
{"id":53330,"date":"2019-07-01T16:53:17","date_gmt":"2019-07-01T15:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53330"},"modified":"2019-07-07T21:13:27","modified_gmt":"2019-07-07T20:13:27","slug":"un-commento-al-manifesto-di-carlo-calenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53330","title":{"rendered":"UN COMMENTO AL &#8220;MANIFESTO&#8221; DI CARLO CALENDA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Qual \u00e8 lo strumento migliore per promuovere in Italia una alleanza europeista? Farlo dall\u2019interno del Pd, o tentare la strada della creazione di un nuovo partito geneticamente alleato del Pd ma capace di aggregare quella parte dei liberal-democratici che per il Pd non voter\u00e0 mai? In realt\u00e0 appaiono indispensabili entrambe le cose<\/span><\/h4>\n<p><em><br \/>\nCommento all&#8217;articolo-manifesto di Carlo Calenda,<\/em> Rivoluzione immoderata<em>, pubblicato sul quotidiano<\/em> il Foglio <em>il 1\u00b0 luglio 2019 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito, la raccolta di articoli e interventi sul <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41749\">nuovo spartiacque fondamentale della politica mondiale<\/a>\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_53331\" style=\"width: 268px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Carlo-Calenda-con-Emma-Bonino.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-53331\" class=\"size-full wp-image-53331\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Carlo-Calenda-con-Emma-Bonino.jpeg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Carlo-Calenda-con-Emma-Bonino.jpeg 258w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Carlo-Calenda-con-Emma-Bonino-150x113.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-53331\" class=\"wp-caption-text\">Carlo Calenda con Emma Bonino, durante l&#8217;ultima campagna elettorale<\/p><\/div>\n<p>Sui contenuti del manifesto di Carlo Calenda complessivamente concordo, a parte un suo errore di valutazione sul \u201cbraccialetto di Amazon\u201d e un pizzico di&#8230; populismo di troppo sul tema della globalizzazione. Soprattutto concordo sul suo assunto fondamentale: quello, cio\u00e8, secondo cui lo spartiacque fondamentale della politica oggi, in Italia e in Europa, \u00e8 quello che separa chi considera indispensabile e urgente il processo di integrazione europea e chi invece si propone di frenarlo e impoverirlo. Occorre dunque realizzare in Italia una coalizione analoga a quella che si accinge a governare l\u2019Unione Europea, proponendosi di accelerare la costruzione di una struttura capace di esercitare la sovranit\u00e0 al livello continentale almeno sulle materie della sicurezza, della politica estera, della politica monetaria, dell\u2019economia e finanza, dell\u2019ecologia, del governo dei flussi migratori. Il problema \u00e8 la scelta dello strumento migliore per promuovere questa alleanza in Italia: la scelta, cio\u00e8, tra farlo dall\u2019interno del Pd, ovvero del partito oggi di gran lunga pi\u00f9 forte nell\u2019area liberal-democratica ed europeista, o tentare la strada della creazione di un nuovo partito geneticamente alleato del Pd ma capace di aggregare quella parte di liberal-democratici che non voteranno mai per il Pd, come non voteranno mai per una Forza Italia attratta nell\u2019orbita della Lega, quindi sostanzialmente collocata ormai dall\u2019altra parte dello spartiacque fondamentale. Probabilmente sono necessarie &#8211; anzi, indispensabili &#8211; entrambe le cose. C\u2019\u00e8 molto da fare, su questo versante dello spartiacque fondamentale, sia dentro il Pd sia fuori. Dunque, un cordialissimo augurio di successo a Carlo Calenda.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 lo strumento migliore per promuovere in Italia una alleanza europeista? Farlo dall\u2019interno del Pd, o tentare la strada della creazione di un nuovo partito geneticamente alleato del Pd ma capace di aggregare quella parte dei liberal-democratici che per il Pd non voter\u00e0 mai? 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