
{"id":4971,"date":"2009-09-08T18:20:08","date_gmt":"2009-09-08T17:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4971"},"modified":"2009-10-15T13:47:17","modified_gmt":"2009-10-15T12:47:17","slug":"lendorsement-di-michele-salvati-per-franceschini-e-i-miei-due-dubbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4971","title":{"rendered":"IL DIALOGO CON SALVATI SULLA MOZIONE FRANCESCHINI E L&#8217;INTERVENTO DI LANFRANCO TURCI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME MICHELE SALVATI, ANCH&#8217;IO IN QUESTO CONGRESSO DOVREI COLLOCARMI &#8211; PER COSI&#8217; DIRE &#8220;NATURALMENTE&#8221; &#8211; DALLA PARTE DELL&#8217;ATTUALE SEGRETARIO DEL PD. MA MI TRATTENGONO DA QUESTA SCELTA DUE CONTRADDIZIONI IRRISOLTE TRA L&#8217;IDEA DI PARTITO CHE E&#8217; ALL&#8217;ORIGINE DELLA SUA MOZIONE E IL MODO IN CUI EGLI AFFRONTA CONCRETAMENTE DUE QUESTIONI DI RILIEVO NIENTE AFFATTO SECONDARIO. NON MI SEMBRA, INVECE (ED\u00a0E&#8217; UN OTTIMO SEGNO)\u00a0CHE IL CRITERIO DELLA LAICITA&#8217; POSSA FAVORIRE L&#8217;UNO O L&#8217;ALTRO FRA I TRE CANDIDATI<\/span><\/p>\n<p><em>Con il documento che segue (6 settembre 2009)\u00a0<strong>Michele Salvati<\/strong> &#8211; a buon diritto considerato tra i padri del Partito Democratico &#8211; indica i motivi della propria scelta congressuale per la mozione Franceschini. Seguono alcune mie osservazioni critiche in proposito,\u00a0una interessante replica dello stesso Salvati e una lettera di <strong>Lanfranco Turci,<\/strong> dal tono pessimistico, con la mia risposta.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL DOCUMENTO DI MICHELE SALVATI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La scelta fra i tre candidati alla segreteria nazionale non \u00e8 facile. Non \u00e8 facile sulla base delle <strong>tre mozioni congressuali, in larga misura condivisibili e spesso sovrapponibili<\/strong> nella loro (inevitabile) genericit\u00e0: data la natura di questi documenti, sottolineare frasi pi\u00f9 o meno felici, affermazioni pi\u00f9 o meno efficaci, reticenze o silenzi pi\u00f9 o meno sapienti, \u00e8 un modo di selezione poco affidabile. Un criterio migliore sarebbe quello di guardare alle storie dei dirigenti che si sono schierati per ognuno dei tre candidati: sono storie note, che raccontano di scelte (e non scelte) effettive e rivelano convinzioni e atteggiamenti pi\u00f9 significativi di qualsiasi dichiarazione programmatica. Ma anche utilizzando questo criterio il giudizio continua a restare difficile. Come ricordiamo tutti, quasi <strong>l\u2019intera nomenclatura dei due partiti costituenti si era schierata a suo tempo per Veltroni<\/strong>, anche quella parte che certamente non condivideva le idee da lui esposte al Lingotto, cosa che non poco ha contribuito alla confusione e alle incertezze successive. Ora la nomenclatura si \u00e8 divisa pi\u00f9 nettamente di allora tra i due principali candidati, ma le linee di divisione non sono affatto chiare.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>E\u2019 una fortuna, ed \u00e8 un successo del progetto PD, che la linea di divisione non sia pi\u00f9 quella delle vecchie provenienze partitiche e neppure quella, ancor pi\u00f9 insidiosa, tra credenti e non credenti<\/strong> (\u00e8 priva di senso la contrapposizione tra laici e cattolici: un credente cattolico del nostro partito dovrebbe essere, ed \u00e8 di solito, altrettanto laico di un non credente quando si tratta di distinguere tra la sfera della politica e delle istituzioni e quella delle convinzioni morali e religiose). Qual \u00e8 allora la linea di demarcazione, quella che spiega perch\u00e9 Bindi e Letta stanno con Bersani, mentre Rutelli e Fassino stanno con Franceschini? E\u2019 forse quella tra un atteggiamento di riformismo pi\u00f9 liberale ed uno pi\u00f9 socialdemocratico? In parte forse si, ma non quadra del tutto n\u00e9 con i nomi che abbiamo appena fatto, n\u00e9 con i testi delle mozioni. Calcoli di carriera, situazioni locali, legami contingenti, ragioni di opportunit\u00e0 le pi\u00f9 varie confondono le acque, e poi una parte non piccola delle personalit\u00e0 pi\u00f9 significative non si sono ancora schierate. E allora? Una qualche ragione deve pur esserci che spieghi schieramenti cos\u00ec insoliti, nonch\u00e9 le perplessit\u00e0 di tanti. A mio modo di vedere una ragione c\u2019\u00e8, anche se certamente non \u00e8 l\u2019unica ed \u00e8 offuscata da dichiarazioni tattiche dei candidati e dei loro principali sostenitori. Scusandomi con Marino \u2013 non \u00e8 segno di scarsa considerazione &#8211; per ragioni di chiarezza mi limito ai due candidati che hanno maggiori probabilit\u00e0 di successo. E avverto che la nostra \u00e8 una interpretazione, che probabilmente n\u00e9 Bersani, n\u00e9 Franceschini accetterebbero per intero.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cDiamo un senso a questa storia\u201d, la storia del PD -afferma Bersani- dimenticando forse che Vasco Rossi aveva aggiunto: \u201cperch\u00e9 un senso questa storia non ce l\u2019ha\u201d. Questa \u00e8 una battuta, naturalmente, ma dei due candidati a me sembra che effettivamente Bersani sia quello che muove le critiche pi\u00f9 radicali alle scelte operate nel recente passato. Non soltanto alla brevissima vicenda del PD \u2013 neppure due anni &#8211; ma all\u2019intera storia che dall\u2019Ulivo ha condotto al PD, e alle convinzioni sulle quali questo partito \u00e8 stato costruito. Un partito di iscritti e di elettori. Aperto a primarie per la scelta dei candidati a cariche istituzionali, ma anche al coinvolgimento degli elettori nella scelta finale dei suoi dirigenti. Un partito che raccoglie, fonde e soprattutto adegua e rinnova tutte le grandi tradizioni riformistiche. E <strong>un partito grande, che si vuole misurare con un suo candidato Premier in un confronto bipolare<\/strong>. Vocazione maggioritaria non significa \u201ccorrere da solo\u201d, ma esprime una ambizione egemonica all\u2019interno della coalizione, se questa \u00e8 necessaria per vincere. Critiche alla segreteria Veltroni possono e debbono essere fatte. Ma la mozione originale di Bersani, la storia e molte dichiarazioni di suoi autorevoli sostenitori, significativi consensi da parte dell\u2019UDC, hanno fatto sorgere in me la preoccupazione che le critiche non riguardino solo le discutibili scelte tattiche del recente passato, ma la stessa linea strategica, lo stesso impianto culturale sul quale il PD \u00e8 stato costruito e che ho appena riassunto in modo sommario.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>La mia preoccupazione \u00e8 che il PD guidato da Bersani<\/strong> \u2013 per ora costretto in un contesto bipolare dalla legge elettorale voluta dal PDL &#8211; <strong>si rassegnerebbe pi\u00f9 facilmente del PD di Franceschini a un mutamento di quel contesto, ed anzi lo favorirebbe se si presentasse l\u2019occasione<\/strong>. In questo caso <strong>\u201cil senso della storia\u201d sarebbe un ritorno al proporzionale, dove un PD pi\u00f9 nettamente \u201claico\u201d e \u201cdi sinistra\u201d lascia il compito di conquistare gli elettori pi\u00f9 moderati a un rinnovato e irrobustito partito centrista, neo-democristiano<\/strong>, sperando che poi questo si allei con lui. Per carit\u00e0, congettura pi\u00f9 che legittima. E anche attraente e famigliare per quelli di noi che provengono da tradizioni riformistiche non cattoliche e che provano simpatia vera per la sinistra e i valori che rappresenta. Ci ritroveremmo \u201cfra noi\u201d, e probabilmente ci ricongiungeremmo a compagni che ci hanno lasciato per partiti pi\u00f9 radicali, ma che ora dovrebbero aver appreso la lezione e tornare all\u2019ovile. Insomma: basta con la fatica di mediare con le iniziative o le resistenze clericali che talora emergono nel riformismo cattolico! Basta con le auto-limitazioni che ci dobbiamo imporre per non spaventare, se non per attirare, elettori moderati. Similes cum similibus: agli elettori di centro ci pensi un partito di centro. <strong>Contenti noi, ancor pi\u00f9 contenti Casini e Tabacci<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho un po\u2019 colorito le mie preoccupazioni per renderle pi\u00f9 evidenti. Per ora resto convinto che un PD guidato da Franceschini corra meno il rischio di un rovesciamento di strategia di un PD guidato da Bersani. E non auspico questo rovesciamento, perch\u00e9 <strong>sono anche convinto che \u2013 nonostante le difficolt\u00e0, gli errori e le sconfitte di questa prima fase &#8211; l\u2019intuizione originaria del PD sia ancora feconda, pi\u00f9 feconda della comprensibile nostalgia per il calduccio familiare dei vecchi partiti<\/strong>. E\u2019 una intuizione ambiziosa e difficile, che sconta una profonda trasformazione della nostra societ\u00e0 e la perdita di senso di molte categorie sulle quali si basavano le distinzioni tra la destra e la sinistra di un tempo, e tra i partiti che le impersonavano. La sinistra riformista, il centrosinistra, \u00e8 in crisi in tutta Europa. In Italia ci aspetta un compito immenso, in cui tutte le energie culturali e morali di coloro che soffrono per le condizioni in cui Berlusconi ha ridotto il nostro paese devono essere riunite in un unico sforzo, in un unico grande partito. Berlusconi non \u00e8 eterno, e il bipolarismo dopo Berlusconi sar\u00e0 una cosa profondamente diversa da quello che \u00e8 stato sinora. <strong>Perch\u00e9 gettare la spugna proprio adesso?<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;\">6 settembre 2009\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Michele Salvati\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LE DUE RAGIONI DEI MIEI DUBBI<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p><em>Anch&#8217;io, come Michele Salvati, &#8220;sono convinto che \u2013 nonostante le difficolt\u00e0, gli errori e le sconfitte di questa prima fase &#8211; l\u2019intuizione originaria del PD sia ancora feconda, pi\u00f9 feconda della comprensibile nostalgia per il calduccio familiare dei vecchi partiti&#8221;. Dove per &#8220;intuizione originaria&#8221; intendo la &#8220;vocazione maggioritaria&#8221; che indusse Veltroni nell&#8217;inverno 2008 a realizzare\u00a0da solo, senza leggi e senza accordi con la controparte, la pi\u00f9 grande riforma\u00a0politica effettiva che il nostro Paese abbia vissuto da mezzo secolo a questa parte (se\u00a0un errore\u00a0Veltroni commise\u00a0nel compiere quel passo &#8211; con il senno del poi possiamo dirlo\u00a0&#8211; fu nel non compierlo\u00a0per intero: fece un&#8217;eccezione per il partito di Di Pietro, sulla base di un patto che quel partito trad\u00ec clamorosamente il giorno dopo le elezioni). &#8220;<strong>Partito a vocazione maggioritaria&#8221; significa essenzialmente questo: un partito che cerca voti pi\u00f9 e prima che cercare alleanze, confidando di poterli conquistare dovunque, e non soltanto nella propria ristretta &#8220;area&#8221; di tradizionale appartenenza<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Della bont\u00e0 di quella intuizione originaria &#8211; che ha consentito al PD di conquistare pi\u00f9 di un terzo dei voti alle politiche dell&#8217;aprile 2008 &#8211; sono profondamente convinto; e\u00a0questo\u00a0\u00e8 il motivo per cui anche\u00a0la\u00a0mia collocazione naturale, in questo congresso, dovrebbe essere con Franceschini. E&#8217; infatti Franceschini a sostenere, in linea generale, la continuit\u00e0 rispetto a quella scelta, cui consegue l&#8217;opzione netta\u00a0 <strong>contro il ritorno al sistema proporzionale<\/strong>,\u00a0a favore invece di\u00a0un ordinamento elettorale fondato sul collegio uninominale in funzione di un sistema politico fondato sull&#8217;alternanza.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Senonch\u00e9, questa scelta presuppone la capacit\u00e0 del PD di proporsi come (e di essere per davvero) la <strong>casa comune di tutte le forze del centrosinistra<\/strong>: da Bruno Tabacci a Emma Bonino, da Savino Pezzotta ai socialisti come\u00a0Lanfranco Turci e tanti altri. Questo implicherebbe che Franceschini enunciasse esplicitamente quanto meno l&#8217;obiettivo di portare Tabacci, Bonino, Pezzotta, Turci e tanti altri dentro al PD.\u00a0E&#8217; ovvio che alcuni di questi nell&#8217;immediato non accetterebbero l&#8217;invito; ma altri invece s\u00ec; e comunque questo deve essere l&#8217;obiettivo.\u00a0<strong>Non pu\u00f2, invece,\u00a0ostentare una &#8220;vocazione maggioritaria&#8221; genuina<\/strong>, nel senso politico dell&#8217;espressione che ho sopra precisato,\u00a0<strong>un partito di centrosinistra nel quale, per sua scelta, non ci sia posto, insieme a popolari e\u00a0cristiano-sociali, anche per\u00a0socialisti, liberal-democratici,\u00a0e\u00a0radicali<\/strong> (che sono fondamentalmente dei liberal-democratici). Invece, nel suo discorso iniziale di presentazione della mozione, Franceschini deliberatamente omette l&#8217;appello a socialisti e radicali a entrare nel PD; e successivamente, alla domanda di un giornalista in proposito, risponde che con loro occorre &#8220;negoziare alleanze programmatiche&#8221;. Come dire: &#8220;nella stessa casa\u00a0non possiamo stare, possiamo tuttavia fare un buon pezzo di strada insieme&#8221;.\u00a0Se &#8220;nella stessa casa non possiamo stare&#8221;, dove va a finire l&#8217;intuizione originaria del &#8220;partito a vocazione maggioritaria&#8221;, di cui parlavamo prima? Non \u00e8 forse questo un andar in giro a cercare alleanze, invece di confidare nella propria capacit\u00e0 di conquistare direttamente voti?<\/em><br \/>\n<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La verit\u00e0 \u00e8 che per realizzare una sintesi politica convincente e avanzata tra popolari, cristiano-sociali, liberali, socialisti e radicali <strong>occorre una <\/strong><\/em><strong>leadership<\/strong><em><strong> forte, capace di superare attriti e difficolt\u00e0 di linguaggio tra questi gruppi politici<\/strong>. Se Franceschini non compie questo passo, evidentemente non si sente in grado di realizzare quel superamento. Probabilmente vede giusto, sa quel che fa, conosce le risorse di cui dispoone; ma a questo punto <strong>io vedo in tutto\u00a0ci\u00f2 un difetto di <\/strong><\/em><strong>leadership<\/strong><em><strong> adeguata al progetto\u00a0di cui egli stesso dice di volersi far portatore<\/strong>; e ne traggo motivo per temere che il partito da lui guidato finisca col differire da quel progetto proprio per l&#8217;aspetto che secondo Michele Salvati\u00a0dovrebbe invece essere considerato decisivo.<br \/>\n<\/em><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Nell&#8217;intuizione originaria di Veltroni (rispetto alla quale, peraltro, anche la <\/em>leadership<em> dello stesso\u00a0 Veltroni in qualche misura ha fatto difetto) c&#8217;era pure l&#8217;<strong>apertura a discorsi profondamente nuovi sul terreno della politica del lavoro<\/strong>: quelli che un anno e mezzo fa, nella campagna elettorale per le elezioni politiche,\u00a0trovarono espressione nel manifesto &#8220;<\/em><a title=\"Per dare valore al lavoro - 14.3.08\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=103\" target=\"_blank\"><em>Per dare valore al lavoro&#8221;<\/em><\/a><em>. Al centro di quel manifesto figurava l&#8217;obiettivo della <\/em>flexsecurity<em> e, sul terreno del lavoro pubblico, la rivoluzione fondata sui principi\u00a0della trasparenza totale, della valutazione\u00a0indipendente e del <\/em>benchmarking<em>. Di questi due grandi temi di politica del lavoro, che considero cruciali per il futuro del nostro Paese, nella mozione di Franceschini e nei suoi discorsi successivi ho trovato poco o nulla. E la cosa \u00e8 tanto pi\u00f9 sorprendente quanto\u00a0pi\u00f9 <strong>esplicite sono invece le aperture su questi temi da parte dei sostenitori delle altre due mozioni<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scrivo questo per spiegare ai miei lettori ed elettori:<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0perch\u00e9 non ho aderito alla mozione <strong>Bersani<\/strong>,\u00a0la quale sembra voler affidare al PD il compito essenziale di presidiare l&#8217;area politica in precedenza occupata da DS e DL; quindi cerca fin d&#8217;ora gli alleati con i quali raggiungere la maggioranza, e per trovarli deve promettere loro la disponibilit\u00e0 al ritorno al sistema elettorale proporzionale;<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211; perch\u00e9 mi sono astenuto anche dal compiere la scelta di campo congressuale in favore di <strong>Franceschini<\/strong>, che pure molti da me si attendevano;<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0perch\u00e9, viceversa,\u00a0ho dichiarato il mio sostegno alla candidatura di <strong>Maurizio Martina<\/strong> alla segreteria regionale lombarda, nonostante la sua adesione alla mozione Bersani:\u00a0nella politica di Martina verso socialisti e radicali, cos\u00ec come nelle sue prese di posizione\u00a0sulla politica del lavoro vedo (e non soltanto da oggi) pi\u00f9 coerenza con l&#8217;intuizione del partito a vocazione maggioritaria, di quanta non ne veda nella condotta concreta di Franceschini, almeno in queste prime settimane congressuali.<br \/>\n<\/em><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;altra parte, non \u00e8 male che al congresso partecipino anche dei militanti incerti, come lo sono io oggi,\u00a0sul voto finale: questo rende i giochi pi\u00f9 realmente aperti; e pi\u00f9 interessante e sostanzioso il dibattito.\u00a0Per quel che mi riguarda &#8211; in una situazione nella quale mi pare che, per quanto ho detto sopra, le posizioni di\u00a0Franceschini e Bersani tendano molto ad assomigliarsi &#8211;\u00a0saranno decisivi i comportamenti concreti che i due candidati terranno nelle prossime settimane, soprattutto\u00a0sui due terreni\u00a0 che ho qui indicato: apertura a socialisti e radicali e politica del lavoro. Non escludo nemmeno una possibile opzione per <strong>Ignazio Marino<\/strong>. E&#8217; una persona che stimo moltissimo, alla quale per\u00f2 &#8211; forse sbagliando &#8211; riconosco competenze e capacit\u00e0\u00a0diverse da quelle di cui deve\u00a0essere dotato\u00a0il leader di un grande partito a vocazione maggioritaria; Marino\u00a0\u00e8 un politico di complemento, come me; il voto congressuale per lui\u00a0pu\u00f2\u00a0forse risultare alla fine la scelta meglio corrispondente alle mie posizioni, ma sarebbe comunque un <\/em>second\u00a0best<em> dal punto di vista politico.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;\"><em><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;\"><em><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA REPLICA DI MICHELE SALVATI<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Caro Pietro,<br \/>\ngrazie per l\u2019attenzione che hai dedicato al mio <em>endorsement<\/em> per Franceschini: se tu sei ora un \u201cpolitico di complemento\u201d, io lo sono stato in passato ormai abbastanza lontano e ora sono un semplice appassionato di politica. <strong>Le cose che scrivi mi hanno colpito, soprattutto quella relativa a radicali e socialisti<\/strong>. \u00c8 vero che talora non \u00e8 facile trattare con loro \u2013 spesso hanno per\u00f2 buone ragioni per essere difficili &#8211; ma che senso ha un partito che aspira a riunificare, per poi superare (<em>aufheben<\/em>, ti ricordi?), le grandi culture riformistiche senza che siano inclusi radical-liberali e i socialisti?<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Su questo le diffidenze e le esitazioni all\u2019interno dell\u2019attuale PD sono colpevolmente forti, e non credo siano minori tra i sostenitori di Bersani che tra quelli di Franceschini. Il che ci riporta al problema da cui sono partito nel mio <em>endorsement<\/em>: scegliere tra le mozioni congressuali \u00e8 difficile perch\u00e9 la nomenclatura ex-Ds e ex-Dl non si \u00e8 divisa secondo linee programmatiche chiare. Per venire ai punti che sottolinei &#8211; il rapporto con socialisti e radicali e le politiche del lavoro &#8211; ci sono innovatori e conservatori tra i sostenitori di entrambi i candidati pi\u00f9 forti. In che proporzioni non so: so soltanto che nessuno dei due prende posizioni nette per non inimicarsi coloro che la pensano diversamente e possono essere determinanti per la vittoria. <strong>Marino pu\u00f2 concedersi il lusso di fare proposte secche e chiare, ma se lo pu\u00f2 concedere perch\u00e9, come tu dici, \u00e8 un politico di complemento come tu sei e io sono stato<\/strong>. Insomma, perch\u00e9 tutti sanno che non pu\u00f2 vincere e forse neppure lui lo spera. Per ora il nostro non \u00e8 un partito in cui possano emergere leader che, al tempo stesso, abbiano la storia e le doti per dirigere credibilmente una grande organizzazione e siano radicali e innovatori. Un altro paio di batoste e poi, forse, ci arriveremo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019unica differenza seria cui sono arrivato studiando le mozioni e la storia dei due candidati principali e dei loro sostenitori \u00e8 quella che sta alla base della mia dichiarazione di sostegno per Franceschini. <strong>Mi piacerebbe essere pi\u00f9 entusiasta, e in particolare poterti dire che Franceschini \u00e8 pi\u00f9 aperto a socialisti\/radicali e a una legislazione innovativa in materia di lavoro di quanto tu lo rappresenti, comunque molto pi\u00f9 favorevole di Bersani. Questo non mi sento di dirtelo. Ma quella che ho chiamato differenza seria per me \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per scegliere<\/strong>.<br \/>\nMichele Salvati<br \/>\n10 settembre 2009<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">LA LETTERA DI LANFRANCO TURCI<\/span><\/strong> \u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Caro Pietro,<br \/>\nho letto con interesse lo scambio di idee fra te e Michele Salvati sul congresso del PD. La cosa che pi\u00f9 mi ha colpito &#8211; e in ci\u00f2 trovano ragione le mie scarse aspettative su quel congresso e quello che a me sembra uno stato di scetticismo e di demoralizzazione diffuso fra i militanti &#8211; \u00e8 <strong>la mancanza di chiarezza del dibattito e il fatto che pure un superesperto del Pd, come il nostro amico Michele, sia costretto a trovare il principale punto di differenza fra i due candidati pi\u00f9 papabili nel non detto<\/strong>. Cio\u00e8 nel dubbio che Bersani punti a un nuovo assetto politico che superi il bipolarismo con una futura alleanza fra il PD e il Centro di Casini.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Premetto che non sono per il proporzionalismo puro, ma non capisco la pretesa di ingabbiare i soggetti politici pi\u00f9 diversi,a forza di sbarramenti e premi di maggioranza, in contenitori onnicomprensivi,confusi e paralizzati. Aggiungo che non \u00a0mi pare che l\u2019esperienza tedesca sia stata finora dominata da partiti centristi opportunisti,nonostante quella legge elettorale che non piace agli ingegneri elettorali del PD. Ma a prescindere da ci\u00f2 non mi pare un segno di buona salute il fatto che si debba cercare in ci\u00f2 che non \u00e8 esplicitamente affermato la ragione del contendere fra Bersani e Franceschini. Dalla considerazione sui partiti onnicomprensivi\u00a0 derivo anche un certo scetticismo sulla tua proposta di aprire le porte del PD a socialisti,radicali e a centristi come Tabacci e Pezzotta. Mentre sui primi vedrei la cosa come naturale (a parte il <em>modus operandi<\/em> dei radicali) se collocata su una pi\u00f9 netta opzione laica e socialista del PD, ai secondi credo convenga guardare come possibili alleati su punti programmatici chiari, condivisi e limitati. C\u2019\u00e8 infatti <strong>qualche problema di laicit\u00e0 di mezzo!<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>Mi lascia interdetto infatti l\u2019affermazione di Salvati: &#8220;\u00e8 priva di senso la contrapposizione tra laici e cattolici: un credente cattolico del nostro partito dovrebbe essere, ed \u00e8 di solito, altrettanto laico di un non credente quando si tratta di distinguere tra la sfera della politica e delle istituzioni e quella delle convinzioni morali e religiose&#8221;. Magari fosse cos\u00ec. Ci\u00f2 vale per molti cattolici, ma non per tutti. Come possiamo rimuovere il fatto che il PD non riesce a sciogliere nodi come il testamento biologico?Che dire dell\u2019eredit\u00e0 di Fioroni sugli insegnanti di religione al tavolo degli scrutini? Non a caso le mozioni dei due candidati pi\u00f9 forti sul tema della laicit\u00e0 restano ambigue.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Per fortuna che c\u2019\u00e8 un cattolico laico e coraggioso come Marino a dirci che il re \u00e8 nudo! <strong>Per dire verit\u00e0 ovvie occorrono ormai politici di complemento perch\u00e9 gli altri sono imprigionati in un gioco di specchi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Caro Pietro io per\u00f2 credo che il malessere del PD abbia ragioni pi\u00f9 profonde.Che esse risiedano in quella mancanza di identit\u00e0 su cui ci invita a riflettere un acuto libricino pubblicato recentemente da Salvatore Biasco (<em>Per una sinistra pensante<\/em>). Credo che egli sopravvaluti la presa della cultura liberale sul PD, ma abbia ragione quando segnala il caos imperante e invoca una correzione in direzione socialdemocratica. Pi\u00f9 in generale sulla necessit\u00e0 di una cultura per un partito trovo efficace la sintesi di Gianni Cuperlo quando scrive:&#8221;Per fare un partito serve una cultura politica. Un ventaglio di ragioni destinato a fondersi in una appartenenza. Serve una lingua,una lettura del tempo. Togliete una di queste tessere o pi\u00f9 di una e avrete un prodotto diverso&#8221;. Ecco, questo non c\u2019\u00e8 nel PD di oggi e il mantra dell\u2019unione di tutti i riformismi lascia il tempo che trova, cio\u00e8 un confronto ambiguo e a tratti incomprensibile per la paura di rompere quell\u2019amalgama mal riuscito di cui parl\u00f2 a suo tempo D\u2019Alema. Sollecitare oggi il radicamento dell\u2019identit\u00e0 dei PD in direzione della famiglia socialista europea pu\u00f2 sembrare paradossale nel momento in cui essa \u00e8 alle prese con forti difficolt\u00e0 elettorali e con la crisi economica e finanziaria mondiale che, se \u00e8 vero che mette in crisi i paradigmi del neoliberismo imperante, sollecita anche nuove risposte che ancora non ci sono. Eppure quello \u00e8 ancora il campo dentro cui bisogna lavorare. Quella <em>koin\u00e8<\/em> di culture, DI linguaggi e di storie \u00e8 imprescindibile se si vuole uscire dal <em>cul de sac<\/em> paralizzante in cui si \u00e8 cacciato il PD a causa del sentimento di superiorit\u00e0 berlingueriana proprio dei DS e dell\u2019idiosincrasia dei cattolici popolari verso la socialdemocrazia.<br \/>\nLanfranco Turci<br \/>\n16 settembre 2009<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><em>Caro Lanfranco, comprendo il tuo pessimismo, anche se non lo condivido: in questo anno e mezzo in cui ho girato intensamente tutta l&#8217;Italia, incontrando la base del PD in tutte le salse, ho trovato quasi dappertutto quella profonda e matura laicit\u00e0 di iscritti e militanti, cattolici e no, che giustamente ti sta a cuore. Per questo credo che i tempi siano pi\u00f9 che maturi per una proficua cooperazione nel PD tra popolari, cristiano sociali, socialisti, radicali e tutti gli altri liberal-democratici. <strong>Non vedo, comunque, oggi in Italia una base pi\u00f9 solida e ricca di risorse ideali di quanto non offra il\u00a0PD<\/strong> (per quanto indebolito dal difetto di <\/em>leadership<em> sofferto in quest&#8217;ultimo anno)<strong>, da cui partire per ricostruire un centrosinistra pronto a vincere alle prossime elezioni<\/strong>.<br \/>\nGrazie\u00a0della tua lettera. E lavoriamo entrambi perch\u00e9 in un prossimo futuro possiamo militare insieme in un grande partito moderno, capace di cogliere i segni dei tempi.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME MICHELE SALVATI, ANCH&#8217;IO IN QUESTO CONGRESSO DOVREI COLLOCARMI &#8211; PER COSI&#8217; DIRE &#8220;NATURALMENTE&#8221; &#8211; DALLA PARTE DELL&#8217;ATTUALE SEGRETARIO DEL PD. MA MI TRATTENGONO DA QUESTA SCELTA DUE CONTRADDIZIONI IRRISOLTE TRA L&#8217;IDEA DI PARTITO CHE E&#8217; ALL&#8217;ORIGINE DELLA SUA MOZIONE E IL MODO IN CUI EGLI AFFRONTA CONCRETAMENTE DUE QUESTIONI DI RILIEVO NIENTE AFFATTO SECONDARIO. 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