
{"id":52220,"date":"2019-03-14T23:33:12","date_gmt":"2019-03-14T22:33:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52220"},"modified":"2019-03-14T23:33:12","modified_gmt":"2019-03-14T22:33:12","slug":"la-questione-del-minimum-wage-2-soluzione-o-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52220","title":{"rendered":"LA QUESTIONE DEL MINIMUM WAGE &#8211; 2. SOLUZIONE O PROBLEMA?"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Le proposte sul tappeto rischiano di produrre una uguaglianza formale fittizia che maschera ineguaglianza sostanziale e genera illegalit\u00e0 &#8211;\u00a0 Meglio una decentralizzazione dei contratti che al Sud allineerebbe i salari alla produttivit\u00e0 reale, facendo emergere il sommerso, al Nord garantirebbe salari adeguati<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo<\/em> <strong><em>di Giuliano Cazzola <\/em><\/strong><em>pubblicato sul <\/em>Bollettino ADAPT<em>, 11 marzo 2019 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52248\">Minimum Wage &#8211; 1. Qualche osservazione di buon senso<\/a><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"> .<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_47074\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47074\" class=\"size-full wp-image-47074\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg 242w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola-150x129.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47074\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Cazzola<\/p><\/div>\n<p>Nelle \u201cDieci bugie\u201d raccontate nell\u2019ottimo saggio (Mondadori) di Antonio Barbano, la quinta \u2013 scrive \u2013 \u00e8 di tutte la pi\u00f9 ingiusta. \u201cLo racconta l\u2019esperienza di una giovane ragioniera, impiegata in una agenzia di assicurazioni in Campania. \u00c8 il giorno del pagamento dello stipendio. La ragazza riceve la sua busta paga di 1.200 euro, insieme ad un assegno circolare a lei intestato e non trasferibile dello stesso importo. Esce dall\u2019agenzia \u2013 prosegue Barbano \u2013 si reca all\u2019ufficio postale dove deposita l\u2019assegno sul suo conto, prelevando 500 euro in banconote. Rientra in ufficio e consegna la somma di denaro al suo datore di lavoro. \u00c8 il prezzo di un ricatto, comune nel Sud \u2013 conclude \u2013a molte aziende e a molte lavoratrici\u201d. \u201cL\u2019ironia della sorte \u2013 aggiunge ancora Barbano \u2013 ha voluto che questo profilo coincidesse in parte con l\u2019azienda di famiglia del vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, dove il pagamento in nero degli operai si associava all\u2019abusivismo del capannone e ai debiti non saldati con Equitalia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ma per quali motivi la ragazza campana accetta questo trattamento?<\/strong>\u00a0Barbano spiega che,\u00a0<strong>se sporgesse denuncia, faticherebbe a trovare un altro lavoro<\/strong>. Ci permettiamo di aggiungere che, forse, quella giovane ragioniera si considera meno sfortunata di una sua amica che \u00e8 pagata in nero. O di un\u2019altra che \u00e8 disoccupata. A lei almeno versano i contributi sull\u2019importo scritto in busta paga.<\/p>\n<p>In ogni caso all\u2019impiegata della societ\u00e0 di assicurazioni\u00a0<strong>viene corrisposta una retribuzione che, nei fatti, \u00e8 inferiore all\u2019importo del reddito di cittadinanza<\/strong>\u00a0(RdC)\u00a0<strong>e ancor di pi\u00f9 alla cifra<\/strong>\u00a0(858 euro)\u00a0<strong>al di sotto della quale un assistito dai centri per l\u2019impiego<\/strong>\u00a0(CpI), in regime di RdC,\u00a0<strong>\u00e8 autorizzato a rifiutare il lavoro che gli viene offerto<\/strong>. Perch\u00e9 accade tutto questo? Si pu\u00f2 discettare a lungo su di una subcultura intessuta di illegalit\u00e0, molto diffusa nel Mezzogiorno. Poi bisogna fermarsi l\u00ec per non cadere nella trappola delle valutazioni antropologiche, che, purtroppo, stanno tornando di attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottica di razionalizzare e semplificare l\u2019attivit\u00e0 ispettiva, nell\u2019ambito del Jobs Act, \u00e8 stato istituito, persino, l\u2019Ispettorato nazionale del lavoro (di cui ora \u00e8 a capo addirittura un Generale), sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la cui funzione principale \u00e8 rappresentata dal coordinamento su tutto il territorio nazionale della vigilanza in materia di lavoro, assicurazione e contribuzione obbligatoria.\u00a0Il fatto \u00e8 che<strong>\u00a0fenomeni irregolari ed illeciti come quelli narrati, in certe realt\u00e0, sono talmente diffusi da essere evidenti e, alla lunga, tollerati anche da chi avrebbe il potere di accertarli e reprimerl<\/strong>i (tav.1). \u00a0<strong>Ma, prima o poi, la realt\u00e0 si impone, quando le regole non servono la societ\u00e0 ma si ha la pretesa che sia la societ\u00e0 ad adeguarsi forzatamente alle regole<\/strong>. \u00a0\u201cMa non basteranno da sole le denunce \u2013 sostiene Barbano \u2013 \u00a0a cambiare un costume che ha un contesto specifico di precariet\u00e0. E che dimostra quanto falsamente ideologica sia la supposta omogeneit\u00e0 del mercato del lavoro in Italia e quanto sia perci\u00f2 ipocrita e pericolosa l\u2019idea di un contratto unico, uguale per tutti tanto nella parte normativa quanto in quella salariale, deciso dai sindacati e dalle associazioni datoriali con una contrattazione centralizzata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Paese si condanna cos\u00ec a garantire una fittizia uguaglianza formale dei diritti che si traduce in un\u2019ineguaglianza sostanziale e nell\u2019illegalit\u00e0<\/strong>. Al dunque, \u201cla decentralizzazione dei contratti \u2026. al Sud allineerebbe i salari alla produttivit\u00e0 reale, facendo emergere il sommerso e prosciugando la disoccupazione, al Nord garantirebbe salari adeguati rispetto al maggior costo della vita\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il sistema, incentrato sulla contrattazione di prossimit\u00e0, potrebbe essere \u201ctenuto insieme\u201d dall\u2019istituzione di un salario minimo legale<\/strong>. Lo smic \u00e8 l\u2019ultima sfida gettata in campo dal M5S, dopo la vittoria di Nicola Zingaretti nelle \u201cprimarie\u201d del Pd.<\/p>\n<p>Ma\u00a0<strong>in un contesto come quello che si delinea nel mercato del lavoro italiano dove tra breve far\u00e0 la sua comparsa solenne il reddito di cittadinanza a cui il percettore potr\u00e0 rinunciare solo per accettare un lavoro retribuito con una maggiorazione del 10%, vi \u00e8 spazio per un salario minimo legale?\u00a0<\/strong>A quale livello dovrebbe essere fissato? E a quale platea essere rivolto? In una relazione del dicembre scorso, il presidente del Cnel Tiziano Treu, sostenne che: \u201cIl salario minimo non \u00e8 certo l\u2019unica misura che pu\u00f2 contrastare il lavoro povero, ma potrebbe garantire \u2013 in virt\u00f9 di una maggiore forza prescrittiva \u2013 una protezione pi\u00f9 efficace nei confronti dei bassi salari, riducendo la discrezionalit\u00e0 e gli abusi nella determinazione dei livelli retributivi\u201d. Nei confronti di alcuni gruppi di lavoratori, come ad esempio i giovani (che spesso alternano studio e lavoro) e gli apprendisti (per i quali il contenuto formativo costituisce un costo aggiuntivo per le imprese) \u2013 ecco il\u00a0<em>caveat<\/em>\u00a0di un grande giurista,\u00a0<em>ndr<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<strong>dovrebbe essere utilizzata particolare cautela introducendo deroghe come gi\u00e0 avviene in molti paesi europei<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nello scenario italiano, il concetto di salario e di compenso minimo orario non dovrebbe travalicare, pertanto, i criteri residuali previsti sia nella riforma del mercato del lavoro del 2012, sia nel jobs act (oggetto in questo caso dell\u2019unica delega che non ha avuto attuazione).\u00a0<strong>Un istituto di carattere universale contrasterebbe con il ruolo svolto, in Italia, dai minimi tabellari negoziati nei contratti nazionali ed elevati, da una giurisprudenza consolidata, a rappresentare quella \u201cretribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s\u00e9 e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa\u201d<\/strong>, prevista dall\u2019articolo 36 Cost. \u00a0Da noi il salario minimo esiste gi\u00e0 anche se non si chiama cos\u00ec.<\/p>\n<p>Inoltre l\u2019esperienza insegna che, nonostante la finta intransigenza dei sindacati in difesa di un\u2019unica contrattazione nazionale applicata dalle Alpi a Lampedusa,<strong>\u00a0il ccnl, se necessario, \u00e8 capace di adattarsi alle circostanze (meglio comunque di una legge)<\/strong>. Premesso che gli sgravi contributivi\u00a0sono accompagnati dalla c.d. clausola sociale in forza della quale essi sono concessi solamente ai datori che rispettano i contratti di lavoro, la storia delle relazioni industriali nel Sud \u00e8 ricca di deroghe pi\u00f9 o meno esplicite. Si va dai contratti di riallineamento per assicurare il rispetto della clausola sociale e i conseguenti benefici concedendo al datore del tempo per adeguarsi, fino ai provvedimenti per l\u2019emersione del sommerso: dichiarazione ai CLES, concordato, regolarizzazione agevolata e contribuzione di favore per gli anni successivi.<\/p>\n<p>A queste considerazioni si pu\u00f2 obiettare che il punto di arrivo \u00e8 comunque l\u2019applicazione di un contratto nazionale. Salvo non voler ammettere, come diceva un filosofo del Romanticismo, \u201cche la caccia val pi\u00f9 della preda\u201d. Perch\u00e9 ci si deve accontentare, in questi casi, solo della caccia.<\/p>\n<p>Tav. 1.\u00a0<strong>Attivit\u00e0 di vigilanza Inps 2017<\/strong><\/p>\n<table width=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>N. accertamenti ispettivi (totale)<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>19.991<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>di cui, accertamenti ispettivi con esito irregolare<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>15.458<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>N. lavoratori in posizione irregolare<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>109.075<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>di cui lavoratori completamente in nero<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>5.243<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>Totale Generale accertato (milioni di euro) di cui:<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>894<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>Importo prestazioni indebite annullate (milioni di euro)<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>199<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"320\"><strong>Importo evaso accertato (compreso sanzioni in milioni di euro)<\/strong><\/td>\n<td width=\"320\"><strong>694<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>(fonte: Rapporto 2018)<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le proposte sul tappeto rischiano di produrre una uguaglianza formale fittizia che maschera ineguaglianza sostanziale e genera illegalit\u00e0 &#8211;\u00a0 Meglio una decentralizzazione dei contratti che al Sud allineerebbe i salari alla produttivit\u00e0 reale, facendo emergere il sommerso, al Nord garantirebbe salari adeguati . 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