
{"id":55683,"date":"2020-05-21T12:28:34","date_gmt":"2020-05-21T11:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55683"},"modified":"2020-05-21T12:36:59","modified_gmt":"2020-05-21T11:36:59","slug":"a-50-anni-dallo-statuto-manca-totalmente-una-politica-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55683","title":{"rendered":"A 50 ANNI DALLO STATUTO MANCA TOTALMENTE UNA POLITICA DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">1970: la legge n. 300 in pochi mesi cambia faccia al mondo del lavoro &#8211; 2020: caos normativo, nessuna visione strategica, decine di miliardi per le politiche passive, non un euro per le politiche attive (che invece sarebbero indispensabili)<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata su<\/em> Italia Oggi <em>il 21 maggio 2020 &#8211; In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55553\">le interviste parallele a Tiziano Treu e a me<\/a> pubblicate su<\/em> Avvenire <em>del 17 maggio: ivi i link a ulteriori articoli e interventi sul cinquantenario dello Statuto dei Lavoratori <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&#8220;A fine 2019 c&#8217;erano in Italia pi\u00f9 di un milione di posti di lavoro scoperti per mancanza delle persone adatte a ricoprirli. Anche nella situazione attuale di crisi economica profonda, molte imprese che riaprono, o aprono per la prima volta, hanno fame di personale qualificato e specializzato che non trovano&#8221;. Il grido d&#8217;allarme \u00e8 lanciato da Pietro Ichino, giuslavorista, considerato il padre del Jobs Act, pi\u00f9 volte parlamentre, nel 2007 tra i fondatori del Pd. Ichino, in occasione dei 50 anni dello Statuto dei Lavoratori, \u00e8 tornato nelle librerie con <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\"><em>L&#8217;intelligenza del lavoro<\/em><\/a> (Rizzoli editori), in cui ribalta il tavolo di convinzioni superate: nell&#8217;era dell&#8217;automazione e della globalizzazione siano i lavoratori a scegliersi l&#8217;impresa, dice Ichino. Ma per questo \u00e8 fondamentale avere servizi efficaci per il funzionamento del mercato del lavoro: &#8220;stupisce invece che il Governo sia capace soltanto di rilanciare in grande stile &#8211; stanziando molte decine di miliardi &#8211; le pur necessarie &#8216;politiche passive&#8217; del lavoro, il puro e semplice sostegno del reddito di chi perde il lavoro, e non senta la necessit\u00e0 di spendere neppure un euro per potenziare le politiche che attivano i percorsi giusti per mettere in comunicazione la domanda e l&#8217;offerta di lavoro&#8221;.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55615\" rel=\"attachment wp-att-55615\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-55615\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/50-anni-di-Statuto-dei-lavoratori-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/50-anni-di-Statuto-dei-lavoratori.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/50-anni-di-Statuto-dei-lavoratori-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Domanda. Professor Ichino, a 50 anni dallo statuto dei lavoratori, cosa \u00e8 rimasto di quella riforma?<br \/>\nRisposta.<\/strong> \u00c8 rimasta intatta la parte dei diritti fondamentali della persona. In particolare quella del diritto alla riservatezza \u2013 il <em>right to privacy<\/em> degli anglosassoni -, che con lo Statuto fa il suo esordio nel nostro Paese: \u00e8 la prima volta in assoluto che esso viene menzionato nella legislazione italiana.<\/p>\n<p><strong> Per\u00f2 la norma sui controlli a distanza contenuta nell\u2019articolo 4 \u00e8 stata riscritta nel 2015 con il Jobs Act.<br \/>\nR.<\/strong> S\u00ec, ma non \u00e8 stato tolto nulla della norma originaria: il divieto di istallare impianti per il controllo a distanza \u00e8 rimasto inalterato. Si \u00e8 solo precisato \u2013 ma era del tutto ovvio \u2013 che in questo divieto non rientrano i pc collegati alla rete aziendale, i cellulari aziendali, il gps sui veicoli: tutti strumenti che nel 1970 non esistevano. Mentre si \u00e8 aggiunto un obbligo di informazione e trasparenza sull\u2019uso che il datore di lavoro faccia dei dati ottenuti attraverso questi strumenti: una protezione aggiuntiva, dunque.<\/p>\n<p><strong> Oltre ai diritti fondamentali della persona, che cos\u2019altro rimane intatto?<br \/>\nR.<\/strong> I diritti sindacali in azienda. E l\u2019aspettativa per le cariche politiche elettive o sindacali. Tutte cose, per\u00f2, non inventate dal legislatore: venivano riprese dalla contrattazione collettiva. Inoltre lo Statuto conteneva in embrione, nell\u2019articolo 28, una ottima riforma del processo del lavoro, che sarebbe stata poi portata a compimento nel 1973. Avrebbe meritato di essere assunta come modello per una riforma generale del processo civile.<\/p>\n<p><strong>Invece \u00e8 radicalmente cambiato il criterio di selezione dei sindacati legittimati a fruire di quei diritti. Perch\u00e9 l\u2019articolo 19 non ha retto all\u2019evoluzione del sistema?<br \/>\nR. <\/strong>Nel 1969 era gi\u00e0 in atto un robusto processo di unificazione fra le tre confederazioni, che appariva destinato a concludersi felicemente di l\u00ec a poco: infatti gi\u00e0 nel 1972 sarebbe nata la Federazione Cgil-Cisl-Uil, che rappresentava allora la quasi totalit\u00e0 del movimento sindacale italiano. Il legislatore, dunque, non si pose il problema della misurazione della rappresentativit\u00e0 dei singoli sindacati, perch\u00e9 la questione appariva del tutto inattuale.<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55694\" rel=\"attachment wp-att-55694\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-55694\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Patto-di-San-Valentino-1.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Patto-di-San-Valentino-1.jpg 189w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Patto-di-San-Valentino-1-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a> A met\u00e0 degli anni \u201980, quando il patto di San Valentino tra Cisl Uil e Governo Craxi sulla scala mobile sanc\u00ec definitivamente il fallimento del processo di unificazione, il problema torn\u00f2 di piena attualit\u00e0. E si posero le premesse per la riscrittura referendaria dell&#8217;articolo 19, che sarebbe avvenuta poi nel 1995 con l\u2019abrogazione della \u201cpresunzione di rappresentativit\u00e0\u201d in favore delle confederazioni sindacali maggiori.<\/p>\n<p><strong> Il referendum del 1995 non risolve, per\u00f2, il problema definitivamente.<br \/>\nR. <\/strong>L\u2019esito di quel referendum, in contrasto paradossale con gli intendimenti di chi lo aveva promosso, ha instaurato in Italia un meccanismo di selezione delle associazioni legittimate a godere dei diritti di agibilit\u00e0 sindacale in azienda basato sulla capacit\u00e0 delle stesse di conquistarselo, diventando controparti contrattuali dell\u2019imprenditore. La sentenza costituzionale n. 231 del 2013 ha poi un po\u2019 temperato questa regola, e un accordo interconfederale dello stesso anno ha ridisciplinato incisivamente la materia; ma quell\u2019accordo si applica soltanto ai sindacati firmatari. Sul piano legislativo la questione non pu\u00f2 ancora dirsi risolta.<\/p>\n<p><strong> Veniamo alla questione pi\u00f9 dibattuta: la disciplina dei licenziamenti.<br \/>\n<\/strong>Pochi sanno che la Cisl si era gi\u00e0 opposta con forza all\u2019emanazione della legge del 1966 sui licenziamenti individuali: l\u2019accordo interconfederale del 1965 era nato proprio con l\u2019intendimento di evitare l\u2019intervento legislativo. Poi la legge n. 604\/1966 sarebbe stata varata lo stesso, ma \u2013 questo fu il compromesso politico \u201ccostruito\u201d da Gino Giugni \u2013 avrebbe ricalcato in tutto e per tutto quell\u2019accordo. La Cisl si opponeva all\u2019interventismo legislativo perch\u00e9 paventava che la disciplina del lavoro, sottratta all\u2019accordo tra le parti sociali, potesse essere assoggettata alle oscillazioni degli equilibri politici. E paventava il rischio di forzature in Parlamento, come quella che in effetti si verific\u00f2, proprio sulla materia delicatissima dei licenziamenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_55613\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55613\" rel=\"attachment wp-att-55613\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-55613\" class=\"size-medium wp-image-55613\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Statuto-dei-Lavoratori-sullUnit\u00e0-2-300x274.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Statuto-dei-Lavoratori-sullUnit\u00e0-2-300x274.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Statuto-dei-Lavoratori-sullUnit\u00e0-2-150x137.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Statuto-dei-Lavoratori-sullUnit\u00e0-2.jpg 370w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-55613\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Unit\u00e0 del 15 maggio 1970<\/p><\/div>\n<p><strong>Che cosa accadde in Parlamento sull\u2019articolo 18?<br \/>\nR. <\/strong>Venne approvato a sorpresa un emendamento del Pci, che modificava radicalmente l\u2019apparato sanzionatorio: mentre il testo del disegno di legge governativo elaborato dalla Commissione designata dal ministro Brodolini e coordinata da Gino Giugni, prevedeva il cumulo tra reintegrazione e risarcimento soltanto per i licenziamenti discriminatori, di rappresaglia, o comunque dettati da motivo illecito, l\u2019emendamento estendeva questa sanzione anche al caso in cui il giudice ritenesse insufficiente il legittimo motivo economico o disciplinare. Era il tentativo di estendere al settore privato il regime di sostanziale <em>job property<\/em> caratteristico del settore pubblico; per\u00f2, inevitabilmente, lo si estendeva soltanto a met\u00e0 del settore privato, scaricando sulla parte restante tutta la flessibilit\u00e0 necessaria alle imprese.<\/p>\n<p><strong> Una ingessatura delle strutture produttive di dimensioni medio-grandi.<br \/>\nR. <\/strong>Direi soprattutto l\u2019errore di pretendere di difendere i lavoratori <em>dal<\/em> mercato del lavoro, invece che <em>nel<\/em> mercato. Sul versante dei servizi nel mercato gli articoli 33 e 34 dello Statuto rafforzavano il monopolio statale del collocamento, cio\u00e8 un ferrovecchio inservibile e indifendibile: si dovette attendere un quarto di secolo prima della sua abolizione.<\/p>\n<p><strong> Nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\"><em>L\u2019<\/em>i<em>ntelligenza del lavoro<\/em><\/a> uscito in questi giorni lei prospetta l\u2019idea di un mercato nel quale non sono solo gli imprenditori a scegliere i lavoratori, ma anche viceversa. Non le sembra un po\u2019 troppo avveniristico?<br \/>\nR. <\/strong>Nel libro mostro come questo gi\u00e0 avvenga largamente, non solo sul piano individuale, ma talvolta, nelle situazioni di crisi aziendale, anche sul piano collettivo. Come \u00e8 accaduto nei casi di Alitalia nel 2008, Fiat nel 2010, e numerosi altri. E sostengo che questo potrebbe avvenire molto pi\u00f9 diffusamente, anche nelle fasce professionali pi\u00f9 basse, se si innervasse capillarmente il tessuto produttivo di servizi di formazione mirata agli sbocchi occupazionali esistenti e controllata nei suoi esiti, servizi di informazione e orientamento organizzati secondo i migliori modelli del centro e nord-Europa. Nel libro mi propongo di mostrare che l\u2019economia italiana soffre, molto pi\u00f9 che di un difetto di domanda di lavoro, di un difetto grave di servizi nel mercato del lavoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_45362\" style=\"width: 309px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=45362\" rel=\"attachment wp-att-45362\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45362\" class=\"size-full wp-image-45362\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo.jpg 299w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Nunzia-Catalfo-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45362\" class=\"wp-caption-text\">La senatrice Nunzia Catalfo<\/p><\/div>\n<p><strong>Non le sembra un po\u2019 fuori tempo parlare di questo \u201cmercato dell\u2019intrapresa\u201d nel pieno della crisi economica causata dal covid-19?<\/strong><\/p>\n<p>No. A fine 2019 c\u2019erano in Italia pi\u00f9 di un milione di posti di lavoro scoperti per mancanza delle persone adatte a ricoprirli. Anche nella situazione attuale di crisi economica profonda, molte imprese che riaprono, o aprono per la prima volta, hanno fame di personale qualificato e specializzato che non trovano. Proprio per uscire da questa crisi gravissima \u00e8 indispensabile attivare i percorsi di formazione efficace, mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti. Stupisce che in questa situazione, invece, il Governo sia capace soltanto di rilanciare in grande stile \u2013 stanziando molte decine di miliardi \u2013 le pur necessarie \u201cpolitiche passive\u201d del lavoro, il puro e semplice sostegno del reddito di chi perde il lavoro, e non senta la necessit\u00e0 di spendere neppure un euro per potenziare le \u201cpolitiche attive\u201d, quelle che attivano i percorsi giusti per mettere in comunicazione la domanda e l\u2019offerta di lavoro.<\/p>\n<p><strong> Nel libro lei delinea anche un mestiere nuovo del sindacato nell\u2019era dell\u2019automazione e della globalizzazione.<br \/>\nR. <\/strong>Sostengo che il sindacato deve essere l\u2019\u201cintelligenza collettiva\u201d dei lavoratori, che favorisce l\u2019aumento della concorrenza sul versante della domanda di lavoro e consente ai lavoratori di valutare l\u2019impresa migliore, sceglierla e negoziare con essa la scommessa sull\u2019innovazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1970: la legge n. 300 in pochi mesi cambia faccia al mondo del lavoro &#8211; 2020: caos normativo, nessuna visione strategica, decine di miliardi per le politiche passive, non un euro per le politiche attive (che invece sarebbero indispensabili) . 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