
{"id":56669,"date":"2020-08-31T15:54:32","date_gmt":"2020-08-31T14:54:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56669"},"modified":"2020-08-31T16:12:10","modified_gmt":"2020-08-31T15:12:10","slug":"quando-il-settore-pubblico-da-il-meglio-di-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56669","title":{"rendered":"QUANDO IL SETTORE PUBBLICO D\u00c0 IL MEGLIO DI S\u00c9"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un caso di buon funzionamento di una amministrazione pubblica, pur nella fase difficilissima della pandemia nella primavera scorsa: il Comune di Firenze<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista <strong>a Cecilia Del Re<\/strong>, Assessore all&#8217;Urbanistica, all&#8217;Ambiente, all&#8217;Agricoltura urbana, al Turismo, alle Fiere e Congressi,\u00a0Innovazione tecnologica del Comune di Firenze, pubblicata dal<\/em> Corriere Fiorentino <em>il 6 agosto 2020, con alcuni tagli per motivi di spazio &#8211; La pubblico doverosamente per documentare un caso di buon funzionamento di una amministrazione pubblica, pur nella fase difficilissima della pandemia nella primavera scorsa &#8211; In argomento v. anche i numerosi documenti e interventi raccolti nel nuovo portale sullo <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56468\">Smart working<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_53028\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=53028\" rel=\"attachment wp-att-53028\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-53028\" class=\"size-medium wp-image-53028\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cecilia-Del-Re-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cecilia-Del-Re-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cecilia-Del-Re-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cecilia-Del-Re.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-53028\" class=\"wp-caption-text\">Cecilia Del Re<\/p><\/div>\n<p>Efficienza e rapidit\u00e0 nel dare risposte a cittadini e imprenditori: quel che si chiede agli uffici comunali (ultimi in ordine di tempo sono stati gli Architetti) in sostanza \u00e8 sempre questo. Giusto. Ma come si pu\u00f2 garantire ci\u00f2 che \u00e8 dovuto con svariate centinaia di dipendenti in meno di quelli che servirebbero? A sollevare la domanda \u00e8 l&#8217;assessora Cecilia Del Re che, tra le altre, oltre alla delega all&#8217;urbanistica, ha anche quella all&#8217;innovazione tecnologica e sistemi informativi.<\/p>\n<p>\u201cNel 2010 il Comune di Firenze aveva 5.400 dipendenti diretti, oggi ne ha 3.900. E&#8217; una situazione di diminuzione\u00a0del personale generalizzata, che riguarda tutti gli enti locali, che per\u00f2 diventa cruciale nel momento in cui si ragiona sulla destinazione dei fondi che arriveranno dall&#8217;Europa attraverso il Recovery Fund: benissimo investirli sul territorio per potenziare infrastrutture e servizi, ma servono i dipendenti della Pubblica Amministrazione per lavorare su questi progetti. In dieci anni il Comune\u00a0ha perso 1.500 dipendenti a causa del blocco del turn over che inizialmente imponeva di non assumere per poi essere allentato e consentire una nuova assunzione ogni cinque pensionamenti. Da due anni possiamo assumere in misura pari alle uscite e nel 2019 nel Comune di Firenze sono entrati 450 dipendenti: ma dieci anni di blocco non si recuperano\u201d.<\/p>\n<p>Per far s\u00ec che la macchina comunale sia efficiente \u00e8 necessario tornare sui livelli di dieci anni fa?<\/p>\n<p>\u201cNon necessariamente, ma servono pi\u00f9 dipendenti e soprattutto servono figure tecniche qualificate per i diversi settori, dall&#8217;edilizia all&#8217;ambiente, per non parlare del campo dei sistemi informativi: si parla spesso di digitalizzazione, benissimo, ma per metterla in pratica servono gli informatici. L&#8217;anagrafe del Comune ha, per esempio, la met\u00e0 dei dipendenti rispetto al 2009, ma oggi oltre il 50% dei certificati si fa online: per far questo per\u00f2 servono tecnici\u00a0informatici, magari in numero inferiore rispetto ai dipendenti che erano in servizio all&#8217;anagrafe. E sono figure con competenze molto specifiche, perci\u00f2 richieste con forza dal privato che ce le porta via perch\u00e9 si pu\u00f2 permettere di pagarle di pi\u00f9. In Comune un informatico neo assunto guadagna 1.100 euro al mese. Sa qual \u00e8 il risultato? L&#8217;anno scorso abbiamo fatto un bando per assumere 38 informatici: ne abbiamo trovati 28 e 4 se ne stanno gi\u00e0 andando perch\u00e9 hanno trovato posti di lavoro remunerati meglio\u201d.<\/p>\n<p>E meno male che questi 28 c&#8217;erano, altrimenti sarebbe stata dura gestire lo smart working durante i mesi scorsi&#8230;<\/p>\n<p>\u201cEsatto. All&#8217;inizio della pandemia il Comune di Firenze aveva 40 dipendenti in smart working che nel giro di pochi giorni sono saliti quasi a duemila: senza una buona squadra di esperti informatici sarebbe stato impossibile riuscirci. Questo \u00e8 l&#8217;esempio migliore per dimostrare che per migliorare l&#8217;efficienza del Paese serve una riflessione seria sulla riforma della Pubblica Amministrazione, che abbia al centro il tema dei suoi dipendenti, in numero e in competenze, come avviene in altri paesi europei, vedi la Francia, che ha un numero di dipendenti pubblici doppio rispetto all&#8217;Italia in proporzione agli abitanti e punta molto su formazione e competenze. Invece da noi persiste un atteggiamento che punta principalmente al ribasso anzich\u00e9 ragionare su un nodo cruciale. Addirittura durante la pandemia la ministra Lamorgese ha emesso un decreto che in qualche modo ha imposto nuove restrizioni alle assunzioni: avevamo in programma un piano per l&#8217;assunzione di 113 persone nel 2020 e ci siamo dovuti mettere a rifare i calcoli secondo i nuovi criteri. Per fortuna il saldo alla fine \u00e8 invariato, potremo fare nuove assunzioni, compresi ad esempio nuovi tecnici istruttori all&#8217;edilizia, ma la data dei concorsi \u00e8 slittata in avanti e le modalit\u00e0 per realizzarli si sono molto complicate\u201d.<\/p>\n<p>Lo smart working \u00e8 stata una vacanza mascherata a spese dei contribuenti come qualcuno sostiene?<\/p>\n<p>&#8220;Non si pu\u00f2 generalizzare, dipende dalle persone. Sicuramente nei grandi enti c&#8217;\u00e8 di sicuro chi ha lavorato anche pi\u00f9 di prima per gestire un&#8217;emergenza di dimensioni enormi, mentre nelle posizioni non apicali pu\u00f2 esserci stato\u00a0chi ha fatto di meno. Il punto \u00e8 che anche durante lo smart working ci deve essere una pianificazione del lavoro e un\u00a0monitoraggio da parte dal datore di lavoro ed il Comune, come molti altri enti pubblici, si \u00e8 trovato a gestire una transizione di questa portata in pochissimo tempo. Il modello organizzativo dello smart working deve essere ancora implementato, il nostro Comune era in fase di sperimentazione quando \u00e8 scoppiata la pandemia, e quindi ci possono essere stati degli effetti distorsivi. In tanti per\u00f2 vanno ringraziati perch\u00e8\u00a0i servizi sono andati avanti e la citt\u00e0 non si \u00e8 fermata&#8221;.<\/p>\n<p>Per\u00f2 il fatto che il rientro in ufficio stia procedendo con tempi pi\u00f9 lenti rispetto al privato \u00e8 vero&#8230;<\/p>\n<p>\u201cE&#8217; una disposizione della direzione generale basata sui provvedimenti governativi: se lo stato di emergenza non fosse stato prorogato, tutti i dipendenti avrebbero potuto rientrare prima in servizio. Con la proroga \u00e8 stato disposto un rientro graduale negli uffici, da concordare con i sindacati. Oggi il 60% dei nostri dipendenti \u00e8 in ufficio tutta la settimana, il 40% ancora in smart working per met\u00e0 della settimana\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un caso di buon funzionamento di una amministrazione pubblica, pur nella fase difficilissima della pandemia nella primavera scorsa: il Comune di Firenze . 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