
{"id":49570,"date":"2018-05-24T12:09:03","date_gmt":"2018-05-24T11:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49570"},"modified":"2018-05-24T15:18:24","modified_gmt":"2018-05-24T14:18:24","slug":"sul-lavoro-nessuna-discontinuita-rilevante-rispetto-al-passato-recente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49570","title":{"rendered":"NUOVO GOVERNO: SUL LAVORO NON SI CAMBIA (O QUASI)"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Nonostante un piccolo emendamento dell\u2019ultima ora mirato a inserire una pennellata polemica nei confronti della riforma voluta dal Pd, sulla politica del lavoro il \u201ccontratto\u201d M5S-Lega si pone in sostanziale continuit\u00e0 rispetto alle tendenze principali dell\u2019ultimo ventennio<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo pubblicato il 24 maggio 2018 <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/53259\/nuovo-governo-sul-lavoro-non-si-cambia-o-quasi\/\">su <\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/53259\/nuovo-governo-sul-lavoro-non-si-cambia-o-quasi\/\">lavoce.info<\/a> <em>&#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49507\">La politica del lavoro e del welfare del Governo M5S-Lega<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-43282\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/lavoce.info_.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"122\" \/>A differenza dei capitoli \u201cfisco\u201d e \u201cprevidenza\u201d del programma per il nuovo Governo, quello dedicato al lavoro non presenta contenuti caratterizzati da clamorosa novit\u00e0: al contrario, esso appare, nelle sue linee principali, in linea con le politiche prevalenti dell\u2019ultimo quarto di secolo. In questa parte del \u201ccontratto\u201d si sente la mano esperta e la supervisione della senatrice Nunzia Catalfo, che ha affinato la propria competenza tecnico-politica nel settore specifico durante l\u2019ultima legislatura nella sua veste di capo-gruppo 5S in Commissione Lavoro, sempre distinguendosi nettamente da altri parlamentari della sua parte per i toni pacati, la ragionevolezza degli argomenti utilizzati e l\u2019attenzione alle ragioni altrui.<\/p>\n<div id=\"attachment_49115\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49115\" class=\"size-medium wp-image-49115\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio-150x75.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Tridico-e-Di-Maio.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-49115\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Di Maio e il prof. Pasquale Tridico<\/p><\/div>\n<p>Anche sulla materia calda della riforma dei licenziamenti salta all\u2019occhio la rinuncia alla reintroduzione dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che pure era stata <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2018\/04\/05\/pasquale-tridico-m5s-reintrodurremo-larticolo-18_a_23403537\/\">proposta ultimamente dal professor Pasquale Tridico<\/a>, primo candidato in pectore del M5S alla guida del ministero del Lavoro. La realt\u00e0 \u00e8 che <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48825\">su quella proposta non solo la Lega, ma anche il M5S era profondamente diviso al proprio interno<\/a>: la rinuncia a promettere l\u2019abrogazione della nuova norma del 2015 non \u00e8 dunque affatto casuale.<\/p>\n<p>Soltanto nell\u2019ultima rilettura tutta politica del testo del \u201ccontratto\u201d qualcuno al vertice di M5S e Lega deve essersi reso conto del fatto che il silenzio totale sul Jobs Act avrebbe potuto leggersi come una sorta di riconoscimento della bont\u00e0 della riforma attuata dal partito avversario: per questo, nel passaggio dalla <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2018\/05\/17\/news\/governo_m5s-lega_ecco_l_ultima_bozza_di_contratto-196613958\/\">penultima versione<\/a> (messa online dal M5S gioved\u00ec 17 maggio) a quella definitiva di due giorni dopo, dopo le parole \u201cParticolare attenzione sar\u00e0 rivolta al contrasto della precariet\u00e0\u201d \u00e8 stato inserito l\u2019inciso \u201ccausata anche dal Jobs Act\u201d, in modo da ripristinare un po\u2019 di contenuto polemico. Ma non basta evidentemente questo breve inciso per oscurare l\u2019assenza di elementi rilevanti di discontinuit\u00e0 nei contenuti di politica del lavoro di questo documento programmatico rispetto a quelli dei Governi precedenti.<\/p>\n<p>Vediamo uno per uno i singoli paragrafi del capitolo.<\/p>\n<p><strong>Introduzione di uno standard retributivo orario minimo<\/strong><em> &#8211;<\/em>In questo capoverso la sola novit\u00e0 di qualche rilievo \u00e8 costituita dalla previsione del divieto del praticantato totalmente gratuito negli studi professionali. Invece l\u2019istituzione del salario orario minimo per i settori non coperti da un contratto collettivo nazionale applicabile era gi\u00e0 prevista, in forma di delega legislativa al Governo, nella legge n. 183\/2014; sta di fatto, per\u00f2, che la delega non \u00e8 stata esercitata, a causa dell\u2019opposizione congiunta di confederazioni sindacali maggiori e Confindustria.<\/p>\n<p><strong>Riduzione del \u201ccuneo contributivo\u201d<\/strong> \u2013 Questa misura \u00e8 gi\u00e0 stata disposta in modo strutturale e incisivo dalla legge di bilancio 2018 per i primi tre anni di lavoro dei giovani a tempo indeterminato, cumulabili con un precedente periodo di apprendistato. Una ulteriore riduzione graduale, questa volta a carattere universale, \u00e8 prevista anche nel programma del Pd e in quello di FI.<\/p>\n<p><strong>Buoni-lavoro<\/strong> \u2013 Il nuovo Governo si propone di ripristinare una disciplina analoga a quella che \u00e8 stata in vigore fino a un anno fa. Anche questa \u00e8 una previsione opportuna, mirata a correggere la drastica restrizione operata <em>obtorto collo<\/em> nell\u2019aprile 2017 su iniziativa del Governo uscente per evitare il referendum abrogativo promosso dalla Cgil. Va osservato, semmai, che in quell\u2019occasione il M5S non soltanto non prese posizione contro l\u2019abrogazione propugnata dalla Cgil, bens\u00ec consent\u00ec che diversi suoi parlamentari, al Senato come alla Camera, prendessero posizione a sostegno di esso, contribuendo in tal modo a indurre la maggioranza all\u2019abrogazione della normativa allora vigente.<\/p>\n<p><strong>Riforma e potenziamento dei Centri per l\u2019Impiego &#8211;<\/strong> Capitolo programmatico di importanza cruciale, presente anche nel programma del Pd (il quale, per\u00f2, su questo terreno porta la grave responsabilit\u00e0 di aver lasciato che la parte della riforma del 2015 riguardante i servizi per l\u2019impiego rimanesse pressoch\u00e9 totalmente inattuata). Proprio in considerazione della sua importanza, nonch\u00e9 della vicenda amministrativa che ha fatto seguito alla riforma della materia contenuta nel d.lgs. n. 150\/2015, qui sarebbe stata tuttavia utile una maggiore precisione programmatica. Si intende puntare sulla sola iniziativa delle Regioni, oppure riproporre il modello dell\u2019Agenzia nazionale (ANPAL) che opera d\u2019intesa con le singole Regioni, surrogandosi in via sussidiaria a quelle che non siano in grado di implementare i livelli essenziali del servizio? E poi, qual \u00e8 l\u2019orientamento del nuovo Governo circa la cooperazione tra servizio pubblico e operatori privati del settore, sulla quale si fonda il nuovo strumento dell\u2019assegno di ricollocazione?<\/p>\n<p><strong>Contrasto alla precariet\u00e0 \u2013 <\/strong>Questo \u00e8 il capoverso nel quale \u00e8 stato inserito all\u2019ultimo momento l\u2019inciso polemico nei confronti del Jobs Act, di cui si \u00e8 detto sopra. Ma se si esclude questo, per il resto il contenuto di questo paragrafo \u00e8, nella sua genericit\u00e0, come il precedente, sostanzialmente in linea con le enunciazioni programmatiche dei Governi precedenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_45362\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45362\" class=\"wp-image-45362\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo-150x84.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo.jpg 299w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><p id=\"caption-attachment-45362\" class=\"wp-caption-text\">La senatrice 5S Nunzia Catalfo<\/p><\/div>\n<p><strong>Efficientamento del sistema della formazione professionale e della scuola secondaria tecnico-professionale &#8211;<\/strong> Al pari del precedente, un capoverso dal contenuto condivisibile ma troppo generico. Qui salta all\u2019occhio il silenzio sulla questione della rilevazione a tappeto dei tassi di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi: questa sarebbe la prima cosa concreta da fare. E non sarebbe difficile farla; ma incontra grandi resistenze negli apparati che gestiscono la formazione. La senatrice 5S Nunzia Catalfo, che viene dalla Sicilia, ne sa qualche cosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante un piccolo emendamento dell\u2019ultima ora mirato a inserire una pennellata polemica nei confronti della riforma voluta dal Pd, sulla politica del lavoro il \u201ccontratto\u201d M5S-Lega si pone in sostanziale continuit\u00e0 rispetto alle tendenze principali dell\u2019ultimo ventennio . 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