
{"id":56908,"date":"2020-10-03T15:05:27","date_gmt":"2020-10-03T14:05:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56908"},"modified":"2020-10-03T15:13:02","modified_gmt":"2020-10-03T14:13:02","slug":"un-appello-per-lilva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56908","title":{"rendered":"UN APPELLO PER L&#8217;ILVA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La fabbrica, per difficolt\u00e0 di mercato e per mancanza di cassa, si sta lentamente spegnendo: i volumi di produzione e manodopera si <\/span><span style=\"color: #993300;\">assottigliano, m<\/span><span style=\"color: #993300;\">entre il nebulosissimo progetto governativo di &#8220;decarbonizzazione&#8221; oggi serve solo a tenere a distanza gli imprenditori potenzialmente interessati a rilevare l&#8217;impianto<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAppello del 26 settembre 2020 di un gruppo di sei ex-dirigenti dello stabilimento tarantino (questo sito ha gi\u00e0 ospitato gli interventi di due di essi: <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55204\">Roberto Pensa<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55294\">Biagio De Marzo<\/a>); lo pubblico volentieri come contributo convincente per la comprensione dei problemi concreti della pi\u00f9 grande acciaieria d&#8217;Europa, nonostante il mio dissenso su qualche passaggio\u00a0 (peraltro del tutto marginale) &#8211; In argomento v. anche<\/em> <em>il mio articolo pubblicato su <\/em>lavoce.info<em> il 29 novembre 2019, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54263\">Il capitale sociale che manca all&#8217;ex-Ilva<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56936\" rel=\"attachment wp-att-56936\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-56936\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-3-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-3-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-3.jpg 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La Babele sullo stabilimento di Taranto<br \/>\n<\/strong>Attualmente uno dei dossier pi\u00f9 importanti e strategici per l\u2019Italia all\u2019attenzione del Governo \u00e8 quello relativo\u00a0all\u2019acciaieria ex Ilva di Taranto, gestita da ArcelorMittal Italia.<br \/>\nIl Partito Democratico\u00a0ha presentato di recente (Roma 14 settembre 2020) il documento \u201cTARANTO CAPITALE DEL GREEN NEW DEAL\u201d, che affronta la questione sempre pi\u00f9 grave e drammatica di quello che era il pi\u00f9 grande impianto produttivo siderurgico europeo.<\/p>\n<p>Questo del PD, ultimo dei documenti e delle dichiarazioni stravaganti alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni, mostra una inadeguata consapevolezza dei processi siderurgici nel mondo, della complessit\u00e0 e durata della trasformazione della siderurgia che elimini il carbonio dal suo ciclo produttivo (Obiettivo 2050) e, persino, della situazione reale della fabbrica di Taranto.<\/p>\n<p>Le recenti dichiarazioni dei ministri Gualtieri, Boccia e Provenzano e quelle del presidente della regione Puglia Michele Emiliano, prima, in campagna elettorale e dopo, sono la chiara dimostrazione di come, a fronte del disastro economico e sociale che incombe, vengano \u201cpesate\u201d le enormi criticit\u00e0 della fabbrica,\u00a0le sue problematiche antiche e quelle sopraggiunte\u200b e aggravate dal commissariamento di Ilva Spa in amministrazione straordinaria e dalla gestione ArcelorMittal Italia.<\/p>\n<p>Il modo con cui si sta trattando il problema ex Ilva fa pensare quasi a una grande operazione di distrazione di massa, per non dire una vera e propria distorsione della realt\u00e0, consapevole o no che essa sia.<br \/>\n\u00c8 veramente incredibile che dopo 8 anni, dopo un percorso che attraverso la definizione dell&#8217;AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) normalizzava la questione ambientale dello stabilimento regolamentandone i processi, richiedendo limiti emissivi inferiori alle normative europee, adeguando gli impianti alle migliori tecnologie, si voglia ripartire su un percorso totalmente diverso, di elevata complessit\u00e0, dimenticando lo stabilimento che esiste, che ha avviato e in molti casi completato i costosi interventi di adeguamento, che \u00e8 fatto in un certo modo per cui deve produrre acciaio ogni giorno, che deve affrontare la concorrenza internazionale, che d\u00e0 ogni giorno lavoro a circa 10-12000 persone (compreso l&#8217;indotto), che ha alle spalle una citt\u00e0 di circa 200 mila persone e una provincia di circa 400mila persone da esso profondamente dipendente. Si vuole illudere la gente (ma fino a quando?) con il progetto dell&#8217;\u201cacciaio green\u201d a breve termine. Questo progetto va perseguito perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;ottima cosa ed \u00e8 dovere della siderurgia europea affrontare questo percorso: naturalmente occorrono finanziamenti, esistono rischi industriali e soprattutto necessitano lunghi tempi tecnici per studi, valutazioni e realizzazioni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Cerchiamo di stare con i piedi in terra! <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019acciaio \u201cgreen\u201d \u00e8 un\u200b progetto per il quale occorrono decenni, investimenti massicci, ipotesi produttive e di efficienza tutte da dimostrare. E nel frattempo che cosa si fa? Le 12.000 persone\u200b le mandiamo a coltivare i mitili o ad accompagnare i turisti nel Borgo Antico? O a preparare gli impianti per i Giochi del Mediterraneo del 2026? Con i progetti europei possiamo lanciarci verso qualsiasi soluzione moderna e adeguata allo sviluppo tecnologico e di difesa della salute dei cittadini, ma nel frattempo cosa facciamo di questo stabilimento, da domani in avanti? Questa \u00e8 la risposta mancante ed elusa da tutti.\u00a0\u00c8 molto facile indicare obiettivi futuristici\u00a0dimenticando che ogni giorno ci sono 12.000 famiglie che devono vivere e alle quali occorre indicare una prospettiva degna e sicura. La cortina fumogena della &#8220;decarbonizzazione&#8221; e di preridotto, gas metano, impiego di idrogeno e delle ormai troppe fantasie tecniche che girano sulla fabbrica, serve in realt\u00e0, a creare alibi, nebulosit\u00e0 e a giustificare il non procedere; forse a nascondere gravi e drammatiche decisioni quali la chiusura della fabbrica.<br \/>\nIn questa vicenda, che oggi vede una fabbrica paralizzata, un indotto in difficolt\u00e0 e migliaia di persone in cassa integrazione, il governo resta silente e lavora su ipotesi &#8220;green&#8221;. In pi\u00f9, va tenuto conto che la gestione di AMI da oltre un anno, per difficolt\u00e0 economiche, \u00e8 indotta a operare per priorit\u00e0 con manodopera ridotta, rinviando attivit\u00e0 e acquisto di ricambi: questo espone la fabbrica a un progressivo degrado e a potenziali rischi per il personale e per la popolazione in considerazione della particolarit\u00e0 delle produzioni e dei suoi impianti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56937\" rel=\"attachment wp-att-56937\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-56937\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-4.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-4.jpg 259w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilva-4-150x112.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>Alcune semplici considerazioni realistiche. <\/strong><\/p>\n<p>La principale criticit\u00e0 che sta accompagnando la vita della ex ILVA, oggi AMI, \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di fare profitto o meglio l&#8217;impossibilit\u00e0 di realizzare i volumi produttivi necessari perch\u00e9 questa azienda possa diventare profittevole. Un\u2019azienda privata non pu\u00f2 gestire una fabbrica perdendo considerevoli quantit\u00e0 di denaro.<\/p>\n<p>La fabbrica, oggi gestita da AMI, per difficolt\u00e0 di mercato e per mancanza di cassa, si sta lentamente spegnendo assottigliando i volumi di produzioni e la manodopera!<\/p>\n<p>La nostra politica, sia locale sia nazionale, richiede anche di effettuare una conversione impiantistica (la fantomatica decarbonizzazione: a oggi a chi \u00e8 ben chiara?) che comporter\u00e0, oltre ai rilevanti costi di investimento, anche maggiori costi di gestione che non potranno consentire la competitivit\u00e0 sui mercati e il mantenimento dei livelli occupazionali. Esistono tuttora perplessit\u00e0, anche tra gli addetti ai lavori, per modalit\u00e0, fattibilit\u00e0, tempi e costi: questa visione rende praticamente impossibile reperire un partner privato e lo Stato dovr\u00e0 farsene carico.<\/p>\n<p><strong>Cosa accade in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>Non esistono in Europa stabilimenti siderurgici a ciclo integrale come quello di Taranto che abbiano deciso di fermare gli impianti in\u00a0 attesa della disponibilit\u00e0 delle nuove tecnologie concretizzate in impianti in piena scala affidabili come quelli attualmente in funzione.<br \/>\n\u00c8 vero che quasi tutti i maggiori gruppi siderurgici europei hanno avviato sperimentazioni su scala pilota di tecnologie che puntano alla realizzazione degli obiettivi suddetti in un arco di tempo di almeno trent&#8217;anni, con ingenti investimenti e disponibilit\u00e0 di energia elettrica da fonti rinnovabili e a costi accessibili.<br \/>\nPer restare alla siderurgia, la Commissione Europea, grazie all&#8217;azione congiunta di imprese e organizzazioni sindacali europee, ha previsto una serie di strumenti per accompagnare questa enorme trasformazione. In particolare, nel prossimo programma quadro europeo di ricerca e innovazione (<em>Horizon Europe<\/em>), \u00e8 prevista la creazione di una PPP (Public-Private-Partnership), un organismo pubblico-privato, dotato di fondi pubblici e privati per lo sviluppo e l&#8217;applicazione di nuove tecnologie basate sulla progressiva\u00a0eliminazione del carbonio dal ciclo produttivo e sua sostituzione con altri elementi riducenti quali, ad esempio, l&#8217;idrogeno. Anche il Fondo per l&#8217;Innovazione (<em>Innovation Fund<\/em>) sar\u00e0 disponibile per finanziare la fase di trasferimento dei risultati di ricerca verso la dimensione industriale. Infine, anche il fondo di recupero dell&#8217;economia europea dalle conseguenze della Pandemia da COVID-19 (<em>Recovery Fund<\/em>) potr\u00e0 essere utilizzato dagli Stati Membri dell&#8217;Unione Europea per accompagnare questo lungo e complicato processo di cambiamento dell&#8217;economia.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della siderurgia europea per la de-carbonizzazione dei processi siderurgici, facendo presenti necessit\u00e0 di finanziamenti, tempi e rischi, sembra sincero, condiviso e per noi condivisibile.<\/p>\n<p><strong>Valutazioni per i \u201cdecisori\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Noi sottoscrittori di queste note, siderurgici per alcuni decenni, che conosciamo la fabbrica, abbiamo esposto per tempo le valutazioni che qui riprendiamo e fervidamente sottoponiamo ai \u201cdecisori\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 I) L\u2019utilizzo dell&#8217;idrogeno per la produzione di acciaio non \u00e8 una tecnologia praticabile a breve. In base alle attuali conoscenze, essa \u00e8 solo una strada parallela da percorrere per ridurre, in maniera modesta, l&#8217;impiego del carbone in altoforno.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 II) Il progetto della riduzione diretta abbinata all&#8217;acciaieria elettrica, che certamente non \u00e8 una novit\u00e0,\u00a0\u00e8 improponibile per gli elevati costi dell&#8217;energia elettrica e del metano.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 III) Una azione industriale seria deve essere frutto di una visione realistica della effettiva, critica situazione e deve accelerare il processo del recupero produttivo nel rispetto dei vincoli e parametri ambientali imposti dall&#8217;AIA.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 IV) Sono urgentissimi sia la ridefinizione del rapporto con la multinazionale Mittal e dei piani industriali della controllata AMI, sia il rafforzamento della vigilanza del Governo sul rispetto degli accordi e perch\u00e9 non vengano trasferite altrove quote di mercato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 V) \u00c8 ben noto che, per lo stabilimento di Taranto, una produzione di acciaio inferiore ai 6 milioni di tonnellate\/anno non consentir\u00e0 mai un bilancio aziendale accettabile e quindi il mantenimento di adeguati livelli occupazionali.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>\u00a0 VI) L\u2019applicazione al Siderurgico di Taranto della VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario), finalmente rivalutata dal Ministero dell\u2019ambiente, e della recentissima VIS ISTISAN 19\/9 del Ministero della salute, implementate sui vari assetti dello stabilimento, significherebbe stabilire definitivamente che la sostenibilit\u00e0 ambientale e sanitaria viene prima di quella economica e, in funzione dei loro esiti, farebbe scattare il confronto con un clima di \u201cpacificazione\u201d con la cittadinanza.<\/p>\n<p>Si esca, dunque dalle fantasie e si passi ad azioni concrete, altrimenti non sar\u00e0 possibile tenere in funzione la fabbrica e il capitolo produzione di acciaio a ciclo integrale in Italia sar\u00e0 definitivamente concluso.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=54269\" rel=\"attachment wp-att-54269\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-54269\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera-150x61.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Ilva-5-esterno-sera.jpg 351w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come procedere<\/strong><\/p>\n<p>Riteniamo ragionevolmente necessario procedere per fasi:<\/p>\n<p>1 &#8211; la conclusione dei lavori di adeguamento dello stabilimento alle normative che regolano le emissioni derivanti dai processi produttivi e dalla logistica (impatto ambientale di carattere &#8220;tradizionale&#8221;);<\/p>\n<p>2 &#8211; il ritorno dello stabilimento a una situazione di normalit\u00e0 produttiva con l&#8217;attuale impiantistica, riavviando nel pi\u00f9 breve tempo possibile tutti gli impianti fino a raggiungere il massimo livello di produzione possibile con un rischio sanitario accettabile all\u2019esito della VIIAS e della ISTISAN 19\/9 e consentito dall&#8217;andamento del mercato, con la massima occupazione possibile.<\/p>\n<p>3 &#8211; Quanto alla de-carbonizzazione dei processi produttivi, essa \u00e8 un obiettivo che riguarda tutti i settori industriali e tutta l&#8217;economia come previsto dalla legislazione europea sul cambiamento climatico, aggiornata dal &#8220;Green Deal&#8221;.<\/p>\n<p>Restiamo fiduciosi che il Governo italiano sappia agire efficacemente per accompagnare lo stabilimento di Taranto sul doppio binario del ritorno alla massima produzione possibile e dello sviluppo di nuove tecnologie per la de-carbonizzazione del ciclo siderurgico, in stretto contatto con AMI, organizzazioni competenti, sindacati dei lavoratori, istituzioni locali e cittadinanza, il tutto nella massima trasparenza e mettendo fine a ogni strumentalizzazione politico\/elettoralistica.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 molto tempo per agire. Se non si mette fine al chiacchiericcio inconcludente e non si prendono rapidamente le decisioni necessarie, lo stabilimento sar\u00e0 condannato a una progressiva irrilevanza, unita al trasferimento della sua produzione in altri stabilimenti del gruppo ArcelorMittal e alla chiusura definitiva, con conseguenze terribili per i lavoratori e per il territorio.<\/p>\n<p>Taranto 26 settembre 2020<\/p>\n<p>Filippo Catapano<\/p>\n<p>Michele Conte<\/p>\n<p>Biagio De Marzo<\/p>\n<p>Enrico Gibellieri<\/p>\n<p>Pasquale Lenzi<\/p>\n<p>Roberto Pensa<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fabbrica, per difficolt\u00e0 di mercato e per mancanza di cassa, si sta lentamente spegnendo: i volumi di produzione e manodopera si assottigliano, mentre il nebulosissimo progetto governativo di &#8220;decarbonizzazione&#8221; oggi serve solo a tenere a distanza gli imprenditori potenzialmente interessati a rilevare l&#8217;impianto . 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