
{"id":50835,"date":"2018-10-19T10:51:20","date_gmt":"2018-10-19T09:51:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50835"},"modified":"2018-10-19T11:38:12","modified_gmt":"2018-10-19T10:38:12","slug":"se-la-cassa-integrazione-e-usata-contro-lintegrazione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50835","title":{"rendered":"SE LA CASSA INTEGRAZIONE \u00c8 USATA CONTRO L\u2019INTEGRAZIONE EUROPEA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il ritorno all\u2019abuso di questo ammortizzatore sociale nei casi di chiusura dell\u2019azienda, incoerente anche con la logica del \u201creddito di cittadinanza\u201d, assistenza universale che dovrebbe assorbire tutte le altre, pu\u00f2 spiegarsi solo come un messaggio politico di drastica inversione rispetto al percorso concordato tra Italia e UE negli ultimi anni<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato il 18 ottobre 2018 su<\/em> lavoce.info <em>&#8211; In argomento v. pure<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50453\">Se Di Maio ripristina la Cassa integrazione per le aziende che chiudono <\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43282\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/lavoce.info_.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"185\" \/>L\u2019incongruenza tra la Cig in deroga che viene riesumata e il \u201creddito di cittadinanza\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 di trovare i soldi per far partire qualche cosa che assomigli al progetto di \u201creddito di cittadinanza\u201d, \u00e8 che esso assorba ogni altra forma di assistenza: questo, del resto, hanno sempre predicato tutti i grandi teorici del \u201creddito di base\u201d universale, da James Meade a Philip Van Parijs. Ora, invece, il governo M5s-Lega per un verso non accenna neppure a tagliare qualche fronda nella giungla delle forme di assistenza gi\u00e0 in atto (non una parola sul loro assorbimento nel nuovo sussidio), ma addirittura ne riesuma una che negli anni recenti era stata soppressa: la cassa integrazione guadagni per i dipendenti delle imprese che chiudono.<\/p>\n<p>Lo sta facendo con un decreto-legge intitolato alla \u201csemplificazione\u201d, col quale \u2013 secondo le scarne informazioni che si traggono dalle notizie di stampa \u2013 tra le altre misure, si consente non solo la proroga della Cig per il 2018 e il 2019 nelle aziende con pi\u00f9 di cento dipendenti con problemi occupazionali, ma anche il suo intervento in quelle la cui attivit\u00e0 \u00e8 cessata, che era stato fortemente limitato dalla legge Fornero n. 92\/2012 e poi drasticamente escluso dal decreto legislativo n. 148\/2015. E tutto questo anche \u201cin deroga\u201d, cio\u00e8 anche in imprese escluse dal campo di applicazione della Cig, quindi senza copertura contributiva, o comunque al di l\u00e0 dei limiti fissati dalla legge. Che cosa la misura abbia a che fare con la \u201csemplificazione\u201d non \u00e8 chiaro; ma ancor meno chiaro \u00e8 come si concilii con il programma contenuto nel \u201ccontratto\u201d fondativo della coalizione M5s-Lega, e in particolare con il progetto del \u201creddito di cittadinanza\u201d.<\/p>\n<p>La Cig \u00e8 lo strumento destinato a tenere i lavoratori legati all\u2019impresa nei casi di crisi temporanea, dissuadendoli dal cercar lavoro altrove, per evitare la dispersione delle loro professionalit\u00e0. Quando invece non c\u2019\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 che l\u2019azienda riapra i battenti, attivare la Cig \u00e8 evidentemente un non senso. Peggio: significa tirare i lavoratori stessi in un vicolo cieco, intrappolandoli nella loro posizione di disoccupati, perch\u00e9 si finge che il loro rapporto di lavoro esista ancora e li si disincentiva dal cercare una nuova occupazione regolare. Se il ministro credesse davvero nel progetto del \u201creddito di cittadinanza\u201d, logica vorrebbe che dicesse ai lavoratori delle aziende che chiudono: \u201cnon temete, se non baster\u00e0 il trattamento di disoccupazione, scatter\u00e0 per voi il reddito di cittadinanza\u201d. Sta di fatto, comunque, che il ritorno all\u2019abuso di questo ammortizzatore sociale nelle imprese che chiudono significa non volersi cimentare col problema vero, quello della transizione dal vecchio lavoro che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 a uno nuovo.<\/p>\n<p><strong>Una provocazione nei confronti dei nostri interlocutori europei<\/strong><\/p>\n<p>Nei decenni passati questo modo sbagliato di utilizzare la Cig era una sorta di complemento del regime di <em>job property<\/em> di fatto instaurato con l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nelle imprese di dimensioni medio-grandi: al lavoratore che perdeva il lavoro a causa di una crisi aziendale irreversibile si offriva l\u2019illusione che il rapporto di lavoro restasse in vita (l\u2019intervento della Cig consentiva infatti di evitare i licenziamenti), con la prospettiva di rimanere per anni e anni aggrappati al sussidio, fino al cosiddetto \u201cscivolo\u201d verso il pensionamento di anzianit\u00e0 a 55 o 56 anni. Si ricordano casi funesti di Cig erogata per 10, 15 e persino 20 anni di fila. Nel 2012 per la sola Cig \u201cin deroga\u201d, quindi senza alcuna copertura contributiva, l\u2019Inps ha speso poco meno di 700 milioni, dei quali 56,3 in aziende nelle quali l\u2019intervento era in atto da 5 o da 6 anni, 27,5 in aziende nelle quali durava da pi\u00f9 di 7 anni fino a 10, e 5,1 in aziende nelle quali l\u2019erogazione era in corso da pi\u00f9 di 10 anni (fonte: Inps, giugno 2013).<\/p>\n<div id=\"attachment_50841\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-50841\" class=\"wp-image-50841\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tabella-Inps-4VI13.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tabella-Inps-4VI13.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tabella-Inps-4VI13-150x71.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Tabella-Inps-4VI13-300x141.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-50841\" class=\"wp-caption-text\">Importi erogati per competenza 2012 a soggetti che alla data di cessazione dell\u2019attivit\u00e0 avevano meno di 60 anni \u2013 Tabella tratta dalla relazione dell&#8217;Inps alla Commissione Lavoro del Senato, 4 giugno 2013<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dunque, il governo M5s-Lega \u00e8 cos\u00ec determinato nella scelta di ripristinare l\u2019abuso della Cig? Probabilmente perch\u00e9 la misura \u2013 insieme al ritorno indietro rispetto alla riforma pensionistica del 2011 \u2013 assume una valenza politica molto forte di rottura del delicato equilibrio negoziato e coltivato dai governi italiani degli ultimi sette anni con la Commissione UE.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-50836 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Monti-e-Merkel.png\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Monti-e-Merkel.png 276w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Monti-e-Merkel-150x99.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/>Quando, nel novembre 2011, Mario Monti assunse la carica di presidente del Consiglio, uno dei suoi primi atti fu di incontrare il capo del governo tedesco per ottenere il sostegno della Germania alla manovra italiana per superare la gravissima crisi che il nostro debito pubblico stava attraversando. Angela Merkel gli promise l\u2019appoggio, ma gli fece osservare la difficolt\u00e0 in cui si trovava nel chiedere ai contribuenti tedeschi di condividere i rischi con gli italiani, finch\u00e9 questi ultimi continuavano a fruire diffusamente dei pensionamenti di anzianit\u00e0 all\u2019et\u00e0 media di 58 anni, e finch\u00e9 continuava l\u2019abuso sistematico della cassa integrazione, erogata per anni e persino decenni ai dipendenti di aziende che non esistevano pi\u00f9. Il superamento di queste due gravi anomalie nella struttura della spesa pubblica italiana, negli anni immediatamente successivi, \u00e8 stato parte non secondaria di un patto che ha consentito al governo italiano di concordare con la Commissione UE spazi di flessibilit\u00e0 del nostro bilancio pubblico rispetto ai vincoli pattuiti nel 2010, e a Mario Draghi di guidare la Banca centrale europea in una manovra monetaria straordinaria, di cui l\u2019Italia \u00e8 stata la principale beneficiaria.<\/p>\n<p>La scelta che il governo italiano sta compiendo oggi di smontare la riforma del sistema pensionistico e di ritornare all\u2019abuso della cassa integrazione, anche al costo di sottrarre risorse al \u201creddito di cittadinanza\u201d, si spiega soltanto con una vera e propria aperta provocazione nei confronti delle istituzioni europee. La premessa di uno scontro duro cercato molto spregiudicatamente e con grande evidenza nei fatti, nonostante le quotidiane dichiarazioni di \u201cnon voler mettere in discussione l\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019UE\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritorno all\u2019abuso di questo ammortizzatore sociale nei casi di chiusura dell\u2019azienda, incoerente anche con la logica del \u201creddito di cittadinanza\u201d, assistenza universale che dovrebbe assorbire tutte le altre, pu\u00f2 spiegarsi solo come un messaggio politico di drastica inversione rispetto al percorso concordato tra Italia e UE negli ultimi anni . 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