
{"id":53835,"date":"2019-10-02T22:06:40","date_gmt":"2019-10-02T21:06:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53835"},"modified":"2019-10-02T22:47:21","modified_gmt":"2019-10-02T21:47:21","slug":"la-cittadinanza-del-terrorista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53835","title":{"rendered":"LA &#8220;CITTADINANZA&#8221; DELLA EX-TERRORISTA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Probabilmente c\u2019\u00e8 un difetto nella disciplina del &#8220;reddito di cittadinanza&#8221;, se essa accolla alla collettivit\u00e0 l&#8217;onere di assistenza che per diritto civile dovrebbe gravare semmai sul padre della brigatista<\/span> <span style=\"color: #993300;\">che ha assassinato Massimo D&#8217;Antona<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Paolo Vites, pubblicata da <\/em>il Sussidiario<em> il 1\u00b0 ottobre 2019 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43457\">Gli elettori, l&#8217;articolo 27 e la &#8220;Giustizia ago e filo&#8221;<\/a><em><br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=53844\" rel=\"attachment wp-att-53844\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-53844\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DAntona-e-Saraceni.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DAntona-e-Saraceni.jpg 303w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DAntona-e-Saraceni-150x82.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DAntona-e-Saraceni-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a>Federica Saraceni, ha due figli, \u00e8 ai domiciliari e vive sotto la soglia di povert\u00e0: per questo, da agosto, percepisce un assegno di 623 euro al mese. Protestano i parenti di vittime del terrorismo, ma in base alla legge la Saraceni \u00e8 anche in attesa della chiamata di un navigator con un&#8217;offerta di lavoro. E per l&#8217;Inps \u00e8 tutto regolare: &#8220;I requisiti ci sono. La norma prevede che se la persona ha ricevuto una condanna nei dieci anni precedenti c&#8217;\u00e8 il blocco. Lei l&#8217;ha ricevuta 12 anni fa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, i parenti delle vittime del terrorismo protestano contro questa situazione: secondo lei siamo davanti a un caso limite, cio\u00e8 legato a un crimine molto particolare o certi crimini come quelli del terrorismo non vanno mai dimenticati e di conseguenza non perdonati?<br \/>\n<\/strong>Probabilmente c\u2019\u00e8 un difetto nella disciplina del sussidio, se essa accolla alla collettivit\u00e0 un onere che per diritto civile dovrebbe gravare semmai sul padre della ex-terrorista. Il quale \u00e8 certamente in grado di assicurarle un congruo sostegno economico.<\/p>\n<p><strong>Il padre di Federica Saraceni, l\u2019ex magistrato ed ex deputato DS Luigi Saraceni dice che \u00e8 \u201cun attacco politico al <\/strong><strong>reddito di cittadinanza. La sinistra ci ripensi, e non lo elimini, perch\u00e9 \u00e8 una legge giusta\u201d. Che ne pensa di queste parole e che ne pensa lei del reddito di cittadinanza?<\/strong><br \/>\nAssicurare un sostegno a chi \u00e8 in situazione di povert\u00e0 \u00e8 sacrosanto. Questa legge ha per\u00f2 due difetti fondamentali. Innanzitutto il nome, che corrisponde al contenuto della promessa iniziale fatta dal M5S agli elettori: un reddito cui chiunque avrebbe avuto diritto per il solo fatto di essere cittadino, cio\u00e8 quello che i politologi chiamano <em>basic income<\/em>, e che esiste soltanto in Alaska, mentre quello che \u00e8 stato fatto \u00e8 stato soltanto di estendere il campo di applicazione del Reddito di Inclusione istituito nella passata legislatura e aumentarne l\u2019importo.<\/p>\n<p><strong>E il secondo difetto?<br \/>\n<\/strong>La pretesa di fare di questa misura un canale di accesso dei disoccupati al tessuto produttivo, una vera e propria \u201cpolitica attiva del lavoro\u201d, quando in realt\u00e0 manca del tutto l\u2019attrezzatura adatta per un compito titanico come questo. L\u2019idea che questo difetto potesse essere superato con l\u2019imbarcata per il ruolo di \u201cnavigator\u201d di migliaia di giovani disoccupati, per lo pi\u00f9 senza arte n\u00e9 parte, soprattutto senza alcuna conoscenza del mercato del lavoro e del tessuto produttivo, \u00e8 pura demagogia. Si sta sprecando, in questo modo,\u00a0 una grande quantit\u00e0 di denaro che avrebbe potuto e dovuto essere spesa molto meglio per migliorare la rete dei servizi per l&#8217;impiego.<\/p>\n<p><strong>Luigi Saraceni dice anche che dopo 15 anni di domiciliari \u201cnessuno vuole darle un lavoro\u201d. Cosa dovrebbe fare lo Stato per queste persone, sostenerle nonostante il crimine commesso in passato?<br \/>\n<\/strong>Il problema del lavoro di chi \u00e8 soggetto a pene restrittive della libert\u00e0 personale \u00e8 antico e non facile da risolvere; per\u00f2 non impossibile. Qualche cosa \u00e8 stato fatto, ma si potrebbe fare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>A vent\u2019anni dall\u2019omicidio di Massimo D\u2019Antona, ritiene che la sua figura sia degnamente ricordata o se ne sta invece perdendo la memoria?<br \/>\n<\/strong>Tra i giuslavoristi e gli economisti del lavoro la memoria di Massimo D&#8217;Antona \u00e8 sempre vivissima, come quella dei molti altri di loro colpiti dal terrorismo: da Gino Giugni a Marco Biagi, da Ezio Tarantelli a Filippo Peschiera. Entrambe le comunit\u00e0 accademiche sono vissute per un quarto di secolo sotto la minaccia diretta di questi gruppi armati, il cui scopo era essenzialmente di indimidirle, di impedire il dibattito aperto sui problemi del mercato del lavoro. <strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong> Quale pensa sia l\u2019insegnamento pi\u00f9 importante che viene dalla persona e dall&#8217;opera di Massimo D&#8217;Antona?<br \/>\n<\/strong>L&#8217;insegnamento pi\u00f9 importante che ci ha lasciato la sua persona \u00e8 la mitezza e la non faziosit\u00e0. L&#8217;insegnamento pi\u00f9 importante che ci ha lasciato la sua opera \u00e8 forse l&#8217;affermazione contenuta in uno dei suoi ultimi scritti, secondo cui il diritto al lavoro non riguarda l&#8217;<em>avere<\/em>, ma l&#8217;<em>essere<\/em> della persona<strong>.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente c\u2019\u00e8 un difetto nella disciplina del &#8220;reddito di cittadinanza&#8221;, se essa accolla alla collettivit\u00e0 l&#8217;onere di assistenza che per diritto civile dovrebbe gravare semmai sul padre della brigatista che ha assassinato Massimo D&#8217;Antona . 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