
{"id":49507,"date":"2018-05-19T23:05:11","date_gmt":"2018-05-19T22:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49507"},"modified":"2018-05-20T23:12:23","modified_gmt":"2018-05-20T22:12:23","slug":"la-politica-del-lavoro-e-del-welfare-del-governo-m5s-lega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49507","title":{"rendered":"LA POLITICA DEL LAVORO E DEL WELFARE DEL GOVERNO M5S-LEGA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">In materia di diritto del lavoro salta all&#8217;0cchio la prevedibile e prevista rinuncia a toccare il Jobs Act &#8211; Nella materia pensionistica e del contrasto alla povert\u00e0, le misure proposte presentano costi spropositati, che si raddoppierebbero per effetto dell&#8217;aumento che ne conseguirebbe degli interessi sul debito pubblico<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nCommento punto per punto dei tre capitoli del programma di governo M5S-Lega su lavoro, welfare e pensioni, reso pubblico il 17 maggio 2018 (pp. 18-21 del dattiloscritto): le mie chiose sono evidenziate mediante il capoverso rientrato, il carattere corsivo e il colore azzurro &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48825\">Il non detto nel programma M5S sul lavoro<\/a><em>\u00a0\u00a0 <!--more--><\/em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-49508\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Di-Maio-e-Salvini.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Di-Maio-e-Salvini.jpg 291w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Di-Maio-e-Salvini-150x89.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/>13. LAVORO<br \/>\nSul tema del lavoro appare di primaria importanza garantire una retribuzione equa al lavoratore in modo da assicurargli una vita e un lavoro dignitosi, in condizioni di libert\u00e0, equit\u00e0, sicurezza e dignit\u00e0, in attuazione dei principi sanciti dall&#8217;articolo 36 della Costituzione. A tal fine si ritiene necessaria l&#8217;introduzione di una legge salario minimo orario che, per tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva, stabilisca che ogni ora del lavoratore non possa essere retribuita al di sotto di una certa cifra. Similmente non potranno essere pi\u00f9 gratuiti gli apprendistati per le libere professioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">In questo capoverso la sola novit\u00e0 di qualche rilievo \u00e8 costituita dalla previsione divieto del praticantato totalmente gratuito negli studi professionali. Invece l&#8217;istituzione del salario orario minimo per i settori non coperti da un contratto collettivo nazionale applicabile era gi\u00e0 prevista, in forma di delega legislativa al Governo, nella legge n. 183\/2014 (c.d. Jobs Act); sta di fatto, per\u00f2, che la delega non \u00e8 stata esercitata, a causa dell&#8217;opposizione congiunta di confederazioni sindacali maggiori e Confindustria.<\/span> <\/em><\/p>\n<p>Al fine di favorire una pronta ripresa dell&#8217;occupazione e liberare le imprese dal peso di oneri, spesso inutili e gravosi, occorre porre in essere da un lato una riduzione strutturale del cuneo contributivo e dall&#8217;altro una semplificazione, razionalizzazione e riduzione, anche attraverso la digitalizzazione, degli adempimenti burocratici connessi alla gestione amministrativa dei rapporti di lavoro che incidono pesantemente sul costo del lavoro in termini di tempo, efficienza e risorse dedicate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>La riduzione del &#8220;cuneo contributivo&#8221; \u00e8 gi\u00e0 stata disposta in modo strutturale e incisivo dalla legge di bilancio 2018 per i primi tre anni di lavoro dei giovani a tempo indeterminato, cumulabili con un precedente periodo di apprendistato. Una ulteriore riduzione graduale, questa volta a carattere universale, \u00e8 prevista anche nel programma del Pd.<\/em> <\/span><\/p>\n<p>La cancellazione totale dei voucher ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresentava, invece, uno strumento indispensabile. La sua sostituzione con il c.d. \u00ablibretto famiglia\u00bb e con il \u00abcontratto di prestazione occasionale\u00bb ha soltanto reso pi\u00f9 complesso il ricorso al lavoro accessorio, col rischio di un aumento del lavoro sommerso. Occorre pertanto porre in essere una riforma complessiva della normativa vigente volta ad introdurre un apposito strumento, chiaro e semplice, che non si presti ad abusi, attivabile per via telematica attraverso un&#8217;apposita piattaforma digitale, per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Anche questa \u00e8 una previsione opportuna, mirata a correggere la drastica restrizione operata nell&#8217;aprile 2017 su iniziativa del Governo per evitare il referendum abrogativo dei &#8220;buoni lavoro&#8221; promosso dalla Cgil. Va osservato, per\u00f2, che in quell&#8217;occasione il M5S non soltanto non prese posizione contro il referendum promosso dalla Cgil, ma consent\u00ec che diversi suoi parlamentari prendessero posizione a sostegno di esso.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Al fine di tutelare la sicurezza occupazionale e sociale, \u00e8 importante lo sviluppo e il rafforzamento di politiche attive che facilitino l\u2019occupazione, la ricollocazione ed adeguate misure di sostegno al reddito e di protezione sociale. Ci\u00f2 potr\u00e0 essere attuato anzitutto procedendo ad una profonda riforma e ad un potenziamento dei centri per l&#8217;impiego.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">Capitolo programmatico di importanza fondamentale, presente anche nel programma del Pd (il quale, per\u00f2, su questo terreno porta la grave responsabilit\u00e0 di aver lasciato che la parte della riforma del 2015 riguardante i servizi per l&#8217;impiego rimanesse pressoch\u00e9 totalmente inattuata.)<\/span> <\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_49115\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49115\" class=\" wp-image-49115\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio.jpg 318w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio-150x75.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><p id=\"caption-attachment-49115\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Di Maio e il prof. Pasquale Tridico<\/p><\/div>\n<p>Particolare attenzione sar\u00e0 rivolta al contrasto della precariet\u00e0 per costruire rapporti di lavoro pi\u00f9 stabili e consentire alle famiglie una programmazione pi\u00f9 serena del loro futuro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Capoverso condivisibile, ma formulato in modo troppo generico. Salta all&#8217;occhio la (<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49094\">prevedibile e prevista<\/a>) rinuncia alla reintroduzione dell&#8217;articolo 18 St.lav. in materia di licenziamenti, proposta dal prof. Tridico, fino a poche settimane fa candidato in pectore del M5S alla guida del ministero del Lavoro (<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49084\">su quella proposta il M5S era profondamente diviso al proprio interno<\/a>). <\/em><\/span><\/p>\n<p>Favorire gli investimenti in imprese giovani, innovative e tecnologiche, significa scommettere sul futuro e valorizzare il merito e la ricerca. A tal fine appare necessaria anzitutto una profonda riorganizzazione della formazione finalizzata all\u2019effettivo impiego e di qualit\u00e0, che guardi non solo alla realt\u00e0 odierna ma che investa sui settori del futuro al fine di adeguare il lavoro ai cambiamenti tecnologici e di offerta, attraverso processi di formazione continua dei lavoratori. Si dovr\u00e0 inoltre favorire, nell&#8217;ambito delle scuole secondarie di secondo grado e dell&#8217;universit\u00e0, la nascita di nuove figure professionali idonee alle competenze richieste dalla quarta rivoluzione industriale ed in possesso degli opportuni profili, nonch\u00e9 prevedere misure di sostegno alle micro e piccole imprese nel rinnovamento dei loro processi produttivi, quale presupposto per lo sviluppo di una strategia che miri alla pi\u00f9 ampia diffusione delle tecnologie avanzate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Al pari del precedente, questo capoverso \u00e8 condivisibile, ma formulato in modo troppo generico. Salta all&#8217;occhio il silenzio sulla questione cruciale della rilevazione a tappeto dei tassi di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi: questa \u00e8 la prima cosa concreta da fare, e non sarebbe difficile farla; ma incontra grandi resistenze negli apparati che gestiscono la formazione.<\/em><\/span><\/p>\n<p>\u00c8 necessario inoltre introdurre misure volte a garantire un\u2019adeguata formazione secondaria superiore di tipo tecnico professionale, capace di assicurare ai nostri giovani l\u2019accesso al mondo del lavoro e delle professioni manuali, tecniche e artigianali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Al pari dei due precedenti, questo capoverso \u00e8 condivisibile, ma formulato in modo troppo generico: chi mai potrebbe sostenere il contrario?<\/em><\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>16. PENSIONI. STOP LEGGE FORNERO<\/p>\n<div id=\"attachment_40821\" style=\"width: 297px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40821\" class=\" wp-image-40821\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-300x183.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06-150x92.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ELSA-FORNERO_06.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><p id=\"caption-attachment-40821\" class=\"wp-caption-text\">Elsa Fornero<\/p><\/div>\n<p>Occorre provvedere all\u2019abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. \u201cFornero\u201d, stanziando <strong>5 miliardi<\/strong> per agevolare l\u2019uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>L&#8217;unico significato possibile dell&#8217;espressione &#8220;categorie ad oggi escluse&#8221; \u00e8 &#8220;lavoratori non appartenenti alla categoria dei prestatori di lavoro usurante, per i quali \u00e8 gi\u00e0 prevista la possibilit\u00e0 di pensionamento anticipato. La previsione, dunque, \u00e8 proprio quella dell&#8217;abrogazione della riforma Fornero del dicembre 2011. Senonch\u00e9 questa abrogazione costerebbe molto, molto di pi\u00f9 di cinque miliardi l&#8217;anno. La previsione deve intendersi dunque nel senso dello stanziamento di cinque miliardi per consentire ai sessantenni di andare in pensione prima. A spese delle generazioni successive, sulle quali pesa gi\u00e0 il carico enorme del debito pubblico italiano, accumulatosi soprattutto a causa di una spesa pensionistica scriteriata.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Daremo fin da subito la possibilit\u00e0 di uscire dal lavoro quando la somma dell\u2019et\u00e0 e degli anni di contributi del lavoratore \u00e8 almeno pari a 100, con l\u2019obiettivo di consentire il raggiungimento dell\u2019et\u00e0 pensionabile con 41 anni di anzianit\u00e0 contributiva, tenuto altres\u00ec conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti.<br \/>\nInoltre \u00e8 necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">L&#8217;attuazione di questa previsione significherebbe che, per esempio, una persona che abbia incominciato a lavorare o a studiare all&#8217;Universit\u00e0 a 18 anni, i cui eventuali periodi di sospensione dell&#8217;attivit\u00e0 siano coperti da contribuzione previdenziale figurativa (come previsto da sempre per la Cassa integrazione, malattia, il trattamento di disoccupazione o di mobilit\u00e0) o volontaria (come previsto per il periodo di studi universitari) potrebbe andare in pensione a 59 anni, anche avendo svolto un&#8217;attivit\u00e0 sedentaria e non fisicamente faticosa. Ma questo, come gi\u00e0 detto, oltre a deprimere ulteriormente il nostro tasso di occupazione nella fascia di et\u00e0 &gt;60,\u00a0 che \u00e8 gi\u00e0 patologicamente basso rispetto ai Paesi del centro e nord-Europa, costerebbe diverse decine di miliardi l&#8217;anno. Per non dire del <strong>costo indiretto costituito dall&#8217;aumento degli interessi sul nostro debito pubblico<\/strong>, conseguente al ritorno a un aumento incontrollato del debito pubblico, che potrebbe essere superiore rispetto al costo diretto della misura proposta.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Prorogheremo la misura sperimentale \u201copzione donna\u201d che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Vale a questo proposito la stessa considerazione di carattere finanziario svolta in riferimento ai due capoversi precedenti.<\/em><\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>18. REDDITO DI CITTADINANZA E PENSIONE DI CITTADINANZA<br \/>\n<strong>Reddito di cittadinanza<\/strong><br \/>\nIl reddito di cittadinanza \u00e8 una misura attiva rivolta ai cittadini italiani al fine di reinserirlo nella vita sociale e lavorativa del Paese. Garantisce la dignit\u00e0\u0300 dell&#8217;individuo e funge da volano per esprimere le potenzialit\u00e0 lavorative del nostro Paese, favorendo la crescita occupazionale ed economica.<br \/>\nLa misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno; l\u2019ammontare dell\u2019erogazione \u00e8 stabilito in base alla soglia di rischio di povert\u00e0 calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L\u2019ammontare \u00e8 fissato in 780,00 Euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari pi\u00f9 numerosi. A tal fine saranno stanziati <strong>17 miliardi<\/strong> annui.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>Va detto preliminarmente che, se \u00e8 limitata alle persone in stato di bisogno e condizionata alla loro disponibilit\u00e0 ad attivarsi in funzione dell&#8217;inserimento nel tessuto produttivo, l&#8217;uso del termine &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; \u00e8 tecnicamente scorretto: questo termine indica infatti un sostegno del reddito incondizionato ed esteso a tutti, ricchi e poveri, occupati e disoccupati, per il solo fatto di essere cittadini. Ci\u00f2 che viene proposto \u00e8 invece un ampliamento della platea dei beneficiari a un quasi raddoppio quantitativo di un sussidio gi\u00e0 in funzione in Italia: il Reddito di Inserimento (ReI). Cos\u00ec stando le cose, non si pu\u00f2 non concordare su di un progetto di ampliamento e rafforzamento dello strumento specificamente destinato al contrasto alla povert\u00e0; ma occorrerebbe capire dove verranno trovati i 17 miliardi che si intendono stanziare. O nuove tasse (ma questo sembrerebbe escluso dal progetto della &#8220;flat tax&#8221;, pure presente nel programma di governo M5S-Lega), o forte aumento del debito pubblico (ma questo \u00e8 certamente escluso dai vincoli europei).<\/em><\/span><\/p>\n<p>Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro, l\u2019erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovr\u00e0 aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell\u2019impiego (massimo tre proposte nell\u2019arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa richiesta.<br \/>\nLa misura si basa su due direttrici guida che sono da un lato la tipologia di professionalit\u00e0 del lavoratore in questione e dall\u2019altro la sinergia con la strategia di crescita economica mirata all\u2019obiettivo della piena occupazione, innescata dalle politiche industriali volte a riconvertire i settori produttivi, cos\u00ec da sviluppare la necessaria innovazione per raggiungere uno sviluppo di qualit\u00e0.<br \/>\nTale percorso prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l\u2019impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori che si trovano momentaneamente in stato di disoccupazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40403\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La pianificazione di un potenziamento generale di tutti i centri per l&#8217;impiego sul territorio nazionale \u00e8 finalizzata a: incrementare la presenza, efficienza e qualit\u00e0 dei servizi per l&#8217;impiego; identificare e definire idonei standard di prestazione dei servizi da erogare; adeguare i livelli formativi del personale operante.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>La previsione di un robusto investimento sulle politiche attive del lavoro costituisce di per s\u00e9 un fatto positivo. Ma qui il problema pi\u00f9 difficile da risolvere non sta nel reperimento dei fondi necessari, bens\u00ec nel difetto di capacit\u00e0 di implementazione pratica, sul piano della funzionalit\u00e0 concreta dei servizi. Su questo punto il programma M5S-Lega non dice nulla.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Andr\u00e0 avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A8-0292\/2017 approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017, che garantirebbe l&#8217;utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo (FSE) per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia (unico paese europeo oltre la Grecia a non prevedere tale misura), anche invitando la Commissione europea a monitorare specificamente l&#8217;utilizzo del FSE per la lotta alla povert\u00e0 e all&#8217;esclusione sociale.<\/p>\n<p><strong>Pensione di cittadinanza<\/strong><br \/>\n\u00c8 necessario assegnare una pensione di cittadinanza a chi vive sotto la soglia minima di povert\u00e0.<br \/>\nLa nostra proposta \u00e8 rappresentata da un\u2019integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">Questa misura comporta un aumento del 50 per cento circa delle pensioni minime, il cui costo sarebbe di molti miliardi. Valgono in proposito le osservazioni di natura finanziaria esposte in riferimento alla proposta del reddito di cittadinanza.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In materia di diritto del lavoro salta all&#8217;0cchio la prevedibile e prevista rinuncia a toccare il Jobs Act &#8211; Nella materia pensionistica e del contrasto alla povert\u00e0, le misure proposte presentano costi spropositati, che si raddoppierebbero per effetto dell&#8217;aumento che ne conseguirebbe degli interessi sul debito pubblico . Commento punto per punto dei tre capitoli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,31],"tags":[],"class_list":["post-49507","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49507"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49507\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}