
{"id":49966,"date":"2018-07-03T03:42:08","date_gmt":"2018-07-03T02:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49966"},"modified":"2018-07-03T03:42:08","modified_gmt":"2018-07-03T02:42:08","slug":"un-diritto-per-il-lavoro-dei-rider","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49966","title":{"rendered":"UN DIRITTO PER IL LAVORO DEI RIDER"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> &#8220;Un intervento legislativo \u00e8 indispensabile [&#8230;]\u00a0 Su tutto il resto, mi parrebbe meglio promuovere un processo serio di contrattazione collettiva, che adatti le altre protezioni alle caratteristiche peculiari di questa forma di organizzazione del lavoro, rispettandole&#8221;<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Oscar Serra pubblicata il 26 giugno 2018 sul sito<\/em> Lo Spiffero <em>&#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49714\">Un diritto per il lavoro nella terra di mezzo<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_49890\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49890\" class=\"size-medium wp-image-49890\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ciclofattorina-Foodora-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ciclofattorina-Foodora-300x225.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ciclofattorina-Foodora-150x113.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ciclofattorina-Foodora-768x576.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ciclofattorina-Foodora.png 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-49890\" class=\"wp-caption-text\">Una ciclofattorina di Foodora in piazza Gae Aulenti a Milano<\/p><\/div>\n<p><strong>Professor Ichino, la sentenza del Tribunale del Lavoro di Torino ha sancito l\u2019assenza di un rapporto di dipendenza dei rider con la piattaforma Foodora. Una decisione contro la quale si \u00e8 pronunciata una parte della sinistra e del sindacato, soprattutto la Cgil, al punto che proprio questa sentenza ha accelerato almeno nell\u2019opinione pubblica, la necessit\u00e0 di un intervento legislativo. Qual \u00e8 il suo punto di vista?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>La sentenza torinese non ha fatto altro che attenersi a un orientamento giurisprudenziale consolidatosi negli ultimi trent\u2019anni in riferimento al caso dei <em>pony-express<\/em>: se il contratto lascia libero il lavoratore di presentarsi al lavoro o no, e anche quando si \u00e8 presentato lo lascia libero di rispondere o no alla chiamata, questo assetto del rapporto \u00e8 incompatibile con la subordinazione. Ci\u00f2 non toglie l\u2019esigenza di non lasciare i ciclo-fattorini privi di qualsiasi protezione: per questo occorre un intervento normativo, che prescinda dalla qualificazione della prestazione come autonoma o subordinata.<\/p>\n<p><strong>Il neo ministro del Lavoro Luigi Di Maio aveva preannunciato un decreto, poi accantonato. Secondo lei su questa materia \u00e8 opportuno un intervento diretto del governo o \u00e8 necessario un lavoro parlamentare maggiormente concertato, coinvolgendo anche le parti sociali? <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Se si vuole stabilire uno standard retributivo minimo, l\u2019assicurazione anti-infortunistica Inail e quella pensionistica Inps, un intervento legislativo \u00e8 indispensabile. Eventualmente anche in forma di decreto-legge. Su tutto il resto, mi parrebbe meglio promuovere un processo serio di contrattazione collettiva, che adatti le altre protezioni alle caratteristiche peculiari di questa forma di organizzazione del lavoro, rispettandole.<\/p>\n<p><strong>Sul tema della gig economy il Lazio si \u00e8 \u201cfatto\u201d la sua legge e di questo passo <\/strong><strong>in ogni regione le condizioni di lavoro potrebbero essere diverse. Il Piemonte, per iniziativa dell\u2019assessore al Lavoro e dei consiglieri della sinistra, intende predisporre una proposta di legge da presentare in <\/strong><strong>Parlamento. C\u2019\u00e8 il rischio di un\u2019anarchia legislativa su questo tema?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Il disegno di legge preannunciato dalla Giunta Zingaretti costituisce soprattutto un atto politico, importante per il suo tempismo; ma non diventer\u00e0 legge entro pochi giorni, e anche quando ci\u00f2 accadr\u00e0 la norma riguarder\u00e0 soprattutto gli aspetti sanitari, di prevenzione degli infortuni e di formazione professionale. Quello della Regione Piemonte, invece, \u00e8 un disegno di legge nazionale. In ogni caso non c\u2019\u00e8 alcun pericolo di diversificazione della disciplina applicabile al rapporto di lavoro da regione a regione: questa materia rientra nella competenza esclusiva dello Stato.<\/p>\n<p><strong>Nel merito, il provvedimento del Piemonte prevede l&#8217;inquadramento dei lavoratori come prestazione subordinata<\/strong><strong>. \u00c8 una impostazione corretta, secondo lei? <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Applicare a questa forma di organizzazione del lavoro le categorie del diritto del lavoro del secolo scorso \u00e8 molto problematico e rischia di costituire una forzatura.<\/p>\n<p><strong>Come pu\u00f2 risolversi, allora, il problema?<br \/>\n<\/strong>Questa forma di organizzazione del lavoro ben pu\u00f2 essere assoggettata a una disciplina che rispetti le sue caratteristiche essenziali, in particolare per quel che riguarda la sua marcatissima flessibilit\u00e0 nell\u2019interesse di entrambe le parti. Occorre comunque proteggere il lavoratore da distorsioni dell\u2019equilibrio contrattuale che possono nascere da asimmetrie informative o difetti di mobilit\u00e0 o di possibilit\u00e0 di accesso a percorsi di riqualificazione professionale: effetti del cosiddetto monopsonio dinamico. In questo ordine di idee, indipendentemente dalla qualificazione della prestazione come autonoma o subordinata, pu\u00f2 essere garantito in tutti i casi un primo livello di protezione essenziale: sicurezza e igiene del lavoro, assicurazione pensionistica e antinfortunistica, libert\u00e0 di coalizione, divieto di discriminazioni e loro prevenzione mediante l\u2019imposizione della trasparenza dell\u2019algoritmo che governa l\u2019abbinamento tra domande e offerte da parte della piattaforma digitale.<\/p>\n<p><strong>Basterebbe questo, od occorrerebbe anche dell\u2019altro?<br \/>\n<\/strong>Compiuto questo primo passo, indispensabile anche per rendere la nuova categoria visibile e darle una sorta di autocoscienza nel sistema delle relazioni industriali, un livello di protezione ulteriore pu\u00f2, in prospettiva, essere ottenuto per via contrattuale o legislativa in riferimento ai casi nei quali l\u2019attivit\u00e0 lavorativa sia svolta non soltanto come \u201clavoretto\u201d a carattere interstiziale, ma con maggiore impegno di tempo e continuit\u00e0: qui il criterio potrebbe essere quello di una durata minima settimanale del lavoro. In questo caso, potr\u00e0 dunque essere introdotto anche il diritto al riposo quotidiano, settimanale e annuale, una protezione almeno per i casi di malattia di durata non brevissima, un preavviso di scioglimento del rapporto e una assicurazione contro la disoccupazione. Per arrivare a una estensione di tutte le protezioni proprie del lavoro dipendente nel caso del lavoro in regime durevole di monocommittenza e a tempo pieno o quasi, entro una soglia massima di retribuzione, utilizzando per questo segmento della forza-lavoro una tecnica normativa gi\u00e0 sperimentata con la legge Fornero n. 92\/2012.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Un intervento legislativo \u00e8 indispensabile [&#8230;]\u00a0 Su tutto il resto, mi parrebbe meglio promuovere un processo serio di contrattazione collettiva, che adatti le altre protezioni alle caratteristiche peculiari di questa forma di organizzazione del lavoro, rispettandole&#8221; . 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