
{"id":50838,"date":"2018-10-22T15:07:25","date_gmt":"2018-10-22T14:07:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50838"},"modified":"2018-10-22T15:15:29","modified_gmt":"2018-10-22T14:15:29","slug":"sostegno-ai-poveri-come-dotarsi-delle-capacita-operative-indispensabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50838","title":{"rendered":"SOSTEGNO AI POVERI: COME DOTARSI DELLE CAPACIT\u00c0 OPERATIVE INDISPENSABILI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il problema pi\u00f9 difficile da risolvere per l&#8217;attuazione del progetto del M5S, non \u00e8 tanto quello delle risorse finanziarie, quanto quello del <em>know-how <\/em>e dell&#8217;attrezzatura della rete cui si affida il compito di assistere milioni di beneficiari e controllarne l&#8217;effettiva disponibilit\u00e0 per l&#8217;inserimento al lavoro <\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Silvia Ognibene pubblicata sull&#8217;inserto fiorentino del <\/em>Corriere della Sera <em>il 22 ottobre 2018 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito, l&#8217;intervista alla prof. Alessandra Sartori sul <\/em>Libero<em> del 25 maggio\u00a0 2018,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49586\">Per far decollare il collocamento occorrono gli specialisti<\/a><em>;<\/em> <em>inoltre la mia intervista all&#8217;Agenzia Adn Kronos del 15 gennaio,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=48028\">Lavoro: i risultati di questa legislatura e le priorit\u00e0 della prossima<\/a><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cors-602-CpI-22X18.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-137\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl5.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cors-602-CpI-22X18.pdf\">Scarica la pagina del <em>Corriere <\/em>in formato pdf<\/a><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Avvocato, professore, uomo politico, Pietro Ichino ha declinato in ruoli e sedi diverse il suo impegno per la conoscenza e la riforma del mondo del lavoro. Dopo un decennio in Parlamento, ha ripreso da giuslavorista l&#8217;insegnamento all&#8217;Universit\u00e0 di Milano. Tra i fondatori del Partito democratico, con una breve parentesi in Scelta Civica di Mario Monti, ha partecipato in modo continuo al dibattito pubblico sul lavoro e le relazioni sindacali. In questo colloquio ci spiega perch\u00e9 i Centri per l&#8217;Impiego non potranno reggere l&#8217;impatto del reddito di cittadinanza. Un tema a lui particolarmente caro: da avvocato, negli anni Novanta promosse e segu\u00ec il procedimento davanti alla Corte di Giustizia delle Comunit\u00e0 Europee, conclusosi con la sentenza Job Centre II, dell&#8217;11 dicembre 1997, che determin\u00f2 la fine del monopolio statale dei servizi di collocamento, in Italia come in alcuni altri Paesi europei.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-40403\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Professor Ichino, i Centri per l&#8217;impiego saranno in grado di reggere l&#8217;impatto del reddito di cittadinanza?<br \/>\n<\/strong>Se i beneficiari del nuovo programma si conteranno davvero in milioni, la risposta non pu\u00f2 che essere negativa. I Centri per l\u2019impiego, le cui strutture negli ultimi anni sono state impoverite dall\u2019esodo di una parte degli organici senza assunzioni sostitutive, gi\u00e0 oggi stentano a svolgere le funzioni assegnate loro dalle leggi vigenti. Non occorre essere esperti del settore per prevedere che queste strutture non possano reggere l\u2019enorme impatto dei compiti aggiuntivi che il nuovo programma accollerebbe loro.<\/p>\n<p><strong>Quali sarebbero i nuovi compiti?<br \/>\n<\/strong>Di gestione burocratica delle domande, innanzitutto. Gi\u00e0 solo questo comporta una triplicazione del carico di lavoro rispetto a quello attuale. Ma la parte pi\u00f9 gravosa del lavoro dovrebbe essere quella relativa all\u2019assistenza prestata a ciascuna persona richiedente e al controllo della sua disponibilit\u00e0 effettiva per l\u2019inserimento nel tessuto produttivo. \u00c8 facilmente prevedibile che questa seconda parte dei nuovi compiti, meno burocratica e pi\u00f9 operativa, sia destinata a rimanere totalmente inattuata. Col risultato che l\u2019erogazione del sostegno del reddito sarebbe di fatto non condizionata all\u2019attivazione effettiva del percipiente nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p><strong>In che modo i CpI dovrebbero essere riformati per essere efficienti e rispondere agli obiettivi che la novit\u00e0 normativa assegna loro?<br \/>\n<\/strong>Occorrerebbe innanzitutto dotare la rete dei CpI di una dirigenza dotata della competenza specifica richiesta per un servizio efficiente di assistenza nel mercato del lavoro, e responsabilizzata circa gli obiettivi da raggiungere. Per questo sarebbe necessario che almeno un dirigente su due venisse inviato a fare uno stage di sei mesi in un Paese del nord-Europa per affinare il <em>know-how<\/em> specifico. Poi occorrerebbe un adeguamento delle attrezzature materiali: nei CpI oggi accade che manchino i pc, il collegamento alla rete, o persino la carta. Infine un aumento degli organici e una loro formazione specifica.<\/p>\n<p><strong>Un miliardo di euro e tre mesi di tempo sono sufficienti per metterli in grado di operare bene?<br \/>\n<\/strong>Un miliardo di euro \u00e8 uno stanziamento probabilmente insufficiente, ma non disprezzabile, per avviare un processo di modernizzazione ed efficientamento della rete. Purch\u00e9 non lo si spenda tutto per una grande immissione di nuovi impiegati, prima di aver creato le strutture efficienti capaci di valorizzare il loro lavoro.<\/p>\n<p><strong>Quanto incide la regionalizzazione delle politiche attive del lavoro e dei Cpi sul raggiungimento degli obiettivi attesi?<br \/>\n<\/strong>Incide, ovviamente, moltissimo. Perch\u00e9 la singola Regione \u2013 salva qualche rara eccezione \u2013 non \u00e8 in grado di progettare e attuare la modernizzazione e l\u2019efficientamento di cui si \u00e8 detto. Per questo la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura prevedeva un accentramento delle competenze, con possibilit\u00e0 del loro ri-decentramento in favore delle Regioni pi\u00f9 capaci di esercitarle effettivamente. Ma il referendum la ha bocciata.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema pi\u00f9 difficile da risolvere per l&#8217;attuazione del progetto del M5S, non \u00e8 tanto quello delle risorse finanziarie, quanto quello del know-how e dell&#8217;attrezzatura della rete cui si affida il compito di assistere milioni di beneficiari e controllarne l&#8217;effettiva disponibilit\u00e0 per l&#8217;inserimento al lavoro . 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