
{"id":52888,"date":"2019-05-07T16:05:02","date_gmt":"2019-05-07T15:05:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52888"},"modified":"2019-05-07T16:19:36","modified_gmt":"2019-05-07T15:19:36","slug":"lunita-sindacale-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52888","title":{"rendered":"L&#8217;UNIT\u00c0 SINDACALE POSSIBILE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L\u2019appello lanciato da Maurizio Landini il 1\u00b0 maggio non sembra poter preludere davvero al superamento delle divergenze tra Cgil Cisl e Uil &#8211; Il massimo di unit\u00e0 sindacale oggi possibile \u00e8 probabilmente un avviso comune al governo per una legge leggera su rappresentanza ed effetti della contrattazione collettiva<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato <\/em><a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/58937\/lunita-sindacale-possibile\/\"><em>su<\/em> lavoce.info<\/a> <em>il 7 maggio 2019, corredato con una <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52882\">scheda a cura di G. Ardito sui dati relativi all&#8217;andamento delle iscrizioni a Cgil Cisl e Uil<\/a> negli ultimi anni &#8211; In argomento v. anche il mio articolo pubblicato sullo stesso sito il 28 gennaio 2019,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51819\">Lettera aperta al nuovo segretario della Cgil<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_52891\" style=\"width: 314px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-52891\" class=\" wp-image-52891\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-52891\" class=\"wp-caption-text\">I leader di Cisl, Cgil e Uil a Bologna durante la manifestazione del Primo Maggio<\/p><\/div>\n<p><strong>L\u2019annuncio di Landini<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019appello all\u2019unificazione di Cgil, Cisl e Uil lanciato da Maurizio Landini da piazza Maggiore a Bologna il 1\u00b0 maggio ha un significato implicito molto chiaro: il neo-segretario generale della Cgil comunica a tutti il proprio intendimento di voltare pagina rispetto a una stagione recente nella quale egli stesso, in veste di segretario generale della Fiom, ha provato a dar vita a un movimento politico nell\u2019area della sinistra. L\u2019intendimento, cio\u00e8, di tornare a essere il Maurizio Landini contrattualista, sindacalista puro. E un Maurizio Landini meno arcigno verso Cisl e Uil di quanto egli stesso sia stato negli anni passati in veste di segretario generale della Fiom.<\/p>\n<p>Se questo ora \u00e8 chiaro \u2013 e va salutato come un fatto sicuramente positivo per il sistema italiano delle relazioni industriali \u2013 molto meno chiaro \u00e8 quanto l\u2019appello all\u2019unificazione possa davvero aprire una fase di transizione dalla mera unit\u00e0 d\u2019azione all\u2019unit\u00e0 organica, almeno fra le tre confederazioni sindacali maggiori.<\/p>\n<p>Su <em>la Repubblica<\/em> dello stesso 1\u00b0 maggio Landini, in un\u2019intervista, osservava che nel secolo passato la divisione tra i sindacati era un riflesso di contrapposizioni politiche oggi del tutto superate; ed \u00e8 vero. Ma \u00e8 ancora ben percepibile la distanza tra le concezioni del rapporto tra lavoro e impresa \u2013 quindi del ruolo del sindacato \u2013 che ancora oggi ispirano rispettivamente la Cgil e la Cisl.<\/p>\n<p><strong>La divergenza sulla concezione del rapporto tra lavoro e impresa<\/strong><\/p>\n<p>Colpisce, a questo proposito, che la stessa festa del 1\u00b0 maggio sia stata segnata da un netto rifiuto opposto dalla Cgil a che venissero invitati a prendere la parola, nel corso della manifestazione, alcuni rappresentanti di associazioni imprenditoriali: quasi a sottolineare che l\u2019antagonismo tra lavoro e impresa non \u00e8 superato affatto. Come se l\u2019imprenditore potesse essere ancora considerato una figura di per s\u00e9 socialmente negativa, pericolosa; e la Festa del lavoro potesse ancora essere intesa come la festa di un movimento operaio in guerra contro gli imprenditori. Settant\u2019anni fa la spaccatura della confederazione sindacale unitaria, con la nascita della Cisl e della Uil, si \u00e8 determinata proprio su questo punto: che non ha senso pensare, difendere o rivendicare il lavoro buono senza una buona impresa; che gli interessi dei lavoratori si contrappongono, s\u00ec, a quelli degli imprenditori sulla spartizione dei frutti del lavoro, ma quei frutti nascono pur sempre da una scommessa comune, al cui successo le due parti sono in tutto e per tutto co-interessate. Il rifiuto di avere gli imprenditori tra i piedi nella Festa del lavoro sembra sottolineare che questa idea non \u00e8 stata ancora compiutamente fatta propria dalla Cgil.<\/p>\n<p>Una conseguenza della diversa concezione del rapporto tra lavoro e impresa prevalente in Cgil e Cisl \u00e8 poi la divergenza in tema di partecipazione dei lavoratori nelle aziende. E sono ancora aperte, tra le due grandi confederazioni, almeno al livello dei vertici, differenze notevoli anche sui temi del decentramento della contrattazione collettiva e del rapporto tra la contrattazione stessa e la legge.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cgil-Cisl-Uil-e-Confindustria-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-52892\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cgil-Cisl-Uil-e-Confindustria-2.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"220\" \/><\/a>La possibilit\u00e0 che modelli diversi di relazioni sindacali si confrontino e competano<\/strong><\/p>\n<p>Vero \u00e8 che Landini, nell\u2019intervista a <em>Repubblica<\/em>, ha parlato intelligentemente di una \u201cunione tra diversi\u201d. Ma se questo dovesse significare che la nuova organizzazione unitaria nasce gi\u00e0 come una federazione di correnti sindacali fra loro contrapposte, l\u2019unificazione perderebbe gran parte del suo significato.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, in una situazione in cui ancora si registrano punti di divergenza cos\u00ec rilevanti in seno al movimento sindacale, occorre chiedersi se per il bene di lavoratori e imprese sia meglio che si cerchino e si trovino dei compromessi all\u2019interno degli organi di governo di una grande confederazione unitaria, oppure che i diversi possibili modelli di contrattazione e di partecipazione abbiano modo di svilupparsi nella loro compiutezza, ciascuno l\u00e0 dove il sindacato che lo sostiene \u00e8 pi\u00f9 forte, in un rapporto chiaro tra maggioranza e minoranza sindacale in ciascuna azienda.<\/p>\n<p>Forse l\u2019unit\u00e0 a cui il movimento sindacale, per ora, pu\u00f2 realisticamente aspirare non \u00e8 quella di una mega-struttura associativa onnicomprensiva, capace di mediare al proprio interno ogni contrasto, bens\u00ec quella di una solida cornice di rispetto reciproco e di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione nei luoghi di lavoro dotate di un alto tasso di effettivit\u00e0, che diano vita a un sistema di relazioni industriali nel quale modelli diversi di contrattazione e di partecipazione possano confrontarsi e competere tra loro. Gli accordi interconfederali del 2011 e 2013, riuniti nel Testo unico sulla rappresentanza del 2014, hanno tentato di costruire questa cornice. Ma a cinque anni di distanza gli ingranaggi del meccanismo funzionano ancora poco e male: richiedono dunque alcuni perfezionamenti e il \u201csostegno\u201d di una legge.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, la prova di unit\u00e0 pi\u00f9 convincente e pi\u00f9 utile che Cgil, Cisl e Uil potrebbero dare, oggi, sarebbe quella di concordare con le associazioni imprenditoriali maggiori un \u201cavviso comune\u201d al governo \u2013 quale che ne sia il colore politico \u2013 sui contenuti precisi di una disciplina legislativa dei rapporti sindacali e degli effetti dei contratti collettivi, capace di costituire quella cornice. Allora s\u00ec il loro impegno congiunto sarebbe il segno iniziale della rinascita nel nostro paese di un sistema delle relazioni industriali forte e capace di badare a se stesso, quindi capace anche di difendere la propria autonomia e persino di\u2026dettar legge al legislatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019appello lanciato da Maurizio Landini il 1\u00b0 maggio non sembra poter preludere davvero al superamento delle divergenze tra Cgil Cisl e Uil &#8211; Il massimo di unit\u00e0 sindacale oggi possibile \u00e8 probabilmente un avviso comune al governo per una legge leggera su rappresentanza ed effetti della contrattazione collettiva . 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