
{"id":49687,"date":"2018-05-29T10:55:22","date_gmt":"2018-05-29T09:55:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49687"},"modified":"2018-05-29T15:37:30","modified_gmt":"2018-05-29T14:37:30","slug":"perche-savona-alleconomia-sarebbe-stato-oltre-che-un-disastro-uno-sfregio-alla-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49687","title":{"rendered":"SAVONA: QUAL \u00c8 IL VERO SFREGIO ALLA DEMOCRAZIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Se Mattarella avesse nominato all\u2019Economia il maggiore teorico dell\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro, avrebbe dato al mondo un annuncio in questo senso, dalle conseguenze catastrofiche, senza che gli italiani abbiano minimamente discusso di questo nell\u2019ultima campagna elettorale &#8211; Ora sul punto cruciale il Paese \u00e8 chiamato a decidere davvero<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nEditoriale, 29 maggio 2018 \u2013 In argomento v. anche il primo editoriale telegrafico del 28 maggio,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49669\">Il compito del Capo dello Stato<\/a><em>, e il secondo,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49663\">Quelli che gridano al complotto internazionale<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_49688\" style=\"width: 276px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49688\" class=\" wp-image-49688\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Scalfaro-e-Berlusconi.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Scalfaro-e-Berlusconi.jpg 205w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Scalfaro-e-Berlusconi-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><p id=\"caption-attachment-49688\" class=\"wp-caption-text\">1994: il presidente Scalfaro con il neo-premier Berlusconi (che accett\u00f2 il veto su Previti alla Giustizia)<\/p><\/div>\n<p>All\u2019episodio del Presidente Oscar Luigi Scalfaro, che nel 1994 respinse la designazione di Cesare Previti a Guardasigilli, si aggiunge ora quello di Sergio Mattarella che ha respinto la designazione di Paolo Savona all\u2019Economia. Oggi come allora la polemica infuria. Vediamo di capire il motivo che ha indotto il Capo dello Stato a esercitare la prerogativa presidenziale che la Costituzione gli attribuisce.<\/p>\n<p>Il professor Paolo Savona \u00e8, notoriamente, uno dei maggiori teorici dell\u2019opportunit\u00e0 e anzi necessit\u00e0 che l\u2019Italia esca dal sistema della moneta unica europea per tornare alla lira. Nominarlo ministro dell\u2019Economia equivale dunque ad annunciare ai nostri partner europei e ai creditori dei nostri 2.300 miliardi di euro di debito pubblico che l\u2019Italia si appresta a compiere quella scelta. Ora, dire ai nostri creditori che il loro credito di N euro, garantito dalla BCE, sar\u00e0 trasformato in un credito di N lire, destinate a essere rapidamente e liberamente svalutate, equivale a dire loro: \u201cl\u2019Italia si riserva di non onorare regolarmente il proprio debito\u201d: di fatto \u00e8 come preannunciare il <em>default<\/em> della nostra finanza pubblica. Il solo fatto che di questa eventualit\u00e0 si sia parlato nei giorni scorsi ha bruscamente raddoppiato l\u2019interesse che gli operatori finanziari chiedono per farci credito; la nomina di Savona avrebbe accelerato questo aumento dell\u2019interesse sul nostro debito pubblico, riproducendo una situazione gravissima analoga a quella che si determin\u00f2 nell\u2019estate-autunno del 2011.<\/p>\n<div id=\"attachment_49690\" style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49690\" class=\" wp-image-49690\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Grecia-2015.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><p id=\"caption-attachment-49690\" class=\"wp-caption-text\">I pensionati si accalcano per ritirare i propri soldi da una banca nazionale greca il 1\u00b0 luglio 2015<\/p><\/div>\n<p>Anche per tutti coloro che hanno i propri risparmi depositati in banca l\u2019annuncio che da un giorno all\u2019altro gli euro potrebbero trasformeranno in lire destinate a svalutarsi rapidamente\u00a0 (lo stesso Paolo Savona teorizza che la scelta dovrebbe essere attuata senza esitazioni e chiacchiere, in una notte) equivarrebbe a un invito a ritirare al pi\u00f9 presto i propri euro dagli istituti di credito italiani. Con la conseguenza di una crisi bancaria senza precedenti. Ne sanno qualche cosa i greci, che pure nel giugno 2015 decisero di uscire dall\u2019euro, salvo poi cambiare immediatamente idea appena si resero conto del baratro che si stava aprendo davanti a loro.<\/p>\n<p>Un passo di enorme gravit\u00e0 come quello di dare al mondo questo annuncio sarebbe, cionondimeno, obbligato da parte del Presidente della Repubblica di fronte a una scelta in questo senso compiuta in modo esplicito dai partiti che si candidano a governare il Paese, confermata dal consenso maggioritario degli elettori. Senonch\u00e9 il leader del partito uscito dalle ultime elezioni politiche con la maggioranza relativa dei voti, Luigi Di Maio, non ha affatto indicato questa scelta nel proprio programma elettorale. Al contrario &#8211; evidentemente consapevole delle implicazioni gravissime dell&#8217;eventuale uscita dall&#8217;euro &#8211; in tutte le sedi nazionali e internazionali si \u00e8 sempre presentato come garante della scelta opposta, ovvero della \u201ccontinuit\u00e0 dell\u2019impegno europeo dell\u2019Italia\u201d; e anche la Lega di Matteo Salvini, che \u00e8 il partito oggi pi\u00f9 fortemente \u201ceuroscettico\u201d, si \u00e8 ben guardata dal porre l\u2019uscita dall\u2019euro al centro della propria propaganda elettorale: non ne ha parlato proprio. N\u00e9 di questo si \u00e8 mai parlato tra M5S Lega e Quirinale, fino al giorno prima della rottura finale. Dunque Lega e M5S, chiedendo improvvisamente al Capo dello Stato di annunciare al mondo \u2013 con la nomina di Paolo Savona a ministro dell\u2019Economia \u2013 che l\u2019Italia progetta di uscire dall\u2019euro, con le conseguenze drammatiche che questo annuncio porterebbe con s\u00e9, sapevano di compiere una forzatura inaccettabile.\u00a0 E il Capo dello Stato ha fatto benissimo a esercitare un potere che la Costituzione gli attribuisce per impedire che questo evento di portata drammatica si verificasse, poich\u00e9 questo annuncio sarebbe stato dato senza alcun avallo e addirittura alcuna discussione da parte degli elettori: se non lo avesse fatto avrebbe abdicato a una propria funzione costituzionale fondamentale, mettendo il proprio sigillo su di uno sfregio al sistema democratico, in una decisione dalle conseguenze incalcolabili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-49693\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Europa-euro-1-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Europa-euro-1-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Europa-euro-1-150x86.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Europa-euro-1.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ora, evidentemente, la questione &#8220;euro s\u00ec\/no&#8221; costituir\u00e0 il tema centrale della nuova campagna elettorale che si sta aprendo. A settembre s\u00ec, gli italiani saranno chiamati a discutere e decidere proprio sul punto se proseguire il cammino dell\u2019integrazione dell\u2019Italia in una nuova Europa unita oppure no. Se la loro scelta sar\u00e0 sciaguratamente per il &#8220;no&#8221;, il Capo dello Stato non potr\u00e0 che prenderne atto, anche nella nomina del nuovo ministro dell\u2019Economia. Il rifiuto da lui opposto oggi alla pretesa che questa scelta si compisse senza un serio dibattito politico in proposito ha il merito di costringere tutti i partiti a mettere, come si suol dire, le carte in tavola. Ora, quanto meno, non sar\u00e0 pi\u00f9 lecito al M5S di presentarsi al tempo stesso come garante dell&#8217;integrazione dell&#8217;Italia in Europa con Di Maio e come promotore del referendum anti-euro con Grillo; e al Centro-destra non sar\u00e0 pi\u00f9 consentito di fingere una solida alleanza tra FI-sezione italiana del Partito Popolare Europeo e la Lega, diventata la punta di diamante del &#8220;sovranismo&#8221; tricolore. La Lega stessa dovr\u00e0 presentarsi al proprio elettorato del Nord sostenendo esplicitamente la propria scelta: isolarsi dall&#8217;Europa.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Mattarella avesse nominato all\u2019Economia il maggiore teorico dell\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro, avrebbe dato al mondo un annuncio in questo senso, dalle conseguenze catastrofiche, senza che gli italiani abbiano minimamente discusso di questo nell\u2019ultima campagna elettorale &#8211; Ora sul punto cruciale il Paese \u00e8 chiamato a decidere davvero . 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