
{"id":49925,"date":"2018-07-03T09:59:51","date_gmt":"2018-07-03T08:59:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49925"},"modified":"2018-07-03T10:02:20","modified_gmt":"2018-07-03T09:02:20","slug":"la-dignita-del-lavoro-non-dipende-dallinamovibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49925","title":{"rendered":"LA DIGNIT\u00c0 DEL LAVORO NON DIPENDE DALL&#8217;INAMOVIBILIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Al contrario, per certi aspetti l\u2019eccesso di protezione della stabilit\u00e0 del \u201cposto\u201d talvolta favorisce una perdita di dignit\u00e0 del lavoro<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nEditoriale pubblicato dal<\/em> Corriere della Sera <em>il 3 luglio 2018<\/em> &#8211; <em>In argomento v. anche<\/em>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49909\">La lotta al precariato e le buone intenzioni che lastricano le vie dell&#8217;inferno<\/a> <em>e<\/em> Consigli non richiesti al ministro del Lavoro <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Per volont\u00e0 del ministro Di Maio il decreto-legge che il governo sta emanando in questi giorni, mirato ad arginare la diffusione dei contratti a termine e pi\u00f9 in generale la \u201cprecarizzazione del lavoro\u201d, sar\u00e0 chiamato <em>Decreto<\/em> <em>Dignit\u00e0<\/em>. Dietro la scelta di questa parola sta un\u2019idea che merita qualche riflessione: quella secondo cui la dignit\u00e0 del lavoro dipende dalla sua stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La sicurezza economica e professionale di ogni persona che lavora \u00e8 un bene molto importante, che ogni nazione deve proteggere efficacemente. La dignit\u00e0 del lavoro e di chi lo svolge, per\u00f2, non c\u2019entra: non dipende affatto dal grado di sicurezza che gli \u00e8 garantita. Anzi, per certi aspetti l\u2019eccesso di protezione della stabilit\u00e0 del \u201cposto\u201d talvolta favorisce una perdita di dignit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-49987\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Impiego-pubblico.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Impiego-pubblico.jpg 277w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Impiego-pubblico-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/>Consideriamo due casi estremi, nei quali la stabilit\u00e0 \u00e8, rispettivamente, massima e minima. Il primo \u00e8 quello degli impiegati nel settore pubblico. Qui un regime di stabilit\u00e0 pressoch\u00e9 assoluta, di vera e propria <em>Job property<\/em>, consente tipicamente a una parte consistente degli addetti di prendersela comoda, di anteporre sistematicamente il proprio interesse a quello degli utenti; e talvolta addirittura, con l\u2019assenteismo abusivo, di addossare il proprio carico di lavoro sull\u2019altra parte degli addetti, cio\u00e8 su quelli che hanno davvero il senso della dignit\u00e0 del proprio lavoro e tirano, come si suol dire, la carretta per tutti. \u00c8 proprio all\u2019ombra di questo regime di iper-protezione che &#8211; anche ma non solo per colpa dei dirigenti &#8211; matura una cultura del lavoro deteriore.<\/p>\n<p>Il caso opposto \u00e8 quello della persona che lavora nella piccola impresa, nello studio professionale, nella bottega artigiana, godendo di una protezione minima contro l\u2019eventualit\u00e0 di un licenziamento. L\u2019affidamento di questa persona sulla continuit\u00e0 del lavoro e del reddito si fonda sulla qualit\u00e0 professionale della prestazione e sulla soddisfazione del cliente. Qui il tasso di assenze, \u00e8 un quarto, un quinto o persino un decimo rispetto a quello che si registra nel settore pubblico. Qui, soprattutto, l\u2019interesse dell\u2019utente \u00e8 sempre al primo posto: non perch\u00e9 i diritti del lavoro siano conculcati, ma perch\u00e9 \u00e8 proprio sulla soddisfazione dell\u2019utente che chi lavora fonda la propria sicurezza.<\/p>\n<p>In quale delle due situazioni descritte noi vediamo pi\u00f9 \u201cdignit\u00e0\u201d del lavoro? Se ne vediamo molta di pi\u00f9 nella seconda che nella prima, non \u00e8 forse il caso di mettere radicalmente in discussione l\u2019idea che la dignit\u00e0 dipenda dal grado di inamovibilit\u00e0 di chi lavora, o addirittura coincida con il regime di <em>job property<\/em>?<\/p>\n<p>La sicurezza economica e professionale di chi lavora \u2013 giova ripeterlo \u2013 \u00e8 un bene di grande importanza sociale. I contratti a termine, pur essendo soggetti alle stesse identiche protezioni previste per quelli a tempo indeterminato, proprio per il fatto di essere a termine offrono minore sicurezza. I lavoratori a termine, in Italia, sono circa il 15 per cento, in crescita costante nell\u2019ultimo decennio, \u00e8 vero, ma ancora perfettamente in media con il resto dell\u2019Unione Europea. Ci\u00f2 non toglie che, se c\u2019\u00e8 un modo per trasformare davvero una parte di questi contratti a termine in contratti stabili (certo non col tornare a gonfiare in modo abnorme il contenzioso giudiziale, che fa star bene solo gli avvocati), \u00e8 sacrosanto sperimentarlo. Ma non presentiamolo come un modo per promuovere la dignit\u00e0 del lavoro; perch\u00e9 questo equivale a dire che quel lavoratore su sette che \u00e8 assunto a termine lavora in condizioni non dignitose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-49984\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-150x82.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele.jpg 304w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Se ci sono strumenti per facilitare l\u2019accesso al lavoro stabile dei giovani, proteggendoli dagli abusi anche gravi a cui sono esposti da parte di imprese scorrette, attiviamoli. Ma smettiamo di accreditare l\u2019idea che nel settore privato il lavoro sia tanto pi\u00f9 dignitoso quanto pi\u00f9 il regime della sua stabilit\u00e0 si avvicina a quello della <em>job property<\/em> (l\u2019articolo 18, per intenderci); perch\u00e9 questo equivale a dire che i 350 milioni di lavoratori dipendenti europei d\u2019oltralpe, tutti privi di articolo 18, lavorano in condizioni non dignitose. \u00c8 evidentemente una sciocchezza. Lo sanno bene i nostri molti ragazzi che migrano in Gran Bretagna, in Olanda, in Germania: non vanno in quei Paesi a cercare un lavoro protetto dall\u2019articolo 18, che certo non troverebbero, ma a cercare un lavoro nel quale le loro competenze vengono valorizzate, e un mercato nel quale perdere il posto non \u00e8 una tragedia, perch\u00e9 si \u00e8 sostenuti e assistiti robustamente nella transizione a una nuova occupazione. Fanno affidamento sulla propria mobilit\u00e0 in un mercato del lavoro continentale, non certo su promesse, sempre ingannevoli, di inamovibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al contrario, per certi aspetti l\u2019eccesso di protezione della stabilit\u00e0 del \u201cposto\u201d talvolta favorisce una perdita di dignit\u00e0 del lavoro . 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