
{"id":51942,"date":"2019-02-24T10:37:09","date_gmt":"2019-02-24T09:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51942"},"modified":"2019-02-24T10:37:09","modified_gmt":"2019-02-24T09:37:09","slug":"better-to-have-routes-instead-of-roots","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51942","title":{"rendered":"BETTER TO HAVE ROUTES INSTEAD OF ROOTS"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Chi pensa che la tendenza all&#8217;aumento dei contratti a termine sia una conseguenza degli interventi legislativi dell&#8217;ultimo quarto di secolo si illude di poterla contrastare ripristinando vecchie tecniche normative; ma la tendenza \u00e8 globale &#8211; Per aumentare sicurezza sociale e salari occorre puntare sul diritto a una formazione mirata e di qualit\u00e0<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Enrico Marro, pubblicata sul<\/em> Corriere della Sera <em>il 22 febbraio 2019 &#8211; In argomento v. anche i dati riportati dal <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51937\"><strong>n. 43 del bollettino della Fondazione Anna Kuliscioff<\/strong><\/a>, <\/em>Mercato del Lavoro News<em><br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, le scelte politiche in materia di lavoro implicano sempre delle ricadute sul rapporto tra flessibilit\u00e0 e sicurezza economica e professionale. Dopo una stagione in cui i governi hanno puntato soprattutto sulla flessibilit\u00e0 ora la bilancia sembra pendere dal lato della sicurezza, con il governo Conte. Mi riferisco al decreto dignit\u00e0, ma a ben vedere anche al reddito di cittadinanza. Perch\u00e9, secondo lei?<br \/>\n<\/strong>La sicurezza economica \u00e8 un bene della vita che tutti i governi si propongono di perseguire. I governi Renzi e Gentiloni lo hanno fatto rafforzando la posizione del lavoratore nel mercato, nella transizione dal vecchio al nuovo lavoro, rendendo universale il trattamento di disoccupazione, la cosiddetta NASpI, aumentandone durata ed entit\u00e0, e istituendo il <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-51943\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative-300x83.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative-300x83.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative-150x42.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative-768x213.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative-1024x284.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Competenze-lavorative.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>diritto all\u2019assistenza intensiva nella ricerca del nuovo lavoro, retribuita \u201ca risultato\u201d con l\u2019assegno di ricollocazione. Il governo Conte ha invece ritenuto di farlo ripristinando vecchie rigidit\u00e0 del rapporto di lavoro e abolendo il diritto dei disoccupati all\u2019assegno di ricollocazione. I fatti diranno quale delle due strategie sia la migliore.<\/p>\n<p><strong>Non crede che si sia arrivati a questo punto anche perch\u00e9 nella stagione della <em>flexsecurity<\/em> si \u00e8 attuata la flessibilit\u00e0 (contratti a tutele crescenti, contratti a termine liberalizzati, voucher, ecc.) senza la sicurezza?<br \/>\n<\/strong>Non mi pare che i dati disponibili dicano questo. Su cento rapporti di lavoro a tempo indeterminato, i licenziamenti erano ogni anno 1,4 prima della riforma Fornero del 2012, sono rimasti 1,4 il 2012 e il 2015, e se sono aumentati a 1,5 dal 2015 quello 0,1 per cento in pi\u00f9 \u00e8 dovuto soltanto alle maggiore complessit\u00e0 della disciplina delle dimissioni, che ha fatto s\u00ec che in alcuni casi le parti sono costrette a sciogliere il rapporto simulando un licenziamento: tant\u2019\u00e8 vero che il tasso delle dimissioni dal 2015 \u00e8 diminuito appunto dello 0,1 per cento.<\/p>\n<p><strong>Non sarebbe stato meglio, col senno di poi, partire con la sicurezza (cio\u00e8 le politiche attive e la riforma degli ammortizzatori, della formazione, del collocamento) e poi attuare la flessibilit\u00e0? Usando una metafora si potrebbe dire che prima di lanciarsi nel vuoto \u00e8 meglio aprire il paracadute.<br \/>\n<\/strong>I dati, per\u00f2, dicono che non c\u2019\u00e8 stato alcun salto nel vuoto: i licenziamenti non sono affatto aumentati nelle aree nella quali la legge Fornero e poi la riforma del 2015 si applicano. Il che significa che i due interventi legislativi sono stati calibrati abbastanza bene. C\u2019\u00e8, \u00e8 vero, una tendenza all\u2019aumento dei contratti a temine; ma \u00e8 una tendenza che si osserva in tutti i Paesi dell\u2019Occidente sviluppato. Chi pensa che questa sia una conseguenza degli interventi legislativi degli ultimi anni, si illude di poterla contrastare ripristinando vecchie tecniche normative. Ma il risultato di questa illusione \u00e8 quello che i dati di questi giorni stanno riportando.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>In ottobre e novembre, in termini di stock, si \u00e8 registrato un forte aumento dei contratti a termine, +47.000, e una riduzione dei contratti a tempo indeterminato, -35.000, invertendosi il saldo positivo dei primi sei mesi dell&#8217;anno. Evidentemente il \u201cdecreto Dignit\u00e0\u201d, almeno per ora, non sta producendo i risultati voluti.<\/p>\n<p><strong>Ci sono segnali contrastanti sull\u2019atteggiamento dei giovani. Da un lato si osserva una grande disponibilit\u00e0 o anche richiesta di flessibilit\u00e0 per meglio organizzare la propria vita tra lavoro e tempo libero, dall\u2019altro, soprattutto negli ultimi mesi, si nota una pi\u00f9 alta aspirazione all\u2019impiego pubblico quale fonte di stabilit\u00e0. Secondo lei come stanno le cose?<br \/>\n<\/strong>Non si deve mai generalizzare. Certo, nel nostro Paese prevale una cultura del lavoro arretrata, non al passo coi tempi. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-51945\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Routes-and-roots-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Routes-and-roots-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Routes-and-roots-150x55.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Routes-and-roots-768x283.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Routes-and-roots.jpg 927w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Solo una parte della nuova generazione ha fatto proprio il motto del ministro del Lavoro del Governo Clinton, Robert Reich, secondo il quale nel mercato del lavoro \u201cbetter to have routes instead of roots\u201d, ovvero: \u201cmeglio avere percorsi che radici\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza significa anche un salario adeguato. Da questo punto di vista fa una certa impressione il dato fornito dal presidente dell\u2019Inps, Tito Boeri, secondo il quale quasi il 40% dei lavoratori del Mezzogiorno riceve una retribuzione inferiore ai 780 euro del reddito di cittadinanza pieno.<br \/>\n<\/strong>Il dato riportato da Tito Boeri indica il rischio gravissimo che corriamo con il c.d. \u201creddito di cittadinanza\u201d: il rischio, cio\u00e8, di un disincentivo al lavoro. L\u2019Italia soffre gi\u00e0 di un tasso di partecipazione al mercato del lavoro bassissimo: 58 per cento della popolazione in et\u00e0 attiva, con punte notevolmente pi\u00f9 basse nel Mezzogiorno: proprio l\u00ec la nuova misura varata dal governo rischia di produrre un abbassamento ulteriore, oppure un rafforzamento ulteriore degli incentivi a lavorare al nero.<\/p>\n<p><strong>Lo stesso dato, per\u00f2, sembra anche confermare che alla flessibilit\u00e0 del lavoro non corrisponde un salario premiante, come forse dovrebbe essere. Lei che dice?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 cos\u00ec. Per\u00f2, in una economia aperta e concorrenziale qual \u00e8 la nostra, l\u2019aumento delle retribuzioni non possiamo attendercelo dall\u2019aumento degli standard inderogabili: pu\u00f2 produrlo stabilmente soltanto un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro. Per questo dobbiamo investire molto pi\u00f9 di quanto stiamo facendo su di un sistema di formazione efficace, mirata a ci\u00f2 che la parte pi\u00f9 evoluta del tessuto produttivo richiede.<\/p>\n<p><strong>Non crede che le parti sociali (imprese e sindacati) siano rimaste indietro rispetto a questi temi, arroccate su contratti di lavoro che non hanno fatto nulla per superare la dicotomia tra insiders e outsiders che lei per primo ha evidenziato tanti anni fa?<br \/>\n<\/strong>Anche qui non generalizzerei. Il contratto collettivo dei metalmeccanici stipulato nel dicembre 2017 da Federmeccanica con Fiom Fim e Uilm segna un aggiornamento molto importante del sistema delle relazioni industriali; tra le altre cose, per la prima volta istituisce un diritto soggettivo alla formazione professionale efficace. Certo, altri settori sono ancora rimasti indietro. All\u2019ammodernamento del sistema, comunque, non giova certo la politica del lavoro del nostro governo attuale, volta a ripristinare vecchie ingessature del rapporto di lavoro e a smontare tutto quello che i governi precedenti hanno fatto per rafforzare i servizi alle persone e alle imprese nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi pensa che la tendenza all&#8217;aumento dei contratti a termine sia una conseguenza degli interventi legislativi dell&#8217;ultimo quarto di secolo si illude di poterla contrastare ripristinando vecchie tecniche normative; ma la tendenza \u00e8 globale &#8211; Per aumentare sicurezza sociale e salari occorre puntare sul diritto a una formazione mirata e di qualit\u00e0 . Intervista a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-51942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}