
{"id":55489,"date":"2020-05-15T17:42:20","date_gmt":"2020-05-15T16:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55489"},"modified":"2020-05-17T19:58:30","modified_gmt":"2020-05-17T18:58:30","slug":"orario-di-lavoro-linsostenibile-proposta-catalfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55489","title":{"rendered":"ORARIO DI LAVORO: L&#8217;INSOSTENIBILE PROPOSTA CATALFO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Affrontare il problema della ripresa post-epidemia diminuendo l\u2019input di lavoro senza adoperarsi per una significativa crescita degli altri fattori produttivi determinerebbe un calo della produzione e nessun miglioramento della produttivit\u00e0: un esito catastrofico<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 68 di<\/em> Mercato del Lavoro News<em>,<\/em> <em>Bollettino della Fondazione Kuliscioff, a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong>, pubblicato anche su <\/em>Firstonline <em>l&#8217;8 maggio 2020<strong> &#8211; <\/strong>In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=52609\">Lavorare meno lavorare tutti: sogno o realt\u00e0?<\/a><em>, articolo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/58666\/lavorare-meno-lavorare-tutti-cosa-ce-dietro-lo-slogan\/#autore\">Cyprien Batut, Andrea Garnero e Alessandro Tondini<\/a>, pubblicato sul sito <\/em>lavoce.info<em> il 16 aprile 2o19; inoltre <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44640\">il mio editoriale telegrafico del 24 aprile 2017<\/a>: ivi ulteriori riferimenti a studi sull&#8217;argomento<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55567\" rel=\"attachment wp-att-55567\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-55567\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/part-time.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/part-time.jpg 209w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/part-time-139x150.jpg 139w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><\/strong>L\u2019indicazione della Ministra del Lavoro Catalfo di <strong>ridurre l\u2019orario a parit\u00e0 di retribuzione per salvaguardare l\u2019occupazione<\/strong> nel dopo crisi sembra venire da un altro pianeta. Pare non tenere conto di una realt\u00e0 italiana assai lontana dall\u2019immagine che ne hanno molti operatori della politica. In Italia nel 2019 si sono lavorate 28 miliardi 959 milioni 790 mila ore (28.959.790.000), che divise per i 23.300.000 occupati (media annuale 2019) ci d\u00e0 una media di <strong>1.242 ore lavorate pro capite di fatto<\/strong>, al netto degli episodi di Cassa Integrazione e compresi gli straordinari. <strong>L\u2019orario annuale medio di un lavoratore dipendente<\/strong>, tenendo conto di ferie, festivit\u00e0 ma senza straordinari, <strong>sarebbe di 1.723 ore<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52503\" rel=\"attachment wp-att-52503\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-52503\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Lavoratrice-a-tempo-parziale.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Lavoratrice-a-tempo-parziale.jpg 278w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Lavoratrice-a-tempo-parziale-150x98.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>Naturalmente non si tratta di assenteismo fuori controllo o di lassismo individuale: il punto \u00e8 <strong>la<\/strong> <strong>larga diffusione del part time<\/strong> (18,6%) che abbatte il dato delle ore lavorate pro capite. Esso \u00e8 soprattutto femminile e diffuso soprattutto in quei settori particolarmente colpiti dal lockdown e nei quali l\u2019occupazione \u00e8 pi\u00f9 a rischio: commercio al dettaglio, servizi alle persone, turismo, ristorazione. Ma \u00e8 chiaro che prospettare a questi lavoratori una riduzione di orario sarebbe incomprensibile, tenuto anche conto del fatto che la maggioranza dei part time in questo settore sono involontari (imposti dall\u2019azienda). Peraltro, se vogliamo vederla in modo un po\u2019 pi\u00f9 generale, <strong>affrontare il problema della ripresa post covid diminuendo l\u2019input di lavoro senza operare per una significativa crescita degli altri fattori produttivi determinerebbe un calo della produzione e nessun miglioramento della produttivit\u00e0<\/strong>: un esito catastrofico!<\/p>\n<p>Osserviamo i seguenti dati (i pi\u00f9 recenti di cui si dispone): nel periodo 2014-2018 <strong>la produttivit\u00e0 del lavoro<\/strong> (rapporto tra ore lavorate e valore aggiunto) \u00e8 aumentata mediamente di 0,3% annuo (ma nel 2018 \u00e8 scesa dello 0,3%). <strong>La produttivit\u00e0 del capitale <\/strong>\u00e8 cresciuta di 1,3% all\u2019anno. Nel 2018 la produttivit\u00e0 totale dei fattori \u00e8 cresciuta di 1,2%, per effetto di un calo della produttivit\u00e0 del lavoro, un aumento di quella del capitale, e un apporto nullo degli altri fattori. Ed \u00e8 proprio sugli altri fattori produttivi che si gioca in gran parte la capacit\u00e0 di ripresa del sistema Italia: <strong>gli investimenti in informatizzazione, l\u2019efficienza del Mercato del Lavoro, l\u2019efficienza del Settore Pubblico<\/strong>, che sono le autentiche palle al piede della produttivit\u00e0 delle imprese italiane. Senza operare su questi fattori il salvataggio di posti di lavoro porterebbe solo a occupazione assistita o a dilazionare la disoccupazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=51366\" rel=\"attachment wp-att-51366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-51366\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-300x270.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-150x135.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-768x690.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2.jpg 812w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>Peraltro anche sul piano del provvedimento di emergenza l\u2019idea lascia molto a desiderare: <strong>la partecipazione a \u201ccorsi di formazione\u201d<\/strong> ricorda molto l\u2019escamotage usato ai tempi per utilizzare i fondi FSE per pagare i lavoratori sospesi dall\u2019Alfa Romeo. Perch\u00e9 serva a qualcosa, la formazione deve essere personalizzata per l\u2019azienda e\/o i lavoratori, e non essere semplicemente declamata. Fare o non fare formazione, quale, quanta, pu\u00f2 essere soltanto frutto di concertazione a livello di impresa. Se non serve e c\u2019\u00e8 un\u2019esigenza di ridurre le ore lavorate molto meglio e meno costoso ricorrere ai normali <strong>Contratti di Solidariet\u00e0<\/strong>, in cui tutti lavorano e lavorano un po\u2019 meno e l\u2019Inps integra la differenza. E per chi ha davvero bisogno di fare formazione sarebbe assai utile coinvolgere <strong>i Fondi Interprofessionali<\/strong>, che sono istituiti a questo scopo e che potrebbero in questi casi essere coinvolti (occorrerebbe per\u00f2 qualche aggiustamento normativo) anche nel pagare almeno in parte la retribuzione dei lavoratori per quelle ore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55568\" rel=\"attachment wp-att-55568\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-55568\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Gride-manzoniane.png\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Gride-manzoniane.png 179w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Gride-manzoniane-95x150.png 95w\" sizes=\"auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a>Tutto questo potrebbe essere utile a seconda delle diverse realt\u00e0, ma sarebbe illusorio pensare di aver fatto la trovata universale che mette assieme il salvataggio dell\u2019occupazione e la riqualificazione del capitale umano. Men che meno di realizzarla intervenendo ope legis sui contratti collettivi di lavoro: certe cose o le concordano le Parti sociali o hanno l\u2019efficacia delle gride manzoniane, e tutto ci\u00f2 che produrrebbero sono costi assistenziali certi a carico del debito pubblico. <strong>Come la povert\u00e0, anche la disoccupazione non si abolisce per legge<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affrontare il problema della ripresa post-epidemia diminuendo l\u2019input di lavoro senza adoperarsi per una significativa crescita degli altri fattori produttivi determinerebbe un calo della produzione e nessun miglioramento della produttivit\u00e0: un esito catastrofico . 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