
{"id":55092,"date":"2020-04-13T11:33:59","date_gmt":"2020-04-13T10:33:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55092"},"modified":"2020-04-13T11:45:51","modified_gmt":"2020-04-13T10:45:51","slug":"limpatto-del-virus-sulleconomia-e-loccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55092","title":{"rendered":"L&#8217;IMPATTO DEL VIRUS SULL&#8217;ECONOMIA E L&#8217;OCCUPAZIONE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Senza interventi rapidi e convincenti del governo, COVID-19 potrebbe mettere a rischio fallimento pi\u00f9 di 100.000 imprese, minacciando per primi i contratti\u00a0<em>part-time<\/em>, a termine e in somministrazione e le filiere pi\u00f9 esposte (soprattutto il turismo): le stime sull&#8217;occupazione del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali<\/span><\/h4>\n<p class=\"author\"><em><br \/>\nArticolo di Alberto Brambilla, p<\/em><em>residente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, e <\/em><em>Claudio Negro, ricercatore della Fondazione Anna Kuliscioff\u00a0pubblicato sul sito <\/em><a href=\"https:\/\/www.ilpuntopensionielavoro.it\/site\/home.html\">Il Punto Pensioni &amp; Lavoro<\/a><em> il 30 marzo 2020 &#8211; In argomento v. anche il progetto di un gruppo di economisti <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55060\">Per vincere la pandemia senza uccidere l&#8217;economia<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_49807\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=49807\" rel=\"attachment wp-att-49807\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49807\" class=\"size-medium wp-image-49807\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/AlbertoBrambilla-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/AlbertoBrambilla-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/AlbertoBrambilla-150x110.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/AlbertoBrambilla.jpg 628w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-49807\" class=\"wp-caption-text\">Alberto Brambilla<\/p><\/div>\n<p>Se le previsioni economiche in relazione soprattutto al rapporto debito pubblico-PIL sono molto preoccupanti, in assenza di seri provvedimenti di politica economica e industriale (si legga &#8220;mettere a punto un piano per far ripartire in sicurezza l\u2019industria&#8221;) da parte del governo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpuntopensionielavoro.it\/site\/home\/lavoro\/il-mercato-del-lavoro-prima-e-dopo-lo-choc-coronavirus-cosa-aspettarsi-dal-2020.html\">dal punto di vista del lavoro il peggio deve ancora venire<\/a>. \u00c8<strong>\u00a0<\/strong>intuitivo che lo stop alla maggior parte delle attivit\u00e0 produttive e dei servizi e la compressione dei consumi generata dal\u00a0<em>lockdown\u00a0<\/em><strong>provocher\u00e0 una sostanziosa riduzione della ricchezza prodotta,<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.ilpuntopensionielavoro.it\/site\/home\/il-punto-di-vista\/le-contraddizioni-del-fare-debito-e-dello-state-a-casa.html\">misurabile sia pure un po&#8217; grossolanamente col PIL<\/a>,<strong> una perdita di quote di mercato e fatturato per le imprese e una conseguente ridondanza di offerta di lavoro.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Immaginare in questa drammatica fase di inoccupazione di fare una sanatoria pi\u00f9 o meno temporanea per gli stagionali in agricoltura o immaginare una sanatoria generale, <a href=\"https:\/\/www.ilpuntopensionielavoro.it\/site\/home\/lavoro\/sanatorie-un-vero-strumento-di-tutela-per-i-lavoratori-irregolari.html\">come evidenziato acutamente da Natale Forlani da queste pagine<\/a>, e lasciare inattivi i percettori del reddito di cittadinanza e i tanti che usufruiscono di ammortizzatori sociali \u00e8 una follia tipicamente italiana; di gente che, parafrasando il passo del Manzoni su Don Abbondio, proprio non ha coraggio e attributi.<\/p>\n<p><strong>Ed \u00e8 altres\u00ec intuitivo che questi danni saranno direttamente proporzionali alla durata dell&#8217;emergenza sanitaria<\/strong>,\u00a0a quello che accadr\u00e0 negli altri Paesi, spesso nostri <em>competitors<\/em>, e alle misure\u00a0governative\u00a0atte a contrastarla. Tentare di mettere a fuoco portata e condizioni del fenomeno non \u00e8 un esercizio accademico, ma un primo sforzo per quantificarne gli impatti e individuare i provvedimenti necessari a fargli fronte. I problemi del dopo COVID-19 si manifesteranno sia sul versante delle condizioni delle imprese, e quindi dell&#8217;occupazione, sia sul piano delle dinamiche finanziarie necessarie per\u00a0il sostegno alla liquidit\u00e0 del sistema economico,\u00a0con tutto quello che implica in termini di spesa pubblica, indebitamento e rapporti con l&#8217;Unione Europa.\u00a0Il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali ha gi\u00e0 pubblicato negli scorsi giorni <a href=\"https:\/\/www.ilpuntopensionielavoro.it\/site\/home\/il-punto-di-vista\/le-contraddizioni-del-fare-debito-e-dello-state-a-casa.html\">le previsioni sui possibili scenari economici<\/a>; in questa sede,\u00a0<strong>ci concentreremo dunque sulle questioni del lavoro e dell&#8217;occupazione<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/know.cerved.com\/imprese-mercati\/coronavirus-fino-al-10-delle-aziende-in-defaul\/\">Sulla base della recente ricerca Cerved<\/a>\u00a0che misura le prospettive dei settori produttivi in termini aggregati e disaggregati in funzione delle previsioni di fatturato 2020 e 2021, si possono individuare due scenari: quello pi\u00f9 ottimista, in cui la pandemia termina a fine maggio, e quello pi\u00f9 pessimistico in cui si arriva a fine anno. <strong>Nel primo caso si prevede che il fatturato delle imprese scenda di oltre\u00a07 punti\u00a0nel 2020, <\/strong>per poi risalire nel 2021 ai livelli 2019. <strong>Nel secondo caso, la perdita stimata sarebbe invece di quasi 18 punti nel 2020 e la ripresa del 2021 consentirebbe s\u00ec e no di raggiungere i livelli del 2017.<\/strong><\/p>\n<p>Queste previsioni tengono oltretutto conto di una media di variabili, che concretamente potrebbero poi avere sviluppi diversi. Molto penalizzate sarebbero le imprese che lavorano per l&#8217;<em>export,\u00a0<\/em>che generalmente sono anche le pi\u00f9 avanzate sul terreno dell&#8217;innovazione, soprattutto nel caso di una chiusura delle frontiere europee (la riapertura della Cina non sarebbe sufficiente a riequilibrare le perdite). Gravi, come gi\u00e0 segnalato,\u00a0le perdite per le imprese dei settori turismo, ristorazione e servizi alla persona, che gi\u00e0 ora stanno scontando le conseguenze del <em>lockdown:<\/em>\u00a0perdite purtroppo irrecuperabili.\u00a0Pi\u00f9 nel dettaglio, il settore\u00a0turistico-alberghiero, tenendo conto sia di tutte le imprese della filiera del turismo sia del trasporto aereo e dell&#8217;<em>automotive<\/em>, perderebbe il\u00a0<strong>73% del fatturato nel 2020<\/strong>\u00a0<strong>con l&#8217;ipotesi pessimistica e il\u00a036%<\/strong>\u00a0<strong>al verificarsi degli scenari pi\u00f9 ottimistici. <\/strong>Come previsto dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, una perdita irrecuperabile del 50% del PIL prodotto nel 2019.\u00a0A\u00a0tenere\u00a0sarebbero la filiera dell&#8217;alimentare, la farmaceutica, i settori dell&#8217;informatica, delle telecomunicazioni e delle applicazioni innovative per lavoro, convegni, <em>meeting<\/em> a distanza\u00a0e, in parte, del commercio <em>online<\/em>; in crisi anche i sistemi &#8220;moda&#8221; e &#8220;casa&#8221;.<\/p>\n<p>Sulla base di queste ipotesi e di quelle gi\u00e0 formulate per PIL e debito, per quanto riguarda i livelli di occupazione, i due scenari indicati danno i seguenti risultati: <strong>1) <\/strong>nello scenario pi\u00f9 ottimistico, che prevede la fine della crisi tra il 20 e la fine di maggio, per una durata complessiva di 3 mesi esatti, e una\u00a0traslazione dei debiti (interessi, ratei di mutuo, ecc.),\u00a0<strong>le imprese a rischio fallimento sarebbero circa<\/strong>\u00a0<strong>98.000 <\/strong>per un totale di 2.200.000 lavoratori;<strong> 2) <\/strong>nel secondo caso,\u00a0vale a dire con una\u00a0crisi fino a fine anno, con conseguente difficolt\u00e0 a traslare i debiti,\u00a0<strong>le imprese potenzialmente fallite sarebbero\u00a0176.000<\/strong> per un totale di 3.800.000 lavoratori.<\/p>\n<div id=\"attachment_48227\" style=\"width: 213px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=48227\" rel=\"attachment wp-att-48227\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48227\" class=\"wp-image-48227 \" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Claudio-Negro.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Claudio-Negro.jpg 191w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Claudio-Negro-109x150.jpg 109w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48227\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Negro<\/p><\/div>\n<p>Molto dipender\u00e0 dagli interventi pubblici a sostegno dell\u2019economia. Da considerare in particolare che, nello scenario peggiore, sar\u00e0 difficile poter traslare imposte e contributi e imposte dirette poich\u00e9 tale flusso vale quasi il 60% di tutte le entrate \u2013 oltre 450 miliardi \u2013 e senza questi soldi, considerando che nel 2021 si dovranno rinnovare oltre 300 miliardi di debiti in scadenza, doverne emettere per 750 sarebbe impresa impossibile, anche considerando un grande apporto di acquisti della BCE.\u00a0Tuttavia, come evidenziato, per l\u2019Italia la zavorra dell&#8217;indebitamento potrebbe oggi non ostacolare un maggior debito, che per\u00f2 peserebbe spaventosamente nel dopo COVID-19: <strong>oltrepassare il \u201cRubicone\u201d del 153% nel rapporto tra debito e PIL potr\u00e0 anche essere perdonato da qualche Paese europeo, ma difficilmente i mercati lo accetteranno.\u00a0<\/strong>Occorrerebbe un intervento anche del MES, con o senza condizionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 concretamente nell&#8217;ipotesi meno grave, <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b\">se\u00a0si facesse come dice Mario Draghi<\/a>, si potrebbero risolvere i problemi di liquidit\u00e0 di quasi tutte le imprese, quindi teoricamente azzerare o quasi il rischio disoccupazione, ma ben difficilmente quest&#8217;ipotesi di scuola si realizzer\u00e0. In primo luogo perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec scontato che venga immessa nel sistema tutta la liquidit\u00e0 teoricamente necessaria; in secondo luogo perch\u00e9 \u00e8 molto probabile che le imprese delle filiere maggiormente compromesse assumano comunque misure di contenimento dei costi del lavoro, riservandosi eventualmente di recuperare in seguito. <strong>In questo probabile scenario verranno sacrificati per primi i rapporti di lavoro pi\u00f9 elastici:<\/strong> tempi determinati e <em>part-time\u00a0<\/em>(che molto spesso vengono assunti con questa implicita funzione di ammortizzatore). La filiera che fa pi\u00f9 uso di questo tipo di contratti \u00e8 quella maggiormente indiziata come a rischio di <em>default<\/em>: turismo, ricezione, ristorazione. Solo in questi comparti sono circa\u00a01.200.000 i contratti\u00a0di questo tipo, candidati privilegiati alla risoluzione. Altri\u00a0100.000\u00a0si trovano nei servizi alle persone. Nelle altre filiere candidate alla crisi (<em>automotive<\/em>, trasporto aereo, moda e casa) queste tipologie contrattuali sono molto meno diffuse ma, in compenso, c&#8217;\u00e8 molto lavoro in somministrazione che, per definizione, sarebbe ugualmente considerato rinunciabile.<strong> Stiamo parlando di circa\u00a01.500.000 posti di lavoro\u00a0(non ULA) a rischio molto concreto,<\/strong> che potrebbero essere meno se l&#8217;impegno del governo sull&#8217;erogazione di liquidit\u00e0, e soprattutto sulla modalit\u00e0 di ripresa del lavoro, fosse particolarmente rapida e convincente. In caso contrario, questi numeri aumenterebbero\u00a0perch\u00e9 anche i contratti stabili potrebbero finire in discussione.<\/p>\n<p><strong>Un altro indicatore (un po&#8217; accademico) da considerare \u00e8 il rapporto tra l&#8217;andamento del PIL e del tasso di disoccupazione.<\/strong> Secondo la Legge di Okun, riletta per la realt\u00e0 italiana da Dell&#8217;Aringa, a un aumento di 1 punto di PIL corrisponde non necessariamente un incremento occupazionale, ma un incremento dello 0,5% delle ore lavorate. Secondo Daveri produce un calo di 0,37% del tasso di disoccupazione. Assumiamo che valgano grosso modo anche i valori inversi e ipotizziamo (stiamo sempre parlando dell&#8217;ipotesi pi\u00f9 favorevole) che si perda il 5% del PIL: nell&#8217;ipotesi Dell&#8217;Aringa vuol dire perdere il 2,5% delle ore lavorate. Il che grosso modo \u00e8 compatibile con la perdita delle ore lavorate da <em>part-timer <\/em>e tempi determinati nella filiera del turismo e nei somministrati. Nell&#8217;ipotesi Daveri un calo di 5 punti del PIL dovrebbe determinare un aumento di 1,85% del tasso di disoccupazione. Prendendo sempre con le pinze questo indicatore, a tasso di attivit\u00e0 fermo significherebbe circa 440.000 posti di lavoro perduti in termini di ULA.\u00a0Facendo una media &#8211; discutibile sul piano formale, ma sostanzialmente efficace &#8211; si tratterebbe di circa\u00a0800.000 posti\u00a0di lavoro perduti, pari a un\u00a0calo del tasso di occupazione di 3,4 punti.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 le stime Itinerari Previdenziali calcolano una perdita quasi doppia del PIL, i<strong>l tasso di occupazione attuale &#8211; gi\u00e0 modesto &#8211; scenderebbe disastrosamente dall\u2019attuale 59% al 53%<\/strong>. Finiremo sotto la Grecia?<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\"><em>.<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza interventi rapidi e convincenti del governo, COVID-19 potrebbe mettere a rischio fallimento pi\u00f9 di 100.000 imprese, minacciando per primi i contratti\u00a0part-time, a termine e in somministrazione e le filiere pi\u00f9 esposte (soprattutto il turismo): le stime sull&#8217;occupazione del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali Articolo di Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-55092","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55092\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}