
{"id":51937,"date":"2019-02-07T10:26:48","date_gmt":"2019-02-07T09:26:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51937"},"modified":"2019-02-07T10:26:48","modified_gmt":"2019-02-07T09:26:48","slug":"dalla-meta-del-2018-aumentano-i-contratti-a-termine-e-si-riducono-quelli-stabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51937","title":{"rendered":"DALLA MET\u00c0 DEL 2018 AUMENTANO I CONTRATTI A TERMINE E SI RIDUCONO QUELLI STABILI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il tasso di occupazione a dicembre segna un modesto aumento su novembre: +0,1; ma in ottobre e novembre, in termini di stock, si \u00e8 registrato un forte aumento dei contratti a termine (+47.000) e una riduzione dei contratti a tempo indeterminato (-35.000), invertendosi il saldo positivo dei primi sei mesi dell&#8217;anno<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nMercato del Lavoro News<em>, bollettino della Fondazione Anna Kuliscioff, n. 43, a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong> &#8211; Il <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51866\">numero precedente dello stesso bollettino<\/a>, del gennaio 2019, era dedicato al tema del c.d. &#8220;reddito di cittadinanza&#8221;<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"77\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Sono usciti quasi in contemporanea i dati sul Mercato del Lavoro di INPS e ISTAT. I primi sono dati di flusso, ossia quanti avviamenti al lavoro e quante cessazioni vi sono state nel periodo considerato, i secondi dati di stock, ossia quanti occupati\/disoccupati ci sono al termine del periodo stesso. C&#8217;\u00e8 una lieve sfasatura temporale, perch\u00e8 i dati INPS sono aggiornati a Novembre 2018 e quelli ISTAT a Dicembre. Ma utilizzando qualche cautela si possono lo stesso estrarre indicazioni molto significative.<\/p>\n<p>Il governo enfatizza i dati ISTAT di Dicembre che segnalano un incremento dell&#8217;occupazione rispetto a Novembre. In realt\u00e0 l&#8217;aumento \u00e8 modesto (+0,1%) e non consente di riportare il numero degli occupati ai massimi toccati nel periodo Maggio-Aprile-Giugno (a Maggio 23.345.000 occupati, contro i 23.269.000 di Dicembre). Il dato tendenziale (anno su anno) \u00e8 certamente positivo\u00a0 (+0,9%) ma \u00e8 dovuto essenzialmente all&#8217;andamento dei primi 6 mesi: il secondo semestre si \u00e8 assestato su una media inferiore. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 rilevante \u00e8 la variazione di stock rispetto alla tipologia dell&#8217;occupazione: dopo due mesi (Ottobre e Novembre) nei quali il saldo dei contratti a termine (avviamenti meno cessazioni e trasformazioni) era stata modesto, anche se positivo (circa 16.000 al mese) a Dicembre lo stock \u00e8 schizzato a +47.000. In parte la cosa \u00e8 spiegabile col fatto che a Dicembre nel comparto del commercio c&#8217;\u00e8 esigenza di assunzioni temporanee per far fronte alle vendite del periodo natalizio. Tuttavia contemporaneamente cala lo stock di contratti a tempo indeterminato (-35.000) e questo dopo un periodo di 11 mesi nei quali il saldo di questi contratti (nuove assunzioni + trasformazioni \u2013 cessazioni)era stato largamente positivo (tranne nei mesi di Giugno e Agosto). Tutto ci\u00f2 nonostante il Decreto Dignit\u00e0 si ponesse esattamente obiettivi opposti. In realt\u00e0 a partire da Agosto, quindi in coincidenza con l&#8217;entrata in vigore del Decreto, si \u00e8 registrato un calo di occupati (i tempi determinati sono calati in misura maggiora di quanto\u00a0 siano aumentati gli indeterminati) e soltanto una piccola ripresa occupazionale a Dicembre, grazie paradossalmente ai contratti a termine! Vedremo a Gennaio, ma se la congiuntura continuer\u00e0 ad essere negativa difficilmente aumenter\u00e0 l&#8217;occupazione, e in particolare quella stabile: anzi, aver reso difficoltoso il ricorso al lavoro a termine comporter\u00e0 il forte rischio che il saldo occupazionale sia significativamente negativo.<\/p>\n<p>In sostanza: il Decreto Dignit\u00e0 non solo ha contribuito paradossalmente a invertire il tasso di crescita occupazionale, che fino alla sua entrata in vigore era in aumento, ma ragionevolmente costituir\u00e0 un elemento di ostacolo alle assunzioni durante la congiuntura negativa, e ancor pi\u00f9 in recessione.<\/p>\n<p>Infine: sarebbe utile sapere quanto ha contribuito al calo dell&#8217;occupazione dipendente a tempo indeterminato l&#8217;incentivazione oggettiva alla trasformazione di contratti stabili in Partite IVA grazie al trattamento fiscale agevolato: basterebbe una piccola analisi costruita seguendo le tracce dei codici fiscali\u00a0 per vedere quanti lavoratori dipendenti siano passati a Partita .IVA.\u00a0 A Dicembre i contratti a tempo indeterminato in essere, come abbiamo visto, calano di 35.000 unit\u00e0, ma aumentano di 11.000 i lavoratori indipendenti confermando una tendenza che dura ormai da Ottobre.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tasso di occupazione a dicembre segna un modesto aumento su novembre: +0,1; ma in ottobre e novembre, in termini di stock, si \u00e8 registrato un forte aumento dei contratti a termine (+47.000) e una riduzione dei contratti a tempo indeterminato (-35.000), invertendosi il saldo positivo dei primi sei mesi dell&#8217;anno . 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