
{"id":54263,"date":"2019-11-29T14:24:38","date_gmt":"2019-11-29T13:24:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54263"},"modified":"2019-11-29T14:24:38","modified_gmt":"2019-11-29T13:24:38","slug":"il-capitale-sociale-che-manca-allex-ilva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54263","title":{"rendered":"IL CAPITALE SOCIALE CHE MANCA ALL\u2019EX-ILVA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Per un piano industriale complesso e impegnativo quale quello necessario per rilanciare l\u2019acciaieria di Taranto, il problema maggiore \u00e8 il difetto della fiducia reciproca che nasce da un senso civico diffuso, senza il quale qualsiasi paese \u00e8 condannato a languire nell\u2019arretratezza<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato sul sito<\/em> lavoce.info <em>il 29 novembre 2019 &#8211; In argomento v. anche i due editoriali telegrafici del 18 novembre, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54195\">Ilva &#8211; 1. Il costo del difetto diffuso di senso civico<\/a><em>, e<\/em>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54175\">Ilva &#8211; 2. Il costo della volatilit\u00e0 delle norme<\/a><em>; inoltre l&#8217;articolo di Giuliano Cazzola del settembre 2018, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=50377\">Ilva: chi ha vinto e chi ha perso<\/a><span id=\"more-54195\"><\/span><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Mezzo secolo di disinteresse per il futuro<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54265\" rel=\"attachment wp-att-54265\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-54265 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-1-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-1.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-1-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>All\u2019inizio degli anni \u201960 lo Stato insedia un\u2019acciaieria nel territorio comunale di Taranto, senza una zona di rispetto per la protezione dell\u2019abitato. Negli anni successivi Comune e Regione \u2013 abdicando ai propri poteri di governo urbanistico \u2013 consentono uno sviluppo insensato degli insediamenti residenziali intorno allo stabilimento, ignorandone del tutto le emissioni inquinanti. Nel 1995 l\u2019acciaieria viene ceduta a una famiglia di industriali, i quali per un verso fanno propria l\u2019incuria per l\u2019impatto ambientale della produzione che ha caratterizzato la gestione precedente, per altro verso considerano come normale costo di produzione la distribuzione di prebende e sovvenzioni a istituzioni pubbliche e a privati, ivi compresi i partiti e la Diocesi, atte a anestetizzare tutti quanti di fronte ai danni causati dallo stabilimento. E per quindici anni i destinatari di quelle regalie si lasciano volentieri anestetizzare.<\/p>\n<p>Le radici profonde del dramma attuale del centro siderurgico pugliese vanno cercate nell\u2019accordo tacito che per quasi mezzo secolo ha unito tutti nel disinteresse per il futuro.<\/p>\n<p>Nel 2012 la magistratura manda in prigione per disastro ambientale e altri reati connessi i titolari dello stabilimento, che l&#8217;anno dopo viene commissariato. Da allora viene avviato un nuovo piano di riduzione drastica delle emissioni inquinanti, che incomincia pian piano ma tangibilmente a produrre risultati apprezzabili. Nel 2016-2017 una gara controllata dall\u2019Unione Europea porta a individuare nell\u2019offerta del grande gruppo franco-indiano ArcelorMittal la soluzione pi\u00f9 vantaggiosa per il rilancio dell&#8217;acciarieria; nel contratto di affitto dello stabilimento si prevede anche come condizione essenziale, il permanere dell\u2019esenzione da responsabilit\u00e0 penale per reati ambientali \u2013 il cosiddetto \u201cscudo penale\u201d \u2013 gi\u00e0 in vigore, fermo restando l\u2019obbligo civile di proseguire il piano di bonifica e abbattimento delle emissioni nocive. La norma contenente lo \u201cscudo\u201d, emanata in precedenza per dare copertura alla gestione commissariale dello stabilimento, si giustifica anche in considerazione dell\u2019incertezza dei confini dell\u2019illecito penale in una situazione nella quale gli effetti dell\u2019inquinamento ambientale sono in gran parte dovuti al comportamento delle gestioni precedenti.<\/p>\n<p><strong>La linea dello smantellamento dell\u2019impianto<\/strong><\/p>\n<p>In seguito all\u2019intervento giudiziale del 2012, intorno allo stabilimento vengono formandosi due correnti di opinione: una favorevole a proseguire nell\u2019opera di bonifica e di modernizzazione della struttura produttiva, sulla scorta dei molti esempi di acciaierie con impatto ambientale accettabile, e una rinunciataria, tendente alla chiusura dello stabilimento, considerato irrimediabilmente incompatibile con la tutela ambientale. Quest\u2019ultima \u00e8 la corrente che ultimamente sembra avere la meglio: l\u2019idea della chiusura dello stabilimento finisce col diventare la parola d\u2019ordine sulla quale nel marzo 2018 il Movimento 5 Stelle stravince le elezioni in Puglia, e a Taranto in particolare. Nel corso della nuova legislatura saranno poi ministri e deputati di questo partito a operare pi\u00f9 o meno apertamente per provocare la chiusura dello stabilimento, facendo leva anche su alcuni provvedimenti giudiziari ulteriori, nonch\u00e9 su alcuni comportamenti poco trasparenti del nuovo imprenditore.<\/p>\n<div id=\"attachment_54267\" style=\"width: 287px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54267\" rel=\"attachment wp-att-54267\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54267\" class=\"size-full wp-image-54267\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-3-il-forno-5.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-3-il-forno-5.jpg 277w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-3-il-forno-5-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54267\" class=\"wp-caption-text\">Il forno 5<\/p><\/div>\n<p>Incomincia a diffondersi la notizia secondo cui questi sarebbe solito acquistare gli stabilimenti di imprese concorrenti in giro per il mondo per poi chiuderli; ma il costo per la multinazionale, se il progetto fosse davvero questo, \u00e8 troppo alto perch\u00e9 la notizia sia credibile. La realt\u00e0 \u00e8 che negli ultimi mesi una forte flessione della domanda di acciaio riduce l\u2019interesse di Arcelor Mittal a far funzionare a pieno volume lo stabilimento di Taranto. Su questo calo di interesse si innesta la <em>gaffe<\/em> \u2013 se tale pu\u00f2 considerarsi \u2013 del Governo, che abolisce lo \u201cscudo\u201d, ripristinando con effetto dai primi di novembre la sanzione penale, cos\u00ec legittimando il recesso della multinazionale dal contratto di affitto. Poi il Governo se ne pente e prova a proporle il ripristino; ma ormai la frittata \u00e8 fatta. Al pari dell\u2019onorabilit\u00e0 delle persone, anche l\u2019affidabilit\u00e0 di un ordinamento legislativo richiede molto tempo per essere costruita, ma basta un giorno per distruggerla.<\/p>\n<p><strong>Il deterioramento del capitale sociale indispensabile per il rilancio<\/strong><\/p>\n<p>Ora chiediamoci: perch\u00e9 a Taranto, e forse anche a Roma, sulla prospettiva della bonifica e rilancio dell\u2019acciaieria sembra oggi prevalere l\u2019idea della chiusura, che \u00e8 in ultima analisi una applicazione concreta dell\u2019utopia della \u201cdecrescita felice\u201d? La risposta che coglie la parte maggiore della realt\u00e0 \u00e8 probabilmente questa: dopo decenni di incuria e collusione delle quali tutti sono stati in qualche misura partecipi, nessuno si fida pi\u00f9 di nessuno.<\/p>\n<p>Questo difetto drammatico di fiducia reciproca tra le parti interessate, che \u00e8 l\u2019altra faccia di un difetto endemico di <em>civicness<\/em> diffusa, \u00e8 rovinoso per qualsiasi progetto ambizioso mirato a conciliare il grande insediamento produttivo con la tutela ambientale e la salute dei cittadini. Perch\u00e9 ci si possa collocare in questa prospettiva \u00e8 indispensabile un clima fondato sul riconoscimento reciproco di affidabilit\u00e0 tra la cittadinanza, l\u2019imprenditore, i sindacati dei lavoratori, il governo locale e quello centrale, la magistratura, i servizi ispettivi: affidamento sulla prospettiva che ciascuno far\u00e0 lealmente e con scrupolo la sua parte. Ma come si fa ad avere fiducia nell\u2019onest\u00e0 e scrupolo dell\u2019imprenditore, quando questo ruolo \u00e8 stato svolto per oltre quindici anni dal vecchio imprenditore privato nel modo di cui si \u00e8 detto? Viceversa, come fa il nuovo imprenditore ad avere fiducia nello Stato, se nel Governo e in Parlamento il partito di maggioranza relativa auspica pi\u00f9 o meno apertamente la chiusura dello stabilimento e si comporta di conseguenza?<\/p>\n<p>Per un piano industriale complesso e impegnativo quale quello necessario per rilanciare l\u2019acciaieria di Taranto, il problema maggiore non \u00e8 reperire il <em>know-how <\/em>e le ingenti risorse economiche indispensabili: il problema maggiore \u00e8 il difetto del &#8220;capitale sociale&#8221;, cio\u00e8 di quel senso civico diffuso, senza il quale qualsiasi paese \u00e8 condannato a languire nell\u2019arretratezza.<\/p>\n<p><strong>Ricostruire la fiducia reciproca indispensabile per una ambiziosa scommessa comune<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54268\" rel=\"attachment wp-att-54268\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-54268 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-4-interno-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-4-interno-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-4-interno-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-4-interno.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella vicenda dello stabilimento pugliese i soli soggetti che oggi forse potrebbero, mediante una forte e limpida intesa tra loro, proporsi di rompere il circolo vizioso della sfiducia reciproca di tutti verso tutti sono il sindacato e il Governo centrale. Sarebbe indispensabile, per\u00f2, che quest\u2019ultimo fosse capace mettere a tacere in modo netto i sostenitori della chiusura dello stabilimento in funzione della decrescita felice. Occorrerebbe, dunque, un Governo in grado di assicurare la stabilit\u00e0 del quadro normativo, ivi compreso il vincolo di un preciso crono-programma di risanamento ambientalistico dello stabilimento e il ragionevolissimo \u201cscudo penale\u201d collegato a quel programma; in grado altres\u00ec di attivare le garanzie sociali necessarie per i lavoratori che dovessero perdere il posto in conseguenza di riduzioni strutturali di organico. Occorrerebbe, poi, un sindacato capace di rappresentare i lavoratori dello stabilimento, ma in qualche misura anche la cittadinanza tarantina, nella negoziazione di una scommessa comune con il nuovo imprenditore su di un piano industriale credibile e ambizioso, centrato sul vincolo del risanamento ambientalistico secondo i migliori modelli disponibili nel panorama mondiale della produzione di acciaio, e su forme penetranti di controllo dei lavoratori stessi sul suo rispetto; ma caratterizzato anche dalla disponibilit\u00e0 dei lavoratori a farsi carico della flessibilit\u00e0 produttiva che le oscillazioni del mercato dell\u2019acciaio impongono; e dalla predeterminazione di premi congrui che matureranno a credito dei lavoratori stessi via via che gli obiettivi del piano verranno realizzati.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che, per svolgere efficacemente questo ruolo di ricostruttore di un clima di fiducia reciproca tra l\u2019imprenditore, le istituzioni e tutti gli stakeholder, il sindacato deve esso per primo saper costruire con l\u2019imprenditore un rapporto di fiducia reciproca. Il che implica, certo, l\u2019attivazione di adeguati strumenti di controllo sulla gestione e l\u2019andamento aziendale, ma implica anche, in qualche misura, la capacit\u00e0 del sindacato stesso di attivare nel proprio cervello i neuroni-specchio che gli consentano di\u2026 gioire e soffrire per gli stessi eventi per i quali gioisce e soffre l\u2019imprenditore. E quest\u2019ultimo deve a sua volta saper fare lo stesso nei confronti dei lavoratori dipendenti. Senza un po\u2019 pi\u00f9 di neuroni-specchio, da una parte e dall\u2019altra, non \u00e8 pensabile alcuna scommessa comune tra lavoratori e imprenditore. Tanto meno fra quest\u2019ultimo e la citt\u00e0 circostante. Qualcuno dir\u00e0 che questa \u00e8 un\u2019affermazione \u201cbuonista\u201d; lo sar\u00e0 anche, ma \u00e8 la sola via per risolvere il problema.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54269\" rel=\"attachment wp-att-54269\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-54269 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-150x61.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera.jpg 351w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Utopia? Certo. Ma non c\u2019\u00e8 progresso senza qualche utopia condivisa, intorno alla quale attivare un gioco a somma positiva. Per altro verso, l\u2019alternativa al proporsi di realizzare questa utopia \u00e8 solo una decrescita pochissimo felice.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un piano industriale complesso e impegnativo quale quello necessario per rilanciare l\u2019acciaieria di Taranto, il problema maggiore \u00e8 il difetto della fiducia reciproca che nasce da un senso civico diffuso, senza il quale qualsiasi paese \u00e8 condannato a languire nell\u2019arretratezza . Articolo pubblicato sul sito lavoce.info il 29 novembre 2019 &#8211; In argomento v. 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