
{"id":53772,"date":"2019-09-23T20:52:01","date_gmt":"2019-09-23T19:52:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53772"},"modified":"2019-09-24T16:18:00","modified_gmt":"2019-09-24T15:18:00","slug":"rappresentanza-sindacale-il-nodo-difficile-da-sciogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53772","title":{"rendered":"RAPPRESENTANZA SINDACALE: IL NODO DIFFICILE DA SCIOGLIERE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La nuova Convenzione tra Inps Cgil Cisl Uil e Confindustria segna un passo avanti importante nella costruzione di un sistema di misurazione della rappresentativit\u00e0; ma la via per stabilire standard retributivi minimi di applicazione universale difficilmente potr\u00e0 passare per una estensione <em>erga omnes<\/em> dei contratti stipulati dai sindacati maggiori<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo pubblicato sul sito <\/em>lavoce.info <em>il\u00a0 24 settembre 2019 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=49855\">La crepa interna dell&#8217;articolo 39<\/a><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=43282\" rel=\"attachment wp-att-43282\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43282\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/lavoce.info_.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"171\" \/><\/a>Quante volte, di fronte al fenomeno dei cosiddetti \u201ccontratti collettivi pirata\u201d stipulati da associazioni sconosciute, o allo sciopero del venerd\u00ec proclamato in un servizio pubblico da un comitato di base, abbiamo avvertito la mancanza di un sistema moderno di misurazione della rappresentativit\u00e0 effettiva delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali? Su questo terreno finalmente un passo avanti importante si sta compiendo.<\/p>\n<p><strong>La nuova Convenzione tra Inps e confederazioni maggiori<\/strong><\/p>\n<p>Il meccanismo delineato dal Testo Unico sulla rappresentanza sindacale firmato dalle confederazioni maggiori nel gennaio 2014 questa volta pu\u00f2 mettersi in moto davvero: la nuova convenzione sottoscritta la settimana scorsa da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Inps e Ispettorato Nazionale del Lavoro completa la strumentazione necessaria. Una analoga convenzione stipulata nel 2015 affidava all\u2019Inps soltanto la raccolta del dato \u201cassociativo\u201d, cio\u00e8 il numero delle iscrizioni a ciascun sindacato azienda per azienda, mentre ora gli si affida anche la raccolta del dato \u201celettorale\u201d, cio\u00e8 i voti conseguiti da ciascun sindacato nelle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie. Sei anni per dare attuazione all\u2019accordo del 2014 appaiono un po\u2019 troppi; ma qui la responsabilit\u00e0 principale del ritardo va imputata all\u2019incertezza del quadro istituzionale dovuta alle idee poco chiare dei Governi su un possibile intervento legislativo in tema di rappresentanza sindacale, al progetto poi fallito di soppressione del CNEL, alle pretese di pi\u00f9 di un ministro del Lavoro di affidare al proprio dicastero la funzione di elaborazione dei dati sulla rappresentanza, e non all\u2019Inps.<\/p>\n<p>Nel salutare questa nuova convenzione come una tappa importante nella costruzione di un sistema di relazioni sindacali compiutamente regolato, occorre sottolineare anche la disposizione in essa contenuta (articolo 5) che prevede la pubblicazione di tutti i dati aggregati raccolti ed elaborati, settore per settore, entro il 31 luglio di ciascun anno. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile a chiunque fare riferimento a quei dati ai fini dell\u2019accertamento del grado di rappresentativit\u00e0 dei sindacati che proclamano scioperi e che firmano i contratti collettivi, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano dell\u2019efficacia dei contratti stessi. E sul piano amministrativo: ne verr\u00e0 agevolata anche la funzione di esazione dei contributi e applicazione degli sgravi da parte dell\u2019Inps.<\/p>\n<p><strong>I problemi ancora aperti<\/strong><\/p>\n<p>La nuova convenzione, dunque, \u00e8 molto importante. Su questo terreno, per\u00f2, i problemi aperti sono ancora molti e di non facile soluzione. II sistema di relazioni industriali fondato sul T.U. del 2014 copre per ora soltanto 22.400 imprese, per un totale di 2,4 milioni di lavoratori da esse dipendenti; e i contratti collettivi nazionali che si collocano nel suo alveo sono soltanto 68, sugli oltre 800 censiti dal CNEL. Se il meccanismo di rilevazione ed elaborazione dei dati delineato dalla convenzione funzioner\u00e0 a dovere, questo sistema si rafforzer\u00e0 e aumenter\u00e0 la propria capacit\u00e0 di espansione. Ma la strada da fare per poter aspirare a coprire l\u2019intero tessuto produttivo nazionale \u00e8 ancora lunga. E comunque la copertura non potr\u00e0 mai essere totale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52891\" rel=\"attachment wp-att-52891\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-52891\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a>Qualcuno \u2013 per primo il leader della Cgil Maurizio Landini \u2013 si spinge a vedere in questa convenzione il passaggio che rende finalmente possibile l\u2019attuazione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 39 della Costituzione, cio\u00e8 l\u2019attribuzione per legge dell\u2019efficacia <em>erga omnes<\/em> ai contratti collettivi stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi. Questa idea, per\u00f2, non fa i conti con un problema straordinariamente complesso, che nasce proprio dallo stesso articolo 39. Non tanto perch\u00e9 esso prevede una misurazione della rappresentativit\u00e0 dei sindacati sulla base del solo dato associativo e non di quello elettorale (difficolt\u00e0, questa, di per s\u00e9 superabile abbastanza facilmente); ma soprattutto perch\u00e9 esso stabilisce il principio di libert\u00e0 sindacale, che esclude la possibilit\u00e0 di precostituire le \u201ccategorie\u201d nel cui ambito la rappresentativit\u00e0 dei sindacati debba essere misurata e nel cui alveo la contrattazione collettiva debba obbligatoriamente incanalarsi. In base a questo principio, la categoria non preesiste al contratto collettivo, ma al contrario \u00e8 il contratto stesso a definire la categoria. Ora, tutto il sistema delineato dal T.U. 2014 si fonda invece sul presupposto che le categorie in seno alle quali la rappresentativit\u00e0 dei sindacati va misurata siano quelle definite dai contratti nazionali stipulati da Cgil, Cisl e Uil: scelta del tutto legittima sul piano contrattuale, ma che non pu\u00f2 essere recepita meccanicamente in una legge dello Stato, poich\u00e9 il principio di libert\u00e0 sindacale impone di ammettere che altri sindacati possano stipulare contratti diversi, riferiti a categorie contenute in perimetri diversi. Cos\u00ec, per esempio, \u00e8 in forza di questo principio che mezzo secolo fa \u00e8 potuta nascere la categoria dei piloti d\u2019aereo, a seguito della stipulazione da parte di un sindacato autonomo del primo contratto collettivo nazionale, che segn\u00f2 la nascita di questa categoria e il suo distacco dalla categoria pi\u00f9 ampia della \u201cgente dell\u2019aria\u201d, rappresentata da Cgil, Cisl e Uil.<\/p>\n<p><strong>La contraddizione tra il primo e l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 39<\/strong><\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019articolo 39 della Costituzione soffre di una crepa interna: esordisce stabilendo il principio di libert\u00e0 sindacale, che esclude la possibilit\u00e0 di predeterminare le \u201ccategorie\u201d entro le quali i sindacati possano contrattare ed essere misurati, ma nel quarto comma prevede un meccanismo di estensione <em>erga omnes<\/em> degli effetti dei contratti collettivi che presuppone la predeterminazione di quelle \u201ccategorie\u201d. Se dunque sindacati diversi possono stipulare contratti collettivi che disegnano categorie con perimetri diversi rispetto ai sindacati confederali, come si individua la categoria a cui si deve fare riferimento per misurare la maggiore rappresentativit\u00e0 delle associazioni stipulanti?<\/p>\n<p>Un caso attuale aiuta a mettere meglio a fuoco il problema. Recentemente un&#8217;associazione che rappresenta la maggioranza assoluta degli agenti del settore delle assicurazioni ha stipulato con un sindacato autonomo un contratto collettivo nazionale per i dipendenti degli agenti stessi, che fino a quel momento erano stati assoggettati al contratto collettivo stipulato da Ania, l\u2019associazione delle Compagnie assicuratrici, con i sindacati del settore affiliati a Cgil Cisl e Uil; qui, evidentemente, la verifica della \u201cmaggiore rappresentativit\u00e0\u201d dei soggetti stipulanti non pu\u00f2 che dare risultati diversi a seconda che si faccia riferimento al perimetro pi\u00f9 ampio, oppure a quello pi\u00f9 ristretto definito dal nuovo contratto. E la scelta in proposito non pu\u00f2 evidentemente essere affidata a una delle parti interessate. Ma non pu\u00f2 neppure essere il Legislatore o il Governo a compierla.<\/p>\n<p>Sono in molti a ritenere che questo problema sia irrisolvibile, a meno che non si voglia ritornare a un sistema di \u201cinquadramento costitutivo\u201d, tipico di ogni ordinamento corporativo, nel quale le categorie sindacali vengano predefinite e autoritativamente imposte alla contrattazione collettiva. Questo induce a ritenere, tra l&#8217;altro, che la via per stabilire standard retributivi minimi di applicazione universale difficilmente potr\u00e0 passare per una estensione <em>erga omnes<\/em> del campo di applicazione di contratti collettivi nazionali, come sarebbe previsto dal quarto comma dell&#8217;articolo 39.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova Convenzione tra Inps Cgil Cisl Uil e Confindustria segna un passo avanti importante nella costruzione di un sistema di misurazione della rappresentativit\u00e0; ma la via per stabilire standard retributivi minimi di applicazione universale difficilmente potr\u00e0 passare per una estensione erga omnes dei contratti stipulati dai sindacati maggiori . 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