
{"id":51819,"date":"2019-01-29T18:36:42","date_gmt":"2019-01-29T17:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51819"},"modified":"2019-02-03T11:39:34","modified_gmt":"2019-02-03T10:39:34","slug":"lettera-al-nuovo-segretario-della-cgil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51819","title":{"rendered":"LETTERA APERTA AL NUOVO SEGRETARIO DELLA CGIL"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L\u2019appello all\u2019unit\u00e0 del movimento sindacale lanciato da Maurizio Landini nel suo discorso d\u2019investitura, se non vuole essere un rituale vuoto, deve concretarsi nello scioglimento di alcuni nodi strategici, sui quali negli ultimi anni si sono determinate diverse lacerazioni tra Cgil, Cisl e Uil<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><em>.<\/em><\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato su<\/em> <a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/57279\/lettera-aperta-al-nuovo-segretario-della-cgil\/\">lavoce.info<\/a> <em>il 28 gennaio 2018 &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 7 marzo 2016, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39244\">Se Landini fa la pace con Marchionne<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Maurizio, passati i giorni degli auguri di circostanza, ti propongo alcune considerazioni sui compiti non facili che ti attendono.<\/p>\n<div id=\"attachment_51821\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51821\" class=\"size-full wp-image-51821\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Maurizio-Landini.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Maurizio-Landini.jpg 279w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Maurizio-Landini-150x97.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><p id=\"caption-attachment-51821\" class=\"wp-caption-text\">Maurizio Landini durante il suo discorso di investitura, a conclusione del congresso della Cgil<\/p><\/div>\n<p>Negli ultimi due o tre anni tutti gli osservatori pi\u00f9 attenti hanno apprezzato il tuo impegno a far riemergere la tua anima antica di \u201ccontrattualista\u201d, correggendo certi toni da leader di partito, che erano parsi caratterizzare la tua figura pubblica in precedenza. La Cgil, in diversi suoi comparti, ha anch\u2019essa bisogno di una correzione in questo senso. Il consiglio \u00e8 di tornare al linguaggio pacato e pragmatico proprio del sindacalismo migliore, rinunciando alla polemica da pari a pari contro questo o quel partito, o esponente politico: il compito del sindacato \u00e8 un altro. Per esempio, la battuta contro Salvini e Di Maio nel tuo discorso di investitura di venerd\u00ec (parlano di povert\u00e0, ma non sono mai stati poveri), a parte la sua pochezza sul piano dell\u2019argomentazione, non mi sembra comunque appropriata in bocca al leader di un grande sindacato.<\/p>\n<p>\u00c8 stato molto bello, invece, che fra i primi temi di quel discorso tu abbia posto il rilancio del processo di unit\u00e0 sindacale. Sarebbe davvero un evento epocale se all\u2019annuncio seguissero alcuni atti concreti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-45479\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Pomigliano.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Pomigliano.jpg 352w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Pomigliano-150x61.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Pomigliano-300x122.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/>Tra questi, molto significativo sarebbe un riconoscimento esplicito da parte della Cgil dell\u2019errore commesso a Pomigliano d\u2019Arco e a Mirafiori nel 2010, quando non soltanto rifiut\u00f2 senza appello il piano industriale proposto da Sergio Marchionne perch\u00e9 richiedeva tre deroghe al contratto collettivo nazionale, ma anche attacc\u00f2 molto duramente Cisl e Uil dando loro dei \u201csindacati gialli\u201d per aver compiuto la scelta opposta. Del resto, l\u2019anno dopo la Cgil firm\u00f2 un accordo interconfederale nel quale quelle tre deroghe e molte altre possibili vennero pienamente sdoganate.<\/p>\n<p>Cito quell\u2019episodio, perch\u00e9 nel XXI secolo non ha senso parlare di unit\u00e0 sindacale se non sulla base della convinzione comune che lavoratori e imprenditori non sono forze per loro natura antagoniste: al contrario, non possono neppure esistere gli uni senza gli altri; e condividono l\u2019interesse comune alla massima efficienza delle aziende, quindi anche a favorire i piani industriali pi\u00f9 innovativi. Il sindacato del XXI secolo deve essere l\u2019intelligenza collettiva dei lavoratori capace di guidarli nella valutazione dei nuovi piani industriali e dell\u2019affidabilit\u00e0 di chi li propone. Se la valutazione \u00e8 positiva, deve saperli guidare nella negoziazione a 360 gradi della scommessa comune con la controparte, da qualsiasi parte del mondo provenga: oggi \u00e8 interesse vitale dei lavoratori mettere il pi\u00f9 possibile gli imprenditori indigeni in concorrenza nel mercato del lavoro con i migliori imprenditori provenienti dal restante 99 per cento del pianeta. Che significa rendere il nostro Paese attrattivo per il maggior numero possibile di imprese multinazionali.<\/p>\n<p>Il sindacato del XXI secolo, poi, a differenza di quello del XX, deve imparare a porsi al servizio anche dei lavoratori delle imprese minuscole, dei marginali e precari, dei <em>platform workers<\/em> della <em>gig economy<\/em>, dei disoccupati. La protezione pi\u00f9 efficace che il sindacato pu\u00f2 offrire loro non si colloca dentro l\u2019azienda, ma fuori, nel mercato del lavoro:<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41861\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/trentin.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"182\" \/> consiste principalmente nel rendere effettivo quel \u201cdiritto soggettivo alla formazione professionale efficace\u201d di cui parlava Bruno Trentin negli anni \u201980 e \u201990 e che \u00e8 stato recepito per la prima volta nel contratto dei metalmeccanici del 2017. Ma perch\u00e9 la formazione sia efficace occorre che si finanzi soltanto quella che assicura un alto tasso di coerenza con gli sbocchi occupazionali successivi; occorre dunque un monitoraggio capillare e rigoroso attraverso una anagrafe della formazione professionale; occorrono buoni servizi di informazione e assistenza nel mercato; e occorre un sindacato fortemente impegnato nel rivendicare e difendere questi diritti per la generalit\u00e0 dei lavoratori. A quando una grande mobilitazione unitaria dei confederali, uniti nel rivendicare l\u2019efficienza ed efficacia dei servizi per lavoratori e imprese nel mercato del lavoro?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-41672\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro.jpg 315w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro-150x76.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro-300x152.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/>Tra i lavoratori deboli ci sono anche quelli retribuiti con i buoni-lavoro, i voucher. Su questa forma di lavoro due anni fa si \u00e8 determinata l\u2019ennesima lacerazione tra Cgil e Cisl, l\u2019una convinta che la soppressione dei voucher potesse produrre la migrazione di tutti questi lavoratori nell\u2019area del lavoro protetto ordinario, l\u2019altra convinta che invece il risultato sarebbe stato per lo pi\u00f9 la loro scomparsa nel nulla o nel lavoro nero. Ricucire quella lacerazione \u00e8 possibile soltanto se l\u2019intero movimento sindacale accantona le posizioni preconcette e accetta \u2013 anzi rivendica dall\u2019esecutivo e dal legislatore \u2013 che nella decisione delle misure di politica del lavoro si applichi il metodo sperimentale, come si fa pacificamente per i farmaci prima che essi vengano adottati per curare le malattie. Come si \u00e8 fatto in Finlandia per il reddito di cittadinanza (con l\u2019esito negativo che sappiamo). Le scienze sociali oggi consentono di misurare sperimentalmente con precisione gli effetti positivi e quelli indesiderati delle misure di cui si discute.<\/p>\n<p>Poi ci sono i lavoratori di ieri. Fa benissimo la Cgil a respingere la polemica di chi ironizza sui milioni di pensionati suoi iscritti: \u00e8 sacrosanto rappresentarli insieme ai lavoratori attivi. Il loro primo interesse, per\u00f2, \u00e8 la certezza delle rendite future; e per tutelarlo davvero occorre che le legittime rivendicazioni di una maggiore flessibilit\u00e0 dell\u2019et\u00e0 del pensionamento da parte dei lavoratori attivi non portino a consolidare la tendenza in atto da tempo al peggioramento del rapporto tra attivi e pensionati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-49871\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil.jpeg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil.jpeg 251w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil-150x120.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/>L\u2019unit\u00e0 d\u2019azione tra le confederazioni maggiori, se non l\u2019unit\u00e0 organica, \u00e8 necessaria anche per sanare una piaga grave che affligge il tessuto produttivo italiano, minandone la competitivit\u00e0 nel mercato globale degli investimenti: la volatilit\u00e0, disorganicit\u00e0 e complessit\u00e0 della legislazione del lavoro. L\u2019Italia ha urgente bisogno di un sistema delle relazioni industriali pi\u00f9 autorevole, capace di rivendicare a s\u00e9, quindi alla contrattazione collettiva, il ruolo di regolatore principale dei rapporti di lavoro. Questo implica che si mandi in soffitta la preferenza che una parte del movimento sindacale ancora oggi pi\u00f9 o meno apertamente nutre per l\u2019intervento legislativo rispetto alla contrattazione: preferenza radicata nell\u2019idea che anche il sindacato, come il singolo lavoratore, sia una parte necessariamente debole nei rapporti di forza negoziale e perci\u00f2 bisognosa dell\u2019intervento protettivo del legislatore.<\/p>\n<p>L\u2019agenda \u00e8 fitta. Sinceri auguri, segretario Landini!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019appello all\u2019unit\u00e0 del movimento sindacale lanciato da Maurizio Landini nel suo discorso d\u2019investitura, se non vuole essere un rituale vuoto, deve concretarsi nello scioglimento di alcuni nodi strategici, sui quali negli ultimi anni si sono determinate diverse lacerazioni tra Cgil, Cisl e Uil . 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