
{"id":54906,"date":"2020-03-03T14:44:55","date_gmt":"2020-03-03T13:44:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54906"},"modified":"2020-03-03T14:44:55","modified_gmt":"2020-03-03T13:44:55","slug":"come-bella-la-citta-ma-lavorarci-non-conviene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54906","title":{"rendered":"COM&#8217;\u00c8 BELLA LA CITT\u00c0, MA LAVORARCI NON CONVIENE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">In Italia il peso dei contratti collettivi nazionali nella determinazione delle retribuzioni tende a renderle omogenee sul territorio; ma il costo della vita varia da luogo a luogo: lavorare nelle citt\u00e0 comporta dunque una penalizzazione salariale in termini reali<\/span><\/h4>\n<p><em><br \/>\nArticolo <strong>di <a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/63906\/come-bella-la-citta-ma-lavorarci-non-conviene\/#autore\">Marianna Belloc, Paolo Naticchioni e Claudia Vittori<\/a><\/strong> pubblicato sul sito<\/em> <a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/63906\/come-bella-la-citta-ma-lavorarci-non-conviene\/#autore\">lavoce.info<\/a> <em>il 3 marzo 2020 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito, l&#8217;articolo di Tito Boeri del 18 luglio 2019,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=53422\">Legare gli standard retributivi al costo della vita \u00e8 equo e necessario<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=43282\" rel=\"attachment wp-att-43282\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-43282\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/lavoce.info_.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"191\" \/><\/a>Salari reali di chi lavora in citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La letteratura di economia regionale ha evidenziato che lavorare nei centri urbani \u00e8 associato in media a un premio salariale, per motivi economici e per differenze nella qualit\u00e0 della vita a livello locale.<\/p>\n<p>In un <a href=\"https:\/\/www.iza.org\/en\/publications\/dp\/12806\/urban-wage-premia-cost-of-living-and-collective-bargaining\">nostro recente lavoro<\/a>, utilizzando i dati nell\u2019ambito di un progetto VisitInps e altri dati dell\u2019Agenzia delle entrate sui costi delle case, abbiamo studiato se il risultato rimane valido anche quando si guarda all\u2019effetto combinato di due importanti caratteristiche del nostro sistema economico. Infatti, da un lato, la forte diffusione della contrattazione collettiva nazionale, a parit\u00e0 di contratto nazionale e inquadramento, tende a livellare i salari nello spazio, tra citt\u00e0 di diversa dimensione. Dall\u2019altro, il costo della vita (metodo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aeaweb.org\/articles?id=10.1257\/app.5.1.65\">Enrico Moretti, 2013<\/a>) varia significativamente sul territorio e cresce all\u2019aumentare della densit\u00e0 urbana, con differenze che arrivano anche a 30-40 punti percentuali.<\/p>\n<p>La figura 1 mostra l\u2019andamento dei salari nominali di dipendenti e autonomi (collaboratori, sempre legati a una impresa) e dell\u2019indice dei prezzi a livello locale rispetto alla densit\u00e0 urbana del sistema locale del lavoro (Sll) di riferimento.<\/p>\n<p>I due gruppi non hanno a priori diverse preferenze per la qualit\u00e0 della vita, ma differiscono per le modalit\u00e0 con cui sono fissati i loro salari: quelli del primo gruppo sono determinati dalla contrattazione collettiva, quelli del secondo no. I redditi da lavoro dei collaboratori e l\u2019indice del costo della vita hanno andamenti molto simili: il pi\u00f9 alto costo della vita nelle aree ad alta densit\u00e0 tende a essere compensato da salari pi\u00f9 alti. L\u2019andamento dei salari dei dipendenti \u00e8, invece, decisamente pi\u00f9 piatto, e ci\u00f2 si traduce in penalizzazioni salariali in termini reali nelle grandi citt\u00e0 e rendite nei centri meno agglomerati. Per i dipendenti, a parit\u00e0 di caratteristiche individuali e di impresa e a parit\u00e0 di contratto collettivo nazionale, i salari si riducono del 2,2 per cento al raddoppiare della densit\u00e0 urbana. Quindi, tra un sistema locale del lavoro di 100 mila abitanti e uno di 500 mila (1 milione) si osserva mediamente una riduzione dei salari in termini reali del 10,8 per cento (21,6 per cento).<\/p>\n<p><strong>Figura 1<\/strong> \u2013 Andamento di redditi da lavoro di dipendenti e collaboratori e dell\u2019indice del costo della vita rispetto alla densit\u00e0 di popolazione (per Sll)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54907\" rel=\"attachment wp-att-54907\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-54907\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Grafico-salari-citt\u00e0-campagna.png\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Grafico-salari-citt\u00e0-campagna.png 260w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Grafico-salari-citt\u00e0-campagna-150x109.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nota: Le variabili sono variazioni rispetto alla media nazionale imposta uguale a zero e sono depurate da caratteristiche di lavoratori e imprese.<\/p>\n<p><strong>Questioni di equit\u00e0 e di efficienza<\/strong><\/p>\n<p>Questa evidenza richiama l\u2019attenzione su questioni di equit\u00e0: lavoratori che svolgono lo stesso lavoro in luoghi diversi sono remunerati, in termini reali, in misura anche molto differente. Dal nostro studio si ricava anche che per i lavoratori delle citt\u00e0 la penalizzazione salariale reale non \u00e8 compensata da una maggiore probabilit\u00e0 di occupazione, a differenza di quanto si evince dal <a href=\"http:\/\/www.andreaichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/germany_italy.pdf\">lavoro di Andrea Ichino, Tito Boeri, Enrico Moretti e Johanna Posch<\/a> del 2019 con riferimento alle macroregioni italiane. N\u00e9 si sta parlando di gabbie salariali, in quanto i differenziali salariali sono rilevanti anche all\u2019interno della stessa provincia.<\/p>\n<p>Ci sono poi questioni di efficienza: cos\u00ec com\u2019\u00e8 il sistema sembra poter limitare la distribuzione efficiente delle risorse, la mobilit\u00e0 e le sue stesse prospettive di crescita. Niente impedirebbe alle imprese pi\u00f9 produttive delle grandi citt\u00e0 di riconoscere salari pi\u00f9 alti di quelli previsti dal contratto nazionale: la nostra analisi mostra per\u00f2 che ci\u00f2 in media non accade.<\/p>\n<p>Se l\u2019interpretazione economica del fenomeno risulta relativamente chiara, molto pi\u00f9 complicata \u00e8 l\u2019analisi normativa finalizzata all\u2019introduzione di meccanismi volti a mitigare gli effetti perversi del sistema attuale, in termini sia di equit\u00e0 sia di efficienza.<\/p>\n<p>Da anni si discute su come far tornare a crescere una produttivit\u00e0 stagnante e di come legare salari e produttivit\u00e0. La diffusione del secondo livello di contrattazione \u201cin melius\u201d \u00e8 cresciuta nel tempo, ma non molto. Quella \u201cin peius\u201d, invece, non \u00e8 consentita. Su questo punto, le parti sociali sono allineate nel mantenere lo status quo e, tra le varie argomentazioni, vi \u00e8 la questione della rappresentanza sindacale: in aree svantaggiate l\u2019accordo del sindacato locale potrebbe siglato da controparti non rappresentative. L\u2019argomento \u00e8 molto rilevante considerando l\u2019incidenza di piccole imprese caratterizzate da scarsa presenza sindacale. Sul tema della rappresentanza si registrano passi in avanti attraverso gli accordi tra Inps e parti sociali per misurare il dato associativo ed elettivo e attraverso il tavolo Inps-Cnel per individuare i contratti maggiormente rappresentativi. Ma la questione dovrebbe comunque riallacciarsi alle tematiche analizzate nel nostro lavoro, favorendo una discussione fra governo e parti sociali che tenga conto congiuntamente delle questioni di equit\u00e0 e di efficienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia il peso dei contratti collettivi nazionali nella determinazione delle retribuzioni tende a renderle omogenee sul territorio; ma il costo della vita varia da luogo a luogo: lavorare nelle citt\u00e0 comporta dunque una penalizzazione salariale in termini reali Articolo di Marianna Belloc, Paolo Naticchioni e Claudia Vittori pubblicato sul sito lavoce.info il 3 marzo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-54906","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54906"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54906\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}