
{"id":55363,"date":"2020-04-26T12:13:16","date_gmt":"2020-04-26T11:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55363"},"modified":"2020-04-26T23:08:15","modified_gmt":"2020-04-26T22:08:15","slug":"il-chilometro-zero-e-la-community-supported-agricolture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55363","title":{"rendered":"IL &#8220;CHILOMETRO ZERO&#8221; E LA COMMUNITY SUPPORTED AGRICOLTURE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Le osservazioni critiche circa la ripetibilit\u00e0 dell&#8217;esperienza dell&#8217;azienda agricola bolognese e la risposta di Arvaia: quello cui apparteniamo \u00e8 un modello diffuso nel mondo: si chiama<\/span> <span style=\"color: #993300;\"><em>CSA-Community Supported Agricolture<\/em><\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera di Gianmario Nava pervenuta il 22 aprile 2020, in riferimento a <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55296\">quella del 15 precedente di Andrea Guadagni<\/a> &#8211; Segue la risposta di quest&#8217;ultimo<br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55326\" rel=\"attachment wp-att-55326\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-55326\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-4.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-4.jpg 299w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-4-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a>Gentile Professore, ho letto la sua risposta a <em>Andrea Guadagni<\/em> che propone l&#8217;esperienza della cooperativa agricola &#8220;suburbana&#8221; nella quale lavora la figlia.<\/p>\n<p>Devo dire che se non si rimettono i piedi per terra si continuer\u00e0 una sorta di disputa ideologica dalla quale non vedo come possa uscire qualcosa di buono, tanto meno nel senso delle intenzioni del lettore e della figlia che non mi sono affatto estranee.<\/p>\n<p>Non ha senso dire che la cooperativa \u00e8 &#8220;indipendente dalle leggi di mercato&#8221;. La prima legge di mercato \u00e8 che non si pu\u00f2 produrre in perdita, la seconda \u00e8 che si devono trovare clienti disposti a pagare un prezzo remunerativo per i prodotti, la terza \u00e8 che le rendite di posizione ci sono e sono inevitabili salvo mitigarne gli effetti.<\/p>\n<p>Ora la cooperativa si avvale di tutte e tre queste regole, sono bravi ed hanno fidelizzato i clienti al punto di farli partecipare al rischio di impresa e di fargli pagare gli eventuali extracosti del loro particolare modo di produrre. In pi\u00f9 possono sfruttare la posizione dei loro terreni, pregiati in quanto vicino ad una citt\u00e0 e magari irrigui e di buona qualit\u00e0 agronomica; condizioni queste che non tutti i terreni agricoli &#8211; ed anzi una minoranza &#8211; possono vantare in Italia e nel mondo. Il loro \u00e8 un buon modo di lavorare, hanno buoni prodotti, buoni clienti, buoni terreni.<\/p>\n<p>Altri devono trovare soluzioni diverse per terreni diversi e colture diverse, non sono soluzioni migliori in assoluto e sopratutto non sono peggiori solo perch\u00e8 non corrispondono alla soluzione trovata dalla cooperativa nelle sue particolari condizioni e che vive anche perch\u00e8 \u00e8 vicina ad una citt\u00e0 pienamente inserita nel mondo globale.<\/p>\n<p>L&#8217;ecologia ci insegna che tutte le nicchie ecologiche possono essere e di fatto sono occupate, l&#8217;economia dice la stessa cosa delle nicchie economiche ma le regole ecologiche o economiche di mercato sono uguali per tutti i soggetti all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema.<\/p>\n<p>Sogno il momento nel quale si arriver\u00e0 ad avere una visione pi\u00f9 realistica (olistica?) della realt\u00e0. Cordialit\u00e0<\/p>\n<p>Gianmario Nava<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55323\" rel=\"attachment wp-att-55323\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-55323\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-1.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-1.png 259w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lavoro-agricolo-Arvaia.it-1-150x112.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>LA RISPOSTA DI ANDREA GUADAGNI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Caro Gianmario, Pietro Ichino mi ha fatto conoscere la sua mail e mi ha invitato a rispondere. Parliamo dunque, pi\u00f9 esattamente, di agricoltura supportata dalla comunit\u00e0 (CSA &#8211; Community Supported Agriculture). Arvaia \u00e8 infatti parte di un modello, diffuso in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Conoscendo Arvaia le posso assicurare che occorrono i piedi ben piantati per terra per far crescere circa 560 quintali di ortaggi e verdure biologici, tutti naturalmente stagionali, con 50 tipi diversi di ortaggi, distribuiti a 200 famiglie (soci fruitori), per 49 settimane l&#8217;anno. Gli agricoltori (soci lavoratori), fra cui mia figlia, sono in cinque.<\/p>\n<p>Neanche a loro piace l&#8217;etichetta &#8220;km zero&#8221; perch\u00e9 \u00e8 stata variamente svilita come giustamente anche lei e Ichino avete fatto notare. Ma nel caso di Arvaia questa notazione ha senso.<\/p>\n<p>Lei ha accennato al senso e alla ripetibilit\u00e0 dell&#8217;esperienza di Arvaia. Questo discorso \u00e8 piuttosto ampio e andrebbe sviluppato con calma. Le cose non sono cos\u00ec semplici come lei accenna. Per\u00f2 quando nella mail di Arvaia si diceva &#8220;indipendente dalle leggi di mercato&#8221; si voleva sottolineare che la formula economica e produttiva della cooperativa agricola \u00e8 effettivamente innovativa. Perch\u00e9 a fronte di un &#8220;abbonamento&#8221; annuale e a una collaborazione ad alcune fasi produttive come la raccolta delle fragole, i soci ricevono per tutto l&#8217;anno ortaggi buonissimi e sani. Mentre gli agricoltori hanno la sicurezza di poter coprire tutte le spese, compresi i propri (modesti) stipendi. Certamente la vicinanza a Bologna \u00e8 un vantaggio perch\u00e9 \u00e8 una citt\u00e0 aperta a questo tipo di iniziative, ma il Comune &#8211; proprietario dei terreni &#8211; non fa sconti. Arvaia paga un affitto che \u00e8 circa il doppio del prezzo, appunto, &#8220;di mercato&#8221;. E il fatto di dover irrigare con l&#8217;acqua potabile e cara dell&#8217;acquedotto \u00e8 un&#8217;assurdit\u00e0 causata da lentezze burocratiche e vincoli pregressi che non si riescono a superare.<\/p>\n<p>Quello che lei dice &#8220;Sogno il momento nel quale si arriver\u00e0 ad avere una visione pi\u00f9 realistica (olistica?) della realt\u00e0&#8221; \u00e8 anche quello che sognano i soci di Arvaia. Certamente con la loro attivit\u00e0 &#8211; e quella di tutte le CSA &#8211; viene fatto un passo in quella direzione. Cordialmente,<\/p>\n<p>Andrea Guadagni<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le osservazioni critiche circa la ripetibilit\u00e0 dell&#8217;esperienza dell&#8217;azienda agricola bolognese e la risposta di Arvaia: quello cui apparteniamo \u00e8 un modello diffuso nel mondo: si chiama CSA-Community Supported Agricolture . Lettera di Gianmario Nava pervenuta il 22 aprile 2020, in riferimento a quella del 15 precedente di Andrea Guadagni &#8211; Segue la risposta di quest&#8217;ultimo<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,13],"tags":[],"class_list":["post-55363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55363"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55363\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}