
{"id":54962,"date":"2020-03-13T17:50:49","date_gmt":"2020-03-13T16:50:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54962"},"modified":"2020-03-13T23:24:47","modified_gmt":"2020-03-13T22:24:47","slug":"nel-lavoro-agile-un-modello-nuovo-di-rapporto-tra-impresa-e-lavoratore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54962","title":{"rendered":"NEL LAVORO AGILE ANCHE UN MODELLO NUOVO DI IMPRESA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Nonostante gli appesantimenti burocratici del tutto inutili imposti dalla legge n. 81\/2017, la diffusione dello <em>smart working<\/em> pu\u00f2 rivelarsi una conseguenza positiva, pur nel disastro prodotto dalla pandemia da coronavirus: l&#8217;embrione di un nuovo assetto dei rapporti di lavoro<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandra Ricciardi pubblicata da<\/em> Italia Oggi <em>il 13 marzo 2020 &#8211; In argomento v. anche il mio articolo pubblicato da <\/em>lavoce.info<em> il 26 febbraio 2020 <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54871\">Se l&#8217;epidemia mette le ali allo smart working<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\"><em>.<br \/>\n.<\/em><\/span><\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ITALIA-OGGI-13III20.pdf\" rel=\"attachment wp-att-180\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-180\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ITALIA-OGGI-13III20.pdf\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #000080;\">Scarica la pagina di Italia Oggi in formato PDF<\/span><\/span><\/a><\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=41604\" rel=\"attachment wp-att-41604\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41604 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/lavoro-agile-2.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"161\" \/><\/a>L &#8217;emergenza coronavirus potrebbe dare il la a una rivoluzione nella gestione del personale e del lavoro.\u00a0 Un volta individuati compiti ben definiti, con il lavoro agile niente pi\u00f9 sedi fisse e timbrature di cartellino, \u00abil corretto adempimento della prestazione non si misurer\u00e0 pi\u00f9 sul tempo passato in azienda, ma sull&#8217;esecuzione di quei compiti\u00bb. Lo smart working a cui stanno ricorrendo le aziende, dice Pietro Ichino, giuslavorista dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano, tra i padri del Jobs act, pi\u00f9 volte parlamentare, cofondatore del Pd, \u00e8 per\u00f2 ancora appesantito da \u00abuna serie di bardature burocratiche prive di senso\u00bb. Il decreto del governo \u00ab\u00e8 stato tempestivo, ma poteva essere pi\u00f9 coraggioso\u00bb. Il vero rischio per un lavoratore in smart working? \u00abQuello di non staccare mai\u00bb. La rivoluzione comporter\u00e0 una trasformazione anche per il sindacato: \u00abDa organizzatore e difensore dell&#8217;operaio-massa deve diventare l&#8217;intelligenza collettiva che guida i lavoratori nella scommessa comune con l&#8217;imprenditore sull&#8217;innovazione\u00bb, dice Ichino, \u00abquindi nella negoziazione di forme di retribuzione pi\u00f9 legate all&#8217;aumento della produttivit\u00e0, se non addirittura della redditivit\u00e0 dell&#8217;azienda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domanda. Professor Ichino, l\u2019emergenza coronavirus ha spinto molte aziende a favorire il lavoro da casa dei dipendenti, il \u201clavoro agile\u201d, riconosciuto da una legge di tre anni fa. Lei allora in Parlamento denunci\u00f2 un eccesso di bardature burocratiche introdotte da quella legge. A che cosa si riferiva?<br \/>\nRisposta. <\/strong><strong>Mi riferivo innanzitutto al<\/strong>l\u2019articolo 22 che impone la consegna al lavoratore e al rappresentante aziendale per la sicurezza di una \u201cinformativa almeno annuale\u201d sui \u201crischi specifici connessi alla particolare modalit\u00e0 di esecuzione\u201d della prestazione. Nessuno \u00e8 stato in grado di chiarire quale possa essere l\u2019oggetto di questa informativa. Ma anche all\u2019articolo 23 che impone di comunicare agli organi amministrativi competenti la pattuizione scritta fra datore e prestatore: \u00e8 un costo di transazione in pi\u00f9 che rende, poco utilmente, il lavoro un po\u2019 meno agile.<\/p>\n<p><strong> D. Il governo \u00e8 dovuto intervenire con un decreto per agevolare il ricorso a questo strumento: come se l\u2019\u00e8 cavata?<br \/>\nR. <\/strong>L\u2019intervento \u00e8 stato molto tempestivo. Ma forse poteva essere un po\u2019 pi\u00f9 coraggioso, eliminando almeno provvisoriamente queste bardature, che proprio nella situazione attuale mostrano tutta la loro assurdit\u00e0. La realt\u00e0 \u00e8 che il lavoro agile esiste gi\u00e0 dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990: da quando esistono i pc portatili collegati a Internet. E ha sempre funzionato senza bisogno di questi appesantimenti burocratici.<\/p>\n<div id=\"attachment_54969\" style=\"width: 274px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54969\" rel=\"attachment wp-att-54969\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54969\" class=\"wp-image-54969 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Telelavoro-264x300.png\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Telelavoro-264x300.png 264w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Telelavoro-132x150.png 132w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Telelavoro.png 475w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54969\" class=\"wp-caption-text\">Una postazione di telelavoro predisposta dalla Telecom<\/p><\/div>\n<p><strong>D. Se \u00e8 per questo, il telelavoro aveva cominciato a diffondersi gi\u00e0 negli anni \u201980\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Per\u00f2 attenzione: quello che allora chiamavamo telelavoro era una cosa molto diversa. Era tutt\u2019altro che agile: comportava l\u2019istallazione presso l\u2019abitazione del lavoratore di una postazione attrezzata fissa con una consolle e un monitor, collegata con l\u2019azienda via cavo o via radio, mediante la quale la persona interessata svolgeva a distanza, col vincolo di orario esattamente come in azienda, un\u2019attivit\u00e0 di contenuto professionale per lo pi\u00f9 modesto: mansioni di centralino, di call centre e simili.<\/p>\n<p><strong> D. Cio\u00e8 non consentiva la libera scelta del luogo e dell\u2019orario del lavoro?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Appunto. E implicava un ingente investimento da parte dell\u2019impresa. Il lavoro agile no. In una situazione come l\u2019attuale, il tele-lavoro non avrebbe avuto alcuna possibilit\u00e0 di rapida espansione. Invece il lavoro agile ha potuto avere, proprio per effetto delle misure di contrasto al contagio, una vera e propria esplosione.<\/p>\n<p><strong> D. E secondo lei il lavoro agile pu\u00f2 davvero sostituire il lavoro tradizionale, con timbratura del cartellino?<br \/>\nR. <\/strong>Certo che pu\u00f2. A condizione che sia possibile individuare un compito o una serie di compiti bene individuati che vengono affidati alla persona interessata: il corretto adempimento della prestazione non si misurer\u00e0 pi\u00f9 sul tempo passato in azienda, ma sull\u2019esecuzione di quei compiti. L\u2019estensione temporale del lavoro perde gran parte della sua rilevanza.<\/p>\n<p><strong> D. Una rivoluzione nella gestione del personale.<br \/>\nR. <\/strong>Rispetto al modello dell\u2019impiego pubblico tradizionale, s\u00ec. Ma nelle imprese moderne che funzionano bene il lavoro \u00e8 gi\u00e0 da tempo organizzato cos\u00ec, anche quando si svolge materialmente dentro il perimetro aziendale: la timbratura del cartellino interessa sempre meno.<\/p>\n<p><strong> D. Non ci nascondiamo dietro un dito, i datori di lavoro in Italia spesso mal tollerano che non si sia sul posto di lavoro. Il retropensiero \u00e8 che non si lavori o che comunque la produttivit\u00e0 sia pi\u00f9 bassa. C\u2019\u00e8 del vero?<br \/>\nR. <\/strong>In molti casi s\u00ec. Ma in molti altri il lavoro si fa gi\u00e0 cos\u00ec. E ne traggono giovamento sia la persona interessata, che pu\u00f2 conciliare meglio gli impegni del lavoro con quelli personali e familiari, sia l\u2019azienda, che ha un dipendente pi\u00f9 motivato, pi\u00f9 responsabilizzato sul risultato. Per\u00f2 proprio qui sta un grosso problema di fondo, che investe l\u2019intero sistema del diritto del lavoro.<\/p>\n<p><strong>D. Quale?<br \/>\nR.<\/strong> Quanto pi\u00f9 la persona che lavora \u00e8 responsabilizzata sul risultato, tanto pi\u00f9 il rischio che il risultato non venga raggiunto, anche per cause esterne, ricade su di lei. Insomma, il lavoro dipendente finisce coll\u2019assomigliare molto al lavoro autonomo. Non \u00e8 un caso che il lavoro agile piaccia di pi\u00f9 alla parte pi\u00f9 motivata e pi\u00f9 produttiva della forza-lavoro. Conseguentemente, allo stesso tempo si allentano i legami di solidariet\u00e0 tra gli appartenenti a una stessa categoria professionale in seno all\u2019azienda.<\/p>\n<p><strong> D. Un problema anche per il sindacato.<br \/>\nR. <\/strong>S\u00ec. Il sindacato, se vuole stare al passo con questa trasformazione e non rimanerne escluso, deve cambiare pelle. Da organizzatore e difensore dell\u2019operaio-massa deve diventare l\u2019intelligenza collettiva che guida i lavoratori nella scommessa comune con l\u2019imprenditore sull\u2019innovazione, quindi nella negoziazione di forme di retribuzione pi\u00f9 legate all\u2019aumento della produttivit\u00e0, se non addirittura della redditivit\u00e0 dell\u2019azienda. Il che porta dritto dritto a un aumento del coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dell\u2019impresa. Del resto, nell\u2019idea del lavoro agile c\u2019\u00e8 gi\u00e0, in embrione, l\u2019idea della partecipazione del lavoratore alla gestione e al rischio dell\u2019impresa.<\/p>\n<p><strong> D. Non facile da realizzare.<br \/>\nR.<\/strong> Proprio per questo un sindacato moderno deve sapersi proporre all\u2019imprenditore non come un piantagrane, ma come un partner capace di aiutarlo concretamente nella progettazione e implementazione delle forme migliori di organizzazione, motivazione e coinvolgimento dei lavoratori nell\u2019impresa.<\/p>\n<p><strong> D. Per questo, per\u00f2, occorre che anche l\u2019imprenditore sia d\u2019accordo.<br \/>\nR. <\/strong>Non solo che sia d\u2019accordo: occorre che sia un imprenditore affidabile sul piano tecnico e sul piano etico. Se dall\u2019altra parte del tavolo c\u2019\u00e8 il vecchio padrone delle ferriere, o anche solo un imprenditore poco trasparente negli intendimenti e nei comportamenti, tutto il discorso cade. E quello si merita di avere di fronte un sindacato all\u2019antica e lavoratori la cui prestazione \u00e8 misurata dall\u2019orario di timbratura del cartellino.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52891\" rel=\"attachment wp-att-52891\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-52891\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Landini-Furlan-Barbagallo-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a>D. Il segretario della Cgil Landini lamenta che gli imprenditori italiani non brillano per modernit\u00e0.<br \/>\nR. <\/strong>Queste generalizzazioni sono sbagliate: l\u2019imprenditoria italiana \u00e8 ricca di persone di grande valore. Vedo, poi, una contraddizione tra la svalutazione della nostra imprenditoria indigena e la diffidenza radicata nei confronti delle imprese multinazionali, che caratterizza da sempre la nostra sinistra sindacale e politica. E per la verit\u00e0 anche la destra, sempre molto impegnata nella difesa dell\u2019\u201citalianit\u00e0\u201d delle nostre imprese. Se vogliamo migliorare la qualit\u00e0 degli imprenditori con cui abbiamo a che fare, incrementarne la modernit\u00e0 e l\u2019apertura all\u2019innovazione, dobbiamo allargare la platea: dunque abituarci a trattare con le multinazionali. Ma anche rendere il nostro Paese pi\u00f9 attrattivo verso di esse.<\/p>\n<p><strong> D. Torniamo al lavoro agile. Quest\u2019ultimo decreto che alleggerisce le formalit\u00e0 dello smart working \u00e8 legato all\u2019emergenza Covid-19. Cosa accadr\u00e0 quando essa cesser\u00e0?<br \/>\nR.<\/strong> Temo che l\u2019alleggerimento verr\u00e0 meno. La speranza \u00e8 che lo tsunami Covid-19 porti almeno questo di buono: una maggiore diffusione della pratica del lavoro agile. A quel punto forse qualcuno si render\u00e0 conto dell\u2019inutilit\u00e0 e anzi dannosit\u00e0 delle bardature burocratiche, e queste verranno abrogate.<\/p>\n<p><strong>D. Lei \u00e8 contitolare di uno studio legale di grandi dimensioni. Come sono andate le cose da voi?<br \/>\nR. <\/strong>Abbiamo rapidamente attrezzato tutti gli avvocati e collaboratori che non lo avevano ancora con il software necessario per lavorare da casa in rete e in collegamento con il gestionale e le banche dati dello Studio. Lo stesso abbiamo fatto per tutto il personale dipendente, per quel che riguarda la tenuta della contabilit\u00e0, i pagamenti, l\u2019emissione delle fatture, i depositi telematici di atti urgenti. La sede dello studio resta aperta con una presenza minima indispensabile di persone, garantita a turno da avvocati e dipendenti, come a Ferragosto. Per il resto tutto il lavoro viene svolto da casa.<\/p>\n<p><strong>D. E sta funzionando?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Certo, questo non sarebbe possibile con i flussi di lavoro dei tempi normali; ma ora i flussi si sono modificati: \u00e8 un po\u2019 aumentato il lavoro di consulenza, ma il lavoro giudiziale di udienza \u00e8 quasi del tutto sospeso. Comunque \u00e8 un\u2019esperienza molto interessante, che sar\u00e0 utilissima per quando torneremo alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>D. Dovranno cambiare anche i contratti e le tecniche di tutela?<br \/>\nR. <\/strong>S\u00ec, il lavoro agile pone problemi di protezione in parte molto diversi da quelli del lavoro tradizionale. Per esempio, qui non ha alcun senso responsabilizzare il datore di lavoro per la sicurezza e l\u2019igiene del lavoro: il datore di lavoro agile \u00e8 per definizione non responsabile del luogo di svolgimento della prestazione, perch\u00e9 non sa e non ha diritto di sapere neppure dove la prestazione venga svolta. L\u2019obbligo di consegnare al lavoratore e al responsabile per la sicurezza annualmente una \u201cinformativa sui rischi specifici connessi alla particolare modalit\u00e0 di esecuzione\u201d della prestazione \u00e8 privo di qualsiasi senso. Quale pu\u00f2 essere il \u201crischio specifico\u201d del lavorare per mezzo di un pc mobile collegato con l\u2019azienda via Internet? Il vero rischio per il lavoratore agile \u00e8 un altro.<\/p>\n<p><strong> D. Quale?<br \/>\nR.<\/strong> Quello di non \u201cstaccare\u201d mai. Ma questo \u00e8 tutto un altro discorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante gli appesantimenti burocratici del tutto inutili imposti dalla legge n. 81\/2017, la diffusione dello smart working pu\u00f2 rivelarsi una conseguenza positiva, pur nel disastro prodotto dalla pandemia da coronavirus: l&#8217;embrione di un nuovo assetto dei rapporti di lavoro . 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