
{"id":53808,"date":"2019-09-26T17:31:42","date_gmt":"2019-09-26T16:31:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53808"},"modified":"2019-09-26T22:33:40","modified_gmt":"2019-09-26T21:33:40","slug":"quel-che-da-un-senso-alla-vita-e-ci-separa-dal-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53808","title":{"rendered":"QUEL CHE D\u00c0 UN SENSO ALLA VITA E CI SEPARA DAL NULLA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Di casuale c\u2019\u00e8 moltissimo nella nostra esistenza, quasi tutto; il punto \u00e8 che, dovunque il caso ci porti, spetta a noi scavare per trovare il bene, il bello, il degno di essere vissuto, che si nasconde dappertutto<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Intervista a cura <strong>di Antonella Soccio<\/strong> pubblicata sul giornale online <\/em><a href=\"https:\/\/www.bonculture.it\/\">Bonculture<\/a><em> il 26 settembre 2019, in occasione della presentazione del libro La casa nella pineta a Conversano (Bari), nell&#8217;ambito della manifestazione <\/em>LectorinFabula<em> &#8211; Le altre interviste, recensioni, commenti e lettere sullo stesso libro sono facilmente raggiungibili attraverso la <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?page_id=48831\">pagina web ad esso dedicata<\/a><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p>Sabato sera il docente, giornalista, scrittore di innumerevoli saggi best sellers e politico italiano, nel Giardino dei Limoni del centro pugliese, porter\u00e0 il suo racconto intimo ed autobiografico, un grande affresco di un\u2019epoca, in cui le vicende pubbliche del Paese e dell\u2019Europa, le istanze giuslavoristiche e i cambiamenti del mercato del lavoro, si intrecciano con la storia di una famiglia italiana che raccoglie in s\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 ebraica e un cattolicesimo dalla forte vocazione sociale. Il tutto in una casa borghese estiva versiliana, in cui il giovane Ichino si abbevera alla cultura e alla passione intellettuale, umana e civile di grandi protagonisti della Storia come don<strong> Lorenzo Milani<\/strong>.<\/p>\n<p>Noi di <em>bonculture<\/em> lo abbiamo intervistato. <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_51121\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=51121\" rel=\"attachment wp-att-51121\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51121\" class=\"size-medium wp-image-51121\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Carlo-e-Paola-Pellizzi-113x150.jpg 113w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-51121\" class=\"wp-caption-text\">I nonni Carlo e Paola Pellizzi, sul portico della &#8220;casa nella pineta&#8221; negli anni &#8217;60<\/p><\/div>\n<p><strong>Professor Ichino, nel nel suo libro <em>La casa nella pineta<\/em>, che presenter\u00e0 a LectorinFabula, si legge pi\u00f9 volte la massima che le ripeteva la sua nonna Paola: \u201c<em>Non puoi mai sapere se quel che ti accade \u00e8 per il tuo bene o per il tuo male. Anche perch\u00e9, in realt\u00e0, se \u00e8 per il tuo bene o per il tuo male dipende soltanto da te<\/em>&#8220;. Quanto c&#8217;\u00e8 di casuale nella nostra vita e quanto lo decidiamo noi?<br \/>\n<\/strong>Di casuale c\u2019\u00e8 moltissimo, quasi tutto. Il punto \u00e8 che, dovunque il caso ci porti, spetta a noi scavare per trovare il bene, il bello, il degno di essere vissuto, che si nasconde dappertutto.<\/p>\n<p><strong>Proprio dappertutto?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, proprio dappertutto. In questo si esprimeva la fede che la nonna si \u00e8 proposta di trasmetterci fino all\u2019ultimo: la fede che Dio \u00e8 in tutta la nostra vita, qualsiasi cosa accada e dovunque essa si svolga; tutto sta nel saperlo cercare e trovare. Non \u00e8 la fede in qualche cosa di lontano, di trascendente, o di soltanto immaginato. \u00c8 la fede che si nutre dell\u2019esperienza del bello e del buono che scopriamo anche dove mai lo avremmo sospettato, a cominciare dal legame che ci unisce ai nostri simili; si nutre dell&#8217;esperienza di tutto quanto d\u00e0 un senso alla nostra vita e ci separa dal nulla: &#8220;sono venuto perch\u00e9 nulla vada perduto&#8221; (Giovanni, VI, 39). \u00c8 la convinzione che tutto questo \u00e8 pi\u00f9 forte del caso, di qualsiasi evenienza fortuita.<\/p>\n<p><strong>Il suo romanzo \u00e8 centrato sul tema del privilegio e sulla frase consegnatale da don Milani: <em>\u201cDovrai restituire tutto\u201d<\/em>. Traspare dal suo libro il fatto che lei si \u00e8 sentito un privilegiato anche quando ha lavorato per restituire quanto aveva gi\u00e0 ricevuto dal destino, in termini di ricchezza e cultura.<br \/>\n<\/strong>Il privilegio dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione non ce lo si scrolla mai di dosso. Nel mio caso, poi, la scelta di dedicare dieci anni della mia vita al movimento sindacale in adempimento del \u201cdovere di restituire\u201d impostomi da don Lorenzo si \u00e8 tradotta \u2013 senza che io lo abbia minimamente cercato \u2013 in un raddoppio del privilegio, con l\u2019elezione al Parlamento.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 diventato deputato in et\u00e0 molto giovane: quale rapporto c\u2019\u00e8 tra quello che lei visse allora come un privilegio e quello attuale di tanti parlamentari selezionati da una piattaforma o dalla sorte dei listini?<br \/>\n<\/strong>Le forme della politica sono molto cambiate. Ed \u00e8 molto cambiato, in peggio, il modo in cui il personale politico \u00e8 percepito dall\u2019opinione pubblica prevalente. Alcuni benefit un tempo riservati ai parlamentari sono stati soppressi. Per\u00f2 \u00e8 rimasto il privilegio di fondo, proprio di chi siede alla Camera o al Senato: quello di partecipare alla formazione delle leggi e dell\u2019indirizzo politico del Paese. Vedere e vivere dal di dentro il meccanismo della politica nazionale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=49010\" rel=\"attachment wp-att-49010\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-49010\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Copertina-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Copertina-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Copertina-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Copertina.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel libro \u00e8 molto presente il dissidio tra l\u2019anima riformista e quella massimalista della sinistra, fino alla \u201crottura\u201d che si comp\u00ec con la pubblicazione del suo saggio <em>Il collocamento impossibile<\/em>. Lei \u00e8 stato uno degli ispiratori della riforma &#8220;Jobs act&#8221;. Che bilancio ne trae, oggi?<br \/>\n<\/strong>Tra il 2012 e il 2015, prima con il Governo Monti poi con il Governo Renzi, ho partecipato in prima linea a una profonda riscrittura di tutto il nostro diritto del lavoro. E ho avuto la grande soddisfazione di veder accolta dal Parlamento, ancora una volta, un\u2019idea per la quale mi ero battuto da un quarto di secolo, per lo pi\u00f9 in solitudine.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>\nQuella della necessit\u00e0 di superare il regime della <em>job property<\/em>, un regime che pretendeva di costruire la sicurezza economica e professionale dei lavoratori su di una sostanziale &#8220;propriet\u00e0 del posto di lavoro&#8221;. Era un regime che faceva del mercato del lavoro italiano un <em>unicum<\/em> rispetto all\u2019intero mondo occidentale. E faceva della protezione forte garantita dal diritto del lavoro un privilegio cui poteva accedere di fatto meno di met\u00e0 dei lavoratori. La nuova disciplina dei licenziamenti \u00e8 stata modificata l\u2019anno scorso, ma il superamento della <em>job property<\/em> \u00e8 stato confermato sia dal nuovo Parlamento, sia dalla Corte costituzionale.<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 sentito nell\u2019essere ancora una volta dopo gli Anni Ottanta e i primi Duemila una voce fuori dal coro dentro certa sinistra ortodossa?<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 stato il mio destino fin da quando ho mosso i primi passi nel movimento sindacale e nella vita politica. La sinistra-sinistra ha sempre considerato le mie proposte come delle eresie, se non come dei veri e propri tradimenti. Per\u00f2 poi, quelle stesse proposte \u2013 in materia di collocamento, di lavoro a tempo parziale, di agenzie del lavoro temporaneo, di disciplina dei licenziamenti, di decentramento della contrattazione collettiva \u2013 hanno sempre finito coll&#8217;essere accolte. E non da maggioranze di centro-destra, ma di centro-sinistra.<\/p>\n<p><strong>Se la domanda non le appare troppo scontata, le chiedo un giudizio sul nuovo Governo e sui cambiamenti in atto.<br \/>\n<\/strong>Il nuovo Governo \u00e8 nato dall\u2019esigenza di evitare un rischio catastrofico per il nostro Paese: quello dell\u2019uscita dall\u2019Unione Europea e di un avvicinamento strategico alla Russia di Putin, al quale la Lega di Salvini \u00e8 strutturalmente votata. Quindi anche il rischio dell\u2019abbandono del modello liberal-democratico e del valore dell\u2019economia aperta. Con questo Governo l\u2019Italia torna protagonista nel processo di integrazione europea. Ce n\u2019\u00e8 quanto basta e avanza per darne un giudizio positivo. La svolta, per\u00f2, deve ancora consolidarsi; e i rischi di una crisi della nuova coalizione sono sempre in agguato.<\/p>\n<p><strong>Quel riformismo a cui lei appartiene oggi sembra aver preso una strada nuova con Italia Viva. \u00c8 verso nuovi valori che si muove il riformismo?<br \/>\n<\/strong>La componente liberal-democratica \u00e8 ancora quella che connota politicamente il Pd in modo decisivo. Certo, la scissione di Renzi la ha un po\u2019 indebolita: per questo avrei preferito che a costruire il nuovo partito di centro si dedicassero invece Carlo Calenda e Stefano Parisi, magari in collaborazione con Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. Ma il Pd resta il pilastro fondamentale della scelta europeista del Paese. E oggi non pu\u00f2 esistere un riformismo serio che non sia centrato su questa scelta europeista.<\/p>\n<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci in tema di politiche del lavoro se lo strumento principe dell\u2019alleanza giallorossa resta il reddito di cittadinanza?<br \/>\n<\/strong>Resta ancora molto da fare per dotare il Paese di un sistema efficiente e moderno di servizi al mercato del lavoro; e su questo terreno vedo buone possibilit\u00e0 di cooperazione tra la ministra del Lavoro Catalfo e i \u201clavoristi\u201d del Pd Tommaso Nannicini, Stefano Lepri, Annamaria Parente. Quanto al reddito di cittadinanza, se si correggono alcune esagerazioni esso pu\u00f2 ben diventare una versione potenziata di quel Reddito di Inclusione, che \u00e8 stato una delle realizzazioni pi\u00f9 importanti del Pd nella passata legislatura, sul piano della politica sociale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di casuale c\u2019\u00e8 moltissimo nella nostra esistenza, quasi tutto; il punto \u00e8 che, dovunque il caso ci porti, spetta a noi scavare per trovare il bene, il bello, il degno di essere vissuto, che si nasconde dappertutto . 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