
{"id":51670,"date":"2019-01-19T10:40:56","date_gmt":"2019-01-19T09:40:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51670"},"modified":"2019-01-21T16:52:43","modified_gmt":"2019-01-21T15:52:43","slug":"il-manifesto-per-una-lista-unica-degli-europeisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51670","title":{"rendered":"IL MANIFESTO PER UNA LISTA UNICA DEGLI EUROPEISTI"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header header-manifesto text-center\">\n<h4><span style=\"color: #993300;\"><strong>&#8220;L\u2019Unione \u00e8 [&#8230;] un grande conseguimento della storia, ma come ogni costruzione umana \u00e8 reversibile se non si \u00e8 pronti a combattere per difenderla e farla progredire: i cittadini europei sono oggi chiamati a questo compito&#8221;<\/strong><\/span><\/h4>\n<div><em><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl manifesto lanciato <strong>da Carlo Calenda<\/strong> il 18 gennaio 2019, cui hanno aderito subito tutti e tre i candidati alla Segreteria nazionale del Pd, Giachetti, Martina e Zingaretti: invito tutti i frequentatori di questo sito a fare altrettanto <\/em><\/em>&#8211; <em>Qui e in fondo al post il link alla <a href=\"https:\/\/www.siamoeuropei.it\/#wpcf7-f93-p49-o1\"><strong>pagina web attraverso la quale si pu\u00f2 aderire al manifesto<\/strong><\/a> &#8211; <\/em><em>In argomento v. anche l&#8217;estratto dal libro appena uscito di <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51634\">Antonio Padoa Schioppa,<\/a><\/em><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51634\"> Perch\u00e9 l&#8217;Europa<\/a><\/strong> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<\/header>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<header class=\"entry-header header-manifesto text-center\">\n<div><\/div>\n<div class=\"d-flex justify-content-between pb-5\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-51674\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-europea-150x100.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-europea-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-europea.jpg 275w\" sizes=\"auto, (max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-51673\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-italiana-150x99.png\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-italiana-150x99.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bandiera-italiana.png 276w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/>MANIFESTO PER LA COSTITUZIONE<br \/>\nDI UNA LISTA UNICA<br \/>\nDELLE FORZE POLITICHE<br \/>\nE CIVICHE EUROPEISTE<br \/>\nALLE ELEZIONI EUROPEE<\/h2>\n<h1 class=\"entry-title mb-3\">L\u2019Italia e l\u2019Europa sono pi\u00f9 forti di chi le vuole deboli!<\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>Siamo europei. Il destino dell\u2019Europa \u00e8 il destino dell\u2019Italia.<\/strong> Il nostro \u00e8 un grande paese fondatore dell\u2019Unione Europea, protagonista dell\u2019evoluzione di questo progetto nell\u2019arco di pi\u00f9 di 60 anni. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d\u2019Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza \u2013 economica e politica \u2013 dipendono dall\u2019esito di questo processo.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 il risultato della consapevolezza storica e della volont\u00e0 dei popoli europei. Un continente attraversato dalle guerre \u00e8 oggi uno spazio pacifico e comune di scambi culturali, politici, economici, governato da regole ispirate a valori di libert\u00e0, tolleranza e rispetto dei diritti. L\u2019Unione Europea \u00e8 la seconda economia e il secondo esportatore del mondo. Un mercato unico di cinquecento milioni di persone, regolato dai pi\u00f9 alti standard di sicurezza e qualit\u00e0, che assorbe ogni anno duecentocinquanta miliardi di esportazioni italiane. Il nostro attivo manifatturiero \u00e8 oggi doppio rispetto a quello che avevamo prima dell\u2019euro e la nostra manifattura, seconda solo a quella tedesca, \u00e8 legata da una inscindibile e strategica rete di investimenti, collaborazioni industriali, tecnologiche e commerciali con le altre economie europee. In Europa si concentra la met\u00e0 della spesa sociale globale a fronte del 6,5% della popolazione mondiale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Unione \u00e8 dunque un grande risultato della nostra storia, ma come ogni costruzione umana \u00e8 reversibile se non si \u00e8 pronti a combattere per difenderla e farla progredire. I cittadini europei sono oggi chiamati a questo compito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa \u00e8 infatti investita in pieno da una crisi profonda dell\u2019intero Occidente.<\/strong> La velocit\u00e0 del cambiamento innescato dalla globalizzazione e dall\u2019innovazione tecnologica, e parallelamente gli scarsi investimenti in capitale umano e sociale \u2013 che avrebbero dovuto ricomporre le lacerazioni tra progresso e societ\u00e0, tra tecnica e uomo \u2013 hanno determinato l\u2019aumento delle diseguaglianze e l\u2019impoverimento relativo della classe media. Ci\u00f2 ha scosso profondamente la fiducia dei cittadini nel futuro. L\u2019incapacit\u00e0 di gestire i flussi migratori provenienti dalle aree di prossimit\u00e0 colpite da guerre e sottosviluppo ha messo in crisi l\u2019idea di societ\u00e0 aperta. La convergenza tra queste turbolente correnti della storia ha minato la fiducia di una parte dei cittadini nelle istituzioni e nei valori delle democrazie liberali.<\/p>\n<p><strong>Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un\u2019involuzione democratica nel cuore dell\u2019Occidente. La battaglia per la democrazia \u00e8 iniziata, si giocher\u00e0 in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019obiettivo non \u00e8 conservare l\u2019Europa che c\u2019\u00e8, ma rifondarla per riaffermare i valori dell\u2019umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent\u2019anni.<\/strong><\/p>\n<p>Un mondo che affronta tre sfide cruciali: il radicale cambiamento del lavoro, e dunque dei rapporti economici e sociali, a causa di un\u2019ulteriore accelerazione dell\u2019innovazione tecnologica; il rischio ambientale e la necessaria costruzione di un modello di sviluppo legato alla sostenibilit\u00e0; uno scenario internazionale pi\u00f9 pericoloso e conflittuale.<\/p>\n<p><strong>Le forze da mobilitare per la costruzione della nuova Europa sono quelle del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione.<\/strong><\/p>\n<div id=\"continuo\">\n<p style=\"text-align: center;\">****<\/p>\n<p>Per il nostro Paese la permanenza in Europa \u00e8 condizione essenziale per non distruggere le conquiste di tre generazioni di italiani. Fuori dall\u2019Europa e dall\u2019euro ci sono la povert\u00e0 e l\u2019irrilevanza internazionale. <strong>Per rimanere in Europa non bastano tuttavia dichiarazioni di intenti, servono politiche per la crescita e lo sviluppo sociale capaci di ridurre il divario, significativamente aumentato negli ultimi trent\u2019anni, con gli altri grandi paesi dell\u2019Unione. Se cos\u00ec non sar\u00e0, la nostra permanenza nell\u2019euro e nell\u2019UE diverr\u00e0 insostenibile.<\/strong> Stiamo pagando le conseguenze di un lungo periodo in cui abbiamo investito meno e speso peggio degli altri paesi europei. La responsabilit\u00e0 di questi errori \u00e8 interamente nostra.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, grazie a normative e fiscalit\u00e0 pi\u00f9 favorevoli, le imprese italiane hanno fatto uno sforzo importante per ammodernarsi, investire e internazionalizzarsi con effetti positivi, ancorch\u00e9 insufficienti, su crescita e occupazione. Il rapporto deficit\/PIL si era ridotto e lo spread era tornato sotto controllo.<br \/>\nL\u2019azione e le dichiarazioni del nuovo Esecutivo hanno avuto immediati effetti negativi per la finanza pubblica, i risparmi e l\u2019economia. Investimenti, industria, infrastrutture, scuola, universit\u00e0, ricerca e lavoro sono scomparsi dall\u2019agenda di Governo e dalla legge di bilancio. I giovani per primi pagheranno il conto degli errori commessi. <strong>Intanto lo spettro di una nuova recessione si sta affacciando in Italia, mentre le prospettive dell\u2019intera economia mondiale sono pi\u00f9 incerte. Il nostro Paese non \u00e8 pi\u00f9 in sicurezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I due partiti che formano il Governo hanno sganciato l\u2019Italia dal gruppo dei grandi paesi fondatori dell\u2019UE.<\/strong> L\u2019Italia \u00e8 il primo grande Stato occidentale a essere guidato da forze che dichiarano apertamente di considerare il ruolo del Parlamento, l\u2019indipendenza e l\u2019autorevolezza delle istituzioni dello Stato, il valore dei trattati internazionali e il rispetto dei diritti civili come intralcio per l\u2019azione del Governo. L\u2019involuzione non \u00e8 solo politica, ma anche culturale: basti pensare alla scarsa considerazione per il ruolo delle donne nella societ\u00e0 \u2013 che rimane uno dei grandi mali dell\u2019Italia -, all\u2019avversione per la scienza e per la competenza\u2013 dall\u2019ambiguit\u00e0 sui vaccini alla schedatura politica degli scienziati \u2013 e all\u2019ostilit\u00e0 verso le minoranze e gli immigrati.<\/p>\n<p><strong>In queste condizioni la permanenza dell\u2019Italia nell\u2019UE e nell\u2019euro \u00e8 a rischio. Le rassicurazioni di chi fino a ieri predicava l\u2019uscita dalla moneta unica e ancora oggi si ispira apertamente a leadership non democratiche straniere, non hanno alcuna credibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">****<\/p>\n<p><strong>Le prossime elezioni europee saranno il momento decisivo per dimostrare che vogliamo rimanere saldamente in Europa e in Occidente.<\/strong><br \/>\nL\u2019importanza della sfida elettorale europea e la difficile situazione dei partiti di opposizione, impongono una risposta straordinaria, unitaria \u2013 ma coerentemente limitata a chi non cerca alleanze nazionali con i partiti di governo\u2013 che vada oltre le forze oggi in campo.<\/p>\n<p><strong>Per questo \u00e8 necessario costruire alle prossime elezioni europee una lista unitaria delle forze civiche e politiche europeiste. La sfida sar\u00e0 vinta solo se riusciremo a coinvolgere i cittadini, le associazioni, le liste civiche, il mondo del lavoro, della produzione, delle professioni, del volontariato, della cultura e della scienza, aprendo le liste elettorali a loro qualificati rappresentanti.<\/strong><br \/>\nNon si chiede ai movimenti che vorranno partecipare di scomparire, ma di partecipare a uno sforzo pi\u00f9 ampio. Non si chiede di nascondere identit\u00e0 o simboli che sono stati costruiti con fatica e impegno, ma di schierarli dietro una bandiera che possa rappresentare chi ha perso fiducia nei confronti delle singole sigle politiche ma non nel progetto europeo.<br \/>\nAll\u2019indomani delle elezioni, la scelta degli eletti di aderire, a seconda della provenienza politica e culturale, a gruppi parlamentari europei diversi, lungi dal costituire un problema, rappresenter\u00e0 l\u2019anticipazione di una rifondazione delle grandi famiglie politiche europee che dovr\u00e0 necessariamente avvenire lungo una nuova linea di frattura: quella che separa i sovranisti illiberali dagli europeisti democratici.<\/p>\n<p>Ma nessuna sfida si vince giocando solo in difesa. Per questo la convergenza tra le forze europeiste si deve fondare su priorit\u00e0 forti e condivise.<\/p>\n<p><strong>Le nostre priorit\u00e0 per una Europa nuova, che offriamo alla discussione e al dibattito, sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><a name=\"manifesto_investire\"><\/a><strong>Gestire le trasformazioni: investire e proteggere.<\/strong> Al centro dei piani per una nuova Europa va messo un \u201cNew Deal\u201d per l\u2019uomo nell\u2019era digitale. Non esiste un\u2019equa distribuzione della ricchezza senza un\u2019equa distribuzione della conoscenza. Va quindi combattuto senza quartiere l\u2019analfabetismo funzionale, che sta minando le democrazie persino pi\u00f9 delle diseguaglianze economiche, destinando una quota pi\u00f9 rilevante dei fondi strutturali all\u2019istruzione, alla formazione e alla cultura. La gestione delle conseguenze dalla globalizzazione e dall\u2019innovazione non pu\u00f2 essere pi\u00f9 lasciata interamente al mercato. Dovranno essere finanziati a livello europeo strumenti per la formazione permanente dei lavoratori. E\u2019 urgente e indispensabile la fondazione di un nuovo sistema di welfare 4.0 che comprenda il sussidio di disoccupazione europeo proposto dall\u2019Italia. Laddove esistono alti tassi di conoscenza diffusa e un welfare efficace il populismo non attecchisce. Andranno eliminate inoltre le distorsioni provocate dal dumping fiscale, sociale e ambientale interno ed esterno all\u2019Unione, attraverso accordi commerciali pi\u00f9 stringenti e una \u201ccorporate tax\u201d armonizzata per i paesi dell\u2019Unione. Deve essere finalmente varata una incisiva politica industriale comune che supporti gli investimenti produttivi tecnologici e scientifici.<\/li>\n<li><a name=\"manifesto_insieme\"><\/a><strong>Insieme pi\u00f9 forti nel mondo.<\/strong> Difesa, sicurezza, controllo delle frontiere e immigrazione devono diventare politiche comuni. Dobbiamo iniziare il percorso per costruire un esercito europeo e unificare i bilanci della difesa degli stati membri. Prioritario \u00e8 implementare per intero il \u201cMigration Compact\u201d: il piano presentato dall\u2019Italia per aiutare i paesi di origine e transito dei migranti nella gestione dei flussi, nell\u2019assistenza umanitaria e nei rimpatri. Il controllo dei confini comuni, marittimi e terrestri, deve diventare un compito delle agenzie comunitarie. La gestione ordinata e condivisa dei flussi migratori \u00e8 la premessa per superare il Trattato di Dublino e organizzare un sistema di accoglienza e integrazione comune.<\/li>\n<li><a name=\"manifesto_deficit\"><\/a><strong>Meno deficit pi\u00f9 bilancio europeo.<\/strong> La capacit\u00e0 di indebitamento non dipende dai limiti europei ma dall\u2019entit\u00e0 del debito dei singoli Stati membri. Possiamo ignorare le regole ma non per questo troveremo chi ci presta soldi per finanziare deficit insostenibili. Tuttavia nei prossimi anni il livello degli investimenti dovr\u00e0 aumentare in modo significativo e lo strumento fondamentale non potr\u00e0 che essere il bilancio europeo. Oggi quasi l\u201980% del budget UE proviene da contributi degli Stati membri. Deve invece essere\u00a0costituito da risorse proprie per finanziare welfare, investimenti, ricerca e formazione.<\/li>\n<li><a name=\"manifesto_capitale\"><\/a><strong>Dal capitale economico al capitale sociale.<\/strong> Una dura lezione che molti governi occidentali hanno imparato negli ultimi anni \u00e8 che una robusta crescita economica non si accompagna necessariamente a un\u2019equa distribuzione della ricchezza, delle opportunit\u00e0 e del progresso complessivo della societ\u00e0. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell\u2019agenda 2030 delle Nazioni Unite devono essere inclusi, al pari di quelli relativi alla stabilit\u00e0 finanziaria, nella governance dell\u2019Unione.<\/li>\n<li><a name=\"manifesto_leadership\"><\/a><strong>Conseguire una leadership scientifica europea.<\/strong> La rivoluzione digitale, i cambiamenti climatici, la necessit\u00e0 di energia sostenibile, gli straordinari progressi della medicina, a costi per\u00f2 sempre pi\u00f9 alti, rappresentano sfide che non possiamo perdere. Stati Uniti, Cina e Giappone stanno investendo in questa direzione importanti risorse economiche. Se l\u2019Europa non si adegua in fretta perder\u00e0 opportunit\u00e0 di sviluppo e occasioni di crescita per i suoi giovani talenti. Molto \u00e8 stato fatto negli ultimi anni per incrementare la ricerca scientifica europea ma il divario con gli altri grandi paesi si va comunque allargando. Il rafforzamento della collaborazione tra universit\u00e0 e centri di ricerca degli Stati membri e l\u2019aumento del bilancio europeo destinato a progetti comuni \u00e8 un obiettivo fondamentale per affrontare il XXI secolo.<\/li>\n<li><a name=\"manifesto_gruppo\"><\/a><strong>Un \u201cgruppo di Roma\u201d per rifondare l\u2019Europa.<\/strong> Alcuni Governi del cosiddetto \u201cgruppo di Visegrad\u201d sfruttano ogni possibile beneficio economico derivante dalla partecipazione all\u2019Unione e al mercato unico \u2013 dai fondi strutturali alle delocalizzazioni \u2013 rifiutando tuttavia di assumersi responsabilit\u00e0 comuni \u2013 ad esempio sui migranti \u2013 mentre si allontanano sempre pi\u00f9 dai valori europei. A queste condizioni la loro presenza all\u2019interno dell\u2019Unione \u00e8 una minaccia per l\u2019Europa e per l\u2019Italia. A questi Governi va contrapposto un \u201cgruppo di Roma\u201d composto dal nucleo dei paesi fondatori \u201callargato\u201d, che definisca un\u2019agenda precisa per l\u2019avanzamento del progetto europeo. Si dovr\u00e0 rapidamente decidere se andare avanti tutti insieme o se optare per un\u2019Europa a differenti gradi di integrazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nella consapevolezza dell\u2019importanza del momento storico, i firmatari di questo appello sono pronti a mobilitarsi per sostenere uno schieramento unitario delle forze europeiste, ognuno secondo le proprie competenze e le proprie possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La Storia \u00e8 tornata in Europa. Siamo chiamati a difendere diritti e conquiste che abbiamo ereditato, costruendo un\u2019Europa nuova capace di vincere le sfide dei prossimi decenni.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.siamoeuropei.it\/#wpcf7-f93-p49-o1\">Per aderire al manifesto clicca qui<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Per metterti personalmente a disposizione scrivi a<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>info@siamoeuropei.it <\/em><\/span><\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019Unione \u00e8 [&#8230;] un grande conseguimento della storia, ma come ogni costruzione umana \u00e8 reversibile se non si \u00e8 pronti a combattere per difenderla e farla progredire: i cittadini europei sono oggi chiamati a questo compito&#8221; . 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