
{"id":5649,"date":"2009-10-19T22:10:32","date_gmt":"2009-10-19T21:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5649"},"modified":"2009-10-20T18:20:28","modified_gmt":"2009-10-20T17:20:28","slug":"tremonti-in-difesa-del-posto-fisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5649","title":{"rendered":"TREMONTI IN DIFESA DEL MODELLO DEL POSTO FISSO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DIRE, COME FA IL MINISTRO DELL&#8217;ECONOMIA, CHE LA SICUREZZA DEL LAVORO E DEL REDDITO E&#8217; UN BENE DELLA VITA E&#8217; UNA OVVIETA&#8217;. MA SOSTENERE CHE QUESTO BENE SI DIFENDE RIPROPONENDO COME REGOLA GENERALE QUELLA DEL POSTO FISSO A VITA E&#8217; DEMAGOGIA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Antonio Troise, pubblicata da <\/em>il Mattino<em>, il 20 ottobre 2009<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Tremonti si \u00e8 convertito: ora dice che \u00e8 meglio il posto fisso. E&#8217; d&#8217;accordo?<br \/>\n<\/strong>Se intende dire che la sicurezza del lavoro e del reddito \u00e8 un bene della vita, dice una ovviet\u00e0. Se intende dire, allineandosi con Bertinotti, che questo bene si pu\u00f2 ancora proteggerlo, come regola generale, applicando il modello del posto fisso a vita, fa della demagogia.<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 demagogia?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 oggi il ritmo di obsolescenza delle tecniche applicate, ma anche dei prodotti e delle stesse aziende che li producono, non si misura pi\u00f9 in decenni, come all\u2019epoca in cui fu disegnato il nostro diritto del lavoro attuale: lo si misura in anni, se non addirittura in mesi. Promettere ai lavoratori una sicurezza fondata essenzialmente sull\u2019ingessatura dei rapporti con le aziende significa ingannarli.<br \/>\n<strong>Tremonti, per\u00f2, parlava ai lavoratori di una Banca, dove in genere il modello del posto fisso funziona.<br \/>\n<\/strong>Se ha inteso dire che quel modello pu\u00f2 continuare a costituire la regola generale, si sbaglia di grosso. In realt\u00e0 quel modello divide in due la forza-lavoro, tra protetti e non protetti, scaricando su questi ultimi tutto il peso della flessibilit\u00e0 di cui il sistema ha bisogno. Ne sanno qualche cosa i giovani che oggi entrano nel nostro mercato del lavoro. Ma non giova neppure a quelli che il \u201cposto fisso\u201d l\u2019hanno conquistato: perch\u00e9 quando arriva una crisi occupazionale anche loro perdono il posto. E allora si accorgono di che cosa significa un mercato del lavoro vischioso, oltre che povero di servizi.<br \/>\n<strong>Il ministro dell&#8217;Economia sostiene che la mobilit\u00e0 del lavoro \u00e8 figlia della globalizzazione. Lei concorda?<br \/>\n<\/strong>La mobilit\u00e0 del lavoro \u00e8 una conseguenza necessaria della dinamicit\u00e0 del sistema produttivo, dell\u2019evoluzione tecnologica. Certo, questa \u00e8 favorita dall\u2019intensificarsi degli scambi internazionali. Con questi fenomeni, se vogliamo rimanere dentro l\u2019Unione Europea, dobbiamo imparare a fare i conti. Dobbiamo anche imparare a prendere il meglio della globalizzazione, e non soltanto gli effetti negativi.<br \/>\n<strong>Pi\u00f9 precisamente, che cosa intende dire?<br \/>\n<\/strong>Che dobbiamo imparare ad attirare nel nostro Paese il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale, che porta innovazione e in molti settori pu\u00f2 valorizzare il nostro lavoro meglio di quanto non facciano gli imprenditori italiani. Oggi l\u2019Italia \u00e8 il fanalino di coda in Europa per capacit\u00e0 di intercettare gli investimenti nel mercato globale dei capitali. Tra le cause principali del nostro ritardo c\u2019\u00e8 proprio il nostro sistema di relazioni industriali e questo nostro diritto del lavoro che piace tanto a Tremonti e a Brunetta.<br \/>\n<strong>Anche al ministro Brunetta?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: nel maggio scorso si \u00e8 spinto ad affermare che il nostro mercato del lavoro con le sue regole e i suoi servizi \u00e8 il migliore del mondo. Poi Sacconi, nel suo <em>Libro bianco<\/em>, citando Marco Biagi, ha detto invece che \u00e8 il peggiore d\u2019Europa. Sarebbe il caso che si mettessero d\u2019accordo.<br \/>\n<strong>Lei vede una contraddizione tra quel che ha detto Tremonti e la riforma del mercato del lavoro del ministro Sacconi?<br \/>\n<\/strong>In realt\u00e0 anche Sacconi, pur citando Marco Biagi, sembra avere sposato la linea della conservazione dell\u2019esistente.<br \/>\n<strong>Tremonti boccia anche il sistema del <em>welfare<\/em> americano: quel modello \u00e8 del tutto irrealizzabile in Italia?<br \/>\n<\/strong>Il modello a cui dobbiamo ispirarci non \u00e8 quello statunitense. Semmai quello nordeuropeo, fondato sulla coniugazione della massima possibile flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con la massima possibile sicurezza per i lavoratori, che devono essere robustamente assistiti nei processi di aggiustamento industriale.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista politico pi\u00f9 generale, non le sembra che la destra si stia appropriando di una posizione che per anni \u00e8 stata appannaggio della sinistra?<br \/>\n<\/strong>Vedo pi\u00f9 che altro, in queste uscite estemporanee dei nostri ministri, la smania di catturare a tutti i costi l\u2019attenzione dei media. \u00c8 la politica dell\u2019annuncio quotidiano; che poi esso sia poco coerente con ci\u00f2 che il Governo fa in concreto, per esempio con la politica del Governo di massima espansione dei contratti a termine, di conservazione del regime di <em>apartheid<\/em> tra protetti e non protetti, a loro importa pochissimo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIRE, COME FA IL MINISTRO DELL&#8217;ECONOMIA, CHE LA SICUREZZA DEL LAVORO E DEL REDDITO E&#8217; UN BENE DELLA VITA E&#8217; UNA OVVIETA&#8217;. 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