;innovazione<strong><br \/>\n5. Un piano straordinario per l&#8217;occupazione dei giovani: <\/strong>lo <em>Youth Guarantee<\/em> e le linee d&#8217;azione indicate (e finanziate) dall&#8217;Unione Europea<strong><br \/>\n6. Per aumentare l&#8217;occupazione delle donne: <\/strong>detassazione selettiva come &#8220;azione positiva&#8221;, piano straordinario per gli asili nido<strong><br \/>\n7. <em>Active ageing<\/em>: aumentare l&#8217;occupazione dei cinquantenni e sessantenni e risolvere definitivamente la questione degli &#8220;esodati non salvaguardati&#8221;: <\/strong>incentivi economici e normativi all&#8217;assunzione, flessibilizzazione e modularit\u00e0 del passaggio da lavoro a pensione, sostegno del reddito orientato all&#8217;occupazione per chi ciononostante rimane senza lavoro e senza pensione<br \/>\n<strong>8.\u00a0 Il rilancio dell&#8217;Universit\u00e0 e della ricerca: <\/strong>come stimolare un miglioramento graduale del sistema universitario senza pesare sul bilancio pubblico<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><strong>9.\u00a0 Una nuova politica per l&#8217;immigrazione: <\/strong>attuazione piena dell&#8217;obbligo internazionale relativo al diritto di asilo, per il resto governo selettivo dei flussi secondo gli interessi economico-sociali del Paese; cittadinanza ai bambini nati e cresciuti in Italia<br \/>\n<strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a title=\"600x75_299.jpg\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/600x75_299.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/600x75_2991.jpg\" alt=\"600x75_2991.jpg\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">PRIMA PARTE<\/span><\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa<\/strong><\/h3>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span> Le proposte che seguono sono ispirate all\u2019idea di una trasformazione profonda, ma possibile, niente affatto utopistica, del sistema di protezione del lavoro nel nostro Paese. Pensiamo a un\u2019Italia nella quale, come nel nord-Europa, <strong>i lavoratori non abbiano paura del mercato del lavoro<\/strong>, ma al contrario trovino in esso la libert\u00e0 effettiva di scelta; che significa maggiore forza contrattuale.\u00a0\u00c8 questa la migliore protezione della libert\u00e0, dignit\u00e0 e sicurezza di ciascuno; ma \u00e8 solo in parte alternativa alle protezioni tradizionali: con esse pu\u00f2 coniugarsi in molti modi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Pensiamo, dunque, a un mercato arricchito da un grande afflusso di investimenti da tutto il mondo, tutto innervato da un sistema di servizi pubblici e privati di informazione, orientamento scolastico e professionale, formazione permanente, capaci di garantire ai cittadini, lungo la loro intera vita lavorativa, una <strong>pari opportunit\u00e0 di scelta e di accesso<\/strong> alle occasioni di lavoro che meglio soddisfano le loro esigenze e aspirazioni. Pensiamo a un <strong>sindacato-intelligenza collettiva dei lavoratori<\/strong>, capace di selezionare il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale, valutando il piano industriale innovativo e guidando i lavoratori nella scommessa comune con l\u2019imprenditore, garantendo la ripartizione corretta dei frutti della scommessa, quando sar\u00e0 stata vinta. Pensiamo a un\u2019amministrazione pubblica nella quale la <strong>trasparenza totale e la cultura della valutazione e della misurazione<\/strong> consentano di fare spazio al merito e restituiscano ai suoi dipendenti l\u2019orgoglio e il prestigio della funzione pubblica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/600x75_untitled-2.jpg\" alt=\"600x75_untitled-2.jpg\" \/><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong>1. Per ridare orgoglio e prestigio alle amministrazioni pubbliche:<\/strong><strong> trasparenza totale, valutazione e incentivi giusti<\/strong><\/h3>\n<p>Il miglioramento dei servizi pubblici \u00e8 un obiettivo primario e irrinunciabile per il nostro Paese. Le varie riforme che si sono succedute negli ultimi vent\u2019anni\u00a0hanno spesso tradito le aspettative e il divario tra esigenze di cittadini e imprese e servizi erogati non ha fatto che crescere. Per aumentare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia dell&#8217;operato della pubblica amministrazione occorre che ci concentreremo sui seguenti punti:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 mettere gli interessi degli utenti al centro del discorso;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 introdurre meccanismi effettivi per misurare, valutare e incentivare il funzionamento migliore delle strutture;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 generare un miglioramento continuo attraverso la trasparenza e il metodo del <em>benchmarking<\/em>, cio\u00e8 del confronto tra amministrazioni che svolgono lo stesso tipo di servizio, in modo da sollecitare l&#8217;allineamento delle peggiori alle migliori.<\/p>\n<p>La pubblica amministrazione oggi \u00e8 <strong>prevalentemente al servizio di se stessa<\/strong>, degli interessi\u00a0dei propri addetti. Occorre riorientarla, in modo da porla <strong>prioritariamente al servizio del cittadino<\/strong>.\u00a0Questo si pu\u00f2 ottenere comprendendo meglio le esigenze di cittadini e imprese, e coinvolgendoli nello sviluppo ed erogazione dei servizi. Inoltre, dovunque possibile, devono essere attivati sistemi di valutazione da parte di cittadini\/utenti e di osservatori qualificati (stampa specializzata, associazioni degli utenti, ricercatori universitari) e realizzare un incontro periodico pubblico, la <strong><em>public review<\/em> per il confronto tra valutazione interna e valutazione esterna<\/strong>. In pratica, questo approccio aperto alla cittadinanza e al mondo produttivo deve tradursi in una riduzione dei passaggi burocratici per ottenere servizi, permessi e autorizzazioni, ma anche in servizi piu\u2019 efficaci.<\/p>\n<p>Ogni dirigente pubblico deve essere ingaggiato sulla base dell\u2019impegno a raggiungere <strong>obiettivi precisi, specifici, misurabili e controllabili<\/strong>. E devono essergli attribuite le prerogative dirigenziali necessarie per raggiungerli, guidando e motivando adeguatamente i dipendenti. In funzione di questo obiettivo generale occorre:<\/p>\n<p>&#8211; applicare tutte le tecniche oggi disponibili per <strong>misurare e valutare efficienza e produttivit\u00e0<\/strong> di ciascuna struttura;<\/p>\n<p>&#8211; promuovere la cultura della misurazione e della valutazione che dovr\u00e0 consentire il <strong>confronto fra strutture omogenee<\/strong> e l\u2019evidenziazione delle differenze di efficienza e produttivit\u00e0 fra di esse (<em>benchmarking<\/em>).<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 i cittadini\/utenti possano valutare l\u2019operato delle amministrazioni,\u00a0\u00e8 fondamentale garantire la <strong>trasparenza totale<\/strong>, secondo il modello del <em>Freedom of Information Act<\/em> britannico e di quello statunitense per:<\/p>\n<p>&#8211; rendere immediatamente <strong>accessibili in rete tutti i dati<\/strong> inerenti al funzionamento delle amministrazioni e agli obiettivi assegnati a ciascun dirigente;<\/p>\n<p>&#8211; far sentire il pi\u00f9 possibile ai politici e ai dirigenti delle strutture pubbliche <strong>il fiato dell\u2019opinione pubblica sul collo<\/strong> e vigilare contro l\u2019ingerenza indebita dei politici nella gestione, offrendo una sponda solida ai dirigenti pi\u00f9 corretti e professionalmente dotati che vi si oppongono.<\/p>\n<p>Il miglioramento sar\u00e0 imposto come obiettivo \u2013 realistico e misurabile \u2011 che i dirigenti di queste amministrazioni saranno tenuti a realizzare entro un termine appropriato. A quelli che mancheranno l\u2019obiettivo in misura grave dovr\u00e0 essere <strong>revocato l\u2019incarico dirigenziale<\/strong>, a norma dell\u2019articolo 21 del <em>Testo Unico<\/em> sull\u2019impiego pubblico. E nelle strutture che mostrano di non sapersi riallineare alla media dovra\u2019 essere bloccata l\u2019erogazione di aumenti retributivi. Viceversa, le strutture che fanno registrare i risultati migliori dovranno essere adeguatamente <strong>premiate nella distribuzione delle risorse disponibili<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra gli obiettivi dei dirigenti di vertice sar\u00e0 prioritario quello del <strong>riequilibrio nella distribuzione degli organici<\/strong>, tra strutture che presentano situazioni di eccedenza e situazioni di carenza di personale, attraverso una gestione rigorosa della mobilit\u00e0, anche tra amministrazioni diverse.<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><em><strong>Che cosa \u00e8 accaduto nel corso dell&#8217;ultima legislatura<\/strong><br \/>\nLa cosiddetta &#8220;riforma Brunetta&#8221; (legge-delega n. 15\/2009, attuata con il decreto legislativo n. 150\/2009) conteneva alcuni di questi principi, frammisti a norme contraddittorie. Essa comunque \u00e8 stata di fatto azzerata sul piano operativo dallo stesso Governo che la ha varata, anche in conseguenza di una forte e paralizzante contrapposizione personale tra i ministri Tremonti e Brunetta.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/600x75_bici-ok.jpg\" alt=\"600x75_bici-ok.jpg\" \/><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n2. Per la riforma del diritto del lavoro<\/strong><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\">2.1. Il Codice del lavoro semplificato<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi la legislazione sul rapporto di lavoro \u00e8 talmente voluminosa (pi\u00f9 di duemila pagine nelle raccolte di uso corrente), caotica e disorganica,\u00a0da essere difficilmente comprensibile anche per gli esperti.\u00a0\u00c8 possibile e assolutamente necessario, anche per contribuire ad aprire il\u00a0sistema Italia agli investimenti stranieri, ridurre (con abrogazione di centinaia di norme stratificatesi nel tempo) la legislazione di fonte nazionale a <strong>un <a title=\"Codice del lavoro semplificato - novembre 2012\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24064\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Codice del lavoro<\/em>, integrato nel Codice civile, composto da 59 articoli<\/a>, leggibile e comprensibile direttamente dai milioni di persone interessate alla sua applicazione e traducibile in inglese<\/strong>, secondo le\u00a0linee-guida dettate dall&#8217;Unione Europea con\u00a0il <em><a title=\"Decalogue for Smart Regulation - Stoccolma, 12.11.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6836\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Decalogue for Smart Regulation<\/a><\/em> (Stoccolma, 12 novembre 2009). Esso costituir\u00e0 un &#8220;biglietto da visita&#8221; molto importante per l&#8217;Italia nel mondo, dando l&#8217;immediata percezione del suo allineamento ai migliori standard legislativi dei Paesi pi\u00f9 avanzati e di una sua nuova capacit\u00e0 di stare nell&#8217;economia aperta globale.<br \/>\nNella sua formulazione attuale, il <em>Codice del lavoro<\/em> semplificato contiene gi\u00e0 la <strong>sperimentazione per i nuovi rapporti di lavoro del modello <em>flexsecurity <\/em><\/strong>e del nuovo sistema di <strong>assistenza intensiva ai lavoratori nel mercato del lavoro <\/strong>(v. \u00a7 2.1). Per i rapporti di lavoro gi\u00e0 esistenti, invece, esso si limita a riprodurre nella sostanza le forme di protezione attuali, limitandosi a semplificarne drasticamente la formulazione legislativa e i modi di applicazione.<br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nChe cosa \u00e8 accaduto nel corso dell&#8217;ultima legislatura<\/strong><br \/>\nIl progetto del Codice del lavoro semplificato \u00e8 stato presentato da me insieme ad altri 54 senatori con\u00a0 il <a title=\"Ddl sui rapporti individuali di lavoro - artt. 2087-2134\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l.\u00a0n. 1873\/2009 sui rapporti individuali di lavoro<\/a> e il <a title=\"Riforma del diritto sindacale - artt. 2063-2078\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l. n. 1872\/2009 sui rapporti sindacali.<\/a> Un anno dopo,\u00a0una <a title=\"Mozione Rutelli 6.10.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=11112\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mozione approvata dal Senato quasi all\u2019unanimit\u00e0 il 10 novembre 2010<\/a> ha impegnato il Governo a promuovere il varo di un nuovo <em>Codice del Lavoro<\/em> semplificato sulla base del d.d.l. n. 1873\/2009; ma essa non ha avuto poi alcun seguito, per la contrariet\u00e0 del ministro del lavoro Sacconi. Successivamente, nel settembre\u00a02011\u00a0il primo ministro Berlusconi ha indicato lo stesso progetto come modalit\u00e0 con cui l&#8217;Italia avrebbe adempiuto gli impegni assunti in materia di riforma del lavoro.\u00a0Il 7 novembre 2011 la Uil ha fatto proprio integralmente il progetto con\u00a0<a title=\"lettera di Angeletti\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17945\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la lettera del suo Segretario generale\u00a0Luigi Angeletti<\/a>. Il 15 novembre 2012, nel corso della campagna elettorale per le primarie del Centrosinistra,\u00a0il Codice del lavoro semplificato, nella versione aggiornata, \u00e8 stato presentato da Matteo Renzi come parte essenziale del proprio programma di politica del lavoro.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\">2.2.<\/span><\/span> Sperimentare la <em>flexsecurity: <\/em>un contratto a tempo indeterminato pi\u00f9 flessibile e meno costoso per l&#8217;impresa, capace di imporsi come la forma normale di assunzione, con maggiore sicurezza economica e professionale nel caso di perdita del posto<br \/>\n<\/strong>Per i nuovi rapporti di lavoro, oltre alla drastica semplificazione della normativa, si prevede la possibilit\u00e0 per le imprese di sperimentare un nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato pi\u00f9 flessibile e meno costoso:<br \/>\n&#8211; contribuzione previdenziale al 30% (salvo il drastico sgravio per gli apprendisti); <strong>periodo di prova di sei mesi<\/strong>; per i primi due anni, in tutti i casi di cessazione del rapporto, a tempo indeterminato o determinato, il lavoratore ha diritto a un <strong>indennizzo<\/strong> pari a un mese di retribuzione per ogni anno di anzianit\u00e0;<br \/>\n&#8211; dopo il periodo di prova, si applica la protezione prevista dall&#8217;articolo 18 dello Statuto (nella sua nuova versione)<strong> per il licenziamento disciplinare e contro il licenziamento discriminatorio, per rappresaglia<\/strong>, o comunque per motivo illecito;<br \/>\n&#8211; in caso di <strong>licenziamento per motivi economici od organizzativi<\/strong>, dall&#8217;inizio del\u00a0terzo anno di lavoro il lavoratore riceve dall\u2019impresa, oltre all&#8217;indennit\u00e0 di licenziamento, e al trattamento di disoccupazione introdotto per tutti dalla legge Fornero (ASpI),\u00a0un <strong>trattamento complementare contro la disoccupazione<\/strong>, che porta il trattamento complessivo a un\u00a0livello e a una durata paragonabili a quelli scandinavi<strong>:<\/strong> durata\u00a0pari al rapporto intercorso, per un periodo via via crescente fino\u00a0al limite massimo \u00a0di due anni dal licenziamento (con copertura complessiva iniziale dell&#8217;80% dell\u2019ultima retribuzione, decrescente fino al 66%), condizionato mediante un &#8220;contratto di ricollocazione&#8221;\u00a0alla disponibilit\u00e0 effettiva del lavoratore per le attivit\u00e0 mirate alla riqualificazione professionale e alla rioccupazione; inoltre un <strong>servizio di <em>outplacement<\/em><\/strong>, cio\u00e8 assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione;<br \/>\n&#8211; l\u2019assicurazione e i servizi collegati, affidati ad agenzie scelte dalle imprese o ad enti bilaterali costituiti di comune accordo con i sindacati,\u00a0sono <strong>finanziati interamente a carico delle imprese<\/strong> stesse e delle Regioni, con il contributo del Fondo Sociale Europeo (il costo medio \u00e8 stimato intorno allo 0,5% del monte salari): cos\u00ec, pi\u00f9 rapida \u00e8 la ricollocazione del lavoratore licenziato, pi\u00f9 basso \u00e8 il costo del sostegno del reddito per l&#8217;impresa: donde un forte incentivo economico all&#8217;efficienza dei servizi di <em>outplacement<\/em>;<br \/>\n&#8211; il compito del giudice \u00e8 limitato a controllare, su eventuale denuncia del lavoratore, che il licenziamento non sia in realt\u00e0 dettato da motivi illeciti (per esempio: licenziamento squilibrato a danno di persone disabili, donne, lavoratori sindacalizzati, ecc.); il \u201cfiltro\u201d dei licenziamenti per motivo economico \u00e8 costituito invece essenzialmente dal suo costo per l\u2019impresa.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><strong><em>Che cosa \u00e8 accaduto nel corso dell&#8217;ultima legislatura<br \/>\n<\/em><\/strong><em>Sul versante governativo\u00a0il ministro del lavoro Sacconi ha teorizzato e praticato\u00a0la &#8220;moratoria legislativa&#8221; in materia di disciplina dei licenziamenti: per i primi tre anni e mezzo su questo terreno non \u00e8 accaduto\u00a0nulla di rilevante n\u00e9 sul piano legislativo, n\u00e9 sul piano del sostegno\u00a0attivo nel mercato per i lavoratori licenziati. Sul versante dell&#8217;opposizione il Pd, dopo\u00a0aver messo il progetto <\/em>flexsecurity<em> nel proprio\u00a0\u00a0programma elettorale con il manifesto <\/em><a title=\"Per dare valore al lavoro, 14.3.08\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=103\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Per dare valore al lavoro<\/a><em>,\u00a0con il congresso dell&#8217;autunno 2009 ha scelto una linea di sostanziale immobilismo sul terreno del contrasto al dualismo del mercato del lavoro (v. il mio intervento all&#8217;Assemblea nazionale del maggio 2010: <\/em><a title=\"Intervento all'Assemblea Nazionale Pd, 22.5.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8520\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il partito &#8220;fondato sul lavoro&#8221; e l&#8217;<em>apartheid<\/em> tra i lavoratori<\/a><em>). Il Governo Monti, con la <strong>legge Fornero<\/strong> (28 giugno 2012 n. 92) ha compiuto un primo passo importante nella direzione del modello <\/em>flexsecurity <em>e del superamento del dualismo di protezioni tra insider e outsider <strong>a)<\/strong> allineando allo standard prevalente nel centro-Europa sia la disciplina dei licenziamenti, sia il trattamento di disoccupazione (ASpI: 70% dell&#8217;ultima retribuzione per tutti i settori del lavoro dipendente); <strong>b) <\/strong>riconducendo la Cassa integrazione guadagni alla sua funzione di garantire il sostegno del reddito quando vi \u00e8 la prospettiva ragionevole di ripresa del lavoro nella stessa azienda. Gi\u00e0 nel 2012 si sono visti alcuni primi risultati importanti sul terreno del superamento del dualismo\u00a0delle protezioni, come nel caso dell&#8217;accordo per\u00a0il settore del marketing operativo che prevede la regolarizzazions\u00a0di\u00a0100.000 lavoratori a progetto (v. in proposito la mia relazione <\/em><a title=\"Relazione 14.12.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24596\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I primi frutti della lotta al dualismo nel mercato del lavoro<\/a><em>.\u00a0Ma non c&#8217;\u00e8 stato il tempo per intervenire incisivamente sul terreno dei <strong>servizi di assistenza intensiva<\/strong> nel mercato del lavoro.<\/em><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>3. Per la riforma del sistema della rappresentanza sindacale e della contrattazione collettiva<\/strong><\/span><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span> Occorre innanzitutto una <strong>riforma della rappresentanza sindacale<\/strong> nei luoghi di lavoro, modellata sull&#8217;accordo interconfederale 28 giugno 2011, che consenta di individuare il sindacato o coalizione sindacale che raccoglie la maggioranza dei consensi, al livello aziendale e ai livelli superiori fino a quello nazionale. A questo sindacato o coalizione deve essere attribuito il potere di stipulare contratti collettivi con efficacia generale nell\u2019ambito di sua competenza, consentendo il <strong>decentramento della contrattazione collettiva<\/strong> secondo le linee dell&#8217;accordo interconfederale sulla produttivit\u00e0 del novembre 2012. Al sindacato minoritario, al di sopra della soglia minima prevista dall&#8217;accordo interconfederale, deve essere garantita la rappresentanza in azienda anche se non firma l&#8217;accordo.<br \/>\nIl <strong>contratto collettivo nazionale <\/strong>stipulato dal sindacato o coalizione maggioritaria resta la disciplina applicabile in tutta la categoria (come <strong>disciplina di <em>default<\/em><\/strong>), salvo che a un livello inferiore \u2011 regionale o aziendale \u2011 un sindacato o coalizione maggioritaria abbia stipulato un altro contratto di contenuto diverso.<em><strong>Che cosa\u00a0\u00e8 accaduto nel corso dell&#8217;ultima legislatura<\/strong><br \/>\n<em>Sul terreno della <strong>rappresentanza sindacale<\/strong> nei luoghi di lavoro\u00a0la legislazione &#8211; art. 19 dello Statuto dei lavoratori &#8211;\u00a0\u00e8 rimasto invariata (con la conseguenza, per esempio,\u00a0dell&#8217;esclusione della Fiom dalle rappresentanze sindacali del Gruppo Fiat-Chrysler). Il 28 giugno 2011 \u00e8 stato stipulato un importante accordo interconfederale\u00a0unitario, che stabilisce nuove regole per la verifica della rappresentativit\u00e0\u00a0dei sindacati nei luoghi di lavoro, ma non al livello nazionale; e <strong>decentra la contrattazione collettiva<\/strong> ampliando notevolmente la competenza della contrattazione aziendale, anche in deroga rispetto al contratto nazionale. <\/em>Questa tendenza al decentramento della contrattazione collettiva \u00e8 stata accentuata da una norma legislativa (l&#8217;art. 8 del d.-l. n. 138\/2011), che per\u00f2\u00a0a causa di un suo difetto di struttura ha avuto scarsa applicazione.\u00a0La stessa tendenza \u00e8 stata ribadita con l&#8217;accordo interconfederale sulla produttivit\u00e0 del 15 novembre 2012.<\/em><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nSECONDA PARTE<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">4. Aprire l&#8217;Italia agli investimenti diretti stranieri<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;obiettivo \u00e8 di allineare l&#8217;Italia entro cinque anni\u00a0alla media\u00a0europea per capacit\u00e0 di atttrazione di investimenti diretti stranieri nel proprio tessuto produttivo. Questo significa <strong>aumentare il flusso degli investimenti dal livello attuale<\/strong>, inferiore all&#8217;1% annuo rispetto al Pil, <strong>a un livello intorno al 4% <\/strong>(con un aumento del flusso in cifra assoluta pari a circa 50 miliardi all&#8217;anno). Per questo \u00e8 indispensabile agire incisivamente su diversi terreni contemporaneamente (v. in proposito anche il <a title=\"Documento del C.I.E. al Governo, 1\u00b0.12.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18562\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documento presentato al Governo Italiano dal Comitato Investitori Esteri<\/a> il\u00a01\u00b0 dicembre 2011): <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; semplificazione legislativa, fiscale e burocratica, con l&#8217;attivazione di uno <strong>sportello unico<\/strong> a disposizione degli imprenditori stranieri per tutti gli adempimenti amministrativi;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; emanazione del <strong>Codice del lavoro semplificato <\/strong>(v. \u00a7 2.1), con traduzione in inglese validata giuridicamente, e attivazione della sperimentazione del modello <em>flexsecurity<\/em> per i nuovi insediamenti (v. \u00a7 2.2);<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; consolidamento delle riforme recenti del sistema delle relazioni industriali, con conseguente <strong>rafforzamento della contrattazione collettiva aziendale<\/strong> e allargamento dei suoi spazi per la negoziazione dei piani industriali innovativi (v. \u00a7 3);<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; una <strong>politica dell&#8217;immigrazione<\/strong> che incentivi l&#8217;ingresso e il lavoro in Italia dei collaboratori extra-comunitari delle imprese straniere che investono in casa nostra, anche attraverso una semplificazione drastica degli adempimenti amministrativi (v. \u00a7 8);<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; una politica tendente ad eliminare progressivamente la differenza tra il <strong>costo dell&#8217;energia<\/strong> in Italia rispetto agli altri Paesi europei maggiori.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">5. Un piano straordinario per l&#8217;occupazione dei giovani<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi solo un terzo degli italiani nella fascia tra i 18 e i 30 anni \u00e8 al lavoro; e un terzo non \u00e8 n\u00e9 al lavoro n\u00e9 impegnato in attivit\u00e0 di formazione.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Per prima cosa dobbiamo anche mettere a disposizione della nuova generazione <strong>un modello di rapporto di lavoro a tempo indeterminato pi\u00f9 flessibile e meno costoso <\/strong>(v. il \u00a7 2.2. <em>Sperimentare la flexsecurity<\/em>).<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">Dobbiamo inoltre porre <em>subito<\/em> al centro il piano straordinario per l&#8217;attuazione dei programmi <a title=\"Youth Guarantee, 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24960\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Opportunit\u00e0 per\u00a0tutti\u00a0i giovani&#8221; e <\/a><em><a title=\"Youth Guarantee, 2011\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24960\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Youth Guarantee<\/a>, <\/em>previsti dall&#8217;Unione Europea: a ogni giovane che esce da un ciclo scolastico e non abbia immediatamente un&#8217;occasione di lavoro deve essere offerto dal servizio pubblico in collaborazione stretta con organizzazioni private imprenditoriali e no, entro il termine massimo di 4 mesi: <strong><em>a)<\/em><\/strong> un servizio di orientamento scolastico e professionale; <strong><em>b) <\/em><\/strong>una opportunit\u00e0 di lavoro, o di addestramento,\u00a0formazione <em>on the job <\/em>o apprendistato, indirizzata verso\u00a0gli <em>skill shortages<\/em>, cio\u00e8\u00a0le centinaia di migliaia di posti di lavoro che in Italia restano permanentemente scoperti \u00a0per difetto di persone con le attitudini richieste, oppure dove possibile di assistenza per avvio di lavoro autonomo o di impresa.<br \/>\n<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Per l&#8217;attuazione di questo programma occorre:<br \/>\n&#8211; attivare il reclutamento straordinario di \u201cpromotori di opportunit\u00e0\u201d per i giovani adeguatamente formati (anche a Bruxelles), da inserire nei centri per l\u2019impiego, nelle scuole, nelle universita ecc. e che siano i terminali sul campo del programma nazionale;<br \/>\n&#8211; a Bruxelles l\u2019Italia deve\u00a0proporsi di diventare il paese leader per quanto riguarda il sostegno e lo stimolo alla Commissione a promuovere le opportunit\u00e0 dei giovani tramite <em>soft law<\/em> e fondi;<br \/>\n&#8211; istituire una \u201ccellula giovani\u201d presso la Rappresentanza permanente della Commissione Europea, con esperti di politiche del lavoro e del <em>welfare<\/em> in grado di inserirsi nel dibattito e nelle <em>policy community <\/em>europea (a volte Roma non sa che cosa bolle in pentola a Bruxelles!).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>6. Per aumentare l&#8217;occupazione delle donne<\/strong><\/span><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 necessaria una grande &#8220;azione positiva&#8221; volta a realizzare l&#8217;obiettivo degli accordi europei di\u00a0Lisbona del 2000, sul quale siamo in gravissimo ritardo: portare\u00a0il tasso di occupazione femminile dal 46% attuale alla media UE del\u00a060%, mediante una\u00a0<strong>detassazione selettiva<\/strong> che incentivi simmetricamente domanda e offerta, sul modello del <a title=\"ddl Germontani\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00301947.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l. Germontani n. 324\/2008<\/a> e del il <a title=\"ddl Morando\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8046\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l. Morando-Ichino\u00a0n. 2102\/2010<\/a>. Occorre inoltre realizzare <strong><em>a)<\/em><\/strong> l&#8217; &#8220;obiettivo di Barcellona&#8221; in tema di <strong>assistenza alla prima infanzia<\/strong>, con un piano straordinario per gli asili nido; <strong><em>b)<\/em> <\/strong>un piano nazionale per\u00a0l&#8217;offerta di un servizio\u00a0qualificato di assistenza alle <strong>persone\u00a0non autosufficienti<\/strong>, che al tempo stesso attivi una nuova domanda e una nuova offerta di lavoro retribuito femminile.<\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>7. <em>Active ageing<\/em>: aumentare l&#8217;occupazione dei cinquantenni e sessantenni (e risolvere la questione degli &#8220;esodati non salvaguardati&#8221;)<\/strong><\/span><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">Solo un terzo degli italiani sopra i 50 anni\u00a0\u00e8 attivo nel mercato del lavoro, a fronte della met\u00e0 in Germania e dei due terzi nei Paesi scandinavi. L&#8217;obiettivo dell&#8217;<em>active ageing<\/em> \u00e8 fondamentale non soltanto per\u00a0l&#8217;equilibrio del sistema previdenziale, ma anche per\u00a0consentire che maggiori\u00a0risorse siano\u00a0destinate agli investimenti produttivi: non solo <strong>\u00e8 falso che per dare lavoro ai giovani sia necessario prepensionare gli anziani<\/strong>, ma \u00e8 vero esattamente il contrario (tanto \u00e8 vero che i Paesi con tasso di occupazione degli anziani pi\u00f9 alto sono anche quelli con tasso di occupazione pi\u00f9 alto giovanile).\u00a0Occorrono dunque:\u00a0<strong><em>a)<\/em><\/strong> forti incentivi\u00a0economici (sgravi contributivi, sulla linea inaugurata con la legge Fornero) e normativi all&#8217;assunzione dei cinquanta-sessantenni; <strong><em>b)<\/em><\/strong> maggiore flessibilit\u00e0 nella fase (62-67 anni) del\u00a0passaggio dal lavoro alla pensione, con possibilit\u00e0 di combinare <em>part-time<\/em> con mezza pensione; <strong><em>c)<\/em><\/strong> per\u00a0coloro che ciononostante rimangano\u00a0senza lavoro e in attesa della pensione, non il prepensionamento, ma l&#8217;estensione del nuovo trattamento di disoccupazione (ASpI). Queste tre misure sono l&#8217;oggetto del\u00a0\u00a0<a title=\"D.d.l. Ichino-Treu 10 ottobre 2012 n. 3515\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22627\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l. n. 3515\/2012<\/a> presentato da me e Tiziano Treu, con numerosi altri senatori, nell&#8217;ottobre 2012. <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nChe cosa \u00e8 accaduto nel corso dell&#8217;ultima legislatura<\/em><br \/>\n<\/strong><em>Su questo terreno il Governo Berlusconi \u00e8 stato del tutto inattivo. Nel dicembre 2011 il Governo Monti, in una situazione di gravissima emergenza economico-finanziaria, ha dovuto fare in due settimane quello che avrebbe dovuto essere fatto con gradualit\u00e0 nell&#8217;arco dei due decenni precedenti: cio\u00e8 <strong>abolire le pensioni di anzianit\u00e0,<\/strong> cio\u00e8 accessibili senza requisito di et\u00e0 anagrafica (inesistenti in alcun altro Paese europeo), che ancora nel 2011 avevano consentito due terzi dei pensionamenti italiani a un&#8217;et\u00e0 media di 58 anni e 3 mesi e aumentare l&#8217;et\u00e0 della pensione di vecchiaia a 65 anni dal 2012, poi gradualmente ai 67 anni; con provvedimenti diversi sono stati &#8220;salvaguardati&#8221; (cio\u00e8 ammessi al pensionamento secondo il vecchio regime) <strong>130.000\u00a0&#8220;esodati&#8221;<\/strong> che avrebbero maturato la pensione entro il 2014. Restano senza lavoro e con un allontanamento della data del possibile pensionamento circa altrettanti lavoratori che hanno accettato incentivi a rinunciare al posto entro il 2011 con la prospettiva di pensionamento, nel vecchio regime, posteriori al 2014: le nuove misure\u00a0previste nel <a title=\"D.d.l. Ichino-Treu 10 ottobre 2012 n. 3515\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22627\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">d.d.l. n. 3515\/2012<\/a> citato sopra\u00a0tendono a risolvere positivamente anche queste situazioni.<\/em><\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>8.\u00a0La promozione dell&#8217;eccellenza nella didattica e nella ricerca universitarie<\/strong><\/span><\/h3>\n<div>L\u2019articolo 34 della nostra Costituzione descrive un programma di governo del sistema universitario che \u00e8 stato disatteso negli anni: gli studenti capaci e meritevoli devono poter raggiungere il pi\u00f9 alto grado dell\u2019istruzione in base al loro talento e \u00a0indipendentemente dal reddito della famiglia d\u2019origine.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Oggi il costo dell\u2019universit\u00e0 \u00e8 coperto per l\u201980 per cento da tutti i contribuenti, gravando sulla fiscalit\u00e0 generale. In altri termini, per un curioso paradosso fiscale le famiglie (relativamente) pi\u00f9 povere (reddito lordo inferiore ai 31.000 euro, circa il 60% dei contribuenti) pagano l\u2019universit\u00e0 anche ai figli di quelle pi\u00f9 ricche, con un trasferimento di 2,5 miliardi all\u2019anno circa. Questo sistema non premia direttamente il merito n\u00e9 la qualit\u00e0 dei corsi di studio, n\u00e9 d\u2019altro lato consente agli studenti di scegliere il proprio percorso di studi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La proposta \u2013 esposta da Andrea Ichino e Daniele Terlizzese nel libro<a href=\"http:\/\/www.retelib.it\/Page\/Libri\">\u00a0Facolt\u00e0 di Scelta, Rizzoli, 2013<\/a> \u2013 prevede di creare gradualmente condizioni per lo sviluppo di percorsi di eccellenza in quegli atenei che vorranno scommettere sul potenziamento dei loro settori di punta e sulla competizione internazionale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Gli strumenti concreti: una reale autonomia alle universit\u00e0 nel reperimento di risorse aggiuntive (pi\u00f9 qualit\u00e0, pi\u00f9 libert\u00e0 nel \u00a0decidere le tasse di iscrizione: per un ateneo che fosse in grado di creare nuovi corsi di laurea con attrezzatura di eccellenza per 500 studenti, ad esempio, la Fondazione per il Merito potrebbe offrire una garanzia di circa 5 milioni di euro all\u2019anno) e un accesso finanziato direttamente agli studenti meritevoli (circa 50.000 maturandi con voto superiore a 90\/100, per cui si prevede un prestito d\u2019onore di circa 15.000 euro l\u2019anno, che coprir\u00e0 i costi di sostentamento e le tasse universitarie di una laurea \u00a0magistrale).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il prestito incomincer\u00e0 a essere restituito soltanto al raggiungimento da parte dell\u2019interessato di un reddito annuo di 25.000 euro. I casi di mancato raggiungimento di questo livello di reddito, e di conseguente non restituzione del prestito, sono coperti dalla garanzia della Fondazione per il Merito fino al 10 per cento del totale: per l\u2019eventuale eccedenza costituiscono rischio per l\u2019Ateneo, che ne risulta in questo modo responsabilizzato.<\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>9. Autonomia e responsabilizzazione degli istituti scolastici: un&#8217;iniezione di autonomia e di concorrenza nel sistema italiano dell&#8217;istruzione<\/strong><\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><\/h3>\n<p>La proposta trae ispirazione dall\u2019esperienza delle <em>Grant Maintained schools<\/em> inglesi e delle <em>Charter schools<\/em> americane: due esperienze internazionali che prevedono una maggiore autonomia delle singole scuole e hanno ottenuto risultati incoraggianti sia in termini di efficienza sia di equit\u00e0. Le <em>Charter Schools<\/em> negli USA hanno avuto effetti positivi soprattutto nei quartieri pi\u00f9 disagiati delle grandi citt\u00e0. Sono scuole autogestite da comitati di genitori, docenti o enti \u201cno profit\u201d, che contrattano con l\u2019autorit\u00e0 scolastica gli obiettivi del progetto educativo. Altrettanto positiva \u00e8 l\u2019esperienza inglese delle <em>Grant Maintained schools (GMS)<\/em> iniziata nel 1988, terminata nel 1998, ma essenzialmente riproposta poi nella forma delle <em>School Academies<\/em>. Furono in questo caso i genitori a decidere, in un\u2019elezione democratica, se il loro istituto dovesse uscire (opt out) dal sistema tradizionale, per diventare una GMS autogestita, pur con fondi pubblici.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Alla luce di queste esperienze, la nostra proposta consiste:<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 nella possibilit\u00e0 di uscita volontaria dal sistema pubblico attuale per le scuole che lo desiderano,<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 ma con modalit\u00e0 che siano sperimentali, controllate e attentamente valutate.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.1. A quali scuole \u00e8 destinata la proposta<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Per poterne valutare gli effetti in un insieme sufficientemente ampio di contesti diversi, soprattutto nella fase sperimentale, la proposta deve essere accessibile (su base volontaria) alle scuole di ogni ordine e grado in tutte le regioni del Paese. Ci sono per\u00f2 ragioni per iniziare dalle sole scuole superiori, in congiunzione con una modificazione dei cicli che riduca di un anno l\u2019intero percorso educativo.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><em>La proposta nella fase sperimentale e a regime <\/em><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Prevediamo una fase sperimentale di 5 anni dalla quale sia possibile tornare indietro limitando ove possibile gli effetti permanenti per le persone e le istituzioni coinvolte. Se dopo 5 anni la sperimentazione avr\u00e0 dato esiti favorevoli, le scuole autonome continueranno ad operare come nella fase sperimentale ma in un contesto che da quel momento potr\u00e0 avere effetti permanenti.4 21 ottobre 2013<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.2. Su quali ambiti le scuole interessate avranno autonomia<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>A regime, l&#8217;autonomia dovr\u00e0 riguardare ogni ambito della vita scolastica:<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 La definizione dei nuovi contratti di natura privata per la gestione di tutto il personale, insegnanti inclusi.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 Le assunzioni, i licenziamenti e le retribuzioni dei docenti che devono poter essere selezionati dalle scuole senza vincoli o certificazioni; l\u2019evidenza internazionale \u00e8 quasi unanime nell\u2019affermare che non esista correlazione tra le certificazioni degli insegnanti e i risultati da loro conseguiti.3<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 L&#8217;offerta formativa, i programmi, le modalit\u00e0 di insegnamento e gli orari che dovranno poter essere definiti dalle scuole liberamente.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.3. La gestione del capitale fisico e delle attrezzature, inclusi acquisti e vendite di edifici scolastici<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Durante la fase sperimentale iniziale, le scuole divenute autonome potranno godere degli stessi margini di autonomia sopra elencati per la situazione a regime, Quindi non potranno essere evitati effetti permanenti dovuti all\u2019assunzione o al licenziamento di personale, o alla variazione nel capitale fisico. Qualora si volessero evitare alcuni di questi effetti permanenti, e allo scopo di evitare opposizioni politiche, si pu\u00f2 immaginare che il personale precedentemente occupato presso una scuola diventata autonoma possa essere posto in aspettativa rispetto allo status di dipendente pubblico, senza cio\u00e8 perdere lo status di dipendente pubblico se poi la sperimentazione fallisce. Per ridurre al minimo gli effetti permanenti, nella fase di sperimentazione dovrebbero comunque essere vietate l\u2019alienazione di immobili e la contrazione di prestiti.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.4. Regole a cui le scuole autonome dovranno sottostare<\/strong><\/p>\n<p>Gli studenti delle scuole autonome dovranno superare gli stessi test standardizzati e gli stessi esami di stato che riguarderanno anche gli studenti delle scuole tradizionali. Questo per\u00f2 potrebbe risultare problematico nel caso dell\u2019attuale esame di maturit\u00e0 i cui diversi formati sono disegnati in modo da corrispondere strettamente alle materie insegnate nelle varie categorie di scuole superiori. Il formato attuale dell\u2019esame di maturit\u00e0 sarebbe difficilmente superabile da studenti che nelle scuole autonome avessero seguito percorsi educativi particolari e personalizzati.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Per risolvere questo problema sarebbe auspicabile una revisione del formato dell\u2019esame di maturit\u00e0 che preveda una serie di prove in una ampia lista di materie. Ogni studente dovrebbe superare le prove corrispondenti ad un numero minimo di materie, obbligatorie (italiano e matematica in particolare) oltre ad ogni prova aggiuntiva che egli o ella si senta in grado di superare. In questo modo alla stessa prova, potranno pervenire studenti con percorsi educativi magari molto diversi ma che comunque dovranno cimentarsi sugli stessi livelli di competenza e apprendimento. Questo formato avrebbe il vantaggio di combinarsi in modo naturale con un sistema di ammissioni all\u2019universit\u00e0 in base al quale ogni corso di laurea possa indicare quali prove di maturit\u00e0 debbano essere superate dagli studenti interessati e con quali votazioni.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Per quel che riguarda i criteri di ammissioni alle scuole autonome, riteniamo che la proposta debba essere differenziata a seconda del livello di scuola. Ai livelli inferiori, ossia fino all\u2019esame di terza media, le scuole autonome non potranno far pagare rette di iscrizione e nel caso in cui gli studenti che facciano domanda siano pi\u00f9 dei posti disponibili, le ammissioni dovranno essere decise a sorteggio. \u00a0Alle superiori invece devono essere possibili soluzioni diverse.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.5. Modalit\u00e0 di transizione e <em>governance<\/em><\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Come nel caso delle <em>GM schools<\/em> inglesi, la transizione allo status di scuola autonoma dovr\u00e0 avvenire a seguito di elezioni in cui la maggioranza degli aventi diritto si esprima a favore del passaggio di status.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Tutti i genitori del potenziale bacino di utenza di una scuola avranno la possibilit\u00e0 di \u201cregistrarsi\u201dcome votanti anche nel caso in cui non abbiano figli iscritti alla scuola stessa. L\u2019atto di registrarsi costituirebbe il segnale di interesse necessario per legittimare il diritto di voto di questi genitori esterni (ad esempio genitori con figli alle medie, ma interessati alla scuola superiore che i figli vorranno frequentare in futuro). I genitori con figli iscritti sarebbero invece automaticamente registrati. Una eventuale cordata esterna di genitori che volesse controllare una scuola in opposizione ai genitori degli iscritti, dovrebbe avere una dimensione almeno superiore a quella dei genitori iscritti alla scuola stessa.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Pi\u00f9 difficile \u00e8 considerare una variante della definizione di elettorato attivo che includa anche gli insegnanti. Una soluzione potrebbe essere di consentire al collegio dei docenti della scuola interessata di esprimersi, prima delle elezioni riservate ai genitori, con un voto a maggioranza sui programmi di gestione che si sono candidati. Il risultato della consultazione dei docenti non avrebbe valore vincolante ma alla luce del suo esito chi si candida a gestire la scuola verrebbe invitato a spiegare come intende gestire un eventuale opposizione di un numero elevato di docenti. I genitori avrebbero poi modo di decidere con informazioni adeguate nella elezione a loro riservata.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Le elezioni potranno aver luogo in ogni scuola per la quale uno o pi\u00f9 Comitati di genitori, insegnanti o altri soggetti propongano un \u201cProgramma di Gestione\u201d. Questo programma dovrebbe avere le stesse caratteristiche del contratto di <em>Charter<\/em>\u00a0che sta a fondamento delle omonime scuole in USA. Ma mentre nel caso americano, il Charter viene contrattato con l\u2019autorit\u00e0 locale, in questo caso esso dovr\u00e0 essere sottoposto al vaglio degli elettori, insieme a tutti gli altri <em>Charters<\/em> proposti per una stessa scuola da altri comitati. \u00c8 ragionevole pensare a procedure finalizzate a limitare la tipologia di comitati che possano candidarsi, per evitare ad esempio gruppi confessionali, integralisti o mascherature di gruppi illegali.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Diventeranno autogestite le scuole nelle quali la maggioranza degli aventi diritto abbia votato a favore della transizione prevista da uno specifico Programma. In questo modo, si assume che chi non partecipi alle elezioni stia di fatto esprimendo un voto negativo su ogni programma e quindi una preferenza per lo status.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.6. Finanziamento iniziale delle scuole autonome<\/strong><\/p>\n<p>Al momento della transizione, le scuole, diventate autonome, riceveranno la propriet\u00e0 di tutti le strutture e di tutti i beni materiali in dotazione alla scuola stessa in quel momento. Riceveranno inoltre un budget pari a quanto lo Stato ha speso mediamente per quella scuola negli ultimi 5 anni, comprese le spese per la gestione del personale. La scuola ricever\u00e0 anche una maggiorazione per sostenere le spese derivanti dalla impossibilit\u00e0 di utilizzare i servizi che lo Stato generalmente offre alle scuole: ad esempio per l&#8217;amministrazione delle risorse finanziarie, e per la gestione del personale. Per stabilire l\u2019entit\u00e0 di questa maggiorazione sono necessari ulteriori indagini caso per caso.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Le scuole potranno inoltre acquisire risorse da privati, tra i quali anche i genitori stessi degli studenti. Queste risorse, per\u00f2, saranno assoggettate ad un prelievo redistributivo del 20% da versare in un \u201cFondo di Solidariet\u00e0\u201d a disposizione delle scuole autonome che operino in contesti disagiati e che quindi non possano contare su opportunit\u00e0 comparabili di finanziamento privato.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.7. La \u201cdote\u201d portata da ciascun studente negli anni successivi a quello iniziale<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Negli anni successivi al primo, ogni scuola autonoma ricever\u00e0 fondi in proporzione agli studenti che riuscir\u00e0 ad attrarre. Ciascun studente porter\u00e0 con s\u00e9 una \u201cdote\u201d pari al costo medio iniziale per studente, stimato in un cluster di scuole simili a quella da lui considerata, indicizzato al tasso di inflazione. Il ministero potr\u00e0 successivamente incrementare la dote per studente, a fronte di richieste sufficientemente motivate del Comitato di Gestione, con modalit\u00e0 da stabilire.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.8. Valutazione delle scuole e informazione delle famiglie<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>A una apposita commissione di esperti, in collaborazione con l&#8217;Invalsi, verranno affidate la raccolta dei dati necessari alla valutazione dei risultati delle scuole e la diffusione delle relative informazioni alle famiglie. In particolare, per ogni scuola diventata autonoma, verr\u00e0 identificato un \u201ccluster di controllo\u201d costituito da scuole equivalenti al momento della transizione. Ci\u00f2 consentir\u00e0 di comparare, a parit\u00e0 di contesto, ciascuna scuola autonoma con quelle del cluster di controllo, in termini di:<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 tassi di superamento degli esami di Stato da parte degli studenti;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 risultati ottenuti dagli studenti nei testi di apprendimento;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 storia successiva degli studenti, all&#8217;uscita da ogni scuola;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 risultati di eventuali ispezioni (posto che si rendano disponibili i fondi per effettuarle);<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>\u2022 giudizi degli utenti.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>La commissione dovr\u00e0 anche disegnare le modalit\u00e0 migliori per rendere pubbliche e capillari le informazioni raccolte mediante la valutazione. La fornitura di queste informazioni \u00e8 cruciale affinch\u00e9 le famiglie possano scegliere nel modo migliore.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>9.9. Eventuale rientro nel pubblico alla fine della sperimentazione<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Dopo due anni, e comunque al quinto anno, potranno aver luogo nuove elezioni per decidere se le scuole diventate autonome debbano o meno rientrare nel settore pubblico tradizionale. Queste elezioni si terranno solo se un terzo dei genitori interessati lo desidera. Se l\u2019elezione avr\u00e0 luogo il rientro sar\u00e0 deciso a maggioranza assoluta degli aventi diritto. In caso di rientro, il personale riprender\u00e0 lo status di dipendente pubblico alle condizioni che avrebbe avuto in assenza di sperimentazione.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"color: #993300; font-size: 1.17em;\">10.\u00a0 Una nuova politica per l&#8217;immigrazione<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\">I suoi cardini\u00a0devono essere: <strong><em>a)<\/em><\/strong> attuazione piena dell&#8217;obbligo internazionale relativo al <strong>diritto di asilo<\/strong> per i\u00a0rifiugiati e i perseguitati e divieto di espulsioni collettive, secondo gli ordinamenti internazionale ed europeo, e la giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell&#8217;uomo; <em><strong>b)<\/strong><\/em> per il resto governo selettivo dei flussi secondo gli interessi economico-sociali del Paese; <strong><em>c)<\/em><\/strong> riconoscimento della cittadinanza ai bambini extra-comunitari nati e cresciuti in Italia. In argomento v. le proposte contenute nel recente saggio di Massimo Livi Bacci, <em><a title=\"E-book di M. Livi Bacci, dicembre 2012\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24706\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Migrazioni, Vademecum di un riformista<\/a><\/em>.<br \/>\nFissate le regole di accesso e permanenza, occorre poi affrontare tutti i problemi ulteriori generati dai flussi di immigrazione: in particolare quelli della <strong>scuola<\/strong>, dell&#8217;<strong>assimilazione<\/strong> e <strong>multiculturalismo<\/strong>, degli <strong>irregolari<\/strong> e dei <strong>clandestini<\/strong>, della <strong>disoccupazione<\/strong>. Rinvio in proposito a una <a title=\"Scheda sui problemi dell'immigrazione, 7.1.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scheda\u00a0che fa il punto su ciascuno di questi problemi<\/a>.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/600x75_untitled-1.jpg\" alt=\"600x75_untitled-1.jpg\" \/><\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/span><\/h3>\n<div style=\"text-align: left;\">Alcuni articoli e saggi nei quali queste proposte sono argomentate pi\u00f9 approfonditamente possono essere letti o scaricati dalle sezioni &#8220;Editoriali&#8221; e &#8220;Saggi&#8221;\u00a0 di questo sito. I libri sono indicati, con i riferimenti bibliografici necessari, nella parte finale della sezione \u201cChi sono\u201d; tra quelli destinati al pubblico pi\u00f9 largo segnalo: <a title=\"Il lavoro e il mercato - Milano, 1996\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=205\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il lavoro e il mercato<\/em><\/a>, 1996; <a title=\"A che cosa serve il sindacato? - Milano, 2005\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=237\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>A che cosa serve il sindacato?<\/em><\/a>, 2005-2007; <a title=\"I Nullafacenti - Milano, 2006\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=263\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I nullafacenti<\/em><\/a>, 2006-2008; <em><a title=\"Inchiesta sul lavoro, Mondadori, 2011-2012\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=949\">Inchiesta sul lavoro<\/a>, <\/em>2011-2012. Tra i saggi: <a title=\"Che cosa impedisce ai lavoratori di scegliersi l'imprenditore\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Che cosa impedisce ai lavoratori di scegliersi l&#8217;imprenditore&#8221;<\/a>. In materia di politica dell&#8217;immigrazione: Massimo Livi Bacci, <em><a title=\"E-book di M. Livi Bacci, dicembre 2012\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24706\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Migrazioni, Vademecum di un riformista<\/a>. <\/em>Sull&#8217;apertura del Paese agli investimenti stranieri v.\u00a0il<em> <a title=\"Documento del C.I.E. al Governo, 1\u00b0.12.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18562\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documento presentato al Governo Italiano dal Comitato Investitori Esteri<\/a> <\/em>il 1\u00b0 dicembre 2011. Sul contesto generale delle riforme di sistema nel quale le misure sopra descritte possono e devono inserirsi: Enrico Morando e Giorgio Tonini, <em>L&#8217;Italia dei democratici. Idee per un manifesto riformista<\/em>, Marsilio, 2012<em> . <\/em>Sulla promozione dell&#8217;eccellenza nella ricerca e nella didattica universitarie, v. Andrea Ichino e Daniele Terlizzese nel libro<a href=\"http:\/\/www.retelib.it\/Page\/Libri\">\u00a0Facolt\u00e0 di Scelta, Rizzoli, 2013.<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nove schede programmatiche molto incisive che hanno costituito per un decennio la base del mio lavoro parlamentare, dal lavoro pubblico al Codice semplificato del lavoro, dal sistema delle relazioni industriali alla promozione del lavoro delle donne e dei giovani, dalla scuola e ricerca all&#8217;immigrazione . 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