
{"id":55204,"date":"2020-04-13T11:03:06","date_gmt":"2020-04-13T10:03:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55204"},"modified":"2020-04-13T11:15:59","modified_gmt":"2020-04-13T10:15:59","slug":"alcune-valutazioni-sulla-siderurgia-a-taranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55204","title":{"rendered":"ALCUNE ALTRE VALUTAZIONI SULLA SIDERURGIA A TARANTO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Riavviare una fabbrica ferma, ferita e senza un mercato, non \u00e8 operazione semplice &#8211; Occorrer\u00e0 trovare nuovi privati disponibili ad affiancare lo Stato nel capitale e nella gestione, perch\u00e9 lo Stato non ha alcuna competenza n\u00e9 nella produzione, n\u00e9 circa il funzionamento e le prospettive del mercato dell&#8217;acciaio<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nConsiderazioni inviate il 6 aprile 2020 <strong>da Roberto Pensa<\/strong>, ingegnere, dirigente nell\u2019acciaieria di Taranto sia nel periodo della gestione pubblica, sia in quello della gestione Riva, sia in quello della gestione commissariale, prima del 2017 &#8211; In argomento v. anche gli interventi precedenti di R.P. su questo sito: <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54326\">La gestione dell&#8217;ILVA non va demonizzata<\/a><em>,<\/em> <em>del 1\u00b0 dicembre 2019, e <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54334\">Ancora sull&#8217;inquinamento atmosferico prodotto dall&#8217;ILVA<\/a><em>, del 6 dicembre<\/em><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54269\" rel=\"attachment wp-att-54269\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-54269\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-150x61.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera.jpg 351w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo circa 5 anni di\u00a0 difficile gestione commissariale della fabbrica, nel novembre 2018 Arcelor Mittal subentra a tutto titolo nella gestione della fabbrica con un discutibile contratto d&#8217;affitto, fermamente convinta di rilanciare la fabbrica.<br \/>\nLa prima operazione \u00e8 la immediata sostituzione dello storico logo ILVA\u00a0 della fabbrica con quello ARCELOR MITTAL \u00e8 l&#8217;arrivo di un top management estero\u00a0 proveniente da altri stabilimenti. Toni trionfalistici, rassicuranti ed una buona comunicazione in tal senso.<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 \u00e8\u00a0 ben diversa: mancanza di mercato, perdita di competitivit\u00e0, logiche politiche, assenza di competenza, scarsa qualit\u00e0, poca fiducia nel capitale umano, difficolt\u00e0 di ogni genere, assenza di assetto industriale, indirizzo tecnologico confuso, paura nel rapporto con le istituzioni, assenza dei migliori fornitori, crisi gestionali, ambientalismo ottuso, sorda burocrazia, inesperienza, inadeguatezza, manutenzione inefficace, inefficienze diffuse e, o altro ancora.<\/p>\n<p>Ecco le ragioni\u00a0 alla base di un fallimento globale e della possibile chiusura dello stabilimento, che\u00a0 sino al 2012 era una efficiente macchina da soldi che ha prodotto nel rispetto delle leggi,\u00a0 raggiungendo nell&#8217;ultimo periodo della gestione Riva, l&#8217;obbiettivo di zero incidenti.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0 anche possibile ipotizzare\u00a0 che le leggi dello stato sull&#8217;ambiente, nei parametri, nei limiti e nei risultati, seppur rispettati, non hanno favorito e difeso la salute pubblica a sufficienza, determinando, in oltre cinquanta anni, la situazione che prima di ogni altra persona o istituzione, chi ha lavorato per anni seriamente, mai avrebbe voluto,\u00a0 per s\u00e9 e i propri cari.<\/p>\n<p>\u00c8 abbastanza evidente che gi\u00e0 dal novembre 2019, dopo appena un anno di gestione, Mittal ha messo in campo la sua strategia di &#8220;exit&#8221; che molti di noi ritengono si concluder\u00e0 entro il corrente anno.<\/p>\n<p>Oggi non va chiesta\u00a0\u00a0 la chiusura dell&#8217;ex ILVA,\u00a0 perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec, perch\u00e9\u00a0 ci stiamo ugualmente e lentamente arrivando;\u00a0 chiediamoci invece perch\u00e9 siamo arrivati a tanto e cosa fare per recuperare questa fabbrica che \u00e8\u00a0 vitale per il territorio e per il paese.<\/p>\n<p>Queste considerazioni sono condivise da molti esperti nel settore e da molti tecnici, quadri e dirigenti tarantini che operano ed hanno operato nella fabbrica, a conferma che la parte silenziosa, di fatto non si astiene da informare e condividere; purtroppo questo contributo \u00e8\u00a0 stato sempre scarsamente utilizzato ed apprezzato dal territorio, poich\u00e9\u00a0 la volont\u00e0 estesa di voler chiudere lo stabilimento ha preso il posto della razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando a fine anno Mittal lascer\u00e0 lo stabilimento, \u00e8 possibile che lo restituisca allo Stato con gli impianti fermi ma in condizione da ripartire. \u00c8\u00a0bene essere consapevoli anche\u00a0 che riavviare una fabbrica ferma, ferita e senza un mercato, non \u00e8 un&#8217;operazione semplice. Occorrer\u00e0 trovare nuovi privati disponibili ad affiancare lo Stato nel capitale e nella gestione (perch\u00e9 lo Stato non ha alcuna competenza n\u00e9 nella produzione, tantomeno in quella ecologicamente corretta, n\u00e9 circa il funzionamento e le prospettive del mercato dell&#8217;acciaio).<\/p>\n<p>Tutto questo in\u00a0 una Italia dove con i Riva \u00e8 stato fatto un&#8217; esproprio senza indennizzo, dove con facilit\u00e0 \u00e8\u00a0 stato possibile distruggere un bene che produceva ricchezza con sequestri prima di impianti, poi dei prodotti e dei beni aziendali.<br \/>\nIn un paese\u00a0 dove si ritiene rischioso investire per le\u00a0 complesse normative ed un colossale potere ed autonomie delle procure affiancate da governanti e politici non sempre all&#8217;altezza. (*)<\/p>\n<p>Inoltre l&#8217;ultima, ma non meno determinante, \u00e8 l&#8217;azione della locale politica degli amministratori,\u00a0 che poco rappresenta le reali dimensioni del problema, rinunciando a una prospettiva di sviluppo economico e di un\u00a0 futuro vivibile.<\/p>\n<p>Completo evidenziando che la fabbrica siderurgica di Taranto resta l&#8217;unica siderurgia in Italia a ciclo integrale e ha potenzialit\u00e0 ed impianti moderni per sviluppare volumi di rilievo occorrenti per l&#8217;industria meccanica del paese. (**)<\/p>\n<p>Con la chiusura degli impianti l&#8217;Italia resterebbe fortemente dipendente da altri paesi. Nella UE invece Francia, Germania, Austria, Spagna, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bosnia, Serbia manterrebbero le loro siderurgie a ciclo integrale.<\/p>\n<p><strong><u>_________________<\/u><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(*)\u00a0 Per completare il significato di quanto esposto e rafforzare l&#8217;allarme su questa perdita di produzioni del paese, ritengo utile diffondere il link di una interessante tavola rotonda tenuta \u00a0\u00a0all\u2019assemblea annuale Federacciai del 18 Ottobre 2018\u00a0 con il\u00a0 Prof. Giulio Capelli, Prof. Alberto Cl\u00f2 ed\u00a0 il Dott. Carlo Nordio \u00a0sulla situazione dell&#8217;industria italiana vista da tre esperti che esprimono pareti ed opinioni sulle cause del declino della nazione conseguenti ad azioni o non azioni di magistrati, governi, politici. Purtroppo la discussione \u00e8\u00a0 sviluppata in un video\u00a0 di lunga durata e richiede pazienza ed attenzione, ma di questi tempi, che siamo obbligati a casa per il Covid-19, si pu\u00f2 anche fare.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sekisb18dXs&amp;feature=share\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sekisb18dXs&amp;feature=share<\/a><\/p>\n<p>(**) Un altro danno all&#8217;economia del paese e del suo apparato industriale siderurgico viene causato in questi giorni dalla fermata della \u00a0Ferriera di Trieste, rilevata alcuni anni fa dal gruppo\u00a0 Arvedi con una storia di 123 anni dove erano operative cokerie, impianti di agglomerazione e un altoforno nonch\u00e9 una centrale termica che recuperava i gas prodotti.<br \/>\nContinuiamo cos\u00ec&#8230; Sino al decennio 1980\/90, erano presenti in Italia \u00a0ben 5 impianti a ciclo integrale con circa 13-14 altiforni. Oggi in Italia ci sono 2 altiforni in marcia a Taranto dal futuro incerto. Quanto costruito con fatica in oltre 70 anni, con enorme esborso di denaro, \u00e8 stato demolito con rapidit\u00e0, nell&#8217;ultimo ventennio ( vedi Bagnoli, Cornigliano, Piombino).<br \/>\nRiporto due link dove si parla della fermata della Ferriera\u00a0 di Trieste: <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/videogallery\/italia\/2020\/03\/27\/trieste-si-spegne-la-ferriera-finisce-una-storia-di-123-anni_2a5c0203-00e8-42e6-a9bb-171df6e60890.html\">https:\/\/www.ansa.it\/sito\/videogallery\/italia\/2020\/03\/27\/trieste-si-spegne-la-ferriera-finisce-una-storia-di-123-anni_2a5c0203-00e8-42e6-a9bb-171df6e60890.html<\/a>: video rappresentativo\u00a0 del lavoro di quattro generazioni, del loro impegno, sacrificio\u00a0 e fonte di mantenimento per tante famiglie e di sviluppo economico.<br \/>\nPurtroppo il sindaco di Trieste ha liquidato la faccenda in modo sbrigativo, dichiarando che Trieste non ha pi\u00f9 interesse nella produzione della ghisa.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilfriuli.it\/articolo\/economia\/ferriera,-laddio-di-giovanni-arvedi\/4\/205607\">https:\/\/www.ilfriuli.it\/articolo\/economia\/ferriera,-laddio-di-giovanni-arvedi\/4\/205607<\/a><br \/>\nGiovanni Arvedi, imprenditore dell\u2019acciaio fra i pi\u00f9 solidi al mondo, si congeda da Trieste con una lettera colma di amarezza. La citt\u00e0 e le istituzioni non hanno compreso, n\u00e9 apprezzato l\u2019enorme sforzo compiuto per bonificare un sito da decenni inquinato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riavviare una fabbrica ferma, ferita e senza un mercato, non \u00e8 operazione semplice &#8211; Occorrer\u00e0 trovare nuovi privati disponibili ad affiancare lo Stato nel capitale e nella gestione, perch\u00e9 lo Stato non ha alcuna competenza n\u00e9 nella produzione, n\u00e9 circa il funzionamento e le prospettive del mercato dell&#8217;acciaio . 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