
{"id":5568,"date":"2009-10-17T13:03:01","date_gmt":"2009-10-17T12:03:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5568"},"modified":"2009-10-20T18:11:56","modified_gmt":"2009-10-20T17:11:56","slug":"amministrazioni-pubbliche-il-governo-predica-bene-ma-razzola-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5568","title":{"rendered":"AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE: LA POLITICA DEGLI ANNUNCI E LA DURA LESINA DELLA RIFORMA"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #993300;\">AP<\/span>PUNTI PER UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA SUL DECRETO-BRUNETTA: LE APERTURE SU VALUTAZIONE E TRASPARENZA, LE CONTRADDIZIONI TRA IL DIRE E IL FARE DEL GOVERNO, LA PRESA IN GIRO DELLA FINTA <em>CLASS ACTION<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Il<\/span> 13 ottobre scorso ho partecipato a <a title=\"Porta a porta\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5676\" target=\"_blank\">un dibattito a \u201cPorta a Porta<\/a>\u201d sulla riforma delle amministrazioni pubbliche con il ministro Renato Brunetta, Luca Ricolfi, Enrico Cisnetto e il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Giovanni Faverin. Quelli che seguono sono gli appunti che avevo steso nei giorni precedenti per la preparazione dell\u2019incontro televisivo e dai quali ho attinto gli argomenti svolti nel dibattito. Un articolo tratto da questi appunti \u00e8 in corso di pubblicazione sul numero di novembre di <\/em>Mondoperaio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1. \u2013 La parte migliore della legge Brunetta, quella sulla valutazione indipendente e la trasparenza totale delle amministrazioni pubbliche\u00a0 \u00e8 tratta dal disegno di legge n. 746\/2008 del Partito Democratico, che conosco bene perch\u00e9 ne sono stato estensore e primo firmatario, insieme all\u2019intera Presidenza del Gruppo e ad alcune altre decine di senatori democratici: progetto che, a sua volta, nasce dai disegni di legge presentati nella legislatura precedente da Antonio Polito al Senato e da Lanfranco Turci alla Camera, dopo la pubblicazione del mio libro del 2006. Nel disegno di legge originario del Governo, che pure \u00e8 stato presentato al Senato un mese dopo la presentazione di quello del PD (esso porta infatti il numero 847\/2008), di questi due principi non c\u2019era traccia; ma io riconosco al ministro Brunetta il merito di essersi adoperato con determinazione, nel corso della discussione al Senato, perch\u00e9 venissero accolti questi due pilastri del nostro progetto. Poi, quando il Governo ha dovuto approvare il decreto di attuazione, Brunetta ha incontrato delle forti resistenze: soprattutto Tremonti gli ha messo dei grossi bastoni tra le ruote. Ne sono derivati, proprio sul terreno della valutazione indipendente e della trasparenza, degli arretramenti e delle lacune, in questo decreto legislativo, che poi in Commissione Affari Costituzionali e Commissione Lavoro al Senato ci siamo sforzati di recuperare, riuscendovi solo in parte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante questi arretramenti e lacune, per questa parte su valutazione indipendente e trasparenza la nuova legge apre degli spazi importanti di mobilitazione, di iniziativa della societ\u00e0 civile, delle associazioni degli utenti, della stampa specializzata, di tutti i cittadini, per cambiare progressivamente faccia alle nostre amministrazioni e soprattutto al loro rapporto con gli utenti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><em><strong>Valutazione indipendente<\/strong><\/em> significa che per ogni comparto ci dovr\u00e0 essere un organo che rileva gli indici di efficienza e i risultati: tempi di attesa, quantit\u00e0 di pratiche eseguite, durata dei procedimenti giudiziali, e cos\u00ec via. Questo deve consentire di fissare ai dirigenti degli obiettivi specifici, misurabili, oggettivi; e di chiedere loro conto dei risultati, sostituendo il\u00a0 dirigente che si rivela incapace. Certo, sarebbe stato molto meglio se al vertice del sistema di valutazione ci fosse stata quella Autorit\u00e0 davvero indipendente che noi proponevamo, a garanzia dell\u2019indipendenza anche degli organi periferici di valutazione. Qui c\u2019\u00e8 stata proprio una vistosa marcia indietro nel decreto, rispetto a quanto lo stesso ministro Brunetta aveva ipotizzato in un primo tempo (nella bozza di decreto che era stata fatta circolare in aprile si prevedeva proprio l\u2019Autorit\u00e0 indipendente). Nel decreto che \u00e8 stato emanato \u00e8 prevista una commissione centrale che avr\u00e0 meno poteri e meno autonomia di quanto avrebbe dovuto; e gli organi di valutazione, che vengono indicati nel decreto come \u201cindipendenti\u201d, lo sono soltanto a parole: in realt\u00e0 sono ancora scelti dalle Direzioni generali e da essi sostanzialmente dipendenti. Vedo poi un difetto del decreto nel suo porsi ancora sostanzialmente sulla linea del monopolio pubblico della valutazione. Doveva invece essere valorizzato il contributo che su questo terreno pu\u00f2 dare la societ\u00e0 civile, le associazioni come Cittadinanzattiva, Civicum e altre simili. In realt\u00e0, chiunque incrocia una pubblica amministrazione nella vita di tutti i giorni esprime una valutazione sul servizio ricevuto: l\u2019insieme di queste valutazioni costituisce dunque un \u201ctesoro nascosto\u201d, un immenso giacimento di informazioni sul funzionamento delle p.a., a cui dovremmo attingere sistematicamente. Il decreto non prevede invece alcun coinvolgimento della cittadinanza, degli utenti, nella composizione e nel funzionamento degli organi di valutazione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">La battaglia nel vivo della societ\u00e0 civile, su questo punto, sar\u00e0 dunque pi\u00f9 difficile; ma dobbiamo comunque impegnarci a condurla capillarmente, fino in fondo. E lo strumento fondamentale per questa battaglia \u00e8 la trasparenza, l\u2019accessibilit\u00e0 illimitata delle informazioni. Vediamo dunque pi\u00f9 da vicino questo secondo punto molto importante.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em><strong>Trasparenza totale<\/strong><\/em> significa che d\u2019ora in poi chiunque ha diritto di accesso a tutte le informazioni sull\u2019organizzazione e il funzionamento di un\u2019amministrazione pubblica, salvo quelle che vengano espressamente qualificate come riservate. Avremo diritto di conoscere tutto anche delle prestazioni di lavoro, delle retribuzioni, delle promozioni, dei trasferimenti, dei tassi di assenze di ciascun ufficio (esclusa, ovviamente, la natura delle infermit\u00e0 che avranno determinato le singole assenze). E soprattutto delle valutazioni. \u00c8 finita l\u2019epoca in cui a ogni richiesta di informazioni poteva essere opposta la <em>privacy<\/em>. \u00c8 lo stesso principio di <em>full disclosure<\/em>, trasparenza totale appunto, che in Svezia si applica da trent\u2019anni, al quale negli Usa e in Gran Bretagna si \u00e8 arrivati pi\u00f9 recentemente con due leggi che recano lo stesso nome: <em>Freedom of Information Act<\/em>. \u00c8 importante che tutta la\u00a0 societ\u00e0 civile impari a usare fino in fondo questo principio: si apriranno spazi nuovi di intervento e di controllo per le associazioni degli utenti, la stampa specializzata, i ricercatori universitari; e questo aiuter\u00e0 a rendere pi\u00f9 credibili le valutazioni degli organi indipendenti: perch\u00e9 la conoscibilit\u00e0 dei dati su cui si fondano render\u00e0 controllabili e verificabili quelle valutazioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 25.5pt;\">2. \u2013 Vedo invece una pesante contraddizione tra la prima e la seconda parte del decreto. La logica della prima parte \u00e8 questa:<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0si fissano ai dirigenti obiettivi precisi, misurabili, specifici, oggettivi, il cui raggiungimento possa essere controllato con precisione attraverso il sistema degli organismi indipendente di rilevazione e valutazione;<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0quindi ai dirigenti si impongono non procedure da rispettare, ma obiettivi da raggiungere;<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0in questo modo si ottiene che la dirigenza pubblica sia costretta a riappropriarsi di tutte le prerogative che sono proprie dei dirigenti delle aziende private, e a usarle efficacemente per raggiungere gli obiettivi: altrimenti il dirigente pubblico viene rimosso.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 18pt;\">Ora, invece, nella seconda parte la legge interviene in modo molto penetrante a limitare l\u2019autonomia negoziale e gestionale dei dirigenti, a dettare procedure, regole minuziose di comportamento, o regole minuziose per la contrattazione collettiva. Se si torna a regolare per legge, in modo rigido, tutta questa serie di materie, in questo modo i dirigenti pubblici si deresponsabilizzano. Queste materie dovrebbero invece essere lasciate alla loro discrezionalit\u00e0, ferma restando la loro responsabilit\u00e0 per il raggiungimento dei risultati, che d\u2019ora in poi dovranno essere commisurati a obiettivi specifici, misurabili, oggettivi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Occorre sottoporre i dirigenti a un rigoroso controllo dei risultati, non al rispetto di procedure.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per esempio, sulla gestione dei premi: ogni comparto dell\u2019amministrazione presenta una situazione diversa, problemi di applicazione diversi. Una regola rigidamente uguale per tutti i comparti e tutte le situazioni, per l\u2019assegnazione dei premi, ancora una volta deresponsabilizza i dirigenti e pu\u00f2 creare situazioni assurde. \u00c8 compito della dirigenza trovare di volta in volta il modo migliore, in relazione alle circostanze particolari. La mia proposta originaria era nel senso che venissero esclusi per legge dagli aumenti contrattuali e dall\u2019erogazione dei premi non dei singoli dipendenti individuati dal dirigente, ma tutti i dipendenti delle strutture individuate dagli organismi indipendenti di valutazione come gravemente inefficienti o in situazione di grave eccedenza di organico; e che invece le risorse per i premi venissero poste a disposizione delle strutture pi\u00f9 virtuose, quelle con gli indici di performance migliore. Questo avrebbe incentivato al tempo stesso il superamento, dove possibile, delle situazioni di grave inefficienza, e, dove questo si rivela impossibile, il progressivo svuotamento dei rami secchi e delle sacche di overstaffing, con trasferimento del personale nelle strutture dove esso pu\u00f2 essere meglio valorizzato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Un altro esempio di eccesso di \u201clegificazione\u201d nel decreto Brunetta: in materia di contrattazione collettiva viene dettata una enorme quantit\u00e0 di disposizioni minuziose, che trasformano il contratto collettivo in un passaggio interno di un procedimento amministrativo per la determinazione delle condizioni di lavoro. Ora, \u00e8 vero che la contrattazione collettiva nel settore pubblico non ha bene meritato nei quindici anni passati; ma il rimedio non \u00e8 quello disegnato dal ministro Brunetta. A contrattare si \u00e8 sempre almeno in due; e se si \u00e8 negoziato male, almeno met\u00e0 della colpa va imputata al negoziatore pubblico. Il ministro avrebbe potuto ottenere esattamente lo stesso risultato che si propone di ottenere, invece che con la rilegificazione spinta della materia, con l\u2019emanazione in via gerarchica delle stesse disposizioni in forma di direttive molto precise all\u2019Aran e ai dirigenti impegnati nella contrattazione integrativa in periferia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Se il sindacato subordina la firma del contratto a condizioni che si ritengono inaccettabili, l\u2019impresa privata non firma il contratto; vieta al proprio dirigente negoziatore di firmare. Questo dovrebbe fare anche il ministro (e questo \u00e8 esplicitamente previsto nell\u2019articolo 13 del disegno di legge del Pd). Non come in questo decreto, dove, per paura che i dirigenti firmino condizioni inaccettabili, si stabilisce per legge, punto per punto, che cosa devono firmare e che cosa no, con regole minuziose e rigide: in questo modo li si deresponsabilizzano. Si perpetua la vecchia nostra cultura amministrativa per la quale il dirigente pubblico non si soffia il naso se non \u00e8 previsto nella circolare ministeriale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedo anche una contraddizione fra il decreto e la stessa legge-delega approvata dal Parlamento nel marzo scorso. Questa stabilisce all\u2019articolo 2 lettera a), come primo principio-cardine a cui deve attenersi il Governo nella formulazione del decreto, quello della \u201cconvergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali\u201d (con questo, la legge-delega si pone in continuit\u00e0 con le riforme Cassese del 1993 e Bassanini del 1997-1998); e poi, all\u2019articolo 3 lettera a) aggiunge: \u201c\u2026 fermo restando che \u00e8 riservata alla contrattazione collettiva la determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro\u201d. Come nelle aziende\u00a0 private, appunto. Ora, invece, come si \u00e8 visto, nella sua seconda parte il decreto interviene in modo molto penetrante a limitare l\u2019autonomia negoziale dei dirigenti, a dettare procedure, regole minuziose per la contrattazione collettiva, che non hanno niente a che vedere con l\u2019ordinamento applicabile nelle aziende private: questo segna una rottura netta rispetto alla linea di riforma Cassese-Bassanini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">L\u2019eccesso di intervento legislativo, poi, appare evidente nella norma che dispone addirittura il \u201crinvio\u201d del rinnovo delle rappresentanze sindacali: \u00e8, questa, una materia che di per s\u00e9 non riguarda neppure la contrattazione collettiva, ma soltanto l\u2019organizzazione sindacale, la sua autonomia organizzativa, le sue scelte di autogoverno. Che sia la legge a intervenire su questa materia mi sembra davvero una anomalia grave: e su questo punto hanno pienamente ragione Cgil e Cisl a protestare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Un altro esempio ancora di eccesso di\u00a0 legificazione: nell\u2019azione di contrasto all\u2019assenteismo abusivo, un dirigente di azienda privata degno di questo nome sa bene come motivare i\u00a0 propri dipendenti, come distinguere i malati veri da quelli finti; il consiglio di amministrazione dell\u2019impresa gli chiede conto del tasso di assenze complessivo, non gli dice come fare per mantenerlo a un livello accettabile. \u00a0Il ministro Brunetta, invece, in un primo tempo ha pensato bene di risolvere il problema tagliando indiscriminatamente, su scala nazionale, le retribuzioni a tutti i dipendenti pubblici che si ammalano (una scorciatoia sbagliata, sulla quale torno fra breve). Ma, soprattutto, ora il decreto fissa tutta una serie di regole in questa materia, che dovranno applicarsi rigidamente dappertutto; il ministro pretende di stabilire minuziosamente sul piano legislativo che cosa devono fare i dirigenti, quando e come devono intervenire sul piano disciplinare, e cos\u00ec via. Ci mancava solo che stabilisse per legge che devono essere attivati i tornelli di ingresso e uscita in\u00a0 tutti gli uffici pubblici, e magari anche il tipo di tornelli da utilizzare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3. \u2013 Il\u00a0 problema cruciale della nostra amministrazione statale \u00e8 che essa non sa distinguere tra le strutture che funzionano bene, quelle che funzionano mediocremente e vanno stimolate a far meglio, quelle che producono soltanto sprechi; non sa distinguere tra chi lavora bene, chi lavora poco e chi non lavora affatto: o premia tutti allo stesso modo, o, pi\u00f9 spesso, tratta tutti male allo stesso modo. Per risolvere questo problema occorre trovare e applicare gli incentivi giusti perch\u00e9 i dirigenti pubblici imparino a fare quello che fanno normalmente i dirigenti di aziende private: cio\u00e8 appunto valutare, distinguere, e usare correttamente incentivi e sanzioni verso i loro dipendenti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Per questo occorre, innanzitutto, che il buon esempio venga dall\u2019alto; il ministro Brunetta non ha dato il buon esempio quando, pur nell\u2019intento giustissimo di combattere l\u2019assenteismo, ha tagliato indiscriminatamente le retribuzioni ai malati veri e ai malati finti: sono buoni tutti a risolvere il problema dell\u2019assenteismo in questo modo, eliminando la protezione del lavoratore malato, che costituisce una delle prime conquiste della civilt\u00e0 moderna del lavoro! Non si possono governare le organizzazioni complesse a colpi di accetta, oppure con metodi terroristici (appartiene al metodo e al linguaggio dei terroristi quel terribile \u201ccolpirne uno per educarne cento\u201d che abbiamo sentito dalla bocca del ministro Brunetta qualche mese fa). Ma bisogna evitare anche un altro errore: non si ottiene che la dirigenza pubblica impari a distinguere, e si riappropri delle prerogative a cui ha abdicato nei decenni passati, imponendo regole rigide e minuziose uguali per tutti: cos\u00ec si ritorna al vecchio sistema, nel quale si teneva il dirigente responsabile dell\u2019applicazione di regole e procedure, non del raggiungimento di risultati.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il problema cruciale \u2013 ed \u00e8 un problema per la soluzione del quale non\u00a0 basta certo una legge: occorreranno anni di paziente e sapiente azione di governo \u2013 \u00e8 quello di insegnare alle nostre amministrazioni a distinguere e valutare. Perch\u00e9 non lo sanno fare: o premiano tutti, o, pi\u00f9 spesso, trattano tutti male allo stesso modo. Pure il ministro Brunetta cade in questo errore, non solo quando colpisce indistintamente tutti i dipendenti che si assentano per malattia, ma anche quando lancia le sue invettive indiscriminate, come ha fatto ultimamente contro i musicisti e i lavoratori dello spettacolo. Anche il ministro della Funzione pubblica \u2013 anzi: lui prima di tutti gli altri \u2013 deve imparare a distinguere, per esempio, fra i molti lavoratori dello spettacolo che fanno bene il loro lavoro e i pochi che vivono di rendita. Che pure ci sono, certo; ma non mi sembra un buon modo di governare quello di insultare un\u2019intera categoria. Governare bene un\u2019organizzazione complessa implica saper individuare con precisione chi non fa il proprio dovere e chi no. Non sparare nel mucchio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4. \u2013 Vedo alcune altre incoerenze non marginali tra la filosofia della prima parte del decreto e l\u2019azione concreta del Governo e del ministro Brunetta in particolare:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; con questa legge abbiamo imposto la trasparenza totale alle amministrazioni pubbliche; sarebbe il caso di estendere il principio anche ai parlamentari; ora, in Senato giace, fermo da un anno, il disegno di legge n. 1290\/2008 del Partito democratico e del Partito radicale, primi firmatari Ichino Finocchiaro e Bonino, il quale mira a istituire l\u2019anagrafe degli eletti, disponendo che vengano resi accessibili in rete i redditi e i patrimoni, mobiliari e immobiliari, dei parlamentari e dei consiglieri regionali e comunali, e le loro variazioni; perch\u00e9 la maggioranza non consente che questo progetto venga messo \u00a0subito all\u2019ordine del giorno, se non altro per un motivo di simmetria con la legge Brunetta?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; il decreto Brunetta promuove la mobilit\u00e0 dei dipendenti pubblici e anche dei dirigenti; ma ora l\u2019articolo 9 del d.d.l.\u00a0 n. 1167, firmato anche da Brunetta, che \u00e8 all\u2019esame del Senato, reintroduce i compartimenti stagni tra amministrazioni dello Stato, stabilendo che la progressione di carriera dei dirigenti pu\u00f2 avvenire soltanto nell\u2019amministrazione di origine e togliendo ogni valore alle funzioni svolte in altre amministrazioni; che senso pu\u00f2 avere questo avanti-indietro, se non quello del cedimento alle pressioni revansciste della parte pi\u00f9 conservatrice degli apparati ministeriali?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; il ministro ha lanciato per tutto l\u2019anno scorso forti annunci nel senso di premiare i migliori, di voltar pagina rispetto all\u2019appiattimento dei trattamenti, e cos\u00ec via; ma dal sito del ministero della Funzione pubblica si trae che le retribuzioni dei dirigenti, dall\u2019inizio della legislatura sono rimaste tutte perfettamente uguali: 6 politico a tutti! Perch\u00e9 il ministro non ha incominciato a premiare i migliori in casa sua, dove era gi\u00e0 suo compito provvedere sulla base della vecchia disciplina, anche senza bisogno di una nuova legge?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; il Governo promette servizi pubblici migliori, ma intanto nel settore della sanit\u00e0, in un anno e mezzo, abbiamo visto tagli indiscriminati per 5 miliardi e nessun investimento: come \u00e8 sbagliato dare i premi a pioggia a tutti, allo stesso modo \u00e8 sbagliato tagliare cos\u00ec, alla cieca, quando sappiamo tutti che esistono centri che erogano servizi eccellenti e centri che producono solo sprechi enormi; stesso discorso per i tagli nel settore scolastico (con l\u2019unica eccezione di una marginale differenziazione introdotta dal ministro Gelmini nel settore universitario);<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; il buon esempio dovrebbe essere dato dall\u2019alto: il primo ad applicare il principio di trasparenza totale dovrebbe essere il Presidente del Consiglio; e invece nella legge-delega e nel decreto delegato \u00e8 stata inserita una bella deroga proprio per la Presidenza del Consiglio: l\u00ec, dunque, niente trasparenza, niente libert\u00e0 di accesso a documenti e informazioni. Capirei se si fosse escluso un articolare ufficio affari riservati, un particolare sottocapitolo di bilancio; invece no: l\u2019intera Presidenza del Consiglio \u00e8 esente dalla trasparenza, \u00e8 al di sopra della legge;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">&#8211; l\u2019anno scorso il Governo ha azzerato le indennit\u00e0 distribuite a pioggia, dicendo che avrebbero dovuto essere redistribuite per premiare il merito; ora risulta che al ministero del Lavoro e della Sanit\u00e0 le indennit\u00e0 sono state ripristinate, ma soltanto per i membri dei Gabinetti dei ministri e per gli autisti. A questi, tutti, senza alcuna distinzione di merito; agli altri dipendenti dello stesso ministero niente: che senso ha tutto questo?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Un\u2019ultima notazione critica. Con decreto a s\u00e9 stante, il Governo ha varato quella che il ministro Brunetta chiama pomposamente \u201cclass action contro le amministrazioni pubbliche non adempienti\u201d. In realt\u00e0, il nuovo istituto processuale non ha nulla a che vedere conla class action statunitense, perch\u00e9 non pu\u00f2 avere ad oggetto una richiesta collettiva di risarcimento del danno. Spero di sbagliarmi; ma esso avr\u00e0 scarsissima fortuna: chi mai pu\u00f2 essere cos\u00ec ingenuo da spendere tempo e denaro per ottenere che un Tribunale Amministrativo dia un buffetto a un\u2019amministrazione pubblica, \u201cingiungendole\u201d di fare il proprio dovere?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">5. \u2013 La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019opera di cambiar faccia alle amministrazioni pubbliche responsabilizzandone i dirigenti verso la cittadinanza \u00e8 un\u2019opera lunga e difficile, per la quale nessuna legge, per quanto ipoteticamente ben fatta, pu\u00f2 bastare; e ancor meno pu\u00f2 bastare la \u201cpolitica degli annunci\u201d. \u00c8 solo sulla media e lunga distanza che si potranno vedere gli effetti di questa nuova legge; ma in ogni caso essi dipenderanno dalla continuit\u00e0 e coerenza dell\u2019azione quotidiana dell\u2019intero Governo e del ministro della Funzione pubblica in particolare. Il quale, peraltro, ha ultimamente manifestato l\u2019intendimento di candidarsi alla guida del Comune di Venezia: forse ritiene di avere risolto con l\u2019emanazione di questa legge ogni problema, di avere esaurito il suo compito?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"font-size: 13pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>APPUNTI PER UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA SUL DECRETO-BRUNETTA: LE APERTURE SU VALUTAZIONE E TRASPARENZA, LE CONTRADDIZIONI TRA IL DIRE E IL FARE DEL GOVERNO, LA PRESA IN GIRO DELLA FINTA CLASS ACTION Il 13 ottobre scorso ho partecipato a un dibattito a \u201cPorta a Porta\u201d sulla riforma delle amministrazioni pubbliche con il ministro Renato Brunetta, Luca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,10],"tags":[],"class_list":["post-5568","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5568\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}