
{"id":51161,"date":"2018-11-30T14:48:01","date_gmt":"2018-11-30T13:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51161"},"modified":"2018-12-01T17:14:33","modified_gmt":"2018-12-01T16:14:33","slug":"leta-delloro-delle-socialdemocrazie-alle-radici-della-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51161","title":{"rendered":"L&#8217;ET\u00c0 DELL&#8217;ORO DELLE SOCIALDEMOCRAZIE: ALLE RADICI DELLA CRISI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Morando: &#8220;[&#8230;] Nel libro di Pietro Ichino la storia del rapporto tra le due sinistre \u00e8 un filo conduttore centrale: \u00e8 la storia del conflitto tra la sinistra che coltiva l&#8217;antagonismo lavoro\/impresa e quella che persegue invece l&#8217;obiettivo della massima possibile valorizzazione del lavoro attraverso l&#8217;impresa [&#8230;]&#8221;<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nVideoregistrazione a cura di Radio Radicale dell&#8217;incontro promosso da Libert\u00e0Eguale a Roma, il 13 novembre 2018, presso la Fondazione Citt\u00e0 Italia, sul tema <\/em>L&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro delle socialdemocrazie: alle radici della crisi<em>, in occasione della presentazione del libro <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?page_id=48831\">La casa nella pineta<\/a><em> &#8211; Segue la trascrizione dell&#8217;<strong>intervento di Enrico Morando<\/strong>, viceministro dell&#8217;Economia nei Governi Renzi e Gentiloni durante la XVII legislatura, autorizzata dallo stesso &#8211; Nel corso dell&#8217;incontro si sono avuti anche gli interventi di Anna Ascani, deputata Pd, e Umberto Minopoli, presidente di Sviluppo Campania s.p.a.; moderatrice Emilia Patta, giornalista de <\/em>Il Sole 24 Ore &#8211; <em>Altri commenti, interventi, recensioni e documenti relativi al libro <\/em>La casa nella pineta<em> sono agevolmente reperibili attraverso la <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?page_id=48831\">pagina web dedicata al libro <\/a> <\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h4><strong>Indice degli interventi<\/strong><\/h4>\n<p>Saluto di <strong>Vittorino Ferla<\/strong>, direttore di Libert\u00e0Eguale: \u00a0 \u00a0 <strong>\u00a0 0&#8217;4&#8243; &#8211; 1&#8217;44&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Saluto di <strong>Umberto Improta<\/strong>, presidente della Fondazione Citt\u00e0 Italia: \u00a0 \u00a0 \u00a0<strong> 1&#8217;47&#8221; &#8211; 9&#8217;54<\/strong><\/p>\n<p>Introduzione di <strong>Emilia Patta<\/strong>, moderatrice della tavola rotonda:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong> 9&#8217;58&#8221; &#8211; 24&#8217;50&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Breve risposta di <strong>Pietro Ichino<\/strong> a una domanda della moderatrice:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u00a0 13&#8217;0&#8243; &#8211; 18&#8217;15&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Intrevento di <strong>Anna Ascani<\/strong>, deputata Pd: <strong>24&#8217;55&#8221; &#8211; 35&#8217;35&#8221;<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Intervento di <strong>Enrico Morando<\/strong>, viceministro dell&#8217;Economia nei Governi Renzi e Gentiloni: \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 <strong>35&#8217;40&#8221; &#8211; 1h 01&#8217;10&#8221;<\/strong> (v. sotto la trascrizione)<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Intervento di <strong>Umberto Minopoli<\/strong>, presidente di Sviluppo Campania s.p.a.:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>1h 01&#8217;15&#8221; &#8211; 1h.19&#8217;18&#8221;<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Breve intervento di <strong>Umberto Improta<\/strong>, presidente della Fondazione Citt\u00e0 Italia: \u00a0 \u00a0 \u00a0<strong> 1h 19&#8242; 20&#8243; &#8211; 1h 20&#8217;50&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Intervento conclusivo di <strong>Emilia Patta<\/strong>: \u00a0 \u00a0\u00a0 <strong>1h 21&#8217;02 &#8211; 1h 22&#8217;15&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Breve replica finale di <strong>Pietro Ichino<\/strong>:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>1h 22&#8217;20&#8221; &#8211; 1h 36&#8217;30&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/557101\/iframe?i=3911321\" width=\"650\" height=\"355\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" data-mce-type=\"bookmark\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>L&#8217;INTERVENTO DI ENRICO MORANDO<br \/>\n<\/strong><\/span>(trascrizione autorizzata dallo stesso)<\/p>\n<p>Effettivamente questa [il riferimento \u00e8 all&#8217;ultimo intervento della moderatrice &#8211; <em>n.d.r.<\/em>], se si parla della parte politica-politica del libro, \u00e8 la questione di fondo che merita di essere approfondita. Perch\u00e9 nel libro la storia del rapporto fra le due sinistre \u00e8 il filo conduttore fondamentale, \u00e8 la battaglia di tutti questi anni, \u00e8 la battaglia di Ichino. Contro la sinistra conservatrice, contro la sinistra che coltiva ancora una forma di antagonismo di sistema.<\/p>\n<div id=\"attachment_43974\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43974\" class=\"size-medium wp-image-43974\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Enrico-Morando-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43974\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Morando<\/p><\/div>\n<p>Anche a me il libro \u00e8 piaciuto moltissimo. Anche perch\u00e9 ci ho ritrovato delle cose che dimostrano che poi certe affinit\u00e0 di tipo politico-culturale non nascono dal nulla. Ci ho ritrovato persino delle esperienze molto personali: per esempio a un certo punto Ichino racconta che la sua mamma era preoccupata perch\u00e9 tra i 5 e gli 11 anni non cresceva, e aveva una sorella maggiore che lo sovrastava sia per grandezza, sia per forza fisica; ecco, anch\u2019io ho avuto un\u2019esperienza identica. Lui se la ricorda come anche io me la ricordo, come un problema che per i miei era stato serissimo; che poi, come si vede, in entrambi i casi si \u00e8 risolto per il meglio. Ci ho ritrovato anche il senso di libert\u00e0 della effettiva propriet\u00e0 e disponibilit\u00e0 senza condizionamenti di una bicicletta: io me la ricordo come una sensazione straordinaria; come\u2026 il socialismo. Nel libro lui racconta la stessa sensazione.<\/p>\n<p>Ho trovato anche altre coincidenze divertenti: a un certo punto lui dice che durante il servizio militare promosse una iniziativa di agitazione tra i suoi commilitoni, al Centro Addestramento Reclute, per la qualit\u00e0 della mensa. Lui era a quello di Albenga, poi alla Scuola di Trasmissioni di Chiavari; io cominciai la mia esperienza militare facendo una agitazione sulla qualit\u00e0 del rancio alla Brigata Sassari, a Trieste; e il casino in quella dur\u00f2 mesi. Insomma ho ritrovato queste esperienze personali del tutto simili, forse perch\u00e9 abbiamo la stessa et\u00e0 e allora respiravamo la stessa aria, incontravamo gli stessi problemi.<\/p>\n<p>Per\u00f2, venendo alle questioni di carattere politico, vorrei dire una cosa che ha a che fare non solo con gli argomenti, ma anche con la condivisione di un atteggiamento di tipo sentimentale. A un certo punto, a pagina 275 (io ho letto il libro nella edizione elettronica, spero che il numero delle pagine corrisponda) si sta parlando della svolta dell\u2019EUR della Cgil di Lama; Ichino sta partecipando all\u2019assemblea della Tonolli di Paderno Dugnano e sta parlando il compagno Varisco. Ora, io non conosco il compagno Varisco, ma il tipo \u00e8 perfetto, per chi ha partecipato a quelle assemblee, ha vissuto quel periodo, il compagno Varisco \u00e8 un <em>topos<\/em>, non \u00e8 una persona particolare. E cosa fa il compagno Varisco? Mentre parla della svolta dell\u2019EUR tira fuori una dispensa di Ichino dove si spiega la differenza di atteggiamento \u2013 vi prego di notare: in una dispensa sindacale \u2013 la differenza di atteggiamento, dicevo, che il movimento sindacale deve assumere se deve fare un contratto con un monopolista o con un\u2019impresa che agisce in condizione di concorrenza perfetta o quasi perfetta; il che, ammetterete, come argomento per il compagno Varisco operaio della Tonolli \u00e8 un argomento, diciamo, abbastanza\u2026 importante; ma la dispensa era stata fondamentale perch\u00e9 gli aveva consentito di impossessarsi della cosa; e conclude il suo intervento dicendo: \u201cper questa ragione, noi, questa svolta dell\u2019EUR che tutti descrivono come una novit\u00e0 fondamentale, noi l\u2019abbiamo fatta gi\u00e0 da qualche anno, grazie alle indicazioni del compagno Ichino. Ecco, questa \u00e8 la soddisfazione del riformista anticipatore. Non c\u2019\u00e8 niente da fare. Quello che hanno massacrato per tutta la vita dicendogli che questo non si poteva fare, bloccandolo su tutto, eccetera, ha adottato il suggerimento metodologico di Bruno Trentin, di perseverare, di non mollare. A pagina 317 c\u2019\u00e8 una indicazione metodologica data da Bruno Trentin a Pietro nel corso di un colloquio, circa la perseveranza di chi ha in testa una iniziativa di cambiamento di atteggiamenti diffusi, che non deve abbandonare la scena immediatamente alle prime difficolt\u00e0. Ecco, in quell\u2019episodio c\u2019\u00e8 questo compagno Varisco che \u00e8 l\u2019emblema del fatto che se si fa cos\u00ec \u2013 e Ichino aveva fatto proprio cos\u00ec con il suo corso per i delegati e i sindacalisti \u2013 se si fa cos\u00ec, non \u00e8 vero che non incidi; magari passa un po\u2019 di tempo, ma poi ce la fai.<\/p>\n<p>Anche se, certo, qualche volta ti viene la tentazione di dire: \u201cMa \u00e8 possibile che ogni volta per arrivare a fare la cosa giusta ci vogliono dieci o addirittura venti anni?\u201d Perch\u00e9 purtroppo \u00e8 andata quasi sempre cos\u00ec nella sinistra italiana. Mi \u00e8 capitato di scrivere un articolo intitolato \u201cSe dieci anni vi sembran pochi\u201d proprio per dire che tutte le volte, sulle questioni fondamentali, alla posizione giusta, quella efficace che ci consente di progredire, arriviamo con troppo ritardo. Per\u00f2, ecco, l\u00ec in quell\u2019episodio c\u2019\u00e8 il riformista anticipatore che non dice la banalit\u00e0, \u201c\u2026 io l\u2019avevo detto\u201d; \u00e8 soddisfatto non perch\u00e9 pu\u00f2 dire \u201cio l\u2019avevo detto\u201d, ma perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che ha compreso le ragioni della sua iniziativa anticipatrice, le ha fatte proprie, e ora dice: \u201cQuella che mi presentate come una novit\u00e0 non \u00e8 una novit\u00e0, perch\u00e9 noi ci eravamo arrivati gi\u00e0 da un po\u2019\u201d. Ecco, questo \u00e8 l\u2019atteggiamento psicologico giusto del riformista anticipatore, che \u00e8 soddisfatto quando le sue idee attecchiscono, danno frutti. Perch\u00e9 se invece l\u2019avevi detto ma non avevi convinto nessuno, vuol dire come minimo che l\u2019avevi detto male, visto che non ti aveva capito proprio nessuno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-51273\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roma-13XI18-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roma-13XI18-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roma-13XI18-105x150.jpg 105w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roma-13XI18-720x1024.jpg 720w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roma-13XI18.jpg 742w\" sizes=\"auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/>Ecco, invece, venendo alla questione delle due linee, si dice che c\u2019erano i rivoluzionari e i riformisti, certo; i comunisti e i socialdemocratici, certo; ma le due vere linee, quelle che incidono \u2013 certo, si iscrivono in queste grandi discriminanti della storia del movimento operaio, ma \u2013 poi, ormai da molto tempo hanno una versione che non ha a che fare tanto con questa dicotomia, ma con una cosa \u2013 se volete &#8211; molto pi\u00f9 semplice. Che spiega perch\u00e9 \u00e8 ancora cos\u00ec difficile questo confronto, anche quando quella dicotomia sembra essere cosa passata. Ci sono quelli che \u2013 lo dico con le parole che userebbe il mio amico compagno qui presente Piero Borghini \u2013 quelli che \u201clo sviluppo delle forze produttive \u00e8 la prima priorit\u00e0 e all\u2019interno dello sviluppo delle forze produttive si colloca l\u2019interesse dei pi\u00f9 deboli, dei lavoratori in generale. Cio\u00e8 devo costruire politiche redistributive in un contesto nel quale che cosa succede sul terreno del progresso della produzione \u00e8 un problema mio. E questo \u00e8 un filone della sinistra: il nostro. C\u2019\u00e8 poi un altro filone che dice: \u201cSentite, messa cos\u00ec \u00e8 troppo difficile; dobbiamo fare troppi mestieri in uno. Il problema dello sviluppo delle forze produttive ce l\u2019hanno i padroni, ce l\u2019ha il sistema nel suo complesso; all\u2019interno di questo sistema, noi sinistra \u2013 socialdemocratica, anche, non c\u2019\u00e8 bisogno che si parli soltanto della sinistra radicale, estrema, antagonistica \u2013 noi sinistra dobbiamo svolgere una funzione redistributiva; in fondo alla fine noi siamo qua per tosare la pecora del capitalismo. \u00c8 vero che se la tosiamo troppo la pecora muore e non ci resta pi\u00f9 in mano niente; ma tendenzialmente la pecora non muore, quindi il nostro mestiere \u00e8 questo\u201d.<\/p>\n<p>Nel libro, questa dialettica \u00e8 riproposta nelle sue due versioni fondamentali: da una parte c\u2019\u00e8 sempre Ichino \u2013 la parte buona, dal mio punto di vista; perch\u00e9 Pietro \u00e8 il migliore di tutti noi, sia chiaro, dovrebbe essersi capito \u2013, dall\u2019altra ci sono due figure, molto rappresentative. Una \u00e8 quella arcinota, gi\u00e0 richiamata, don Lorenzo Milani; l\u2019altra persona che sostiene una posizione sostanzialmente analoga anche se con argomenti diversi \u00e8 Emilio Pugno, il capo-operaio comunista della Fiat. Della posizione di don Milani qui si \u00e8 gi\u00e0 detto; voglio leggervi soltanto una frase impressionante; ve la voglio leggere \u2013 la trovate alla pagina 144 \u2013 perch\u00e9 \u00e8 l\u2019espressione di un classismo etico proprio duro: \u201cChe mi importa se la Pirelli va a rotoli per eccessive assunzioni\u201d, io il licenziamento non lo posso accettare. Intendiamoci, non sta dicendo delle cose assurde: sta dicendo che al figlio del licenziato non sa che cosa potr\u00e0 andare a dire. Ma pone la questione in termini di un classismo etico estremo, che \u00e8 in s\u00e9 catastrofico, ma di fronte al quale non ci sono possibili contro-argomenti. Con Emilio Pugno, invece c\u2019\u00e8 una lunga conversazione, di quelle che connotano la parte politica del libro, quella sulla cultura della sinistra in Italia pag. 305,306, 307, 308. \u00c8 una lunga discussione, che si svolge alla Camera dei Deputati, perch\u00e9 anche Emilio Pugno era diventato parlamentare; era ovviamente molto pi\u00f9 anziano di Pietro. Sostanzialmente Pugno espone il nucleo fondamentale dell\u2019antagonismo classista della sinistra; perch\u00e9 avendogli Pietro fatto la domanda \u201cma allora stai dicendo che non dobbiamo occuparci del benessere degli operai nelle crisi aziendali?\u201d, gli dice: \u201cSto dicendo che non \u00e8 compito nostro proporre i modi per far funzionare bene il mercato del lavoro in una economia capitalistica; ci pensino i padroni, visto che sono loro che hanno interesse a ristrutturare e a licenziare\u201d. \u00c8 una frase sintesi di quell\u2019altra linea, secondo me assolutamente perfetta, emblematica di un atteggiamento diffusissimo.<\/p>\n<p>Io sono piemontese e con questo tipo di atteggiamento, prevalente soprattutto nella sinistra a Torino. Fin da ragazzino ho incominciato a litigare con questa posizione qua; e poi ci ho fatto i conti per una vita (per questo ne sono venuto fuori male). \u00c8 una posizione che, in termini di presenza nel mondo del lavoro, di organizzazione, di puntualit\u00e0 nel modo di rappresentare i lavoratori, \u00e8 assolutamente formidabile. Cambiato il moltissimo che c\u2019\u00e8 da cambiare in quella posizione, \u00e8 chiaro che ritrovare quella presenza e quella puntualit\u00e0 \u00e8 un pezzo del problema che dobbiamo risolvere; perch\u00e9 in questo momento noi sinistra non siamo \u2013 sotto il profilo organizzativo, della capacit\u00e0 di relazioni \u2013 capaci di rappresentare le contraddizioni sociali come lo era la sinistra impersonata da Emilio Pugno. Ed \u00e8 un problema, se non abbiamo questa capacit\u00e0 di rappresentanza. Le conclusioni che Emilio Pugno traeva da quella presenza nel mondo del lavoro erano sbagliate e da me mai condivise; ma il fatto che l\u00e0 dentro bisogna stare per sviluppare la nostra iniziativa, quella \u00e8 la cosa che bisogna recuperare. Se non la recuperiamo, abbiamo un bel predicare il riformismo.<\/p>\n<p>Io sono d\u2019accordo quando si dice che \u201cCorbyn \u00e8 un perdente di successo\u201d. Voglio dire che ha recuperato capacit\u00e0 di rappresentanza; ma poich\u00e9 rinuncia in modo esplicito a collocarsi sul terreno del governo, finisce coll\u2019attribuirsi soltanto il compito di una rappresentanza dei perdenti della globalizzazione \u2013 la versione attuale della parte pi\u00f9 debole della popolazione nei Paesi Occidentali \u2013 che restano per\u00f2 perdenti.<\/p>\n<p>Ecco, questa battaglia contro l\u2019altra sinistra \u2013 che \u00e8 una componente fondamentale e, secondo il mio parere, storicamente ineliminabile nella sinistra dei paesi occidentali \u2013 \u00e8 una battaglia che percorre tutta l\u2019esperienza politica di Pietro. E fino alle ultime iniziative, alle ultime battaglie. Non \u00e8 che nel libro ci sia una eccessiva enfasi su questo punto, ma il tema \u00e8 comunque centrale. Tenete conto che Ichino era un predestinato a questo; perch\u00e9 aveva fatto la tesi di laurea sulla contrattazione collettiva aziendale e sulla partecipazione dei lavoratori nelle aziende nei primi anni \u201970; per cui, anche quando non era ancora il Pietro Ichino che conosciamo, aveva gi\u00e0 in testa pi\u00f9 o meno quello.<\/p>\n<p>La vicenda della Fiat di Pomigliano \u00e8 l\u2019emblema di questa stessa contrapposizione. Forse sarebbe tempo che lo si dicesse chiaramente: il conflitto politico durissimo tra la Fim-Cisl di Marco Bentivogli e la Fiom-Cgil di Maurizio Landini \u00e8 la versione contemporanea di queste due idee. Sarebbe tempo che noi del Pd la finissimo di dire \u201cil sindacato\u201d; perch\u00e9 i sindacati sono due. \u00c8 la Fim di Bentivogli che si fa carico della sopravvivenza dell\u2019impresa Fiat nel contesto attuale; mentre, se avesse prevalso la Fiom di Landini, la Fiat non ci sarebbe pi\u00f9. La Fiom di Landini \u00e8 la traduzione contemporanea della sinistra di Emilio Pugno: questo \u00e8 molto chiaro.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9, con il salvataggio e il rilancio della Fiat i problemi sono finiti? No certo. Ma l\u00ec la sinistra ha fatto segnare un punto importante. L\u00ec, per intenderci, \u00e8 la sinistra \u201calla Ichino\u201d che ha prevalso. Ed \u00e8 la stessa che ha poi avuto alcuni altri successi importanti nella fase immediatamente successiva, quella dell\u2019esperienza di Governo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-51274 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile.jpg 194w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile-112x150.jpg 112w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>Io mi ricordo quando, all\u2019assemblea nazionale del Pd del 2010 a Genova, presentammo un ordine del giorno sulla riforma del mercato del lavoro in larga parte scritto da Ichino. L\u2019establishment del Pd, composto anche da tanti che poi negli anni successivi si sono allineati sulle cose che Ichino sostiene, non voleva neppure metterla ai voti; alla fine, con molta difficolt\u00e0, accett\u00f2 di metterla ai voti come per una gentile concessione. Poi prendemmo, in realt\u00e0, molti pi\u00f9 voti di quanti non ne fossero attesi; ma eravamo decisamente in minoranza, eravamo a malapena tollerati. Solo per dire che la vicenda non \u00e8 solo quella che Ichino racconta nel libro, che negli anni \u201970 la casa editrice della Cgil ha rifiutato di pubblicargli il libro o che il Pci negli anni \u201980 non ha digerito la sua proposta di superamento del monopolio statale del collocamento; anche molto pi\u00f9 di recente le stesse contrapposizioni si sono riproposte.<\/p>\n<p>Nella fase pi\u00f9 recente dei governi di centrosinistra le posizioni \u201calla Ichino\u201d hanno incominciato a prevalere. L\u2019emanazione del Jobs Act costituisce, per questo aspetto un successo importante. E per\u00f2, anche qui, a forza di conservatorismo, abbiamo finito col fare quello che andava fatto sull\u2019articolo 18 con almeno dieci anni di ritardo. Se lo avessimo fatto per tempo, avremmo avuto, la forza, le condizioni politiche e la possibilit\u00e0 concreta di collegare molto meglio la nuova disciplina dei rapporti di lavoro con l\u2019indispensabile mutamento profondo della struttura dell\u2019amministrazione, nel campo dei servizi del lavoro. \u00c8 evidente \u2013 e Pietro lo ripete ogni giorno \u2013 che questa riforma era fatta per camminare su due gambe, la nuova disciplina dei rapporti di lavoro e il nuovo assetto dei servizi per il mercato del lavoro, con il diritto soggettivo di ciascun disoccupato al contratto di ricollocazione: il fatto che questa parte della riforma sia rimasta sulla Gazzetta Ufficiale senza neppure incominciare a essere implementata effettivamente ha azzoppato la riforma. Oggi noi paghiamo, in termini di consenso, i limiti di questa riforma dimezzata. Ma non abbiamo peccato di un eccesso di riformismo: al contrario, abbiamo peccato di un riformismo ancora troppo debole, soprattutto sul piano dell\u2019implementazione concreta dei nuovi strumenti.<\/p>\n<p>La mia opinione, comunque, \u00e8 che da qui si deve ripartire per andare avanti: da una iniziativa forte per l\u2019implementazione della parte della riforma sui servizi nel mercato del lavoro. Ma c\u2019\u00e8, ancora una volta, una parte della sinistra che invece propone di tornare indietro, smontando anche il pezzo di riforma che \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morando: &#8220;[&#8230;] Nel libro di Pietro Ichino la storia del rapporto tra le due sinistre \u00e8 un filo conduttore centrale: \u00e8 la storia del conflitto tra la sinistra che coltiva l&#8217;antagonismo lavoro\/impresa e quella che persegue invece l&#8217;obiettivo della massima possibile valorizzazione del lavoro attraverso l&#8217;impresa [&#8230;]&#8221; . Videoregistrazione a cura di Radio Radicale dell&#8217;incontro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,12,13],"tags":[],"class_list":["post-51161","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-video","category-24-politica","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51161\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}