
{"id":51846,"date":"2019-02-15T00:07:56","date_gmt":"2019-02-14T23:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51846"},"modified":"2019-03-17T23:13:51","modified_gmt":"2019-03-17T22:13:51","slug":"la-casa-nella-pineta-raccontata-in-diretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51846","title":{"rendered":"LA CASA NELLA PINETA RACCONTATA IN DIRETTA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">\u00ab[&#8230;] <\/span><span style=\"color: #993300;\">Credo che il mio essere sempre stato un po\u2019 un irregolare, dovunque io abbia militato [&#8230;], nasca da questo ammonimento di padre Acchiappati: &#8220;vai, vedi, frequenta, e poi, dove troverai maggiore sintonia, l\u00ec impegnati; per\u00f2 stai attento, perch\u00e9 ti proporranno di trasformare in chiesa il partito. Tu rifiuta sempre questa pretesa&#8221;. [&#8230;]\u00bb<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nTrascrizione di due miei interventi nel corso della presentazione de<\/em> La casa nella pineta<em>, svoltasi al Centro Culturale Milanese il 10 dicembre 2018 &#8211; \u00c8 online anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52170\">l&#8217;intervento svolto da Elio Franzini<\/a>, Rettore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, nel corso dello stesso incontro -La trascrizione dell&#8217;intero incontro sar\u00e0 presto disponibile sul sito dello stesso Centro Culturale &#8211;<\/em> <em>Tutti gli altri interventi sul libro svolti in altre occasioni,\u00a0 miei ma soprattutto di altri, recensioni e documenti, sono facilmente reperibili attraverso <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?page_id=48831\">la pagina al libro stesso dedicata<\/a><\/em><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Grazie di questo invito e di questa occasione di parlare di una cosa mia, quale \u00e8 questo libro, e di un\u2019altra cosa mia, che \u00e8 la vita qui raccontata. \u00c8 una storia in cui la fede cristiana ha un ruolo centrale, fin dall\u2019inizio. Nel senso che l\u2019inizio di tutto forse si pu\u00f2 vedere nella conversione della nonna Paola, la sorella di Iole che negli anni Venti sent\u00ec la religione ebraica come un vestito stretto.<\/p>\n<div id=\"attachment_51121\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51121\" class=\"size-medium wp-image-51121\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi-113x150.jpg 113w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-51121\" class=\"wp-caption-text\">Carlo e Paola Pellizzi, sul portico della &#8220;casa nella pineta&#8221; negli anni &#8217;60<\/p><\/div>\n<p>Lei era una Pontecorvo, apparteneva ad una famiglia ebrea poco osservante ma molto permeata della cultura ebraica e lei sentiva questa cultura come angusta. Si \u00e8 convertita spontaneamente; quando le chiedevamo: \u00abMa chi \u00e8 stato il tuo punto di riferimento?\u00bb Lei diceva: \u00abIo ci sono arrivata da sola\u00bb. Da sola anche perch\u00e9 nonno Carlo con cui lei era gi\u00e0 sposata era cattolico per origine, perch\u00e9 battezzato ritualmente dalla sua famiglia, ma non lo si poteva dire un fervido credente. Si converte al cristianesimo senza ripudiare l\u2019ebraismo: solo cercando uno spazio maggiore rispetto alle tradizioni. Gi\u00e0 negli anni Trenta si lega a una chiesa di frontiera: ha un rapporto strettissimo con don Zeno e partecipa in modo molto intenso alla costruzione di Nomadelfia. La famiglia Pontecorvo \u00e8 accesamente di sinistra, socialisti nei primi anni del secolo, poi anche comunisti con Bruno, Gillo, i Sereni; ma c\u2019erano anche i Colorni \u00a0e lei \u00e8 sempre stata in rapporto molto stretto con Piero Sraffa, suo cugino primo amatissimo, quasi coetaneo, figlio di una sorella di sua madre. Questo senso, diciamo, della responsabilit\u00e0 sociale \u00e8 fortemente vivo nella nonna Paola fin dall\u2019inizio; e invece di tradursi in impegno politico si declina in un impegno morale tutto costruito su una motivazione cristiana, evangelica. Poi si lega anche al movimento dei padri operai: \u00e8 molto amica di padre Gaggero, soffre lo scontro tra lui e il cardinal Siri, poi la sua riduzione allo stato laicale.<\/p>\n<p>Il senso di responsabilit\u00e0 sociale si trasmette a mia madre, che lo traduce anche lei in una forte attenzione ai segni dei tempi, a ci\u00f2 che accade intorno. Ma non per difendersene, semmai per assecondare un progresso in cui crede fortemente. Questa idea della responsabilit\u00e0 sociale preesiste a don Milani che hanno conosciuto nell\u2019adolescenza come il fidanzato di quella che per me era la zia Carla, sorella di Notti e Schicchi Sborgi, le gemelle. Poi lui la pianta nel 1943 per andare in seminario, ma prima stavano insieme. Era un ragazzo spigliato, simpatico, bello, molto interessante; e per\u00f2 sembrava non avere niente del futuro don Lorenzo Milani. Invece il vero don Lorenzo Milani viene riscoperto prima attraverso il libro <em>Esperienze Pastorali<\/em>: la zia Carla lo manda alla mamma, lei e mio padre se ne innamorano e ne comprano 250 copie dall\u2019editrice fiorentina; l\u2019editrice avverte lo scrittore dell\u2019acquisto da parte di questa lettrice milanese particolarmente generosa\u2026 e cos\u00ec si ristabilisce il contatto.<\/p>\n<div id=\"attachment_52015\" style=\"width: 285px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-52015\" class=\"size-full wp-image-52015\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Padre-Davide-Turoldo.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Padre-Davide-Turoldo.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Padre-Davide-Turoldo-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><p id=\"caption-attachment-52015\" class=\"wp-caption-text\">Padre Davide Turoldo<\/p><\/div>\n<p>Naturalmente aggiungere don Milani su un cristianesimo che era gi\u00e0 nutrito di don Zeno, di don Primo Mazzolari, anche della Corsia dei Servi di padre Davide Turoldo, perch\u00e9 i miei genitori frequentavano anche quell\u2019ambiente, in un certo senso era come aggiungere benzina sul fuoco. Tutto questo essendo per\u00f2, la nonna, il nonno e poi mia madre, legatissimi alla \u201ccasa della pineta\u201d, che rappresenta proprio l\u2019essenza del loro essere borghesi: la casa nella pineta era stata ricevuta dal bisnonno Pellizzi come un lascito \u00a0cui lui aveva voluto attribuire un significato etico molto positiva. Il bisnonno aveva detto ai figli, lasciando loro questo bene che non era ancora uno <em>status symbol<\/em> (solo in seguito \u00e8 diventato un luogo di villeggiatura esclusiva) dicendo: \u00abse dovete vendere, vendete a Pisa\u00bb \u2012 cio\u00e8 dove abitavano \u2012 \u00abma non vendete il Forte\u00bb. Il Forte doveva rimanere il luogo dell\u2019unit\u00e0 della famiglia, dove ci si ritrova, il luogo dell\u2019accoglienza, dove si riunivano anche una quantit\u00e0 di persone che gravitavano intorno alla famiglia. Tra l\u2019altro adesso Donata Ferrari, la mia cuginetta che ha voluto venire qui stasera, e di questo la ringrazio, mi ha dato questo libro di sua madre, la zia Notti, rivisto da lei, in cui si parla di questo stesso modo di intendere la casa: di un essere \u201cborghesi\u201d in un senso positivo, non negativo.<\/p>\n<div id=\"attachment_44431\" style=\"width: 308px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44431\" class=\"size-full wp-image-44431\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani.jpg 298w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani-150x85.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><p id=\"caption-attachment-44431\" class=\"wp-caption-text\">Don Lorenzo Milani<\/p><\/div>\n<p>Fra l\u2019appartenenza al ceto borghese e questo senso di responsabilit\u00e0 sociale si determina un attrito, un contrasto, un dramma, una dialettica non risolta. Esplode nel momento <em>clou<\/em>, che io colloco nel \u201962. Io avevo 13 anni; don Milani era passato da noi a pranzo come faceva sempre quando veniva a Milano; dopo pranzo &#8211; me lo ricordo come se fosse ieri &#8211; noi tutti seduti nel bel salotto luminoso coi libri, bei mobili, lui mi mette la mano sulla spalla e dice: \u00abPietro, tutto questo &#8211; indicando la casa nella pineta, in sostanza, anche se eravamo a Milano &#8211; tutto questo per ora non \u00e8 peccato, ma quando avrai compiuto i ventun anni, se non restituisci tutto, diventa peccato\u00bb. E questo mi veniva detto davanti ai genitori, che i ventun anni li avevano compiuti da un pezzo, e tra l\u2019altro erano i padroni di casa che lo stavano ospitando: non era proprio gentilissimo da parte sua.<\/p>\n<p>Su questa cosa noi poi rimuginammo molto. Al momento loro, scuri in volto, si presero questa sberla e non successe nulla. Poi, andato via don Milani, io gli dissi: \u00abMa insomma, come la mettiamo, voi i ventun anni li avete compiuti\u00bb. L\u00ec io ebbi due risposte diverse, che ho cercato di restituire nel libro, perch\u00e9 corrispondevano a due personalit\u00e0 differenti. Mia madre, pi\u00f9 milaniana, disse: \u00abNo, ha ragione lui; \u00e8 cos\u00ec: noi dobbiamo restituire tutto. Non \u00e8 detto che sia bene farlo cos\u00ec d\u2019impulso, subito, ma abbiamo il dovere di prepararci a restituire. Verr\u00e0 il momento in cui ci arriver\u00e0 il segno, e bisogna che in quel momento la coscienza sia pronta a rispondere positivamente\u00bb. Quindi era un modo per dire: magari non subito, magari non proprio domattina, ma dopodomani questo probabilmente dovr\u00e0 accadere. Invece mio padre mi disse: \u00abSenti, don Milani \u00e8 sicuramente un sant\u2019uomo, le sue scelte sono ammirevoli, ed \u00e8 importantissimo coltivare la sua conoscenza e la sua amicizia; ma le vie del Signore sono infinite: Ci sono i santi come lui, ma ci vogliono anche dei santi avvocati, dei santi medici, dei santi spazzini, dei santi infermieri, dei santi contadini, e anche dei santi che non sono nessuna di tutte queste cose. Ciascuno deve trovare la sua strada per la santit\u00e0, non c\u2019\u00e8 solo quella di don Lorenzo\u00bb. Quindi in un certo senso lui prendeva un pochino le distanze.<\/p>\n<div id=\"attachment_49863\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49863\" class=\"size-medium wp-image-49863\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Galileo-Chini-La-pineta-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Galileo-Chini-La-pineta-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Galileo-Chini-La-pineta-150x120.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Galileo-Chini-La-pineta.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-49863\" class=\"wp-caption-text\">Galileo Chini, La pineta<\/p><\/div>\n<p>Dopodich\u00e9 accadde che l\u2019anno della morte di don Milani, mia madre ebbe quella \u201cchiamata\u201d che aveva previsto: accadde che entr\u00f2 in vigore la legge sull\u2019adozione speciale, quella che doveva svuotare gli orfanotrofi. Non era stato predisposto niente perch\u00e9 i tribunali dei minorenni potessero fare l\u2019enorme quantit\u00e0 di lavoro che la legge attribuiva loro; il presidente di allora del tribunale dei minorenni di Milano lanci\u00f2 un appello, disse: \u00abUna legge bellissima, ma che non produrr\u00e0 niente perch\u00e9 non \u00e8 stato fatto niente per farla funzionare\u00bb. E l\u00ec mia madre, con tutto il suo gruppo di Rinascita Cristiana, disse: \u00abLo facciamo noi\u00bb. Ci misero i soldi e ci misero il loro lavoro a tempo pieno. Lei era avvocato, avrebbe potuto continuare a lavorare in Studio con mio padre, invece si dedic\u00f2 anima e corpo a quell\u2019impresa. Coinvolse le amiche del suo gruppo di Rinascita Cristiana \u2013 tutte signore della borghesia milanese &#8211; , che erano Ida Borletti, Elena Pirelli, Lisi Vallardi, Giannetta Lazzati, Pia Majno, e cos\u00ec via. Fecero quello che divent\u00f2 poi il Centro Ausiliario Minorile, un punto di riferimento in tutta Italia e anche fuori, e che \u00e8 operante tuttora. Non solo, mia madre ci si butt\u00f2 a testa bassa anche nel senso che quando c\u2019era un bambino che non si riusciva a piazzare, se lo portava a casa. La pineta del Forte ha sempre visto pullulare i bimbi, soprattutto quelli con qualche handicap fisico o sociale, per i quali era difficile trovare una sistemazione, oppure perch\u00e9 un po\u2019 grandicelli, quelli che avevano gi\u00e0 sette-otto anni o addirittura non erano pi\u00f9 adottabili con l\u2019adozione speciale, ed erano quelli i pi\u00f9 difficili da sistemare. La mamma, quando non si sapeva cosa fare, se li prendeva. Li abbiamo avuti per casa tante tante volte; soprattutto d\u2019estate, perch\u00e9 era questo il momento pi\u00f9 difficile per chi si occupava di loro al tribunale dei minorenni.<\/p>\n<p>Fu il momento in cui mia madre decise che era quello il modo in cui avrebbe restituito; e mio padre la assecond\u00f2 totalmente. Per\u00f2, per dirvi quanto in realt\u00e0 il dramma fosse sempre vivo e quanto l\u2019animo di ciascuno di noi \u00e8 complesso e non riducibile a schemi, accadde anche, a met\u00e0 degli Anni Settanta, che il comune del Forte, dovendo rispettare certi standard di verde pubblico imposti da non so quale nuova legge, avendo l\u00ec questa nostra bellissima pineta che non era stata lottizzata, era ancora pressoch\u00e9 intatta, pens\u00f2 bene di espropriarcene met\u00e0. A quel punto mio padre ebbe buon gioco a dire: \u00abRagazzi, dicevate che bisogna restituire, che quando arriva il momento si deve essere pronti a restituire; ecco, il momento \u00e8 arrivato. La storia va in questa direzione e siamo tutti contenti che il Comune ci aiuti ad assolvere questo nostro dovere\u00bb. Chi invece fece il ricorso al TAR contro il provvedimento fu mia madre: perch\u00e9 era troppo legata a questa eredit\u00e0 e all\u2019imperativo del bisnonno con cui le era stata trasmessa, per rinunciarvi senza combattere. \u00c8 un fatto, comunque, che il dramma di cui parlavo all\u2019inizio \u00e8 sempre stato vivo.<\/p>\n<div id=\"attachment_52016\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-52016\" class=\"size-medium wp-image-52016\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo-300x237.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo-150x118.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo-1024x808.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Gillo_Pontecorvo.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-52016\" class=\"wp-caption-text\">Gillo Pontecorvo<\/p><\/div>\n<p>Per quel che riguarda me &#8211; scusate, io sto parlando forse un po\u2019 troppo, ancora solo qualche minuto &#8211; io avevo intanto questi genitori che in qualche modo ci coinvolgevano, fin da piccolissimi, in una osservazione del mondo circostante e dei fatti geopolitici, cosa di cui io mi sono reso conto proprio scrivendo questo libro. Uno dei primi episodi che mi coinvolse molto intensamente, da cui mi sentii preso e appassionato, fu nel \u201956 con la crisi di Suez per un verso, e subito dopo con la crisi ungherese, l\u2019occupazione di Budapest da parte dei carri armati russi. In casa nostra, naturalmente c\u2019era la riunione del Gruppo del <em>Gallo<\/em>, la riunione del Gruppo di <em>Adesso<\/em>, poi venivano a cena Antonio Giolitti, Gillo Pontecorvo, Ferdinando Vegas e tanti altri, tutte persone con le quali c\u2019era un gran discutere di queste cose, con grande passione. Mi ricordo quanto queste vicende mi appassionarono. Per\u00f2 mi sono reso conto solo adesso che nel \u201956, quando mi ci appassionavo, avevo sette anni. La controprova del mio un po\u2019 anomalo coinvolgimento infantile sul piano politico \u00e8 che la mia maestra alle elementari mi chiamava \u00abIl nostro reporter\u00bb, perch\u00e9 io arrivavo in classe e parlavo, magari a vanvera, ma cercavo di informare gli altri che sembrava non si fossero accorti che stava scoppiando la guerra mondiale, che i russi erano l\u00ec con i carrarmati: loro neanche lo sapevano e io protestavo per il fatto che non se ne parlasse. Tutto ci\u00f2 per dire che ho avuto un\u2019educazione con un contenuto di impegno politico molto intenso, molto forte. Non nel senso di un impegno di partito: i miei genitori votavano sinistra-DC o partito socialista, ma non sono mai stati iscritti n\u00e9 all\u2019una n\u00e9 all\u2019altro.<\/p>\n<div id=\"attachment_44564\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44564\" class=\"size-full wp-image-44564\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani-2.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani-2.jpg 259w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Don-Milani-2-150x112.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><p id=\"caption-attachment-44564\" class=\"wp-caption-text\">La scuola di Barbiana<\/p><\/div>\n<p>Poi \u00e8 arrivato don Milani: nel \u201959 lui \u00e8 giunto in casa con i suoi primi sei allievi che abbiamo ospitato per una settimana. Venni tenuto a casa da scuola per quella settimana e feci la visita della Pirelli, della Siemens, della Scala, con quei sei ragazzi miei coetanei e il loro maestro che io invidiavo loro, don Milani; e ascoltai con grande attenzione ogni suo commento. \u00c8 l\u00ec che mi sono innamorato di lui: don Milani con noi non era affatto urticante e aspro com\u2019era con gli adulti; con noi era dolcissimo, tenerissimo. Poi mi invit\u00f2 spesso a Barbiana, mi diceva sempre: \u00abVieni! Vieni!\u00bb.Quando ero l\u00ec per\u00f2 faceva di tutto perch\u00e9 io non brillassi troppo, perch\u00e9 doveva coltivare il complesso di superiorit\u00e0 dei suoi ragazzi nei miei confronti: in questo io gli servivo come strumento. Fondamentalmente io ho un ricordo di lui come di persona piacevolissima, che mi piaceva sentir parlare, da cui non mi sentivo per niente giudicato, anche se quel momento drammatico del comandamento di restituire tutto potrebbe dare questa impressione. Mi sentivo giudicato, convinto, preso da questo suo precetto.<\/p>\n<div id=\"attachment_49092\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49092\" class=\"size-medium wp-image-49092\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Padre-Acchiappati-e1522687984367_2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Padre-Acchiappati-e1522687984367_2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Padre-Acchiappati-e1522687984367_2-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Padre-Acchiappati-e1522687984367_2.jpg 488w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-49092\" class=\"wp-caption-text\">Padre Giuseppe Acchiappati<\/p><\/div>\n<p>Per\u00f2 la mia guida spirituale non fu don Milani, bens\u00ec padre Acchiappati, che era un sacerdote straordinario. Ricordo i due cardini del suo catechismo: il primo era non nominare il nome di Dio invano: da qui, la sua allergia nei confronti della pretesa di sacralizzare cose di questo mondo, in primis la Democrazia Cristiana che lo metteva a disagio proprio per l\u2019attributo di \u201ccristiana\u201d che lui considerava una violazione del secondo comandamento. Pi\u00f9 in generale lui tendeva a dire: \u00abNon cercate nel Vangelo la soluzione del problema. Nel Vangelo devi cercare un\u2019altra cosa\u00bb. Qui si trova il secondo cardine del suo catechismo, cio\u00e8 la fede. Lui diceva: \u00abGuarda che la fede non \u00e8 credere in una verit\u00e0 che ti viene detta, fidarsi che \u00e8 vera; la fede si basa su qualche cosa che tu devi avere sperimentato profondamente dentro di te\u00bb. Lui mi leggeva dei brani del Vangelo e poi anche di altri testi. Del Vangelo soprattutto mi ricordo la sua lettura dell\u2019episodio dei discepoli presso Emmaus, i quali ascoltando qualcuno che non sapevano neanche chi fosse sentivano ardere nel petto qualcosa. Non credevano pi\u00f9 a niente, non sapevano, erano disorientati, per\u00f2 sentivano ardere qualche cosa nel petto. Lui diceva: \u00abTu questo ardere nel tuo petto lo senti o non lo senti?\u00bb. \u00abLa consapevolezza che il darsi per gli altri \u00e8 il senso della vita: se tu lo sperimenti, ti accorgi che la vita senza quello non ha un senso. Ti accorgi che \u00e8 quello che ti mette in contatto con ci\u00f2 che possiamo conoscere di Dio su questa terra. O tu lo percepisci, lo avverti, e allora ci credi, oppure non lo avverti, e allora ti manca la fede\u00bb. Questo mi istill\u00f2: l\u2019idea che s\u00ec, Dio \u00e8 nell\u2019aldil\u00e0, dobbiamo cercare di parlarne il meno possibile perch\u00e9 lo conosciamo pochissimo, non ne sappiamo quasi niente, ma Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto su questa Terra proprio per farci vedere dov\u2019\u00e8 il senso della nostra vita: e l\u00ec sta la fede cristiana. Quindi \u00e8 in gran parte una distruzione di idoli, \u00e8 il rifiutare la sacralizzazione di cose di questo mondo, e coltivare quello che Ges\u00f9 ha incarnato.<\/p>\n<p>Quando io gli chiesi: \u00abMa tu dove mi proponi, dove mi dai indicazione di collocare il mio impegno politico?\u00bb &#8211; perch\u00e9 arrivato ai quindici-sedici anni, volevo cominciare a fare politica da adulto -, lui disse: \u00abGuardati intorno, frequenta le ACLI, i giovani socialisti, la FGC, le associazioni scolastiche, \u00a0vedi, frequenta, e poi, dove troverai maggiore sintonia, l\u00ec impegnati. Per\u00f2 stai attento, perch\u00e9 ti proporranno di sacralizzare, ti proporranno di trasformare in religione, in Chiesa, quello che \u00e8 il loro modo di intendere la politica.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-52017\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Uscita-di-sicurezza.jpg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Uscita-di-sicurezza.jpg 178w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Uscita-di-sicurezza-94x150.jpg 94w\" sizes=\"auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px\" \/> Tu sii sempre critico nei confronti di questa pretesa\u00bb. Mi diede da leggere <em>Uscita di sicurezza<\/em> di Silone, che \u00e8 proprio la vicenda di una persona che lascia la Chiesa Cattolica, entra nel PC, si trova preso in un\u2019altra chiesa, e poi lascia anche quella.<\/p>\n<p>Credo che il mio essere sempre stato un po\u2019 un irregolare, dovunque io abbia militato da l\u00ec in poi, nasca da questo ammonimento di padre Acchiappati. Sono stato un irregolare nel Movimento Studentesco, da cui sono stato buttato fuori in modo piuttosto drastico a un certo punto: \u00a0ci fu proprio una mozione approvata in assemblea contro una mia idea che l\u2019universit\u00e0 dovesse essere collegata al tessuto produttivo, cosa che era vista come una \u00a0forma di subordinazione agli interessi del capitale. Sono stato un irregolare anche nel movimento operaio, nel movimento sindacale, nel PC: Non sono mai stato in \u00a0sintonia senza riserve con le organizzazioni in cui ho lavorato, militato. Per\u00f2 non ho neanche trovato ambienti ostili al mio presentarmi come cristiano, o perlomeno aspirante tale. Il PC di allora era molto aperto da questo punto di vista: a parte che poi il sociologo Arnaldo Nesti sosteneva che due terzi dei comunisti andassero a messa regolarmente. Non mi sono mai sentito emarginato per il mio esplicitare la mia fede cristiana, n\u00e9 nel PC n\u00e9 nella CGIL. \u00c8 vero che il PC milanese non era quello torinese, non era quello pugliese; la CGIL milanese era quella di Lucio de Carlini, culturalmente molto aperta. Non ho avuto difficolt\u00e0, anzi per certi aspetti ho trovato persino dell\u2019interesse, nei confronti del mio coltivare la ricerca del senso della vita, in un mondo che tendenzialmente era pi\u00f9 propenso a occuparsi dell\u2019<em>hic et nunc<\/em> piuttosto che del senso ultimo. Quindi quando in molti mi chiedono: \u00abMa come mai ti sei ritrovato l\u00ec? Che cosa \u00e8 accaduto?\u00bb, rispondo che ho avuto problemi grossi con queste organizzazioni ma non mi sono sentito a disagio, non mi sono sentito chiedere niente che io vivessi come una abiura, o mettere in ombra cose, che invece io consideravo come essenziali per dare un senso alla mia vita, e delle quali, pure, ho sempre parlato abbastanza apertamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LORENZA VIOLINI<\/p>\n<p>Sembra che il dialogo si ravvivi con questo tuo intervento. Allora c\u2019\u00e8 questa spiritualit\u00e0 &#8211; si vede anche dal libro &#8211; per\u00f2 certamente il libro tratta pi\u00f9 la famiglia, la politica, il lavoro &#8211; una vicenda personale dove la fede si vede ma appunto, come forse giustamente ricordava padre Acchiappati, dobbiamo cercare di capire se entra davvero nell\u2019esistenza. Io ho fatto una storia un po\u2019 strana, perch\u00e9 ho fatto due anni alla Statale e ho conosciuto quanto raccontava Elio Franzini, poi sono andata a Siena dove mi sono laureata. L\u00ec ho conosciuto il PC, quello vero: l\u2019ho visto abbastanza in faccia. Quindi si capisce che il cattolicesimo milanese a Milano era molto particolare, forse anche per le grandi figure che lo hanno connotato, soprattutto per la grande figura di Paolo VI. Sicuramente \u00e8 stata una realt\u00e0 che aveva delle sue caratteristiche, un DNA molto particolare, di cui &#8211; adesso pi\u00f9 o meno siamo un po\u2019 tutti di questa generazione &#8211; di cui tutti siamo stati in un modo diverso nutriti. Poi ciascuno ha fatto le sue scelte.<\/p>\n<p>Mi ricordo quando discutevo col collega e amico Casuscelli e ci dicevamo: \u00abBasta parlare sempre con quelli che ci danno ragione, cominciamo a parlare tra di noi che siamo su posizioni opposte\u00bb: questo ravviva, rinfocola, rende curiosi, intelligenti, fa crescere. Ecco, fa crescere: il cristianesimo milanese forse \u00e8 davvero qualcosa che fa crescere e fa crescere tutti, non necessariamente quelli che vanno o non vanno in chiesa. Mi sembra quindi che venga fuori un quadro di Milano che \u00e8 interessante, che \u00e8 vivo, che \u00e8 multiforme, ma anche unitario. Qui \u00e8 bello poter capire che c\u2019\u00e8 un filo unitario. In fondo, quando si fa un centro culturale, in fondo si vuole fare un po\u2019 questo: tenere insieme la variet\u00e0 dell\u2019esperienza umana, culturale, filosofica, religiosa per offrire un <em>quid pluris<\/em>, alla vita della gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PIERO ICHINO<\/p>\n<p>Io vorrei aggiungere un\u2019altra cosa che secondo me ha un peso, e aggiunge un dato sulla figura di don Milani, che \u00e8 poco conosciuto. La mia nonna Paola, che anche lei ci faceva il suo catechismo, anche se era un catechismo molto <em>sui generis<\/em>, una tra le cose su cui batteva sempre era questa, che voi avete scelto di mettere come titolo di questo nostro incontro: \u201ctu non puoi sapere se quello che ti accade \u00e8 per il tuo bene o per il tuo male. Tu magari speravi che le cose andassero in un modo e invece sono andate in un altro; speravi di ottenere quella ammissione a quella scuola e invece non sei stato ammesso; speravi che ti andasse bene quel rapporto con quella persona e invece ne sei stato deluso. Non puoi sapere se quanto ti \u00e8 accaduto \u00e8 per il tuo male, o pensare che sia per il tuo male solo perch\u00e9 speravi che non accadesse: perch\u00e9 qualsiasi cosa ti accada, c\u2019\u00e8 dentro molto che tu non conosci. E qui veniva la seconda parte della sua predicazione: se quel qualcosa che ti \u00e8 accaduto \u00e8 per il tuo bene o per il tuo male, in fin dei conti dipende da te. Perch\u00e9 sei tu che devi scavare nella nuova situazione in cui ti trovi e guardare al bene che c\u2019\u00e8 dentro. Perch\u00e9 del bene lo troverai sempre\u201d. Lei arrivava a dire \u201cla fede \u00e8 questo\u201d, cio\u00e8 la fede \u00e8 vedere l\u2019infinit\u00e0 di bene che c\u2019\u00e8 in qualsiasi aspetto della vita. Se poi tu ti sei fatto un progetto, ma gli eventi ti hanno impedito di andare dove volevi, questa infinit\u00e0 di bene la trovi da un\u2019altra parte ma devi saperla trovare.<\/p>\n<div id=\"attachment_39326\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39326\" class=\"size-medium wp-image-39326\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/La-scuola-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/La-scuola-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/La-scuola-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-39326\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;aula della Scuola di Barbiana<\/p><\/div>\n<p>Ce la proponeva proprio come filosofia di vita e noi l\u2019abbiamo vista incarnata in un modo molto impressionante nella vicenda di don Lorenzo, che abbiamo conosciuto subito dopo l\u2019esilio a Barbiana. La prima volta che andammo l\u00ec era una cosa spaventosa: immaginatevi di fare un\u2019ora di strada sterrata micidiale, poi una mezz\u2019ora di mulattiera e arrivare in un posto dove non c\u2019\u00e8 niente. Non c\u2019era la luce elettrica, non c\u2019era il gas, non c\u2019erano nemmeno i parrocchiani: era una Pieve in mezzo al bosco, senza un popolo. Lui \u00e8 stato esiliato l\u00ec. Chiunque avrebbe potuto pensare che dicesse: \u00abSperiamo che tutto questo duri il meno possibile, di scontare questa pena e tornare nel tempo pi\u00f9 breve possibile nel mondo civile\u00bb. Invece ci raccont\u00f2 &#8211; gi\u00e0 nel \u201957, quando non era ancora successo nulla a Barbiana, o perlomeno stava solo cominciando ad accadere qualcosa &#8211; che lui due mesi dopo essere arrivato l\u00ec acquist\u00f2 4 metri quadri nel cimitero per farci la sua tomba dicendo: \u00abQuesta non \u00e8 una parentesi della mia vita, qui \u00e8 il senso della mia vita\u00bb. Capite che dirlo prima che accadesse tutto quanto, non era facile. A noi sembrava un po\u2019 una scelta da eremita: certo uno pu\u00f2 avere la vocazione all\u2019eremitaggio e quindi prendere una decisione del genere. Per\u00f2 non era questo! Lui ha scavato in quella situazione in cui si \u00e8 trovato, che doveva essere una pena e invece ne ha fatto il proprio trionfo; ma se l\u2019\u00e8 costruito tutto lui. \u00c8 stato lui a trovare il bene che c\u2019era l\u00ec dentro. E per noi questa cosa era l\u2019inverarsi del precetto della nonna: vederlo anno per anno nel suo avvenire concreto.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 abbiamo visto anche lei negli ultimi anni della sua vita, fortemente menomata perch\u00e9 un incidente le aveva tolto l\u2019uso di un braccio e aveva diversi mali \u00a0che la tormentavano, con cui doveva fare i conti, l\u2019abbiamo vista \u2013 dicevo &#8211; vivere queste menomazioni cercando di vederne gli aspetti positivi e di trovare il bene in quella nuova situazione. Diceva appunto: \u00abLa fede \u00e8 questo\u00bb: perch\u00e9 la fede \u00e8 vedere il bene della vita in qualsiasi situazione, non sotto determinate condizioni. Anche la nonna, parallelamente a quel che diceva padre Acchiappati, affermava che: \u00abSe sei cristiano, non \u00e8 perch\u00e9 credi in questa o quella verit\u00e0 metafisica, ma perch\u00e9 questa cosa la sperimenti, la vivi: se non la vivi non ci credi, se ci credi \u00e8 perch\u00e9 la vivi, perch\u00e9 la tocchi con mano\u00bb. Capite che dal punto di vista del tentativo di essere cristiani, questa era una cosa molto impegnativa; per\u00f2 anche molto concreta.<\/p>\n<p>Certo, la vita riserva anche eventi in cui \u00e8 davvero difficile trovare l\u2019aspetto positivo; per\u00f2, anche vivendo ora un evento di questo genere, non ho motivo di cambiare idea. Sperimento che \u00e8 cos\u00ec: non si pu\u00f2 credere questa cosa se non si \u00e8 sperimentata; magari anche con molta fatica. In questi mesi sto vivendo un\u2019esperienza molto dura da questo punto di vista: mia moglie ha una malattia, una paralisi progressiva, che la limita in modo sempre pi\u00f9 grave e mortificante. Per\u00f2, anche se pu\u00f2 apparire impossibile trovare del bene in una vicenda come questa, invece misteriosamente del bene c\u2019\u00e8 anche qui. \u00a0Si scopre che la vita ha delle sue complessit\u00e0 nascoste che vengono fuori se le si cercano. Scopriamo, per esempio, il piacere nuovo dell\u2019abbracciarsi stretti perch\u00e9 le mie gambe devono diventare le sue: assume un significato nuovo, molto pi\u00f9 serio di prima, l\u2019essere una sola carne. Siamo costretti a rallentare, a prenderci molti pi\u00f9 spazi per noi, a guardare il mondo con occhi molto diversi da prima. Non \u00e8 il credere in una verit\u00e0 metafisica, ma il godere di un dono che \u00e8 qui, oggi; percepire un senso della vita che la salva dall&#8217;essere travolta dal tempo; la colloca in una eternit\u00e0 che non \u00e8 fuori del tempo, non \u00e8 domani, non \u00e8 dopo la morte per ancora un milione di anni: \u00e8 qui, ora, in questo momento. Nel bene, e purtroppo anche nel male che facciamo e che viviamo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab[&#8230;] Credo che il mio essere sempre stato un po\u2019 un irregolare, dovunque io abbia militato [&#8230;], nasca da questo ammonimento di padre Acchiappati: &#8220;vai, vedi, frequenta, e poi, dove troverai maggiore sintonia, l\u00ec impegnati; per\u00f2 stai attento, perch\u00e9 ti proporranno di trasformare in chiesa il partito. Tu rifiuta sempre questa pretesa&#8221;. [&#8230;]\u00bb . 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