
{"id":55598,"date":"2020-05-16T10:15:29","date_gmt":"2020-05-16T09:15:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55598"},"modified":"2020-05-16T16:44:26","modified_gmt":"2020-05-16T15:44:26","slug":"prefazione-a-lintelligenza-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55598","title":{"rendered":"PREFAZIONE A &#8220;L&#8217;INTELLIGENZA DEL LAVORO&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Tre idee che coltivo da tempo e che mi sembra possano combinarsi bene tra loro, come pezzi di un unico puzzle: ne sono sempre pi\u00f9 convinto, anche se il vento qui da noi soffia in tutt\u2019altra direzione &#8211; Che siano idee un po\u2019 controcorrente, del resto, non \u00e8 una novit\u00e0 nella mia vita di studioso dei problemi del lavoro<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nEstratto dalle pagine 9-13 de <\/em>L&#8217;intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l&#8217;imprenditore<em>, Rizzoli, 2020, pp. 260 &#8211; L&#8217;indice, le recensioni, documenti e immagini sono reperibili attraverso la <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\">pagina web dedicata al libro<\/a><\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ai professori universitari che compiono il settantesimo anno, e che si avvicinano dunque alla pensione, \u00e8 uso antico che gli allievi dedichino una raccolta di saggi, chiedendo ai colleghi cultori della stessa materia di contribuirvi. Ai miei, per\u00f2, ho chiesto di non farlo. Perch\u00e9 ormai siamo in troppi a compiere settant\u2019anni e il nostro numero va aumentando di anno in anno: come il gettito dei contributi previdenziali dei lavoratori in attivit\u00e0 non basta pi\u00f9 a mantenere il numero soverchiante dei pensionati, allo stesso modo la produzione dei professori del settore rischia di non bastare pi\u00f9 ad assicurare gli \u00abscritti in onore\u00bb di ciascuno degli anziani. Mi \u00e8 parso meglio, dunque, festeggiare il traguardo raggiunto con un solo saggio, scritto da me.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55228\" rel=\"attachment wp-att-55228\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55228\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro.jpg 616w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>Ho deciso di dedicarlo a tre idee che coltivo da tempo. Tre idee che mi sembra possano combinarsi bene tra loro, come pezzi di un unico puzzle e delle quali sono sempre pi\u00f9 convinto, anche se il vento, qui da noi, soffia in tutt\u2019altra direzione. Che siano idee un po\u2019 controcorrente, del resto, non \u00e8 una novit\u00e0 nella mia vita di studioso dei problemi del lavoro.<\/p>\n<p>La prima idea \u00e8 questa: la vera protezione delle persone che lavorano, o vorrebbero lavorare e non ne trovano il modo, dovrebbe consistere nello spianare e nel dotare della segnaletica necessaria i percorsi che conducono alle molte centinaia di migliaia di posti disponibili nel tessuto produttivo del nostro Paese, ma che in genere rimangono scoperti. Sono veri e propri enormi giacimenti occupazionali che oggi restano inutilizzati. La seconda idea \u00e8 che nel mercato del lavoro non siano soltanto gli imprenditori a selezionare e ingaggiare i propri collaboratori, ma accada pure sempre pi\u00f9 diffusamente l\u2019inverso: che siano cio\u00e8 i lavoratori a scegliere e \u00abingaggiare\u00bb l\u2019imprenditore ritenuto pi\u00f9 capace di valorizzare il loro lavoro; nelle situazioni di crisi aziendale lo fanno talvolta anche collettivamente. E dovrebbero essere messi nella condizione di farlo sempre pi\u00f9 spesso, anche non in situazioni di emergenza.<\/p>\n<p>La terza idea \u00e8 che, per poter aumentare la concorrenza tra gli imprenditori in questo vero e proprio \u00abmercato dell\u2019intrapresa\u00bb e poter sfruttare fino in fondo le opportunit\u00e0 che dalla loro concorrenza scaturiscono, occorre una nuova \u00abintelligenza del lavoro\u00bb: una capacit\u00e0 che i lavoratori devono saper esercitare sul piano individuale, ma anche su quello collettivo, di conoscere e capire in tutti i suoi aspetti il mercato del lavoro, in modo da poterlo utilizzare efficacemente a proprio vantaggio. C\u2019\u00e8 dunque bisogno di un sindacato capace di assumersi questo ruolo come mestiere.<\/p>\n<p>Di intelligenze del lavoro, del resto, possono essercene pi\u00f9 d\u2019una e molto diverse tra loro. Per questo \u00e8 indispensabile un vero pluralismo sindacale: cio\u00e8 un sistema di relazioni industriali nel quale non soltanto organizzazioni diverse, ma anche modelli alternativi di sindacalismo e di partecipazione nelle imprese possano confrontarsi e competere, in una cornice di regole che garantiscano a lavoratori e imprenditori un\u2019ampia libert\u00e0 di scelta. Regole che al tempo stesso permettano al modello che raccoglie il maggior numero di adesioni di operare efficacemente. Pu\u00f2 sembrare un\u2019ovviet\u00e0, ma non lo \u00e8: l\u2019ordinamento italiano pone dei \u00abpaletti\u00bb molto stretti, che costringono i sindacati a recitare tutti, pi\u00f9 o meno, lo stesso copione tradizionale o copioni non molto dissimili tra loro.<\/p>\n<p>Mi rendo conto di quanto queste idee possano essere considerate inattuali, nella situazione di grave disorientamento politico, culturale ed economico che il nostro Paese sta attraversando. Ma i settant\u2019anni si compiono una volta sola; e non \u00e8 colpa mia se li ho compiuti in un momento cos\u00ec buio. D\u2019altra parte, \u00e8 proprio nei periodi pi\u00f9 bui che devono germogliare le idee destinate ad animare i tempi migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Ho curato attentamente di evitare qualsiasi accenno ai temi di diritto del lavoro e del welfare che sono stati a lungo, e sono ancora, al centro delle polemiche politiche, in occasione dei (troppo frequenti) interventi legislativi su questa materia. Non una parola, dunque, in questo libro, su norme vecchie e nuove che abbiano a che fare con licenziamenti, contratti a termine, reddito di inclusione o di cittadinanza. Non perch\u00e9 voglia sottrarmi all\u2019onere di prendere posizione in proposito: lo faccio quotidianamente in articoli e interviste facilmente reperibili sul mio sito web. Ma perch\u00e9 tengo molto a sottolineare che queste pagine non contengono una proposta di riforma legislativa. Il libro intende avere per interlocutore non tanto il legislatore, quanto i protagonisti del mercato del lavoro e dell\u2019intrapresa: i lavoratori e i loro sindacati, gli imprenditori e le loro associazioni, i responsabili e gli addetti ai servizi di informazione e formazione, i professori e tutti coloro che, a scuola o in altri ambiti, hanno il compito di fornire il primo orientamento ai giovani che si accingono ad affrontare il grande e non facile mondo delle aziende.<\/p>\n<p>Dobbiamo smettere di pensare che le risposte ai problemi posti dalla globalizzazione, dall\u2019automazione, dall\u2019intelligenza artificiale, possano consistere nell\u2019ennesima sostituzione di questo o quel comma tra i milioni che riempiono le annate della &#8220;Gazzetta Ufficiale&#8221;. \u00c8 una sfida alla quale dobbiamo rispondere soprattutto con un adeguamento della nostra cultura delle relazioni industriali. Pi\u00f9 precisamente, coltivando e diffondendo un\u2019intelligenza nuova circa il modo in cui domande e offerte di lavoro sempre pi\u00f9 diversificate si cercano, si incontrano e si valorizzano a vicenda in un mondo che diventa ogni giorno pi\u00f9 piccolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Devo un ringraziamento non rituale \u2013 che non comporta ovviamente alcun coinvolgimento nelle tesi qui sostenute, n\u00e9 responsabilit\u00e0 per gli eventuali errori \u2013 ad alcuni colleghi coi quali ho potuto sperimentare da tempo il non facile approccio multidisciplinare ai temi del lavoro e delle relazioni industriali e la ricerca di un linguaggio comprensibile per giuslavoristi, economisti e sociologi del lavoro. Parti non secondarie di questo libro hanno molto beneficiato delle osservazioni critiche e dei consigli di Maurizio Ferrera, Marco Leonardi, Ida Regalia e Michele Salvati, insieme ai quali ho avuto la fortuna di poter lavorare a lungo gomito a gomito nello stesso dipartimento dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano; e di Mimmo Carrieri e Lucia Valente, del dipartimento omologo della \u201cSapienza\u201d di Roma: al primo mi lega un\u2019amicizia e una comunanza di interessi politico-culturali che erano gi\u00e0 vive nei primi anni \u201980; alla seconda, che non soltanto ha studiato approfonditamente ma ha praticato le politiche del lavoro in veste di assessore della Regione Lazio, devo alcune idee originali in argomento, oltre che diverse informazioni preziose. Un ringraziamento particolare per osservazioni e consigli utilissimi rivolgo anche a Francesco Daveri e a Roberto Ceredi, cui mi accomuna il lavoro per <em>lavoce.info<\/em>, e a Filippo Teoldi e Chiara Giannetto, che mi hanno aiutato nella raccolta dei dati sulle situazioni di <em>skill shortage<\/em> presentate nel primo capitolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Per non appesantire il testo, mi sono proposto di ridurre al minimo i riferimenti bibliografici e li ho raccolti alla fine di ciascun capitolo, dove essi compaiono col solo nome dell\u2019autore o autrice e l\u2019anno di pubblicazione. I dati bibliografici completi sono contenuti invece nell\u2019indice degli scritti citati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left; padding-left: 570px;\">P.I.<\/p>\n<p>Milano, febbraio 2020<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre idee che coltivo da tempo e che mi sembra possano combinarsi bene tra loro, come pezzi di un unico puzzle: ne sono sempre pi\u00f9 convinto, anche se il vento qui da noi soffia in tutt\u2019altra direzione &#8211; Che siano idee un po\u2019 controcorrente, del resto, non \u00e8 una novit\u00e0 nella mia vita di studioso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-55598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55598\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}